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Baby pensioni: Claudia Lombardo ha compiuto 41 anni il 1 Dicembre 2013 ed è*l’ex presidente dell’assemblea del consiglio regionale della Sardegna, la prima donna, la più giovane che abbia ricoperto quell’incarico.
Claudia Lombardo dalla fine della XIV legislatura, ovvero dal 20 marzo 2014, gode di una ‘pensione’ di 5.129 euro al mese. Con lei un altro ex di Fi poi Udc, se non proprio baby, certo giovanissimo: Andrea Biancareddu, 47enne avvocato da Tempio Pausania. Ancora: Giorgio La Spisa, ex Forza Italia, assessore Pdl al Bilancio con Cappellacci, poi candidato alla camera con Scelta Civica, percepisce un assegno mensile di 3.068 euro netti al mese che cumula con lo stipendio da dirigente del servizio ‘Prerogative dei consiglieri’. In sostanza è lui che si occupa, tra gli altri, del sue stesso status di ex consigliere regionale.
La notizia circola da un mese, appena insediata la XV legislatura. Alcuni giornalisti scoprono che il 19 marzo, ultimo giorno di mandato della XIV legislatura, il Collegio dei Questori compie un’intensa e insolita attività di delibera. Tra le tante questioni da affrontare c’è il Regolamento su “le pensioni dei consiglieri”, anzi la sua interpretazione, e da quella data parte la ‘ricerca’ al documento. Che viene chiesto in via informale, poi in via ufficiale, e arriva infine ‘brevi manu’: l’importo esatto della Lombardo e del suo collega con meno di 50 anni, con alle spalle 4 legislature, è di 5.129 euro al mese (7,225 lordi), oltre alla indennità di ‘reinserimento’ (la liquidazione, per dirla come direbbe un lavoratore), per ora ancora sconosciuta.
L’attuale presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau (Pd), a richiesta degli atti, nega i documenti, invocando la privacy e viene immediatamente smentito dal Garante, Antonello Soro, anche lui ex consigliere regionale della Sardegna: quegli atti sono pubblici. Ma in attesa del parere ufficiale degli uffici competenti non giunge alcuna risposta. Nel frattempo diversi consiglieri, di maggioranza e opposizione, chiedono trasparenza. Il quotidiano L’Unione Sarda raccoglie l’indignazione e lancia l’hashtag #dateciinomi.
Scritto da: Giuseppe Spadaro
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