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    Predefinito Putin scende in campo alle europee. Con Le Pen, Salvini, Jobbik ed Alba Dorata

    Putin scende in campo alle europee. Con Le Pen, Salvini, Jobbik ed Alba Dorata


    DA REDAZIONE, IL 15 APRILE 2014
    Secondo l’autorevole centro studi ungherese Political Capital Policy Research and Consulting Institute, per destabilizzare l’Unione Europea ed estendere l’influenza russa in Europa, il Presidente russo, oltre che della forza militare e del gas, si avvale anche di una coalizione di partiti di estrema destra ed euroscettici in grado di ottenere ampi consensi. La dottrina del conservatorismo post-sovietico e l’odio per l’immigrazione e gli Stati Uniti d’America tra le motivazioni che spingono movimenti europei ad abbracciare lo zar del gas come loro riferimentoUna grande famiglia elettorale europea per ottenere un buon risultato sull’onda dell’euroscetticismo e minare dall’interno il funzionamento di un’Unione Europea che, come dimostrato dal caso ucraino, se agisce unita e con una voce sola è ancora in grado di dare forza allo sviluppo della democrazia e della libertà nel mondo. Questa, secondo quanto riportato da uno studio del marzo 2014 dell’autorevole centro studi ungherese, è la strategia elettorale per le prossime elezioni europee del Presidente russo, Vladimir Putin.Come riportato dal documento visualizzabile a questo link, Putin avrebbe deciso di estendere l’influenza della Russia in Europa non solo con la forza militare e con il gas, come finora fatto rispettivamente con l’Ucraina e con i paesi dell’UE, ma anche con la presenza di una coalizione elettorale a lui fedele in grado di influenzare le decisioni politiche delle Istituzioni europee e, se possibile, rallentare la già fin troppo farraginosa macchina decisionale dell’Europa unita.Il sostegno dato da Putin a questi partiti sarebbe, più che di natura economica, di carattere logistico, con la fornitura di un know how e di una copertura mediatica che, aggiunta all’assistenza data a questi soggetti partitici da Mosca, porta al compattarsi di questa coalizione a partire da elementi di carattere ideologico e propagandistico che, in un’Europa fortemente in crisi, fanno breccia sull’elettorato poco colto ed incolto.Nella rete della coalizione putiniana in Europa sono presenti sopratutto partiti di estrema destra e movimenti euroscettici che, con la critica aspra all’Europa basata sul sentore della pancia della gente più che su valide e fondate argomentazioni, da un lato minano a racimolare consensi e, dall’altro, sviluppano un pensiero di netta opposizione non solo all’UE, ma a tutta la civiltà occidentale nel suo complesso, a cui contrappongono la Russia di Putin come nuovo punto di riferimento geopolitico.Dichiarazioni in tale direzione sono state effettuate, ad esempio, dal capo del Front National francese di Marine Le Pen, che ha invitato a superare l’UE della burocrazia e delle tasse con l’Unione Pan-Europea che, oltre agli stati nazionali europei, comprenda anche Svizzera e Russia, chiudendo le porte alla Turchia.Tra i principali esponenti della coalizione putiniana lo studio annovera anche il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, che ha dichiarato come la Russia sia il futuro e come il Carroccio miri a cementare le relazioni con la Federazione Russa.Su posizioni marcatamente filorusse ci sono anche i greci di Alba Dorata, che, come dichiarato dal loro capo, Nikolaos Michaloliakos, propongono una stretta coalizione con Mosca destinata a dominare l’Europa, in quanto la Grecia è ritenuta superpotenza del mare, mentre la Russia e la superpotenza della terra.A distinguersi per posizioni filo putiniane è anche il movimento di estrema destra ungherese Jobbik che, forte del 20% ottenuto nelle ultime elezioni ungheresi, ritiene necessario costruire un’Unione Euro-Asiatica che valorizzi il ruolo dei popoli e delle regioni, che che veda l’Ungheria esercitare la funzione di ponte tra Europa e Russia.Oltre al Partito Nazionale Britannico, che ha dichiarato che le elezioni politiche russe sono più corrette di quelle che si attuano in Europa, della coalizione filo putiniana che partecipa alle prossime elezioni europee fanno parte anche il Partito della Libertà olandese, la FPO austriaca, i Democratici Svedesi e l’Interesse Fiammingo.Oltre che tattica, la decisione di Putin di formare una coalizione in suo supporto per le prossime elezioni europee è motivata anche dalla dottrina dell’Eurasismo, un preciso progetto ideologico con cui il Presidente russo si è presentato agli elettori durante le elezioni presidenziali del 2012, che prevede la costituzione di una superpotenza russa che compatta sotto la sua egida i paesi dell’Europa, considerata una propaggine della Grande Russia.Questa dottrina, ribattezzata conservatorismo post-sovietico, è pienamente accolta dai partiti di estrema destra europei per contestare l’UE. Non a caso, i Partiti in questione hanno sostenuto i dittatori ucraini, bielorussi e siriani Yanukovych, Lukashenka ed Assad, hanno condannato l’intervento umanitario della NATO in Kosovo, propagano odio verso la Turchia, gli immigrati e il riconoscimento delle coppie di fatto sia etero che omosessuali, attingendo non poco dall’antiamericanismo latente ben radicato in molti dei paesi dell’Unione, Francia e Italia in primis.Questi partiti nulla hanno detto, e semmai hanno persino negato, in merito alle violazioni dei diritti umani perpetrate dalla Russia di Putin in Cecenia e in altri teatri geopolitici, né hanno mai condannato la sistematica repressione della libertà di stampa, di parola, di associazione e di pensiero, con tanto di arresti ed omicidi di attivisti politici e giornalisti.Un preciso monito per le prossime elezioni: salvare la democrazia e la libertàIl rafforzamento della coalizione putiniana, che ha avuto sostenitori, per lo meno sul piano economico, anche da casi singoli appartenenti ad altre famiglie politiche – basti pensare al sostegno a Putin dato da Orban, Berlusconi, Schroder e Tsipras – crea un forte punto di preoccupazione per il mantenimento non solo dell’Unione Europea, ma della civiltà europea in generale.Per evitare il ritorno ad un medioevo politico, in cui l’odio per il diverso e l’assenza di democrazia regolano la cosa pubblica, è auspicabile che ad ottenere il maggior numero di consensi siano quelle forze politiche europee che sostengono un rafforzamento politico dell’UE, in quanto è solo con l’Europa che i paesi dell’Unione possono uscire dalla crisi.Gli elettori europei su questo avranno due opzioni ben precise: sostenere chi propone una maggiore attenzione al sociale e al lavoro, oppure chi continua a dare appoggio al rigore finanziario – nello specifico, rispettivamente PSE e PPE – ma senza mai mettere in discussione i valori che l’Europa è stata in grado di garantire per un secolo circa in un continente devastato da secoli di odi e divisioni: pace, democrazia, libertà, diritti umani e civili.

    Putin scende in campo alle europee. Con Le Pen, Salvini, Jobbik ed Alba Dorata | BUONGIORNO SLOVACCHIA

  2. #2
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    Predefinito Re: Putin scende in campo alle europee. Con Le Pen, Salvini, Jobbik ed Alba Dorata

    Citazione Originariamente Scritto da Francesco Lomazzo Visualizza Messaggio
    Putin scende in campo alle europee. Con Le Pen, Salvini, Jobbik ed Alba Dorata
    si può vedere il video della discesa in campo di Putin con l'estrema destra, o lo archiviamo nell'enorme bidone della spazzatura russofoba, che accomuna i sedicenti democratici europeisti alla propaganda nazifascista di 70 anni fa?

  3. #3
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    Predefinito Re: Putin scende in campo alle europee. Con Le Pen, Salvini, Jobbik ed Alba Dorata

    Rappresentati di Russia Unita si sono visti ad alcuni incontri Lega e FN. Che vadano anche a quelli dei fassistissimi Jobbik e Alba Dorata mi pare strano.
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  4. #4
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    Predefinito Re: Putin scende in campo alle europee. Con Le Pen, Salvini, Jobbik ed Alba Dorata


  5. #5
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    Predefinito Re: Putin scende in campo alle europee. Con Le Pen, Salvini, Jobbik ed Alba Dorata

    E' nel normale gioco delle parti che la Russia abbia interesse a demolire UE e NATO, o ad far crollare l'euro o a smembrare paesi sovrani come Italia, Spagna ecc...

    E' normale che la Russia voglia mettere le mani su ex satelliti o stati piccoli come Ungheria, Bulgaria, Grecia, Serbia.

    La crisi nostra comunque è nostra, non è Putin che ci soffia.

  6. #6
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    Predefinito Re: Putin scende in campo alle europee. Con Le Pen, Salvini, Jobbik ed Alba Dorata

    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    E' nel normale gioco delle parti che la Russia abbia interesse a demolire UE e NATO, o ad far crollare l'euro o a smembrare paesi sovrani come Italia, Spagna ecc....
    sarebbe normale, se fosse mai successo. Al contrario, è successo l'esatto opposto: sono gli USA, e i suoi schiavetti europei, che vogliono distruggere la Russia e i russi ovunque siano.

  7. #7
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    Predefinito Re: Putin scende in campo alle europee. Con Le Pen, Salvini, Jobbik ed Alba Dorata

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    sarebbe normale, se fosse mai successo. Al contrario, è successo l'esatto opposto: sono gli USA, e i suoi schiavetti europei, che vogliono distruggere la Russia e i russi ovunque siano.
    Esatto, non è lo stare con Putin ma stare contro un UE comandata a bacchetto dagli Stati Uniti.

  8. #8
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    Predefinito Re: Putin scende in campo alle europee. Con Le Pen, Salvini, Jobbik ed Alba Dorata

    Russia’s friends in black

    Why Europe’s populists and radicals admire Vladimir Putin

    Apr 19th 2014 | From the print edition


    IF EUROPE’S far-right parties do as well as many expect in May’s European election, no world leader will be happier than Vladimir Putin. For a man who claims to be defending Russian-speakers in Ukraine against fascists and Nazis, the Russian president has some curious bedfellows on the fringes of European politics, ranging from the creepy uniformed followers of Jobbik in Hungary to the more scrubbed-up National Front in France.
    There was a time when Russia’s friends were principally on the left. There are still some pro-Moscow communists, for instance in Greece. But these days the Kremlin’s chums are most visible on the populist right. The crisis in Ukraine has brought out their pro-Russian sympathies, most overtly when a motley group of radicals was invited to vouch for Crimea’s referendum on rejoining Russia. The “observers” included members of the National Front, Jobbik, the Vlaams Belang in Belgium, Austria’s Freedom Party (FPÖ) and Italy’s Northern League, as well as leftists from Greece and Germany and an assortment of eccentrics. They declared that the ballot, denounced by most Western governments as illegitimate, had been exemplary.
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    So what does Europe’s far right see in Mr Putin? As nationalists of various stripes, their sympathies might have lain with their Ukrainian fellows fighting to escape Russian influence. In fact, argues Peter Kreko of Political Capital, a Hungarian think-tank, beyond favourable treatment in Russian-sponsored media, many are attracted by Mr Putin’s muscular assertion of national interests, his emphasis on Christian tradition, his opposition to homosexuality and the way he has brought vital economic sectors under state control. For some, pan-Slavic ideas in eastern Europe play a role. A common thread is that many on the far right share Mr Putin’s hatred for an order dominated by America and the European Union. For Mr Putin, support from the far right offers a second channel for influence in Europe.
    The flirtation with Russia first became apparent in eastern Europe some years ago, despite memories of Soviet occupation. Jobbik, which took 20% of the vote in Hungary’s recent election, denounced Russian riots in Estonia after the removal of a Soviet war memorial in 2007. But a year later it backed Russia’s military intervention in Georgia. Far-right parties in Bulgaria and Slovakia also supported Russia. Since then, Russian influence has become apparent in western Europe, too. Marine Le Pen, leader of the National Front, has been given red-carpet treatment in Moscow and even visited Crimea last year. At December’s congress of Italy’s Northern League, pro-Putin officials were applauded when they spoke of sharing “common Christian European values”. Among those attending were three nascent allies: Geert Wilders of the Netherlands’ Party for Freedom, Heinz-Christian Strache of the FPÖ, and Ludovic de Danne, Ms Le Pen’s European adviser.
    For Mr de Danne the parties share an aversion to the euro and, more widely, to the EU’s federalist dream. They oppose globalisation and favour protectionism. They seek a “Europe of homelands”, stretching from Lisbon to Vladivostok. As for Ukraine, he calls the revolution in Kiev “illegitimate” and says the referendum in Crimea was justified by the pro-Russian sentiment of the Crimean population. By attaching themselves to the EU and America, Ukraine’s new rulers expose their country to IMF oppression and the pillage of its natural resources. Such dalliance with Mr Putin may create trouble for Mr Wilders, who sees the EU as a monster but is a strong supporter of gay rights. According to Mr de Danne, the Eurosceptic alliance has agreed to co-ordinate only on internal EU matters, not international affairs.
    A degree of admiration for Mr Putin also stretches to Britain’s UK Independence Party (UKIP). It sees Ms Le Pen and Mr Wilders as too tainted by racism and is parting ways with the Northern League. But UKIP’s leader, Nigel Farage, while insisting he dislikes Mr Putin’s methods, thinks the Russian leader has skilfully wrong-footed America and Europe. The EU, he declared in a televised debate, “has blood on its hands” for raising Ukraine’s hopes of EU membership and provoking Mr Putin. Mr Farage’s critique is perhaps a way of attacking the EU’s enlargement policy, which is now linked by many to immigration. Yet it is also an implicit admission that the club remains attractive to those outside it.
    Hello, Comrade
    Mr Putin is too clever to rely only on Europe’s insurgent parties, successful as some may be. So as well as cultivating anti-establishment groups, he has worked to entice national elites. While Jobbik advocates closer economic relations with the east, Hungary’s prime minister, Viktor Orban, is already doing it. A veteran of the struggle against communism, embodying the catchphrase “Goodbye, Comrade”, Mr Orban recently signed a deal with Russia to expand a nuclear-power plant, financed by a €10 billion ($14 billion) Russian loan. He has sought to weaken European sanctions against Russia. In Italy the Northern League’s leader, Matteo Salvini, may shout “viva the referendum in Crimea”, but Matteo Renzi, the centre-left prime minister, has also been assiduous in resisting tough sanctions.
    Anti-EU parties will no doubt become stronger and noisier, but they lack the numbers and the cohesion fundamentally to change EU business in the European Parliament. Their effect will be more subtle. They may force mainstream parties in the parliament into more backroom deals, deepening the EU’s democratic deficit. Their agitation is more likely to influence national politics and to push governments into more Eurosceptic positions. And they will provide an echo chamber for Mr Putin, making it harder still for the Europeans to come up with a firm and united response to Mr Putin’s military challenge to the post-war order in Europe. There is more at stake in May than a protest vote.
    Economist.com/blogs/charlemagne

    Charlemagne: Russia?s friends in black | The Economist

  9. #9
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    Predefinito Re: Putin scende in campo alle europee. Con Le Pen, Salvini, Jobbik ed Alba Dorata

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    si può vedere il video della discesa in campo di Putin con l'estrema destra, o lo archiviamo nell'enorme bidone della spazzatura russofoba, che accomuna i sedicenti democratici europeisti alla propaganda nazifascista di 70 anni fa?
    L'articolo è sostanzialmente spazzatura, ma è verissimo che gli unici partiti filo-russi e favorevoli a Putin nei paesi U.E. sono quelli indicati sommariamente nell'articolo: il Front National francese, Alba Dorata in Grecia, Jobbik in Ungheria, ecc.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

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  10. #10
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    Predefinito Re: Putin scende in campo alle europee. Con Le Pen, Salvini, Jobbik ed Alba Dorata

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    L'articolo è sostanzialmente spazzatura, ma è verissimo che gli unici partiti filo-russi e favorevoli a Putin nei paesi U.E. sono quelli indicati sommariamente nell'articolo: il Front National francese, Alba Dorata in Grecia, Jobbik in Ungheria, ecc.
    il PDCI è filorusso e non è di estrema destra, solo per fermarmi all'Italia. In ogni caso il titolo è "Putin scende in campo alle europee con Le Pen ecc.ecc.", che vuol dire qualcosa di molto più pesante che essere sostenuto, NON RICHIESTO, da questi partiti.. "Scendere in campo con x" vuol dire fare attivamente campagna elettorale con il partito x. Ora, a prescindere da quello che Le Pen and co pensino di Putin, c'è UNA SOLA DICHIARAZIONE di Putin che dica "gli europei dovrebbero votare la Le Pen", oppure una prova che Putin finanzia i partiti che lo sostengono? Se non c'è, il titolo, che come sa benissimo chi fa informazione è l'unica cosa che verrà letta dal 90% dei lettori, è una calunnia palese, fatta all'evidente scopo propagandistico di "nazificare" Putin
    Ultima modifica di amaryllide; 26-04-14 alle 12:05

 

 
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