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Re: Quale Progresso?
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Originariamente Scritto da
- SAVONAROLA -
Non voglio imporre nulla, voglio solo fare presente che quelli che oggi si dichiarano "progressisti" in realtà non lo sono.
Abbiano almeno l'onestà di ammettere che la parvenza di "progressismo" è soltanto una giustificazione per i loro nichilistici istinti dissolutori.
Io parlo di società, mica di me stesso.
sono curioso come fai a conciliare la lotta a presunti istinti nichilisti con il non voler imporre niente a nessuno.
ti faccio esempi pratici:
droga libera?
matrimonio omosessuale?
adozione per coppie omosessuali?
l'adattamento alle dinamiche storiche non è necessariamente progressista ma sono curioso di capire quale sia il "progresso" a cui vuoi adattare l'umanità.. chi lo decide cosa sia il progresso?
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Re: Quale Progresso?
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Originariamente Scritto da
MaIn
sono curioso come fai a conciliare la lotta a presunti istinti nichilisti con il non voler imporre niente a nessuno.
ti faccio esempi pratici:
droga libera?
matrimonio omosessuale?
adozione per coppie omosessuali?
l'adattamento alle dinamiche storiche non è necessariamente progressista ma sono curioso di capire quale sia il "progresso" a cui vuoi adattare l'umanità.. chi lo decide cosa sia il progresso?
Il Progresso è sviluppo scientifico e tecnologico, sanità gratuita, istruzione pubblica e gratuita, diritti per i lavoratori. Bestializzare la società non è Progresso.
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Re: Quale Progresso?
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Originariamente Scritto da
- SAVONAROLA -
Il Progresso è sviluppo scientifico e tecnologico, sanità gratuita, istruzione pubblica e gratuita, diritti per i lavoratori. Bestializzare la società non è Progresso.
capisco e sono d'accordo fino al punto.
ma cosa intendi per bestializzare la società?
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Re: Quale Progresso?
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Originariamente Scritto da
- SAVONAROLA -
Il Progresso è sviluppo scientifico e tecnologico, sanità gratuita, istruzione pubblica e gratuita, diritti per i lavoratori. Bestializzare la società non è Progresso.
Se pensi questo significa che credi nello stato etico.
Se credi nello stato etico vuol dire che in te c'è qualcosa di "destra".
Il sansepolcrismo (a cui dici di richiamarti) - quindi un insieme di valori in quel dato momento storico ben lungi dall'affermazione della componente conservatrice del '22 - non presentava accenni nè favorevoli nè contrari verso quelli che noi moderni chiameremmo "diritti civili", e dunque è una consderazione in sospeso. Questo in relazione al fatto che dal tuo discorso parrebbe, il sansepolcismo, associabile alla sinistra come visione del mondo. Ed essendo una dottrina che guarda effettivamente alla socialità e ai diritti sociali, non è sbagliato integrarla nell'area del socialismo non di destra (proudhonismo novecentesco).
Ma nel momento in cui si esprimono pareri sui temi "etici", essere di sinistra o di destra, lì, fa un'enorme differenza.
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Re: Quale Progresso?
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Originariamente Scritto da
- SAVONAROLA -
Ho capito, ma non è questo il punto.
Secondo te quali devono essere i valori della Sinistra?
un partito di sinistra deve ritornare ai valori sul lavoro, sull'uguaglianza, specialmente sul lavoro e ci deve puntare molto sopratutto in questo momento dove la disoccupazione è a livelli record, mentre i governi tecnici stanno a guardare o dare l'elemosina delle 80 euro la sinistra deve riformarsi e occuparsi del lavoro che in italia manca!
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Re: Quale Progresso?
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Originariamente Scritto da
Artaud
Se pensi questo significa che credi nello stato etico.
Se credi nello stato etico vuol dire che in te c'è qualcosa di "destra".
Il sansepolcrismo (a cui dici di richiamarti) - quindi un insieme di valori in quel dato momento storico ben lungi dall'affermazione della componente conservatrice del '22 - non presentava accenni nè favorevoli nè contrari verso quelli che noi moderni chiameremmo "diritti civili", e dunque è una consderazione in sospeso. Questo in relazione al fatto che dal tuo discorso parrebbe, il sansepolcismo, associabile alla sinistra come visione del mondo. Ed essendo una dottrina che guarda effettivamente alla socialità e ai diritti sociali, non è sbagliato integrarla nell'area del socialismo non di destra (proudhonismo novecentesco).
Ma nel momento in cui si esprimono pareri sui temi "etici", essere di sinistra o di destra, lì, fa un'enorme differenza.
Anche la sinistra storica ha teso verso lo Stato etico.
Costruire uno Stato che mantenga come struttura di base e quasi aprioristica l'uguaglianza, i diritti civili (un punto non molto a favore della sinistra storica) ed un certo sentimento antiborghese e proletario vuol dire costruire uno Stato etico, con una certa etica ben definita segnata e portata avanti dallo Stato stesso.
Gli stessi Stati liberali attuali sono parzialmente etici. Sebbene l'individuo abbia un certo margine di libertà d'azione ci sono dei precetti di base come i diritti civili che van rispettati e che vengono insegnati e predicati dallo Stato stesso.
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Re: Quale Progresso?
Citazione:
Originariamente Scritto da
Pestis nigra
Anche la sinistra storica ha teso verso lo Stato etico.
Costruire uno Stato che mantenga come struttura di base e quasi aprioristica l'uguaglianza, i diritti civili (un punto non molto a favore della sinistra storica) ed un certo sentimento antiborghese e proletario vuol dire costruire uno Stato etico, con una certa etica ben definita segnata e portata avanti dallo Stato stesso.
Gli stessi Stati liberali attuali sono parzialmente etici. Sebbene l'individuo abbia un certo margine di libertà d'azione ci sono dei precetti di base come i diritti civili che van rispettati e che vengono insegnati e predicati dallo Stato stesso.
Certo, ma lo stato etico normalmente concepito è quello di matrice cattolica o monarchico-tradizionale. Poi vi fu lo stato etico gentiliano e in minima parte quello sovietico, che perseguivano un'etica (nel primo caso anche coincidente con quella cattolica) differente e improntata su una visione parziale.
Di per sè, qualunque stato etico dovrebbe essere distante dalle "pretese" individuali e favorire l'interesse collettivo. Mi pare una visione che cozza un po' con l'idea di difendere i c.d. diritti civili (almeno in chiave moderna). Poi può esistere una sintesi tra le due cose, ma inevitabilmente il concetto di Progresso (in politica) deve prevedere questo tipo di considerazioni.
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Re: Quale Progresso?
Citazione:
Originariamente Scritto da
Artaud
Se pensi questo significa che credi nello stato etico.
Se credi nello stato etico vuol dire che in te c'è qualcosa di "destra".
Il sansepolcrismo (a cui dici di richiamarti) - quindi un insieme di valori in quel dato momento storico ben lungi dall'affermazione della componente conservatrice del '22 - non presentava accenni nè favorevoli nè contrari verso quelli che noi moderni chiameremmo "diritti civili", e dunque è una consderazione in sospeso. Questo in relazione al fatto che dal tuo discorso parrebbe, il sansepolcismo, associabile alla sinistra come visione del mondo. Ed essendo una dottrina che guarda effettivamente alla socialità e ai diritti sociali, non è sbagliato integrarla nell'area del socialismo non di destra (proudhonismo novecentesco).
Ma nel momento in cui si esprimono pareri sui temi "etici", essere di sinistra o di destra, lì, fa un'enorme differenza.
Se ti riferisci alla Morale, anche lì il Progressismo "classico" non cambia. In fatto di Morale la Destra, più che difendere la Morigeratezza, difende le Tradizioni, che non sono necessariamente morigerate, nemmeno nell'ambito confessionale abramitico.
La Sinistra ha abbracciato il nichilismo decadentista, spudorato e promiscuo soltanto a partire dalla comparsa del Marxismo nello scenario del Progressismo europeo, e questa tendenza ha raggiunto il suo apice con il Sessantotto.
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Re: Quale Progresso?
Citazione:
Originariamente Scritto da
MaIn
capisco e sono d'accordo fino al punto.
ma cosa intendi per bestializzare la società?
Promuovere l'immoralità e la promiscuità, ridurre l'uomo ad un semplice animale interessato soltanto a copulare e a soddisfare i suoi istinti più bassi.
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Re: Quale Progresso?
Citazione:
Originariamente Scritto da
- SAVONAROLA -
Se ti riferisci alla Morale, anche lì il Progressismo "classico" non cambia. In fatto di Morale la Destra, più che difendere la Morigeratezza, difende le Tradizioni, che non sono necessariamente morigerate, nemmeno nell'ambito confessionale abramitico.
I calvinisti non sono morigerati? I cattolici tradizionalisti non lo sono? e gli islamici? La tradizione, come concetto astratto (e non inteso come campanile e paesino stile lega nord) è legata alla dirittura etica delle società.