articolo del 2012
Uomini in crisi, donne al potere
La provocazione arriva dagli Usa, dove la giornalista Hanna Rosin in un libro descrive la fine del maschio e l'ascesa delle femmine
Le donne corrono verso il futuro mentre gli uomini guardano (o si voltano indietro cercando di far funzionare il microonde), fossilizzati in abitudini e certezze superate dalla storia. Hanna Rosin, giornalista americana, moglie di giornalista, madre di tre figli, è certa che in questo preciso momento storico sia accaduta la più grande svolta in duecentomila anni di storia dell’umanità: “La fine degli uomini (e l’ascesa delle donne)”, che è anche il titolo del libro appena uscito in America, generato da un articolo di gran successo pubblicato dall’Atlantic due anni fa.
Il futuro è adesso e la parità è stata superata: a furia di adattarsi, cercare di tenere insieme tutto, infilare giornate da quaranta ore dentro le solite e banali ventiquattro, utilizzando talenti duttili (intelligenza sociale, empatia, capacità di pensare diciotto cose in una volta, concentrazione in condizioni disagiate e sonnellini in ascensore), sono riuscite perfino a trasformare la crisi economica in una opportunità. Succede, anche, che le donne sbattano fuori casa uomini parassitari, incapaci di contribuire al menage familiare, e preferiscano fare da sole, invece di sollevare mariti e amanti dai loro baratri esistenziali e professionali. Donne di plastica e uomini di cartone: la plastica si modella, il cartone si strappa.
Rosin mostra i dati: ll sessanta per cento dei laureati e il cinquantun per cento della forza lavoro è femmina, il ventitré per cento delle mogli guadagna più dei mariti, la metà dei quadri è donna, le ragazze metropolitane guadagnano più dei coetanei “Nel mondo le donne dominano gli atenei e le scuole professionali in ogni continente tranne l'Africa. Negli Usa, per due uomini che otterranno il Bachelor of Arts quest'anno, le donne saranno tre. Delle quindici categorie professionali che cresceranno di più negli Stati Uniti nel prossimo decennio, dodici impiegano in prevalenza donne”. La rivoluzione è avvenuta: dobbiamo solo trovare il tempo di accorgercene. E dopo una breve serie di ripicche per i duecentomila anni passati in seconda fila, potremo anche, nella nostra infinita ed empatica generosità, invitare gli uomini a guidare il mondo insieme a noi.
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