
Originariamente Scritto da
Tommaso
Le elezioni europee in Francia ci insegnano tante cose.
Vediamo i numeri:
FN al 25% - media nazionale
FN al 30% - media nazionale tra i meno 35 anni
FN al 33% - media della regione Normandia fino al Passo di Calais, dove c'era parte dell'impianto industriale
FN al 38% - media tra gli impiegati
FN al 43% - media tra gli operai
Invece:
FN al 21% - media tra i oltre 60 anni
In poche parole: FN va bene la dove la gente e il territorio va male.
Prima era la "sinistra" che guardava al male sociale, che portava la speranza di un domani migliore. Ma la sinistra è diventata mondialista, liberista non solo sul piano dei valori, ma anche sul piano economico.
Cioè la sinistra è diventata la destra, con l'aggiunta di un pizzico di sale buonista.
Il buonismo è l'indulgenza cristiana dei middle-class: non facciamo più lotta di classe, però ci mettiamo l'animo buono verso le minoranze.
I poveri, che non hanno i mezzi per pagarsi queste indulgenze (e le case nel centro invece che in periferia), odiano la "sinistra". E fanno bene.
CHIEDO AI POVERI DI ODIARE ANCORA PIÙ FORTE LA SINISTRA MIDDLE-CLASS
(Però non dimenticate di odiare anche la destra di Berlusconi & Cie)
Ora la domanda: perché l'Italia che va cosi male non produce un popuismo tipo FN?
Cioè un soggetto politico critico verso il liberalismo, sia esso economico o societale.
(hai capito Florian? critico sia verso il buonismo di sinistra che verso il liberalismo di destra)
Ci vedo due ragioni:
- sul lato economico della questione, la decadenza del comunismo novecentesco ha screditato la critica anti-liberale. Furono gli anni del trionfo berlusconiano, la Fine della storia sotto la stella buona del Dio Mercato. Chi voleva continuare la carriera a "sinistra" si riciclò nel buonismo societale.
- sul lato societale della questione invece, è difficile per un italiano criticare il buonismo, quando questo è visto (anche se non sempre è chiara l'articolazione) come espressione sul piano dei costumi di un economia creativa e moderna. In Italia il progressismo fu una religione, da nessuna parte in Europa l'americanismo e il consumo sono stati considerati con tanta ingenuità. Le figure critiche di questa modernità, da Bordiga a Pasolini, sono ancora oggi escluse dalla cerchia della "sinistra" che conta.
Insomma l'italiano è un cafone che ama guardare don Matteo in televisone, o il ricco Berlusconi, o il ciofane e moderno Renzi.
E la destra radicale in tutto questo?
La DR sul piano teorico è irrilevante. In Italia c'è stato Evola, vecchio bello arnese libresco che però non fa programma. La Nuova destra? Dopo aver proposto alla borghesia mondialista che non ne aveva ovviamente minimo bisogno una teoria razzista e anti-egualitaria che al massimo andava bene per una borghesia imperialista hitleriana, il suo massimo esponente, Allàdebbenuà, ha scoperto che il filone della teoria critica marxiana è molto, ma molto più fecondo. E cosi la ND francese (quella italiana è un angolo buio dove si piange in continuazione perché non ti chiamano al Corriere mondialista per venir a spiegare perché il mondialismo è merda) cominciò a parlare la lingua di un socialismo e comunismo che a livello politico non ci sono più.
Essendo una nullità teorica, la DR ha integrato nel proprio patrimonio storico e simbolico tutto quel che in realtà dovrebbe evolianamente rifiutare. L'economia di mercato, lo Stato, la famiglia borghese, la chiesa, ecc. non c'è niente nel discorso DR che ne costituisce una specificità, a parte un rabbioso razzismo, rabbioso quanto improducente visto che una politica migratoria efficace non puo non procedere da una critica radicale dell'economia.
Cosi mentre in Francia il FN di Marine fonda sulla crisi sociale la sua salita verso il potere, in Italia la DR fa il muso lungo davanti al populista Grillo (occasione storica per sconvolgere il quadro politico) e torna a votare la Lega. La Lega che considera con Salvini che il problema "è la sinistra" e che metà o più degli italiani sono merdaccia levantina e mediterranea.
Questa dunque la lettura della crisi gravissima attuale secondo la DR: il problema è la sinistra che vuole sposare i gay e non vuole sparare sui gommoni.
La crisi del lavoro? è perché si pagano troppe tasse, i stipendi sono troppo alti. Quel che dice ogni piccolo padrone lo dice pure la DR. Però il padrone vuole l'immigrato pagato un terzo del lavoratore italiano. L'imprenditore non dice no al razzismo, dal momento che il razzismo non gli vieta di importare lavoratori stranieri.
"No al terrone" dice l'imprenditore, però venga comunque terrone - ti faccio un favore, ti dò il lavoro e ti pago metà del polentone che è di razza superiore e quindi fa lavori superiori, mica è funzionario lui.
Questo è il limite della Lega: la sua clientela è legata alla logica di mercato, e quindi legata alla dinamica capitalista che porta questo mondo alla rovina.
Di fronte c'è il limite della DR: la sua clientela è razzista, e questo razzismo non gli permette di vedere che la Lega non porta nessuna soluzione alla crisi.
In Francia c'è FN che trionfa tra i poveri, tra i proletari. Più c'è crisi e più si allarga la sua base.
In Italia c'è la Lega. Cioè, in Italia non c'è proposta politica per due terzi del paese, mentre nel Nord si propone come programma di seguire quello della piccola media impresa. E questo è il partito che si salva per la DR...