La rivelazione di Barca: il governo Renzi lo fa De Benedetti
L'ex ministro del governo Monti, in una telefonata con un imitatore di Vendola, dice di aver subito pressioni per fare il ministro dell'Economia da parte del "padrone della Repubblica"
Se Nichi Vendola avesse telefonato a Fabrizio Barca, l'ex ministro per la Coesione territoriale del governo Monti avrebbe confessato tutta la sua preoccupazione per il pressing crescente di Carlo De Benedetti per la sua nomina a ministro dell'Economia del prossimo governo Renzi. Una telefonata che in realtà c'è stata, anche se a parlare con Barca è stato un imitatore del leader di Sel. Un imitatore talmente bravo, da ingannare l'economista, convinto di discutere in privato proprio con Nichi Vendola. La trappola è stata messa in piedi da La Zanzara, la trasmissione su Radio 24 di Giuseppe Cruciani e David Parenzo. Ma poco importa il metodo. Poco importa anche il fatto che l'attuale direttore generale del Tesoro abbia parlato con un imitatore. Sono le sue rivelazioni, fatte nella convinzione di una telefonata riservata e invece puntualmente registrata, a suscitare scalpore. Barca, tra i favoriti a ricoprire il ruolo di nuovo ministro dell'Economia, parla di un sistema di ingerenze e pressioni fuori da ogni limite da parte di De Benedetti e di alcuni giornalisti del gruppo L'Espresso per convincerlo ad accettare la poltrona. Meglio dire: per costringerlo, mettendolo con le spalle al muro. Una rivelazione che segue lo scoop di Alan Friedman sul Corriere della Sera, che in De Benedetti aveva trovato proprio una delle fonti che avevano confermato i movimenti del Quirinale per sondare la disponibilità di Monti a formare un governo che succedesse all'esecutivo guidato da Berlusconi già nell'estate del 2011, e cioè diversi mesi prima dello scoppio della crisi politica di novembre.
“Non amo gli assalti. Sono sotto pressione, Nichi, una pressione che è crescente – dice Barca al finto Vendola - ma io non ci penso proprio, tanto per essere chiaro, ma proprio proprio! Ho parlato con Graziano (Del Rio, ndr) e pensavo 48 ore fa di averla stoppata questa cosa. Sono stato proprio chiarissimo, evitiamo che nasca una cosa alla quale vengo forzato”.
Poi, ha aggiunto Barca: “E' iniziata la sarabanda del paron della Repubblica che continua... Lui non si rende conto che io più vedo un imprenditore dietro un'operazione politica, più ho conferma di tutte le mie preoccupazioni. Un imprenditore che si fa sentire”. Ma di chi parli?, chiede il finto Vendola: “Del padrone della Repubblica, con un forcing diretto di sms, attraverso un suo giornalista, con una cosa che hanno lanciato sul sito 'chi vorresti come ministro dell'Economia' dove ho metà dei consensi. Questi sono i metodi. Legittimi, per carità Questo e' il modo di forzare, di scegliere, di discutere. Non una volta chiedendomi: ma se lo fai cosa fai? Se io dico che voglio fare una patrimoniale da 400 miliardi di euro, cosa che secondo me va fatta, tu cosa rispondi? Mi dici che va bene?”. Dunque hai rifiutato, insiste il finto Vendola: “Ho rifiutato secco. Ieri ho dovuto scrivere un messaggio. Attraverso la Annunziata mi è arrivato un messaggio: ma se ti chiama il presidente? Ho dovuto mandare un sms scritto così: 'vi prego di non farmi arrivare nessuna telefonata'. Sono colpito - dice ancora Barca - dall'insistenza, il segno della loro confusione e disperazione. E poi in tutto questo ovviamente io dovrei essere quello tuo e ovviamente c'è pure la copertura a sinistra. Sono fuori, sono fuori di testa!”. Ma Matteo ti ha detto qualcosa in particolare?: “No, lui no. Tutto questo non capendo neanche le persone. Se mi chiami, vengo, ci vediamo mezz'ora, ti spiego in cinque minuti e ti do anche qualche consiglio perché io sono fatto così. No, invece tutto questo attraverso terzi, quarti, quinti, un imprenditore...”.
L' “imprenditore” però smentisce ogni ipotesi di questo tipo. “Da molti anni conosco e stimo Fabrizio Barca. Sempre che siano vere le dichiarazioni attribuitegli, rimango sbalordito. Non lo vedo, non lo sento e non scambiamo messaggi da diverso tempo. Non capisco pertanto da chi abbia ricevuto queste presunte pressioni a fare il ministro dell'Economia, certamente non da me – dice De Benedetti - Non mi occupo di nomine politiche perché non è il mio mestiere. Ho sempre rispettato l'autonomia della politica”.
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