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    Predefinito FN al 43% tra gli operai: parlatemi di ottimismo sociale

    Le elezioni europee in Francia ci insegnano tante cose.

    Vediamo i numeri:
    FN al 25% - media nazionale
    FN al 30% - media nazionale tra i meno 35 anni
    FN al 33% - media della regione Normandia fino al Passo di Calais, dove c'era parte dell'impianto industriale
    FN al 38% - media tra gli impiegati
    FN al 43% - media tra gli operai

    Invece:
    FN al 21% - media tra i oltre 60 anni

    In poche parole: FN va bene la dove la gente e il territorio va male.

    Prima era la "sinistra" che guardava al male sociale, che portava la speranza di un domani migliore. Ma la sinistra è diventata mondialista, liberista non solo sul piano dei valori, ma anche sul piano economico.
    Cioè la sinistra è diventata la destra, con l'aggiunta di un pizzico di sale buonista.

    Il buonismo è l'indulgenza cristiana dei middle-class: non facciamo più lotta di classe, però ci mettiamo l'animo buono verso le minoranze.
    I poveri, che non hanno i mezzi per pagarsi queste indulgenze (e le case nel centro invece che in periferia), odiano la "sinistra". E fanno bene.

    CHIEDO AI POVERI DI ODIARE ANCORA PIÙ FORTE LA SINISTRA MIDDLE-CLASS


    (Però non dimenticate di odiare anche la destra di Berlusconi & Cie)

    Ora la domanda: perché l'Italia che va cosi male non produce un popuismo tipo FN?

    Cioè un soggetto politico critico verso il liberalismo, sia esso economico o societale.
    (hai capito Florian? critico sia verso il buonismo di sinistra che verso il liberalismo di destra)

    Ci vedo due ragioni:
    - sul lato economico della questione, la decadenza del comunismo novecentesco ha screditato la critica anti-liberale. Furono gli anni del trionfo berlusconiano, la Fine della storia sotto la stella buona del Dio Mercato. Chi voleva continuare la carriera a "sinistra" si riciclò nel buonismo societale.

    - sul lato societale della questione invece, è difficile per un italiano criticare il buonismo, quando questo è visto (anche se non sempre è chiara l'articolazione) come espressione sul piano dei costumi di un economia creativa e moderna. In Italia il progressismo fu una religione, da nessuna parte in Europa l'americanismo e il consumo sono stati considerati con tanta ingenuità. Le figure critiche di questa modernità, da Bordiga a Pasolini, sono ancora oggi escluse dalla cerchia della "sinistra" che conta.

    Insomma l'italiano è un cafone che ama guardare don Matteo in televisone, o il ricco Berlusconi, o il ciofane e moderno Renzi.

    E la destra radicale in tutto questo?
    La DR sul piano teorico è irrilevante. In Italia c'è stato Evola, vecchio bello arnese libresco che però non fa programma. La Nuova destra? Dopo aver proposto alla borghesia mondialista che non ne aveva ovviamente minimo bisogno una teoria razzista e anti-egualitaria che al massimo andava bene per una borghesia imperialista hitleriana, il suo massimo esponente, Allàdebbenuà, ha scoperto che il filone della teoria critica marxiana è molto, ma molto più fecondo. E cosi la ND francese (quella italiana è un angolo buio dove si piange in continuazione perché non ti chiamano al Corriere mondialista per venir a spiegare perché il mondialismo è merda) cominciò a parlare la lingua di un socialismo e comunismo che a livello politico non ci sono più.

    Essendo una nullità teorica, la DR ha integrato nel proprio patrimonio storico e simbolico tutto quel che in realtà dovrebbe evolianamente rifiutare. L'economia di mercato, lo Stato, la famiglia borghese, la chiesa, ecc. non c'è niente nel discorso DR che ne costituisce una specificità, a parte un rabbioso razzismo, rabbioso quanto improducente visto che una politica migratoria efficace non puo non procedere da una critica radicale dell'economia.

    Cosi mentre in Francia il FN di Marine fonda sulla crisi sociale la sua salita verso il potere, in Italia la DR fa il muso lungo davanti al populista Grillo (occasione storica per sconvolgere il quadro politico) e torna a votare la Lega. La Lega che considera con Salvini che il problema "è la sinistra" e che metà o più degli italiani sono merdaccia levantina e mediterranea.

    Questa dunque la lettura della crisi gravissima attuale secondo la DR: il problema è la sinistra che vuole sposare i gay e non vuole sparare sui gommoni.

    La crisi del lavoro? è perché si pagano troppe tasse, i stipendi sono troppo alti. Quel che dice ogni piccolo padrone lo dice pure la DR. Però il padrone vuole l'immigrato pagato un terzo del lavoratore italiano. L'imprenditore non dice no al razzismo, dal momento che il razzismo non gli vieta di importare lavoratori stranieri.
    "No al terrone" dice l'imprenditore, però venga comunque terrone - ti faccio un favore, ti dò il lavoro e ti pago metà del polentone che è di razza superiore e quindi fa lavori superiori, mica è funzionario lui.

    Questo è il limite della Lega: la sua clientela è legata alla logica di mercato, e quindi legata alla dinamica capitalista che porta questo mondo alla rovina.
    Di fronte c'è il limite della DR: la sua clientela è razzista, e questo razzismo non gli permette di vedere che la Lega non porta nessuna soluzione alla crisi.

    In Francia c'è FN che trionfa tra i poveri, tra i proletari. Più c'è crisi e più si allarga la sua base.
    In Italia c'è la Lega. Cioè, in Italia non c'è proposta politica per due terzi del paese, mentre nel Nord si propone come programma di seguire quello della piccola media impresa. E questo è il partito che si salva per la DR...
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  2. #2
    .
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    Predefinito Re: FN al 43% tra gli operai: parlatemi di ottimismo sociale

    Vincono i reazionari: "grande vittoria del socialismo".

  3. #3
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    Predefinito Re: FN al 43% tra gli operai: parlatemi di ottimismo sociale

    Grande vittoria non del socialismo, ma di un partito che sta diventando - anche oltre alcune categorie di minoranze - un partito di massa.
    Di una massa non astratta, ma prodotta dalla crisi del capitalismo.
    Una massa che si chiamava e che domani di nuovo chiameremo: il proletariato.

    Una massa che non si ferma alle poche impresuccie rimaste in piedi nel Veneto.
    Una massa che figlia, che si muove, che "frequenta" la repressione statale, che sta pagando caro le politiche di austerità.

    Eccolo il partito della violenza storica feconda.

    VAI VECCHIA TALPA
    TI CHIAMANO AQUILA TIGRE SQUALO
    MA LO SA IL PROLETARIATO
    CHE SEI TALPA E NON ALTRO
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  4. #4
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    Predefinito Re: FN al 43% tra gli operai: parlatemi di ottimismo sociale

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Le elezioni europee in Francia ci insegnano tante cose.

    Vediamo i numeri:
    FN al 25% - media nazionale
    FN al 30% - media nazionale tra i meno 35 anni
    FN al 33% - media della regione Normandia fino al Passo di Calais, dove c'era parte dell'impianto industriale
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    FN al 43% - media tra gli operai

    Invece:
    FN al 21% - media tra i oltre 60 anni

    In poche parole: FN va bene la dove la gente e il territorio va male.

    Prima era la "sinistra" che guardava al male sociale, che portava la speranza di un domani migliore. Ma la sinistra è diventata mondialista, liberista non solo sul piano dei valori, ma anche sul piano economico.
    Cioè la sinistra è diventata la destra, con l'aggiunta di un pizzico di sale buonista.

    Il buonismo è l'indulgenza cristiana dei middle-class: non facciamo più lotta di classe, però ci mettiamo l'animo buono verso le minoranze.
    I poveri, che non hanno i mezzi per pagarsi queste indulgenze (e le case nel centro invece che in periferia), odiano la "sinistra". E fanno bene.

    CHIEDO AI POVERI DI ODIARE ANCORA PIÙ FORTE LA SINISTRA MIDDLE-CLASS


    (Però non dimenticate di odiare anche la destra di Berlusconi & Cie)

    Ora la domanda: perché l'Italia che va cosi male non produce un popuismo tipo FN?

    Cioè un soggetto politico critico verso il liberalismo, sia esso economico o societale.
    (hai capito Florian? critico sia verso il buonismo di sinistra che verso il liberalismo di destra)

    Ci vedo due ragioni:
    - sul lato economico della questione, la decadenza del comunismo novecentesco ha screditato la critica anti-liberale. Furono gli anni del trionfo berlusconiano, la Fine della storia sotto la stella buona del Dio Mercato. Chi voleva continuare la carriera a "sinistra" si riciclò nel buonismo societale.

    - sul lato societale della questione invece, è difficile per un italiano criticare il buonismo, quando questo è visto (anche se non sempre è chiara l'articolazione) come espressione sul piano dei costumi di un economia creativa e moderna. In Italia il progressismo fu una religione, da nessuna parte in Europa l'americanismo e il consumo sono stati considerati con tanta ingenuità. Le figure critiche di questa modernità, da Bordiga a Pasolini, sono ancora oggi escluse dalla cerchia della "sinistra" che conta.

    Insomma l'italiano è un cafone che ama guardare don Matteo in televisone, o il ricco Berlusconi, o il ciofane e moderno Renzi.

    E la destra radicale in tutto questo?
    La DR sul piano teorico è irrilevante. In Italia c'è stato Evola, vecchio bello arnese libresco che però non fa programma. La Nuova destra? Dopo aver proposto alla borghesia mondialista che non ne aveva ovviamente minimo bisogno una teoria razzista e anti-egualitaria che al massimo andava bene per una borghesia imperialista hitleriana, il suo massimo esponente, Allàdebbenuà, ha scoperto che il filone della teoria critica marxiana è molto, ma molto più fecondo. E cosi la ND francese (quella italiana è un angolo buio dove si piange in continuazione perché non ti chiamano al Corriere mondialista per venir a spiegare perché il mondialismo è merda) cominciò a parlare la lingua di un socialismo e comunismo che a livello politico non ci sono più.

    Essendo una nullità teorica, la DR ha integrato nel proprio patrimonio storico e simbolico tutto quel che in realtà dovrebbe evolianamente rifiutare. L'economia di mercato, lo Stato, la famiglia borghese, la chiesa, ecc. non c'è niente nel discorso DR che ne costituisce una specificità, a parte un rabbioso razzismo, rabbioso quanto improducente visto che una politica migratoria efficace non puo non procedere da una critica radicale dell'economia.

    Cosi mentre in Francia il FN di Marine fonda sulla crisi sociale la sua salita verso il potere, in Italia la DR fa il muso lungo davanti al populista Grillo (occasione storica per sconvolgere il quadro politico) e torna a votare la Lega. La Lega che considera con Salvini che il problema "è la sinistra" e che metà o più degli italiani sono merdaccia levantina e mediterranea.

    Questa dunque la lettura della crisi gravissima attuale secondo la DR: il problema è la sinistra che vuole sposare i gay e non vuole sparare sui gommoni.

    La crisi del lavoro? è perché si pagano troppe tasse, i stipendi sono troppo alti. Quel che dice ogni piccolo padrone lo dice pure la DR. Però il padrone vuole l'immigrato pagato un terzo del lavoratore italiano. L'imprenditore non dice no al razzismo, dal momento che il razzismo non gli vieta di importare lavoratori stranieri.
    "No al terrone" dice l'imprenditore, però venga comunque terrone - ti faccio un favore, ti dò il lavoro e ti pago metà del polentone che è di razza superiore e quindi fa lavori superiori, mica è funzionario lui.

    Questo è il limite della Lega: la sua clientela è legata alla logica di mercato, e quindi legata alla dinamica capitalista che porta questo mondo alla rovina.
    Di fronte c'è il limite della DR: la sua clientela è razzista, e questo razzismo non gli permette di vedere che la Lega non porta nessuna soluzione alla crisi.

    In Francia c'è FN che trionfa tra i poveri, tra i proletari. Più c'è crisi e più si allarga la sua base.
    In Italia c'è la Lega. Cioè, in Italia non c'è proposta politica per due terzi del paese, mentre nel Nord si propone come programma di seguire quello della piccola media impresa. E questo è il partito che si salva per la DR...
    Sono abbastanza d'accordo con la tua analisi.
    Tuttavia la Lega evidentemente a livello di classe pesca dove esiste una classe e al nord le classi sono molto fluide perché puoi avere la famiglia di un commerciante con la moglie che fa l'impiegata alle poste e la figlia che lavora come commessa.
    È una struttura trasversale.
    L'operaio italiano e non solo padano, chiunque sia, ovunque si trovi, non ha comunque minimamente espresso voti anti-europeisti od euroscettici, cioè in ultima analisi non crede alla relatività dei processi capitalistici attuali bensì alla loro naturale fisiologica egemonia, quindi è orientato verso forze riformiste e miglioriste che nemmeno un ex- DC.
    Secondo me emerge all'infinito la percezione degli italiani di essere in fin dei conti dei deboli, dei deprivati, degli incapaci di confrontarsi su piani strategici con i le potenze interne e quelle internazionali.
    È questo il vulnus che rende impossibile un nuovo nazionalismo di ampio respiro e capace di imporre il "primato della polis" sulla finanza.
    Ultima modifica di amerigodumini; 26-05-14 alle 14:28

  5. #5
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    Predefinito Re: FN al 43% tra gli operai: parlatemi di ottimismo sociale

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Grande vittoria non del socialismo, ma di un partito che sta diventando - anche oltre alcune categorie di minoranze - un partito di massa.
    Di una massa non astratta, ma prodotta dalla crisi del capitalismo.
    Una massa che si chiamava e che domani di nuovo chiameremo: il proletariato.

    Una massa che non si ferma alle poche impresuccie rimaste in piedi nel Veneto.
    Una massa che figlia, che si muove, che "frequenta" la repressione statale, che sta pagando caro le politiche di austerità.

    Eccolo il partito della violenza storica feconda.

    VAI VECCHIA TALPA
    TI CHIAMANO AQUILA TIGRE SQUALO
    MA LO SA IL PROLETARIATO
    CHE SEI TALPA E NON ALTRO
    Ma parli del FN?

  6. #6
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    Predefinito Re: FN al 43% tra gli operai: parlatemi di ottimismo sociale

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Ora la domanda: perché l'Italia che va cosi male non produce un popuismo tipo FN?
    Cioè un soggetto politico critico verso il liberalismo, sia esso economico o societale.
    (hai capito Florian? critico sia verso il buonismo di sinistra che verso il liberalismo di destra)
    Perché il liberalismo di destra da noi non ha mai messo piede. Malgrado infatti una certa attenzione di Forza Italia per il mondo libertarian, da noi limitato a pochi accademici e qualche danaroso giovanotto, il nostro centrodestra non si è mai caratterizzato per il perseguimento di politiche economiche di tipo liberista. Lampante fu, in tal senso, la decisione di Antonio Martino di rifiutare il ministero economico per quello della Difesa e la scelta di puntare sul "colbertista" mezzo-marxista Giulio Tremonti col quale sono entrati in rotta di collisione tutti i liberali di FI, a cominciare da Brunetta.
    Avendo Forza Italia, e ancor di più Alleanza Nazionale, un approccio economico di tipo "newdealista" (il piano Marshall più volte citato da Berlusconi), ed essendo ben nota la ritrosia della nostra Confindustria a fare la faccia dura con un sindacato Cgil fortemente massimalista (l'unico che ci tentò fu Antonio D'Amato, per questo quasi sbranato da avversari e malvisto dai suoi stessi compari), ecco dunque venir meno delle ragioni di una polemica populista antiliberista.
    Ritorniamo allora alla solita questione, ovvero alla mancanza in Italia di un soggetto di destra liberale sull'esempio dell'UMP francese, della CDU tedesca o dei Conservatives britannici. Oltretutto solo in Francia il populismo ha assunto i tratti di una forza antiliberista capace di pescare a sinistra. In Germania il neogruppo Alternative fur Deutschland è fortemente liberista, così come liberista e di destra thatcheriana è l'UKIP di Farage. Il Front National è il Front National, ovvero un partito fortemente legato alla storia francese, così come Forza Italia, la Lega Nord e Grillo sono tipici della realtà italiana.
    SADNESS IS REBELLION

  7. #7
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    Predefinito Re: FN al 43% tra gli operai: parlatemi di ottimismo sociale

    fantastico, il proletariato di nuovo intrappolato in una formazione interclassista e sciovinista

    http://www.frontnational.com/pdf/Programme.pdf
    Ultima modifica di Troll; 26-05-14 alle 18:33

  8. #8
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    Predefinito Re: FN al 43% tra gli operai: parlatemi di ottimismo sociale

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Perché il liberalismo di destra da noi non ha mai messo piede. Malgrado infatti una certa attenzione di Forza Italia per il mondo libertarian, da noi limitato a pochi accademici e qualche danaroso giovanotto, il nostro centrodestra non si è mai caratterizzato per il perseguimento di politiche economiche di tipo liberista. Lampante fu, in tal senso, la decisione di Antonio Martino di rifiutare il ministero economico per quello della Difesa e la scelta di puntare sul "colbertista" mezzo-marxista Giulio Tremonti col quale sono entrati in rotta di collisione tutti i liberali di FI, a cominciare da Brunetta.
    Avendo Forza Italia, e ancor di più Alleanza Nazionale, un approccio economico di tipo "newdealista" (il piano Marshall più volte citato da Berlusconi), ed essendo ben nota la ritrosia della nostra Confindustria a fare la faccia dura con un sindacato Cgil fortemente massimalista (l'unico che ci tentò fu Antonio D'Amato, per questo quasi sbranato da avversari e malvisto dai suoi stessi compari), ecco dunque venir meno delle ragioni di una polemica populista antiliberista.
    Ritorniamo allora alla solita questione, ovvero alla mancanza in Italia di un soggetto di destra liberale sull'esempio dell'UMP francese, della CDU tedesca o dei Conservatives britannici. Oltretutto solo in Francia il populismo ha assunto i tratti di una forza antiliberista capace di pescare a sinistra. In Germania il neogruppo Alternative fur Deutschland è fortemente liberista, così come liberista e di destra thatcheriana è l'UKIP di Farage. Il Front National è il Front National, ovvero un partito fortemente legato alla storia francese, così come Forza Italia, la Lega Nord e Grillo sono tipici della realtà italiana.
    Quei caratteri direi che, ormai, sono prerogativa del pd. Anche se ammetto di non aver ben chiaro cosa intendi per liberalismo di destra.
    Se si accetta che al liberalismo tout court vadano ascritte cose come : contratto sociale, limitazione del potere di intervento statale, aprioristica inviolabilità di un nucleo di diritti fondamentali (minimo vita e proprietà privata), primato della ragione; tutto il resto è logica conseguenza e le eventuali differenziazioni sono solo facciata.

  9. #9
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    Predefinito Re: FN al 43% tra gli operai: parlatemi di ottimismo sociale

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Sono abbastanza d'accordo con la tua analisi.
    Tuttavia la Lega evidentemente a livello di classe pesca dove esiste una classe e al nord le classi sono molto fluide perché puoi avere la famiglia di un commerciante con la moglie che fa l'impiegata alle poste e la figlia che lavora come commessa.
    È una struttura trasversale.
    L'operaio italiano e non solo padano, chiunque sia, ovunque si trovi, non ha comunque minimamente espresso voti anti-europeisti od euroscettici, cioè in ultima analisi non crede alla relatività dei processi capitalistici attuali bensì alla loro naturale fisiologica egemonia, quindi è orientato verso forze riformiste e miglioriste che nemmeno un ex- DC.
    Secondo me emerge all'infinito la percezione degli italiani di essere in fin dei conti dei deboli, dei deprivati, degli incapaci di confrontarsi su piani strategici con i le potenze interne e quelle internazionali.
    È questo il vulnus che rende impossibile un nuovo nazionalismo di ampio respiro e capace di imporre il "primato della polis" sulla finanza.
    Un punto di vista interessante.
    Io vedo nel 42% di Renzi proprio il segno di questa impotenza italiana, questa assenza di intelligenza politica. Una cafonaggine terribile che mi ricorda i tempi di Berlusconi.

    Un dato da mettere in relazione come hai detto con la struttura poco concentrata dell'economia - quando c'è economia. E infatti al Sud siamo ancora allo stadio clientelare, cioè in queste terre la politica non si presenta neanche come la maschera di una progettualità che non c'è (perché confiscata dal Dio Mercato), ma come scambio di favori e influenze.

    Cosi che tanto è notevole il dato francese, tanto è disastroso, vergognoso quello italiano.

    Citazione Originariamente Scritto da dokos Visualizza Messaggio
    Quei caratteri direi che, ormai, sono prerogativa del pd. Anche se ammetto di non aver ben chiaro cosa intendi per liberalismo di destra.
    Se si accetta che al liberalismo tout court vadano ascritte cose come : contratto sociale, limitazione del potere di intervento statale, aprioristica inviolabilità di un nucleo di diritti fondamentali (minimo vita e proprietà privata), primato della ragione; tutto il resto è logica conseguenza e le eventuali differenziazioni sono solo facciata.
    Bravo hai detto bene.

    Florian invece mi chiedo in quale mondo vive. Il problema è la mancanza di un UMP in Italia? Ma la nostra discussione serve a qualcosa?
    Ma perché non vuole capire questo bravo ragazzo che non si puo separare liberalismo economico e buonismo societale? È cosi difficile capire che se prendi l'uno devi prendere anche l'altro?
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  10. #10
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    Predefinito Re: FN al 43% tra gli operai: parlatemi di ottimismo sociale

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Florian invece mi chiedo in quale mondo vive. Il problema è la mancanza di un UMP in Italia? Ma la nostra discussione serve a qualcosa?
    Ma perché non vuole capire questo bravo ragazzo che non si puo separare liberalismo economico e buonismo societale? È cosi difficile capire che se prendi l'uno devi prendere anche l'altro?
    Ma infatti lui si prende entrambe le cose.

 

 
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