
Originariamente Scritto da
Florian
Con Fini il ritorno della politica
di Fabrizio Tatarella
Il primo pensiero politico organizzato è stato espresso da Platone nella Repubblica. La politica è “technè”, è la forma superiore della “technè”: “Technè” politichè. L’immagine usata per la politica da Platone è quella del timone come strumento di governo della nave. Una tecnica, la politica, che è la più complicata perché devi insieme conoscere la nave e l’equipaggio, la superficie del mare, i fondali, le stelle.
La politica, come tutte le cose, ha i suoi tempi e ogni tempo ha le sue specificità, non essendo mai uguale a se stesso. Tornando al concetto di navigazione, rapportandolo ai nostri tempi, ad esempio, potremmo notare che le carte geografiche non sono più eurocentriche. Le nuove carte geografiche hanno per centro l’America, le prossime avranno per centro l’Asia. La bussola, l’intelligenza è ancora la stessa, ma a cambiare sono gli spazi, più estesi e, conseguentemente, le rotte.
E se la realtà cambia, la politica, a maggior ragione, non può restare uguale. Se la politica pensa di poter restare uguale, mentre cambia la realtà, ad un certo punto è la realtà che cambia la politica.
Entrando in un mondo nuovo, serve diffidare delle vecchie cartine geografiche, delle vecchie formule politiche, dei vecchi schemi culturali, dei vecchi luoghi mentali e delle vecchie parole chiave. La società è cambiata e continuerà a cambiare sempre più velocemente grazie al processo di globalizzazione.
Gianfranco Fini ha avuto, in questa nuova fase della politica in una società che cambia velocemente, il merito, ed il coraggio, di affrontare questioni nuove, rischiando di apparire isolato, traditore di un passato. Vi sono temi come quelli dell’integrazione e dei diritti civili.
che appartengono al dibattito della società a cui la politica è obbligata a dare delle risposte, non prima di aver posto delle domande, alimentato il dibattito e facendo sorgere dubbi.
Forse gli “strappi” finiani sono stati molti e vistosi: laicità, integrazione, diritti agli immigrati regolari, nuova cittadinanza, lotta all’omofobia e ad ogni discriminazione, patriottismo repubblicano, rispetto della Costituzione e delle istituzioni. Temi che in Italia la vulgata di sinistra ha inteso appropriarsi e per questo appare difficile associarli alla destra “tout court”.
Tuttavia, queste posizioni non sono più una novità in Europa grazie a statisti come Cameron in Inghilterra, Sarkozy in Francia, Reinfeldt in Svezia, Merkel in Germania . Una destra moderna, europea, capace di immaginare prima degli altri il futuro e gettare le basi per realizzarlo, ma comunque una destra o un centrodestra che hanno radici culturali nel Partito Popolare Europeo. La politica è sempre stata questo: un luogo di incontro, di dibattito e discussione per risolvere i problemi. Una “technè”, ritornando a Platone, per governare i cittadini. La politica riguarda tutti, ma non è per tutti. E’ l’arte più nobile mai esistita se indirizzata a migliorare le condizioni del popolo. Per questo è bene che a farla, pensarla, immaginando il futuro per migliorare le condizioni di tutti siano uomini di grandi doti politiche e non pubblicitari o manager. La politica non può ridursi alla mera propaganda dove gli slogan prendono il posto dei ragionamenti e i prodotti da vendere quello delle idee da dibattere. Ecco perché con Fini ritorna la politica. Quella vera.
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