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  1. #1
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    Predefinito L'Italia è strutturalmente di destra?

    In quell'articolo proposto da Giò si diceva che "la sinistra perde anche quando gioca da sola" e che ogni volta si inventa una buona scusa per non fare la sua auto-critica, riproducendo in questo modo le condizioni della prossima sconfitta.

    Ma io mi chiedo se in realtà non esiste veramente una sorta di scusa strutturale, nella misura in cui i valori della sinistra, corrispondendo alla frazione urbana, colta e attiva della middle-class (perché è questo il nucleo elettorale di tutte le sinistre in Europa occidentale), presuppongono un economia nella quale si possa effettivamente costruire una tale middle-class. Cioè un economia moderna, di settori ad alto valore aggiunto, quindi di ottimo livello di formazione e ricerca, etc.

    Ora in Italia, com'è noto, quest'economia non c'è.
    C'è invece un economia fatta di tante piccole imprese, quindi tanti piccoli padroni con pochi dipendenti e un rapporto paternalistico tra di loro, e una funzione pubblica che "assorbe" l'incapacità della prima a creare lavoro e valore in sufficienza per l'insieme della popolazione in età lavorativa.

    Questo quadro, in estrema sintesi, ci spiega come tutto il dibattito politico italiano sia contenuto in questa polarità: impresa/privato/Lombardia/ contro Stato/pubblico/Roma.
    Non c'è, a differenza di altri paesi, una massa critica di dipendenti giovani, universitari, che portano il loro voto alla sinistra moderata.
    Ci sono invece tante persone anziane che hanno paura di tutto e di tutti, ancora legate alla vecchia ignoranza provinciale, alla chiesa, alla mentalità DC. L'Italia che guarda tutte le sere il festival di Sanremo, che non legge libri, che ha lavorato poco e male quando di lavoro ne trovava anche l'analfabeta cafone e che oggi dice che "i giovani non vogliono lavorare", l'Italia che pensa sul serio che "meglio Silvio perché lui i soldi già li ha quindi non ruba", in poche parole un tipo antropologico italiano da niente, quello che si è guadagnato in mezzo mondo una reputazione di merda. Questa Italia vede in Berlusconi il riflesso ideale della sua misera esistenza.

    Quindi: piccola impresa di basso rilievo culturale ed economico + vecchia Italia sanremista = Destra
    Alla sinistra resta la funzione pubblica, il che non basta.

    Ecco perché la sinistra può solo perdere.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  2. #2
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    Predefinito Re: L'Italia è strutturalmente di destra?

    Il fatto è che i comunisti in questo paese, grazie a Dio, sono sempre stati e sono ancora una minoranza rumorosa.

  3. #3
    Mutismo selettivo
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    Predefinito Re: L'Italia è strutturalmente di destra?

    A me sembra che l'Italia sia strutturalmente moderata. Queste elezioni hanno confermato che il nostro non è un popolo che fa scelte radicali: secondo me i molti voti al M5S non sono stati dati con coscienza politica (come avrebbero potuto del resto? Quali sono le proposte concrete di Grillo, a parte l'ambientalismo spicciolo e i vaffa?) ma solo per protesta. Grillo ha incarnato ciò che anni fa fu la Lega, destinataria di voti di protesta di chi aveva perso la bussola e non aveva più fiducia in nessuno.
    Ora mi criticherete, ma io la vedo così: dinosauri democristiani vestiti da liberisti da una parte, cattocomunisti dall'altra. In mezzo i contestatori ondivaghi, infatuati ieri della Lega, oggi di Grillo, e domani di chissà chi (ma non sia mai di un partito di DR, figuriamoci).
    Ultima modifica di NicolòBobadilla; 26-02-13 alle 17:24
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  4. #4
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    Predefinito Re: L'Italia è strutturalmente di destra?

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    In quell'articolo proposto da Giò si diceva che "la sinistra perde anche quando gioca da sola" e che ogni volta si inventa una buona scusa per non fare la sua auto-critica, riproducendo in questo modo le condizioni della prossima sconfitta.

    Ma io mi chiedo se in realtà non esiste veramente una sorta di scusa strutturale, nella misura in cui i valori della sinistra, corrispondendo alla frazione urbana, colta e attiva della middle-class (perché è questo il nucleo elettorale di tutte le sinistre in Europa occidentale), presuppongono un economia nella quale si possa effettivamente costruire una tale middle-class. Cioè un economia moderna, di settori ad alto valore aggiunto, quindi di ottimo livello di formazione e ricerca, etc.

    Ora in Italia, com'è noto, quest'economia non c'è.
    C'è invece un economia fatta di tante piccole imprese, quindi tanti piccoli padroni con pochi dipendenti e un rapporto paternalistico tra di loro, e una funzione pubblica che "assorbe" l'incapacità della prima a creare lavoro e valore in sufficienza per l'insieme della popolazione in età lavorativa.

    Questo quadro, in estrema sintesi, ci spiega come tutto il dibattito politico italiano sia contenuto in questa polarità: impresa/privato/Lombardia/ contro Stato/pubblico/Roma.
    Non c'è, a differenza di altri paesi, una massa critica di dipendenti giovani, universitari, che portano il loro voto alla sinistra moderata.
    Ci sono invece tante persone anziane che hanno paura di tutto e di tutti, ancora legate alla vecchia ignoranza provinciale, alla chiesa, alla mentalità DC. L'Italia che guarda tutte le sere il festival di Sanremo, che non legge libri, che ha lavorato poco e male quando di lavoro ne trovava anche l'analfabeta cafone e che oggi dice che "i giovani non vogliono lavorare", l'Italia che pensa sul serio che "meglio Silvio perché lui i soldi già li ha quindi non ruba", in poche parole un tipo antropologico italiano da niente, quello che si è guadagnato in mezzo mondo una reputazione di merda. Questa Italia vede in Berlusconi il riflesso ideale della sua misera esistenza.

    Quindi: piccola impresa di basso rilievo culturale ed economico + vecchia Italia sanremista = Destra
    Alla sinistra resta la funzione pubblica, il che non basta.

    Ecco perché la sinistra può solo perdere.
    Il problema, buon Tommaso - bentornato tra l'altro - è che tu ricerchi una spiegazione in termini di materialismo dialettico, o almeno così mi sembra.

    In Italia il voto è condizionato da abitudini, appartenenze culturali, regionali, familiari, logiche di fazione e così via.
    Semmai l'Italia è un paese che, ad una forte vocazione individualista, associa un diffuso bisogno di stabilità, che poi si traduce nella ricerca di una 'maggioranza inclusiva' rispettosa delle prerogative di individui e famiglie e al tempo stesso garante di ordine.
    Il fascismo è stato questo, come d'altronde la DC.
    L'arte di essere P.A.

  5. #5
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    Predefinito Re: L'Italia è strutturalmente di destra?

    Riporto da altro forum:


    Derio febbraio 26, 2013 10:19 am Rispondi


    Vorrei tanto condividere l’articolo ma mi sembra che gli autolesionisti nostrani, nelle varie sfumature e casacche indossate, abbiano la maggioranza dei voti e dei seggi in parlamento. Se al 30% dei sinistrati sommate il 25% dei grillini filo-zingari e pro cittadinanza ai baluba, si arriva al 55, se poi aggiungete anche i centristi che sono xenofili allora il quadro è completo, ed aggiungo che hanno anche i voti per l’obbrobriosa legge sulla cittadinanza… sempre ammesso che il centro-destra vi si opponga!!! Quindi non c’è niente da esultare e di cui rallegrarsi, si può solo sperare nel caos generatore di nuove forze e di nuove consapevolezze nel popolo, ancora addormentato dall’ipocrisia immigrazionista….


    Marte Ultore febbraio 26, 2013 55 pm Rispondi


    Purtroppo concordo con le tue perplessità, e temo che la maggioranza dei “votanti”, siano a favore delle forze dell’entropia, anche se non ne hanno molto ben chiari i propositi. Semplicemente va di moda mostrarsi così, se navighi su internet, o giri sentirai commenti vomitevoli sugli italiani che non hanno votato la sinistra, o al limite proprio il centro, o grillo, con aggiunta di minacce nemmeno velate. Non ho mai sentito lo stesso tenore da parte degli elettori di centro destra nemmeno quando hanno manifestato di possedere una forza schiacciante. E’ la mentalità che è diversa, la stessa mentalità che fa apparire un’esecrabile e condannabile dalla magistratura irruzione squadrista l’ingresso di alcuni militanti di forza nuova o casapound con striscioni alle manifestazioni, ma vedono edulcorate vere e proprie aggressioni fisiche da parte di componenti di centri sociali, femministe, ecc. Loro hanno ideale “giusti”, o così passa il messaggio, anche se sbagliano il metodo. Sono i famigerati compagni che sbagliano, che mai ci siamo lasciati indietro. Idee giuste, metodi troppo irruenti, forse, da ragazzotti. Ma di là invece il Male assoluto, e non importa con quanto garba e rispetto ci si presenti, sono le idee stesse e quindi l’essere umano che le professa, ad essere il nemico. Finché la maggioranza silenziosa avrà timore della minoranza, della riprovazione sociale, non andremo da nessuna parte. La destra estrema deve iniziare ad assomigliare alla sinistra, non dirò in quale tipo di azioni, perché tutti mi avete capito cosa intendo. Io personalmente sono lontano da loro, ma mi rendo conto che solo con una Estrema veramente estrema, a fare da spartiacque e bilanciare gli estremisti sinistrati, ci sarà quello spazio politico, quella legittimità nelle anime belle dell’opinione pubblica e delle elites ch ci governano, che ora manca. Gli innumerevoli video sugli elettori “occulti” del pdl, ovviamente conditi dalle solite minacce, quei milioni che non si professano mai, ma che poi diligentemente votano la loro protesta al sistema dittatoriale che esiste nei fatti, sono a testimoninaza di questa situazione. Ecco, se vogliamo che ci sia una Destra rispettata, oltre che rispettabile, come già è perché ha dimenticato da tempo gli eccessi, è necessario che ci sia un’Estrema destra temuta, e non rispettabile, se parliamo di canoni democratici.
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  6. #6
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    Predefinito Re: L'Italia è strutturalmente di destra?

    Citazione Originariamente Scritto da NicolòBobadilla Visualizza Messaggio
    A me sembra che l'Italia sia strutturalmente moderata. Queste elezioni hanno confermato che il nostro non è un popolo che fa scelte radicali: secondo me i molti voti al M5S non sono stati dati con coscienza politica (come avrebbero potuto del resto? Quali sono le proposte concrete di Grillo, a parte l'ambientalismo spicciolo e i vaffa?) ma solo per protesta. Grillo ha incarnato ciò che anni fa fu la Lega, destinataria di voti di protesta di chi aveva perso la bussola e non aveva più fiducia in nessuno.
    Ora mi criticherete, ma io la vedo così: dinosauri democristiani vestiti da liberisti da una parte, cattocomunisti dall'altra. In mezzo i contestatori ondivaghi, infatuati ieri della Lega, oggi di Grillo, e domani di chissà chi (ma non sia mai di un partito di DR, figuriamoci).
    Siamo d'accordo, in Italia la DC governa sempre.
    Sono anche d'accordo con l'Orco: il comunismo italiano, forse con l'eccezione degli anni del boom economico quando la grande impresa cominciava a dominare almeno sul piano ideologico, è stato sempre molto minoritario.

    Finita l'era industriale, ci siamo ritrovati con un economia da micro-imprese, cioè un economia fatta da piccoli-borghesi anti-tasse, anti-intellettuali, profondamente anti-comunisti. Questi erano per Mussolini, poi per la DC, poi per Berlusconi, etc.
    Su questo forum questa classe piccolo-borghese è rappresentata in tutte le sezioni. Sul fondoscala c'è per esempio Feliks e tanti ex-comunisti, su politica nazionale c'è Amati, su Economia c'è Orr, e qui basta grattare e scopri che dietro la retorica "radicale" alla fine trovi sempre la solita difesa della piccola impresa, dell'imprenditore, dell'economia liberista e del tipo umano adeguato ad essa.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  7. #7
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    Predefinito Re: L'Italia è strutturalmente di destra?

    Citazione Originariamente Scritto da Pieralvise Visualizza Messaggio
    Il problema, buon Tommaso - bentornato tra l'altro - è che tu ricerchi una spiegazione in termini di materialismo dialettico, o almeno così mi sembra.

    In Italia il voto è condizionato da abitudini, appartenenze culturali, regionali, familiari, logiche di fazione e così via.
    Semmai l'Italia è un paese che, ad una forte vocazione individualista, associa un diffuso bisogno di stabilità, che poi si traduce nella ricerca di una 'maggioranza inclusiva' rispettosa delle prerogative di individui e famiglie e al tempo stesso garante di ordine.
    Il fascismo è stato questo, come d'altronde la DC.
    Parli di un "problema" nel cercare la spiegazione nel materialismo, ed intanto siamo d'accordo sulla sostanza: quella "forte vocazione individualista" dove nasce, se non nella forma dominante dell'economia italiana?
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  8. #8
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    Predefinito Re: L'Italia è strutturalmente di destra?

    Secondo quelli che dicono il MoV essere di sinistra allora oggi il popolo italiano non è più di destra visto che la maggioranza assoluta dell'elettorato ha votato liste di sx (PD, SEL, Rivoluzione Civile e MoV superano il 50%)
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  9. #9
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    Predefinito Re: L'Italia è strutturalmente di destra?

    per cominciare faccio un'eccezione alla regola e prometto (anche se come dice Maurizio Ferraris "chi facesse una promessa con l’assunto che dall’essere non consegua un dover essere non starebbe in realtà promettendo, ma starebbe mentendo o ingannando") di risparmiarmi argomenti ad personam e più in genere cazzeggi vari per la propiziare la persistenza di Tommaso in questo spazio

  10. #10
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    Predefinito Re: L'Italia è strutturalmente di destra?

    ciò detto riporto questa citazione sulle radici dell'individualismo, da Tommaso e da Preve mi sembra di capire ascritte a un certo mondo anglosassone ("Se il primo momento dell’individualismo è il momento della costituzione attivistica e prometeica dell’esploratore, del pirata, dell’imprenditore, il che fa dell’individualistista un animale generalmente peloso, baffuto e barbuto (Morgan il Pirata), ed il secondo momento dell’individualismo è il momento della coscienza infelice; qui si vuole proporre un'interpretazione alternativa" ecc. ecc.); qui si vuole proporre un'interpretazione alternativa che alle spalle della rivoluzione inglese o meglio del mondo protestante riformato scorge il Rinascimento italiano

    SOCIETA’ E STATO NELL’”UMANESIMO DEL LAVORO”

    "Il giovanissimo Giovanni Gentile sentì precocemente le esigenze che si ponevano agli uomini del suo tempo in rapporto a due fenomeni epocali quali erano “l’esasperato individualismo instaurato nel Rinascimento” (1) ed il nuovo tipo di produzione e di lavoro realizzato dalla rivoluzione industriale."
    Ultima modifica di Troll; 26-02-13 alle 20:32

 

 
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