La «rivoluzione» di de Magistris entusiasma «The Guardian» - Corriere del Mezzogiorno
La «rivoluzione» di de Magistris entusiasma «The Guardian»
L'articolo, pubblicato sull'edizione online, racconta
della nuova generazione di imprenditori che cercano di mostrare una città diversa a turisti e cittadini
Una sala del museo di Capodimonte
NAPOLI - «Vedi Napoli e…troverai una citta che sta risorgendo». È questo il titolo dell’articolo nel quale la giornalista del Guardian Ondine Cohane descrive una Napoli al centro di un processo di rinascita politica e culturale, “rivoluzione” capeggiata secondo la scrittrice dal «nuovo senso di orgoglio civico» del sindaco de Magistris.LA RIVOLUZIONE DEGLI IMPRENDITORI – Un articolo che allontana notevolmente Napoli dalla sua immagine stereotipata di città poco civile e sviluppata. Andando oltre le descrizioni classiche di una città determinata a prosperare in mezzo alle macerie, Ondine Cohane racconta della nuova generazione di imprenditori che cercano di mostrare una città diversa a turisti e cittadini, aiutati delle innovazioni portate dall’elezione del sindaco de Magistris, simbolo del rinnovamento della città partenopea e del superamento dei cliché che la attanagliano da anni: il giornale inglese parla delle isole pedonali sul lungomare e nel centro storico che hanno diminuito il traffico, della risoluzione del problema rifiuti, della lotta del sindaco al sistema di corruzione in seno alla politica napoletana. La giornalista paragona la politica di de Magistris a quella della nuova sinistra di Renzi, con lo stesso stile del nuovo primo ministro italiano.
CULTURA: ARTE, MUSEI E METRO – La base della rinascita sottolineata dal Guardian è l’arte: il giornale inglese mette i riflettori sui centri culturali napoletani tornati alla ribalta. Dal “vecchio” Museo di Capodimonte, all’arte moderna delle “Stazioni d’arte”, passando per il Madre e tutto il tessuto sub-urbano della città partenopea: Napoli per la Cohane è street art, street food, street “enterteinment”, un panorama underground che diventa fucina di arte e creatività, una realtà che meriterebbe la visibilità del mondo intero.
ANTICO E MODERNO – Il Guardian conclude l’articolo con la speranza che la rinascita non sia sintomo di un rinnovamento esagerato e asettico: «Dopo tutto non voglio che la mia amata città diventi troppo moderna o asettica, la sua forza resta nel carattere e nella capacità di conciliare antico e moderno». Vedi Napoli e ti ricredi.
28 aprile 2014





Rispondi Citando
Napoli incassa l'elogio del "The Guardian". Ondine Cohane, corrispondente della sezione viaggi della testata britannica, firma un articolo intitolato "Vedi Napoli e ... trovi una città in crescita", in cui sottolinea com'è cambiato il capoluogo campano agli occhi dei turisti negli ultimi anni. "C'è un brusio creativo nella città famosa per la pizza e la spazzatura per le strade - si legge nel sommario - La nostra giornalista ha trovato fiorente sia la cultura moderna che quella antica".
The city of Naples, Italy, with Mount Vesuvius. Photograph: Alamy
Back-street driver … a couple on a Vespa in Naples and the Capodimonte museum, home to one of the world’s most underrated art collections. Photograph: AlamyIn fact, since de Magistris was elected in 2011, the city has gone through a noticeable shift: traffic restrictions on the waterfront and in the historic centre have made it easier to navigate, and the mayor's commitment to recycling has eased the rubbish problem. Just as importantly, his determination to pull apart the corrupt power structures (consider him a leftist in the same vein as Matteo Renzi, the new prime minister) has created a sense of civic pride. Volunteers are helping clean and maintain the city's gardens and squares alongside beleaguered municipal workers, who have felt the budget crunch more than in other parts of Italy.
The Neapolitan line … Gae Aulenti’s art installation at Dante metro station Photograph: AlamyThe 11 stations completed so far include a
A couple on a Vespa in old Naples. Photograph: AlamyThe gallery is in the Chiaia district, with grand 19th century buildings running down to the waterfront. Here creative businesses have turned the mostly residential area into a model of revitalization: locals congregate at bar and restaurant 
