La tela di Casini con Alfano e Toti: rilanciare il dialogo tra moderati
I fendenti da campagna elettorale naturalmente si prendono la scena. E tutti scambiano colpi con tutti anche dentro il centrodestra. Ma sotto le rivalità comiziesche, c’è chi lavoro alla ricucitura del tessuto dei moderati e allo schema di gioco che verrà dopo il voto europeo e nelle consultazioni politiche, quando ci saranno. Pier Ferdinando casini, per esempio, lavora a un centrodestra che non sia soltanto cartello elettorale ma una grande alleanza alternativa alla sinistra e non schiacciata in quello che lui chiama «il bipolarismo tra Grillo e Renzi».
Parlarsi, ritrovarsi, ecco: tra le famiglie di Forza Italia (o di quel che resterà di Forza Italia dopo le Europee, se dovessero andare male per quel partito), l’Udc e il Ncd che già sono cartello elettorale ma vogliono andare oltre, e chiunque voglia partecipare al rilancio del progetto dei moderati. Ieri, a Brescia, hanno condiviso lo stesso palco Casini e Giovanni Toti, il consigliere politico di Berlusconi e capolista nel voto del 25 maggio.
LE STRADE
Il leader dell’Udc ha parlato così: «Come centrodestra, dobbiamo rimettere insieme i cocci perchè non fa bene a nessuno andare divisi. Quello che l’Udc ha fatto con il Nuovo centro destra è solo un primo passo». E poi? Toti vede possibilità di una nuova area con dentro tutti: «I moderati separati hanno sempre perso, pur essendo maggioranza nel Paese. I moderati uniti hanno sempre vinto, perchè sono maggioranza nel Paese. Quindi, quando sarà finita la polvere di questa campagna elettorale, le nostre strade si possono di nuovo incontrare».
IL TANDEM
Quelle dell’Udc e del Ncd già si sono intrecciate e a Bologna lunedì scorso hanno fatto tandem sul palco Casini e Alfano. E il discorso di prospettiva interessa sia l’uno sia l’altro. Osserva Gaetano Quagliariello, del Ncd: «Noi preferiamo guardare avanti piuttosto che indietro. Molto dipenderà anche dalle decisioni che verranno assunte dagli altri». Cioè anzitutto da Berlusconi.
IL FILO
«I toni da campagna elettorale – insiste Casini – sono comprensibili, li usiamo tutti, sia Berlusconi sia noi. Presentarsi in ordine sparso alle politiche non va bene per nessuno. Si tratterà dunque, dopo il voto europeo del 25 maggio, di riprendere il filo di tanti anni di incapacità di dialogare».
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