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  1. #1
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    Predefinito Non cade foglia che Dio non voglia

    Così asseriscono i cattolici.

    Tutto viene da Dio. Tutto ciò che non è dell'uomo è frutto della volontà di Dio.

    La Stampa - Brescia, crolla croce dedicata a Wojty?a Muore schiacciato un ragazzo di 21 anni

    CRONACHE
    24/04/2014
    Brescia, crolla croce dedicata a Wojtyła
    Muore schiacciato un ragazzo di 21 anni



    L’opera era stata realizzata per la visita di Giovanni Paolo II in Vallecamonica
    Il giovane, con una lieve disabilità motoria, era in gita con gli amici dell’oratorio

    ANSA
    La croce crollata a Cevo, in Vallecamonica





    Schiacciato da una croce eretta in onore di papa Wojtyla un giovane lievemente disabile che abitava in via Giovanni XXIII a Lovere, un paese della provincia di Bergamo. A Cevo, in Valcamonica, dove è avvenuta la disgrazia, Marco Gusmini, 21 anni, ci era andato in compagnia di una quarantina di ragazzi dell’oratorio di Lovere. Quando la scultura lo ha investito, sbalzandolo contro una staccionata, era seduto su una panchina a parlare con il parroco del suo paese, don Claudio Laffranchini. E a Cevo, domenica prossima alcune iniziative, ora cancellate in segno di lutto, avrebbero dovuto accompagnare il lieto evento dei due Papi santi.

    «Quando facciamo il primo incontro per organizzare il grest estivo?». Sono state queste le ultime parole di Marco Gusmini, prima che gli crollasse addosso, uccidendolo, la croce del Redentore. Il 21enne, affetto da una leggera disabilità motoria, non sarebbe riuscito a scappare in tempo proprio a causa dei suoi problemi fisici. I compagni di Marco e il sacerdote hanno raccontato ai carabinieri di Breno, intervenuti sul posto, di aver sentito degli scricchiolii, ma che erano convinti fosse il rumore del vento.
    Era invece la croce in legno che si è prima piegata e poi spezzata. Marco Gusmini è morto sul colpo. Le immagini del crollo sono state riprese dalle telecamere della società Wave tech, puntate proprio sul paese di Cevo. E intanto la Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta affidata al sostituto procuratore Katy Bressanelli, bresciana proprio della Valcamonica.

    Marco era figlio unico e viveva con la famiglia a Lovere, sulla sponda bergamasca del Lago di Iseo, in via Papa Giovanni XXIII, il Pontefice che domenica verrà santificato a Roma insieme a Giovanni Paolo II. Proprio a Papa Wojtyla era dedicata la scultura crollata nel bresciano. Un’opera realizzata dall’artista Enrico Job, creata per la visita del pontefice polacco a Brescia nel 1998 e portata in Valcamonica nel 2005. «Spero che domenica, in occasione della doppia canonizzazione, Papa Bergoglio possa ricordare nella sua preghiera Marco e la famiglia dello sfortunato ragazzino» ha detto Don Marco Mori, responsabile dell’Ufficio oratori della Diocesi di Brescia. A Cevo non si festeggerà la doppia canonizzazione: tutti gli eventi, ha spiegato il sindaco Silvio Citroni, saranno annullati.

    Marco Gusmini era molto inserito nella realtà parrocchiale di Lovere e frequentava l’oratorio fin da quando era bambino. Dopo la tragedia l’amministrazione comunale del comune bergamasco ha dichiarato il lutto cittadino. Adesso la famiglia del giovane aspetta ora il nullaosta della magistratura per fissare la data dei funerali.
    Ultima modifica di ConteMax; 24-04-14 alle 22:34

  2. #2
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    Predefinito Re: Non cade foglia che Dio non voglia

    Veramente quel che asseriscono i cattolici è il libero arbitrio.

    Non cade foglia è determinismo da protestanti.
    Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.

  3. #3
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    Predefinito Re: Non cade foglia che Dio non voglia

    libero arbitrio della statua?
    aderisci anche tu al Portiere Fans Club

  4. #4
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    Predefinito Re: Non cade foglia che Dio non voglia

    Molto triste, tra l'altro la croce era dedicata a Giovanni Paolo II e il ragazzo abitava in via Giovanni XIII. Ma sono coincidenza forse buone per i TG. Io penso chw certe opere sacre dovrebbero essere fatte come Cristo comanda e non solo a livello estetico.
    Che il Signore lo accolga in Cielo.
    ϟ qualis vibrans


  5. #5
    Crocutale
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    Predefinito Re: Non cade foglia che Dio non voglia

    Citazione Originariamente Scritto da v!olet Visualizza Messaggio
    libero arbitrio della statua?
    Libero arbitrio di chi ha scelto i materiali, di chi l'ha fissata nella nuova posizione e soprattutto di chi non ha pensato che in montagna potrebbe esserci più vento che dentro uno stadio.
    Religione, Patria, Famiglia e Autogestione dei Mezzi di Produzione.

  6. #6
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    Predefinito Re: Non cade foglia che Dio non voglia

    poveraccio.
    spiace che la tragedia abbia questo retrogusto paradossale, per non dire comico.
    "True terror is to wake up one morning and discover that your high school class is running the country"

  7. #7
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    Predefinito Re: Non cade foglia che Dio non voglia

    Citazione Originariamente Scritto da LiberoCittadino Visualizza Messaggio
    poveraccio.
    spiace che la tragedia abbia questo retrogusto paradossale, per non dire comico.
    Purtroppo ci riempiono trasmissioni con le morti strane...
    ϟ qualis vibrans


  8. #8
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    Predefinito Re: Non cade foglia che Dio non voglia

    oggi ho trovato un articolo molto interessante su Le Scienze:
    Sherlock Holmes e il mistero dell'universo senza scopo - Le Scienze
    n un recente articolo avevo commentato uno strano monologo contenuto ne Il trattato navale, in cui Holmes, che di solito si concentra con autistica ossessione sulla soluzione dei crimini e respinge la metafisica, ragiona sulla rosa come possibile prova dell'esistenza di Dio. Ora ho trovato un'altra perla filosofica nel penultimo racconto della raccolta, La scatola di cartone.

    La storia comincia quando una signora riceve un pacco contenente due orecchie, una di uomo e una di donna. Alla fine Holmes riesce a risolvere il mistero, dietro il quale si cela un quadrato amoroso culminante in un doppio omicidio con mutilazioni.

    La raccapricciante vicenda si chiude con Holmes che, di umore malinconico, riflette ad alta voce rivolgendosi all'amico: "Qual è il senso di tutto ciò, Watson?... A quale entità giova questo cerchio d'infelicità, violenza e paura? Uno scopo deve esistere, altrimenti l'intero universo sarebbe governato dal caso, il che è impensabile. Ma qual è questo scopo? Ecco il grande, eterno interrogativo dalla cui risposta la ragione umana è più lontana che mai."

    Ne La scatola di cartone un doppio omicidio induce Sherlock Holmes (al centro del disegno, intento a esaminare due orecchie) a riflettere sul problema del male. Sidney Paget creò questa illustrazione per "Strand Magazine" nel 1893 (Wikimedia Commons, File:Cardboard Box.jpg - Wikipedia, the free encyclopedia)Ne Il trattato navale, Holmes riflette sul problema della bellezza. Ne La scatola di cartone affronta invece il problema del male, che è il rovescio di quello della bellezza. Certo, la vita, per alcuni, a volte, può essere meravigliosa e ricca di amore, amicizia e divertimento, ma per molti non è che un "cerchio d'infelicità, violenza e paura".

    Condivido l'incredulità di Holmes sul fatto che siamo qui "per caso", per una pura combinazione. E condivido il suo sconcerto sul perché, se siamo il risultato di un disegno divino, questo comporti tanta sofferenza. Una risposta a questo mistero è quella del fisico Steven Weinberg: "Quanto più l'universo appare comprensibile, tanto più sembra privo di scopo". Dobbiamo guardare in faccia la dura realtà, suggerisce Weinberg, e accettare che non esiste alcun disegno divino, nessun fine onnicomprensivo alla vita. Le disgrazie capitano, punto e basta.

    Nel suo libro del 1993 Il sogno dell'unità dell'universo, Weinberg precisa che non ha nulla di cui lamentarsi della sua personale esistenza. È stato "eccezionalmente felice, forse nel 99,99° percentile." Ha visto però "una madre morire nei dolori del cancro, la personalità di un padre distrutta dall'Alzheimer e decine di cugini di secondo e terzo grado uccisi durante l'Olocausto."

    Steven Weinberg nel 1983, quattro anni dopo aver ricevuto il Nobel per la fisica con la teoria della forza elettrodebole (© Kevin Fleming/Corbis)Weinberg respinge la popolare visione teologica per cui il male sarebbe il prezzo da pagare per il libero arbitrio che Dio ci ha concesso. "Mi pare alquanto ingiusto che l'uccisione dei miei parenti sia stata un mezzo per fornire ai tedeschi l'opportunità del libero arbitrio" osserva, "ma anche mettendo da parte questo, come potrebbe il libero arbitrio giustificare il cancro? Sarebbe forse un'opportunità di libero arbitrio per i tumori?"

    Benché ritenga il ragionamento di Weinberg convincente, preferisco il punto di vista di un altro grande fisico, Freeman Dyson. Nella sua opera del 1988, Infinito in ogni direzione, Dyson riflette sul perché la vita sia così piena di avversità e suggerisce che sia governata dal "principio della massima diversità". Questo principio, prosegue Dyson,

    "funziona sia sul piano fisico sia su quello mentale. Afferma che le leggi della natura e le condizioni iniziali sono tali da rendere l'universo il più interessante possibile. Ne consegue che la vita è possibile, ma non troppo semplice. Ogni volta che la situazione è tranquilla spunta qualcosa che ci pone davanti un ostacolo e che ci impedisce di crogiolarci nelle nostre abitudini. Tutto intorno a noi abbiamo esempi di cose che hanno complicato la vita: gli impatti di comete, le ere glaciali, le armi, le epidemie, la fissione nucleare, il sesso, il peccato, la morte. Non tutti gli ostacoli possono essere superati, e quando questo avviene si parla di tragedie. Il massimo livello di diversità spesso conduce al massimo livello di stress. Alla fine si sopravvive, ma solo per il rotto della cuffia.
    "

    Il carattere di Dyson è un misto di arroganza e modestia. Una volta gli ho rivolto una domanda sul principio della massima diversità e lui ha minimizzato. "Non l'ho mai ritenuto un profondo principio filosofico", ha detto. "Per me non è altro che una fantasia poetica."

    © Matt Lyon/Ikon Images/CorbisLa "fantasia poetica" di Dyson è sorprendentemente simile alla "teoria dell'onda temporale" proposta in modo indipendente, per quanto ne so, da un guru della controcultura psichedelica, Terence McKenna. Negli anni settanta, le visioni indotte dalle droghe lo convinsero che lo scopo dell'esistenza sia creare delle "novità", che possono essere orribilmente distruttive ma anche meravigliosamente creative. La storia dell'universo e dell'umanità, sostiene McKenna, mostra che le novità stanno aumentando a un ritmo accelerato, in particolare in seguito al progresso scientifico e tecnologico.

    Anche McKenna, come Dyson, sembra non prendere del tutto sul serio la propria idea. Quando l'ho intervistato nel 1999, meno di un anno prima che morisse per un tumore al cervello, McKenna si definì un "pazzo visionario" che "propone una cosa che ha una chance su un trilione di essere vera" - la teoria dell'onda temporale - per poi "trovarsi a viverne appieno le inevitabili sconclusionate implicazioni".

    Resto però colpito dalla profondità delle soluzioni convergenti di McKenna e Dyson al problema del male. Il Creatore, se esiste, ci infligge il "male" - indotto dall'uomo e da altri vettori - in modo che la nostra esistenza non diventi mai noiosa. L'obiettivo finale, o "scopo" dell'esistenza è proprio l'assenza di qualsiasi scopo, ma solo il raggiungimento di un più alto livello di dramma, eccitazione, avventura, novità.

    Molti troveranno questa conclusione una gelida e insoddisfacente teodicea - che oltretutto non spiega se le "novità" siano un diletto per noi o per Dio - ma non ne ho trovata una migliore. Scommetto che a Sherlock Holmes sarebbe piaciuta.

  9. #9
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    Predefinito Re: Non cade foglia che Dio non voglia

    io sto iniziando a pensare che se pure ci fosse un Dio non guarderebbe questi dettagli.

    Il pensiero che Dio si metta a fare il tifo per uno o per l'altro come se seguisse tutte le nostre vicende dal televisore è semplicemente ridicolo, sebbene molto radicato nella nostra cultura che ci spinge a pregare per cercare di realizzare un nostro desiderio.

    Immaginate una superficie liscia. Ma liscia liscia intendo, guardandola al microscopio si capirebbe subito che non è liscia per nulla.
    Stesso discorso per una parete vista da lontano, sembra perfetta e invece se ci si avvicina...

    oppure pensiamo alla corrente elettrica. Viene data dal moto degli elettroni in un conduttore, un moto piuttosto lento se si considera lo spostamento della singola carica elettrica nel circuito e tuttavia guardando la stessa carica elettrica essa si muove infinitamente più veloce e compie ben più distanza per effetto della temperatura, il moto indotto da una tensione voltaica ai due capi di un conduttore incide pochissimo percentualmente sul moto degli elettroni.
    Ma mentre il modo indotto dalla tensione seppur minimo è chiaro definito e direzionato, quello dovuto alla vibrazione della materia a causa della temperatura non avendo una direzione precisa ed essendo caotico di fatto finisce con l'avere media nulla, ovvero le cariche vanno avanti e indietro sopra e sotto in maniera frenetica ma senza spostare minimamente il "baricentro" complessivo delle cariche. Fino a quando appunto non si applichi una differenza di potenziale che generi una vera e propria corrente ordinata.

    Ricapitolando anche in presenza di una differenza di potenziale che spinga le cariche in una direzione precisa guardando il singolo elettrone (ammesso che lo potremmo visualizzare come un pallino che gira all'impazzata da tutte le parti) non percepiremmo assolutamente il moto della corrente ma diremmo
    "questo elettrone gira come una trottola alla cazzo di cane senza una direzione, va su va giù va a destra va a sinistra ma sembra restare sempre lì intorno senza spostarsi davvero in modo percepibile"

    E invece si muove, come tutti gli altri in modo impercettibile secondo il "disegno" imposto dalla differenza di potenziale (il più delle volte una banale pila elettrica) e ci fa ascoltare quello che qualcuno ha detto o cantato a migliaia di chilometri di distanza e chissà quando, tanto per fare l'esempio banale di una radiolina

    tornando al nostro paragone Dio se c'è, secondo me, se ha un disegno intelligente non lo si vede mica a livello visivo degli elettroni.
    Anzi Dio secondo me li ignora, se ne frega, non li vede nemmeno, non sa quello che fanno e non li segue né è mai stato lontanamente un suo obiettivo seguire le vicende di uno di essi in mezzo a miliardi di miliardi di elettroni.
    Dio in questo caso se c'è ascolta la radio e se un elettrone va a sbattere da qualche parte e si fa un male boia per la botta che ha preso nemmeno lo sa.

    Non so se sia infinitamente buono (ma mi sembra una visione ridicolmente antropomorfizzata secondo i parametri di una patetica specie che si crede al centro dell'universo), ha certamente una visione di insieme che noi non comprendiamo (l'elettrone se pure avesse una intelligenza non immaginerebbe mai che quella forza che lo sposta leggermente serve per fare ascoltare un programma radiofonico attraverso una scatola), non è onnisciente perché non gli interessa seguire le cose a livello microscopico in ogni singolo istante ma guarda il risultato nel suo complesso

    questo sempre se esiste sia chiaro, potremmo davvero essere governati dal puro caso, sebbene lo stesso Holmes ripugni una tale ipotesi, però mi sembra evidente che noi singoli individui nel nostro percorso personale di vita per lui non contiamo un cazzo esattamente come per uno scienziato non conta un cazzo la vita del singolo batterio in mezzo a miliardi una coltura microbica. Se qualcuno di questi miliardi muore prima lo scienziato nemmeno se ne accorge e guarda la vita della colonia nel suo complesso, se aumenta o diminuisce di numero in modo rilevante sulla base delle condizioni che lui stesso impone, magari con quella enorme lampadina che noi chiamiamo sole.

    Se i batteri avessero una coscienza (qualunque cosa sia una coscienza) come chiamerebbero lo scienziato? Probabilmente Dio. E come chiamerebbero la lampadina che gli da luce e calore? Probabilmente "sole" o qualcosa del genere.

    C'era un bel racconto di Asimov che si chiamava "Coltura microbica", ne consiglio vivamente la lettura.

    Per tornare al topic dopo questa lunga ma necessaria divagazione secondo me Dio (se esiste) non ha certamente le forme o le intenzioni che le religioni attuali gli attribuiscono, altrimenti non permetterebbe tragedie del genere o ne porrebbe riparo subito dopo ma come osservava qualcuno o non è onnisciente o non è onnipotente o non è infinitamente buono (secondo il nostro parametro di bontà che pure è bello autoreferenziale e antropocentrico se ci pensate)

    guardando la storia e gli eventi a noi noti mi verrebbe da dire che sa molte cose e altre non gli interessano/le ignora, quindi non è e forse non vuole essere completamente onnisciente, soprattutto per quanto riguarda le nostre storie personali
    ha delle conoscenze e dei poteri che noi nemmeno immaginiamo e comprendiamo ma su molti dettagli non deve nemmeno essersi posto il problema (o forse lo ha considerato irrilevante chi lo sa)
    e il terzo vabbé non ha proprio senso come concetto, come ho cercato di spiegare prima

    spero che nessuno si offenda per queste riflessioni

  10. #10
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    Predefinito Re: Non cade foglia che Dio non voglia

    Citazione Originariamente Scritto da LiberoCittadino Visualizza Messaggio
    poveraccio.
    spiace che la tragedia abbia questo retrogusto paradossale, per non dire comico.
    Vero.
    "The gods that we've made are exactly the gods you'd expect to be made by a species that's about half a chromosome away from being chimpanzee." ~ Christopher Hitchens

 

 
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