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  1. #1
    catcher in the rye
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    Predefinito Il paese della cultura ?

    Solo il 15% degli italiani compresi nella fascia d'età tra i 25 e i 64 anni possiede un'istruzione di livello universitario, rispetto alla media OCSE del 32%.
    La percentuale di laureati nel nostro Paese nella fascia di età compresa tra 25 e 34 anni è pari al 21%, tutti i grandi paesi europei hanno una media più alta.



    Rapporto ANVUR - Università: il fallimento del 3+2

    Ma avere una laurea conviene?
    Sicuramente sì,le casse erariali sono le prime a beneficiarne. In media, infatti, nei paesi OECD un laureato porta allo stato nell’arco della sua vita 169.000 dollari in più di un lavoratore che ha solo il titolo della scuola dell’obbligo. Chi ha una laurea ha prospettive di guadagno maggiori, se però non lavora nel Bel Paese. I laureati italiani, tra i 25 e 34 anni guadagnano solo il 22% in più rispetto ai pari età che hanno un diploma di scuola secondaria superiore (la media Ocse è del 40% in più). All’opposto, i lavoratori della classe di età dai 55- 64 anni guadagnano il 68% in più rispetto ai lavoratori della stessa classe di età che hanno un diploma della scuola secondaria superiore (la media OCSE è del 73% in più). C’è, inoltre, per un laureato la possibilità di trovare lavoro più facilmente. Nel 2011, circa il 18,1% dei 25-34enni dei paese Ocse, senza istruzione di livello secondario, era disoccupata, rispetto all’8,8% dei 55‑64enni. Nella coorte di età dei 25‑34enni con titolo universitario, si registra in media un tasso di disoccupazione del 6,8%, rispetto al 4,0% dei 55‑64enni con un livello d’istruzione simile.

    L?istruzione italiana sotto la sufficienza | Scienza in Rete



    Rapporto ANVUR - Università: il fallimento del 3+2
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  2. #2
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    Predefinito Re: Il paese della cultura ?

    In Francia se non hai un pezzo di carta ma in compenso sei competente non guardano neanche il tuo Curriculum e infatti nelle università è pieno di 40enni e anche 50enni che hanno perso il lavoro costretti a fare dei master: cio' spiega il 43 % di gente che ha un'istruzione universitaria, quando sei senior non hai necessariamente bisogno di aver frequentato l'università per accedere alla formazione.

    la cosa non è totalmente negativa perchè se uno ha lavorato per 20 o 30 anni un'aggiornamento è utile e inoltre questi corsi in genere non costano nulla allo studente che durante la formazione percepisce al disoccupazione oppure una retribuzione se è un stage presso un'azienda

    Pero' attenzione: la cultura è un'altra cosa: ci sono ottimi ingegnieri che conoscono bene la loro materia ma ignorantissimi in letteratura, arte, lingue straniere, storia e persino geografia.
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 22-05-14 alle 20:05

  3. #3
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    Predefinito Re: Il paese della cultura ?

    il sud ci affossa anche in questo

  4. #4
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    Predefinito Re: Il paese della cultura ?

    comunque sia non è detto che sia una cosa negativa: io francamente dubito che un terzo della popolazione di un qualsivoglia stato sia in grado di prendere una laurea seria con buoni voti...... e poi c'è ancora bisogno di qualcuno che pulisca le strade

  5. #5
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    Predefinito Re: Il paese della cultura ?

    Citazione Originariamente Scritto da Faria Visualizza Messaggio
    comunque sia non è detto che sia una cosa negativa: io francamente dubito che un terzo della popolazione di un qualsivoglia stato sia in grado di prendere una laurea seria con buoni voti...... e poi c'è ancora bisogno di qualcuno che pulisca le strade
    uno puo' pulire le strade per 10-20 anni e poi a 40 matura e ha voglia di prendersi un diploma e andare a fare dell'altro.
    Non siamo piu' legati a un solo posto di lavoro a vita, con le opportunità della rete oggi uno puo' veramente inventarsi una formazione e un nuovo mestiere e i governi dovrebbero incoraggiare al massimo le formazioni a tutte le età

  6. #6
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    Predefinito Re: Il paese della cultura ?

    Citazione Originariamente Scritto da Faria Visualizza Messaggio
    il sud ci affossa anche in questo
    non ho mai visto tanti giovani che vanno all'università come al sud: se vai in città come Pavia, Parma, Bologna ci sono una marea di pugliesi e calabresi.
    Al nord spesso abbandonano gli studi per lavorare nel'azienda del padre

  7. #7
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    Predefinito Re: Il paese della cultura ?

    Citazione Originariamente Scritto da Faria Visualizza Messaggio
    comunque sia non è detto che sia una cosa negativa: io francamente dubito che un terzo della popolazione di un qualsivoglia stato sia in grado di prendere una laurea seria con buoni voti...... e poi c'è ancora bisogno di qualcuno che pulisca le strade
    uno la laurea non è detto che la prenda a 20 anni, la puo' prendere anche a 50, gli stati europei funzionano bene in questo, il conjcetto di un titolo dis tudio e poi lo stesso lavoro tutta la vita è vecchio

  8. #8
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    Predefinito Re: Il paese della cultura ?

    Se avessi perso tempo a laurearmi avrei perso milioni..........proprio come questo qui. Il che non vuol dire AUTOMATICAMENTE pagare piu' tasse. Magari sono piu' ignorante in certe cose, ma posso permettermi tutto quello che voglio.


    Ultima modifica di nordista; 22-05-14 alle 20:27

  9. #9
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    Predefinito Re: Il paese della cultura ?

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    non ho mai visto tanti giovani che vanno all'università come al sud: se vai in città come Pavia, Parma, Bologna ci sono una marea di pugliesi e calabresi.
    Al nord spesso abbandonano gli studi per lavorare nel'azienda del padre
    Devo contraddirti:

    Dal punto di vista geografico (Graf.6), il “rischio di abbandono” è prevalentemente
    diffuso nelle aree del Mezzogiorno, in cui sono maggiormente diffuse situazioni di disagio
    economico e sociale. La distribuzione regionale individua, per la scuola secondaria di I
    grado, nella Sicilia (con lo 0,47% degli iscritti), nella Sardegna (con lo 0,41%) e nella
    Campania (con lo 0,36%) le regioni dove il fenomeno dell’abbandono scolastico è più
    evidente, seguite dalla Puglia (0,29%) e dalla Calabria (0,19%). Analogamente nella
    scuola secondaria di II grado elevate percentuali di alunni “a rischio di abbandono” sono
    presenti nelle regioni meridionali, prime fra tutte la Sardegna (con il 2,64% degli iscritti a
    inizio anno), seguita dalla Sicilia (con l’1,6%) e dalla Campania (con l’1,36%).

    (http://hubmiur.pubblica.istruzione.i...olastica_5.pdf pagg. 17 e seguenti, ci sono anche dei grafici )

    Poi:
    dati sull'abbandono scolastico si differenziano molto a seconda delle regioni italiane. Maglia nera va alle regioni del Sud Italia: in Sicilia la percentuale di studenti che hanno lasciato gli studi prima del diploma è del 26% (29,3% per i ragazzi e 22,6% per le ragazze), seguono la Sardegna con il 23,9% di abbandoni scolastici (31,1% per i ragazzi e 16,1% per le ragazze) e la Puglia con il 23,4% (30,2% per i ragazzi e 16,5% per le ragazze).

    Noi Italia, la classifica sull'abbandono scolastico in Italia - Scuola, notizie dal mondo studentesco - @ Studenti.it


    Questo per le superiori, per l'università:

    Formazione universitaria - laureati


    L'indicatore
    Le regioni italiane presentano valori e andamenti dell’indicatore piuttosto eterogenei. Tutte le regioni centrali hanno valori superiori alla media nazionale: in particolare, nel Lazio l’indicatore raggiunge il valore più alto (26,2 per cento). Nelle regioni del Mezzogiorno si registrano, invece, i valori più bassi: Campania (12,9 per cento) e Sicilia (14,6 per cento) hanno le performance peggiori. Fanno eccezione l’Abruzzo (20,9) e il Molise (24,4 per cento), che presentano valori superiori alla media italiana. Tra le regioni settentrionali, la quota più alta di giovani laureati si riscontra in Liguria (24,8 per cento). Le variazioni rilevate nel periodo 2004-2009 segnalano performance migliori nelle regioni centrali e del Nord-ovest (rispettivamente +5,7 e +5,5 punti percentuali), mentre gli incrementi delle regioni del Mezzogiorno e del Nord-est risultano più contenuti (+2,7 e +3,8 punti percentuali). Il differenziale di istruzione per genere è favorevole alle donne in tutte le regioni italiane. Particolarmente significativo risulta il gap in Abruzzo, Molise, Marche, Toscana ed Emilia-Romagna, dove il valore dell’indicatore rilevato per le donne è superiore di oltre 12 punti percentuali rispetto al dato maschile. La regione dove l’istruzione terziaria risulta più equamente diffusa è la Liguria (21,9 e 27,6 per cento rispettivamente per uomini e donne).

    Livello di istruzione terziaria



  10. #10
    sonnecchiante...
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    Predefinito Re: Il paese della cultura ?

    Secondo me non è indicativo il tasso di laureati per comprendere la "cultura" di un paese.

    Per cultura infatti io non intendo solo il numero di nozioni apprese o i titoli di studio acquisiti, ma qualcosa di molto più ampio e profondo.

    La cultura per me deve andare di pari passo con il senso critico, la capacità cognitiva, le abilità logiche e dialettiche oltre che le capacità basi come quelle di leggere e comprendere realmente un testo.

    Difatti, si può avere un titolo ma essere degli analfabeti funzionali ! E difatti in Italia abbiamo un elevatissimo grado di analfabetismo funzionale.

    Italia 47.0
    Messico 43.2
    Stati Uniti 20.0
    Ungheria 17.0
    Svizzera 15.9
    Canada 14.6
    Australia 13.9
    Nuova Zelanda 13.4
    Bermuda 12.5
    Paesi Bassi 10.3
    Norvegia 7.

    Questo è GRAVISSIMO. E devo dire che anche nei forum si riscontra chiaramente questa problematica, ci sono utenti che non riescono nemmeno a capire cosa sta scrivendo il proprio interlocutore o non colgono semplici nessi logici o deduzioni banali. Non parliamo di comprendere come condurre un dibattito, proporre un'argomentazione o solamente replicare nel merito di un messaggio senza artefici retorici (non creati e voluti ma semplicemente acquisiti dai media).

    La situazione è a dir poco tragica.
    Ultima modifica di Aladar; 22-05-14 alle 20:29
    mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
    Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172

 

 
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