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  1. #1
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    Predefinito Anche Genova alla disperazione.

    E' Davvero Morto l'Incesto fra Chiesa, Comunisti e Scajola a Genova? - Rischio Calcolato

    La mia è una domanda e sono curioso.
    Come (ex) Genovese vedere Bertone, Sacajola e Berneschi messi sotto indagini giudizioarie tutti insieme fa davvero uno strano effetto. E’ come la caduta dei titani.
    Sapete cosa hanno costoro in comune: Carige e la sua Fondazione, il centro assoluto del potere ligure.
    Un orrendo verminaio di potere che ha disentegrato ogni ipotesi di sana crescita economica a Genova e in Liguria, garantendo enormi rendite di posizione ai soliti noti, Coop Rosse, Chiesa, e Scajola (lui era istituzione a se stante in Liguria).
    Speriamo bene, auguro ai miei ex concittadini qualcosa di meglio dello schifo che abbiamo avuto negli ultimi 40 anni.
    dalla Stampa
    Scajola, Bertone e adesso tocca a Berneschi. A Genova si dice che mai i potenti della Lanterna hanno tremato così tanto sotto i colpi di inchieste giudiziarie. Una diversa dall’altra ma, per qualche strano motivo, tutte inchieste ravvicinate e che rischiano di sgretolare i vecchi potentati della città, la Superba.
    Dopo l’ex ministro di Forza Italia Claudio Scajola (inchiesta Matacena), il cardinale arcivescovo emerito di Genova Tarcisio Bertone (presunta appropriazione indebita, per aver sottratto 15 milioni al Vaticano) , ora è Giovanni Berneschi, ex presidente della Banca Carige a finire nel mirino delle Procura. Anzi delle Procure, di Genova e Savona per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e riciclaggio.
    Chi ha avuto modo di parlarci, dice che oggi è stato uno dei giorni più tristi per il padre-padrone di Carige, rimasto ai vertici della banca per 25 anni, fino allo scorso settembre quando dopo un’indagine di Bankitalia c’è stato un azzeramento del Consiglio d’amministrazione. Anche uno dei giorni in cui è andato via prima dall’ufficio: Berneschi, che è stato anche vicepresidente dell’Abi, l’associazione bancaria, è uscito dal suo ufficio in via Cassa di Risparmio alle 15,15 accompagnato dalla Guardia di finanza che ha iniziato a condurre ispezioni alla mattina.
    La resa dei conti era cominciata già l’estate scorsa nella più importante banca della Liguria e fra le prime dieci del panorama nazionale, motore dell’economia cittadina. Carige era finita nella bufera soprattutto a causa del suo “uomo solo al comando”, Giovanni Alberto Berneschi, 76 anni. Una resa dei conti partita proprio da Banca d’Italia che con diverse ispezioni aveva messo a nudo le debolezze della governance, mettendo all’angolo Berneschi. Bankitalia aveva imposto una drastica pulizia dei crediti in sofferenza e chiesto un rafforzamento patrimoniale da 800 milioni. Poi a settembre il blitz della Fondazione Carige, azionista di maggioranza della banca. Dopo le dimissioni a raffica della maggior parte dei consiglieri di Carige, la Fondazione guidata allora dall’industriale Flavio Repetto (a capo del gruppo dolciario Novi-Elah-Dufour) decise di non confermare Berneschi e il suo vice Alessandro Scajola, fratello di Claudio, ex ministro del Pdl. La Fondazione presentò una nuova lista di candidati poi votata dall’assemblea degli azionisti rinnovando il vertice con il nuovo presidente Cesare Castelbarco Albani e l’amministratore delegato Piero Montani.
    Proprio le amicizie speciali, le relazioni forti con i piani alti dell’industria e della politica di sinistra e destra, su cui Berneschi ha fondato per diversi lustri il suo potere, hanno contribuito in qualche modo a minare il suo dominio e a innescare la sua parabola discendente. Più di un problema hanno creato infatti a lui e alla stessa banca i soldi prestati a quei pochi selezionati amici, spesso azionisti: le aziende “rosse” Coop, Coopsette e poi le famiglie Rasero, Scerni, Preziosi, Orsero, Isnardi, Bonsignore, Messina, Rosina, Cozzi Parodi e Risso.
    La carriera di Berneschi , classe 1937, inizia e finisce in Carige. A vent’anni, nel 1957, entra in banca, assunto come impiegato amministrativo nell’allora Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, poi diventata nel 1991 Banca Carige. Nel 1968 viene inquadrato nel personale direttivo, nel 1975 è promosso dirigente. Ma la vera svolta è nel 1979 quando diventa condirettore generale e successivamente direttore generale. Di lì in poi prende in mano le redini della banca. Nel dicembre del 1999 entra nel Consiglio di amministrazione e nel 2000 viene nominato amministratore delegato e nel 2003 presidente fino appunto al 2013.
    Sotto la sua guida spregiudicata Carige è diventata un importante “conglomerato” bancario e assicurativo con una rete integrata di oltre 1.100 punti vendita tra sportelli bancari e agenzie assicurative e circa 2 milioni di clienti. Un business, quello assicurativo, che ha messo Berneschi nei guai due volte. Primo per la debolezza patrimoniale delle controllate assicurative di Carige, contestate da Bankitalia. In secondo luogo perché – secondo quanto appreso in ambiente investigativo – i 21 milioni di euro sarebbero stati distratti proprio dal comparto assicurativo di Carige – Carige Vita Nuova – e riciclati all’estero.
    Dalla fine degli anni ’90 Berneschi ha portato l’espansione di Carige lungo due direttrici: l’acquisizione di sportelli bancari e l’ingresso nel mondo dei prodotti assicurativi. Per rafforzare la rete di sportelli bancari, Carige aveva rilevato la Cassa di Risparmio di Savona, la Cassa di Risparmio di Carrara, la Banca del Monte di Lucca e la Banca Cesare Ponti di Milano, oltre che sportelli da altri gruppi bancari, costituendo dal 2013 la Banca Carige Italia SpA, alla quale sono stati conferiti gli sportelli nazionali fuori Liguria. Una crescita messa in serio pericolo prima dalla bufera finanziaria che si è abbattuta sulla banca che deve varare un aumento di capitale da 800 milioni e ora anche dall’inchiesta giudiziaria. Oggi Carige vale poco più di un miliardo di euro in Borsa e un’azione quota 0,42 euro, un prezzo che è quattro volte in meno dei 2 euro del 2009.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Anche Genova alla disperazione.

    Tutte cose che stranamente avvengono, dopo secoli di marciume, alla luce giusto prima delle elezioni.
    Che casualità!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #3
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    Predefinito Re: Anche Genova alla disperazione.

    A Genova, come a Torino, i sudditi non sono disperati.

    Ultima modifica di Eridano; 23-05-14 alle 08:22
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #4
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    Predefinito Re: Anche Genova alla disperazione.

    ScaJolaland - Rischio Calcolato

    Dovete sapere che provincia di Imperia, e in parte anche quella di Savona in Liguria sono tristemente note con il nome di Scajoland, il potere reale esercitato da Claudio Scajola in quella zona d’Italia per venti anni è stato pressochè assoluto e indiscusso. E non facciamoci illusioni, tutti sapevano e tutti lo votavano, portava i soldi, i progetti, il lavoro e quindi andava bene così.
    Per inciso la provincia di Imperia è fra le zone ha più alta densità mafiosa d’Italia, coincidenze?
    Genova invece è stata utilizzata come mezzo di scambio, Scajola non rompeva le scatole ai Comunisti in sede di elezioni locali, e i Comunisti lasciavano serenamente a Scajola il governo della fondazione Carige e l’immenso potere di decidere chi e cosa finanziare (oddio poi capitava che le Coop Rosse, Carige le tenesse sempre in cima ai suoi pensieri) . Sappiamo come è finita, banca semi-fallita, azioni che valgono nulla e una fondazione che è l’ombra di se stessa (una piccola MPS).
    Faccio questa premessa in occasione delle schifo che sta uscendo e che uscirà dagli archivi dell’ex Ras di Imperia, e attenzione, Scaiola più volte ha minacciato i suoi colleghi di partito di tirare fuori “le carte” (su di loro) ove gli avessero pestato i piedi, e lo ha fatto addirittura in sede pubblica. Quindi state preparati, che o qualcuno ci mette un tappo (magari di cicuta) o siamo solo all’inizio.
    Ora.
    Ci rendiamo conto che costui è stato Ministro dell’Interno della Repubblica Italiana?
    Si va bene, ormai siamo abituati a tutto, completamente anestetizzati, e magari Scajola non è neppure il peggio espresso dalla politica italiana. Volevo solo fare una riflessione cob voi.
    Come dice una nota pubblicità:
    Italia: Land of Scajola
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #5
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    Predefinito Re: Anche Genova alla disperazione.

    Chissà quando toccherà a Bologna, Reggio Emilia & C.?
    Temo mai.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #6
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  7. #7
    Lumbard
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    Predefinito Re: Anche Genova alla disperazione.


    li è più dura far venir fuori qualcosa ...

  8. #8
    Lumbard
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    Predefinito Re: Anche Genova alla disperazione.

    ogni giorno uno scandalo e/o un indagine dove c'è implicata la politica ... in nessun paese al mondo corruzione e malaffare sono così alti e diffusi e lo schifo peggiore è che gli abitanti di questa repubblica delle banane vanno a votare in massa sempre i soliti partiti di m.....

  9. #9
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    Predefinito Re: Anche Genova alla disperazione.

    Cose che stranamente vengono fuori due giorni prima delle elezioni.
    Grillo sembra sempre più Iovine!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #10
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    Predefinito Re: Anche Genova alla disperazione.

    Truffa a Banca Carige, Vicepresidente Abi Berneschi progettava fuga in Svizzera

    BANCHE | A capo di un'associazione a delinquere, "la banda del magro". Il contenuto delle intercettazioni telefoniche.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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