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    Thumbs up Voti ribelli e addio clientele Il sisma elettorale del Sud

    22/05/2014
    Voti ribelli e addio clientele
    Il sisma elettorale del Sud



    Divisioni locali e ondata M5S: il Pd spedisce i suoi ministri
    ANSA
    Matteo Renzi a Palermo, una settimana fa
    + Renzi scrive agli elettori: “Tocca a voi” Berlusconi: “Fico buffone, lo querelo”
    + Grillo: “Processi popolari in Rete” “Noi ministri”, poi Casaleggio frena
    + Renzi: “Se bloccano le riforme, lascio” Berlusconi: un dilettante allo sbaraglio




    FABIO MARTINI


    ROMA

    C’è qualcosa di nuovo, anzi di molto antico in arrivo dal Sud. Una messe di voti ribellisti e di disperazione, un possibile boom del Cinque Stelle che finirebbe per collocare un’intera area del Paese all’opposizione. Certo, per ora si tratta soltanto di una sensazione, ma molto diffusa in tutti i partiti, in particolare tra coloro che sono impegnati nella campagna elettorale. Una sensazione confermata dalla decisione di Matteo Renzi di chiedere improvvisamente gli straordinari ad alcuni suoi ministri: Roberta Pinotti, Giuliano Poletti, Maria Elena Boschi, Andrea Orlando, Maurizio Martina, Graziano Delrio hanno dovuto trasferirsi al Sud, impegnati nelle ultime 48 ore in una full immersion. E la Boschi ammette: «Sì, il test nel Mezzogiorno rischia di diventare decisivo per il successo nel Paese».

    Ma c’è di più. Il presidente del Consiglio aveva fatto sapere che domani – a distanza di pochissimi giorni dal comizio in piazza Politeama – sarebbe tornato a Palermo, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. Un bis plateale da collegare al tam-tam che dà Grillo in testa in Sicilia? Ovviamente da Palazzo Chigi non confermano una lettura a tinte così forti, sta di fatto che ieri Renzi ha rinunciato al viaggio, per fugare il sospetto di una presenza elettoralistica. Ma sul forfait di Renzi ha pesato anche l’eventualità di ritrovarsi sul palco di Palermo, a fianco dei protagonisti di una polemica furibonda tutta interna alla sinistra, quella che divide il presidente della Regione Sicilia e il candidato alle Europee Giovanni Fiandaca. E la Boschi chiosa: «Basta con le divisioni del Pd in Sicilia, altrimenti si rischia di fare un regalo a Grillo».

    Ma il Pd lacerato al Sud da faide intestine, non è il principale motivo del sommovimento elettorale che si sta preparando. Ci sono ragioni strutturali che un parlamentare di grande esperienza come Pino Pisicchio, entrato alla Camera nel 1987, spiega così: «Al Sud il voto clientelare di una volta non esiste più, non c’è quasi più nulla da scambiare o promettere, sia perché si sono ridotti i rubinetti della spesa pubblica, sia perché il “patrono” politico non sta più al governo in eterno, come capitava con la Dc». E se il clientelismo ha meno armi che nel passato, il sentimento dilagante è la rabbia: «Da noi - dice il pugliese Rocco Palese, parlamentare emergente dell’ultima leva di Forza Italia - la quasi totalità dei giovani sotto i 30 anni si prepara a votare per Grillo. Rabbia, ma anche qualcosa che somiglia ad una moda, direi una nuova tendenza. Anche al Sud sta arrivando una società post-ideologica e post-partitica».

    Dunque centinaia di migliaia di giovani, ma Grillo al Sud è solo questo? Dice il napoletano Enzo Amendola, già segretario del Pd campano: «Attenzione, l’unica certezza per ora è che per la prima volta il partito-leader al Sud, il Pdl, avrà una caduta forte. E quanto al voto al Cinque Stelle non si alimenta soltanto di rabbia o di insurrezionalismo: nelle ultime Politiche nei grandi centri della provincia campana loro sono andati fortissimo, intercettando un fenomeno importante: l’incazzatura silente». Effettivamente un anno fa i Cinque Stelle sono stati il primo partito in una città Palermo (32,8%) ma anche in tanti paesi dell’entroterra meridionale, come Canicattì (36,7%) o come Grotte (addirittura 40,6%). Sostiene il professor Mauro Calise, autore di alcuni dei saggi politologici più significativi degli ultimi anni: «I Cinque Stelle partono già da un risultato alto e il contesto è il più favorevole per loro: le Europee non mobilitano il voto micro-notabilare, che ancora esiste; non si vota per il governo; quanto ai tantissimi giovani senza lavoro perché non dovrebbero votare Grillo che denuncia i signori della austerità? In questo contesto la vera notizia sarebbe quella opposta al frame prevalente: Renzi che accorcia le distanze al Sud».

    La Stampa - Voti ribelli e addio clientele Il sisma elettorale del Sud

  2. #2
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    Predefinito Re: Voti ribelli e addio clientele Il sisma elettorale del Sud

    CLAMOROSA VOCE DA LONDRA: ECCO CHI VINCERA' LE ELEZIONI











    Segui TzeTze:






    «Martedì - racconta un trader - da Londra è arrivata la voce che i 5 Stelle fossero in testa. Questo ha scatenato le vendite». E' questo quanto si legge sul Sole 24 Ore.

    Poi il quotidiano prosegue:

    Quanto siano attendibili queste voci è difficile a dirsi. Come si comporteranno gli investitori dopo il voto è altrettanto complicato da prevedere. Ma il punto è un altro: tutto questo crea volatilità ed esaspera i movimenti di Borsa. Per ora a Piazza Affari non si vedono grandi volumi, ma i nervi sono tesi: se l'incertezza perdurasse, i grandi capitali potrebbero nuovamente fuggire.

    Ed è proprio questo che rende vulnerabile l'Italia. Se partisse infatti una nuova fuga di capitali, per esempio dai BTp, le banche tornerebbero a soffrire perché nei loro bilanci di BTp ce ne sono 419 miliardi (dato Bce). E se questo accadesse proprio ora, la situazione si complicherebbe ulteriormente: perché le banche italiane devono ancora realizzare 7,5 miliardi di aumenti di capitale. Già le difficoltà incontrate ieri dalla Fondazione Carige nel vendere un pacchetto di azioni della banca (si veda articolo a pagina 33) dimostrano quali potrebbero essere le conseguenze dell'instabilità. O della spada di Damocle perennemente sopra la nostra testa.


    Come molti altri organi di informazione, anche il Sole 24 Ore tenta di incutere paura nei lettori per la possibile vittoria del Movimento 5 Stelle. I mercati sono instabili, il rischio è forte e bla bla bla. Tutte voci sputtanate oggi da Dagospia in questo articolo.



    TzeTze Politica: TzeTze: CLAMOROSA VOCE DA LONDRA: ECCO CHI VINCERA' LE ELEZIONI

  3. #3
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    Predefinito Re: Voti ribelli e addio clientele Il sisma elettorale del Sud

    Dagospia: "il Movimento rischia seriamente di vincere".
    Roberto D'Agostino
    , alias Dagospia, ha avuto il coraggio di dire le cose come stanno. E cioè che tutti hanno una paura folle della vittoria del Movimento 5 Stelle alle elezioni europee, elezioni che, scrive Dagospia, il Movimento "rischia seriamente di vincere".

    Ed ecco che la stampa italiana, sottolinea Dagospia, si lancia in una campagna di mistificazione contro i 5 Stelle, campagna che a detta del giornalista "è una minaccia bella e buona alla libertà di voto". Leggiamo nei dettagli:

    Da qualche giorno, e più precisamente da quando si è scoperto che il Movimento 5 Stelle rischia seriamente di vincere queste elezioni e gettare Renzi, Napolitano e Berlusconi nel panico più totale, è ripartita la favoletta dello spread.

    "Occhio, se vince Grillo lo spread sale e siamo fottuti", il refrain che i giornaloni del Sistema ci inculcano, a martello da giorni. Ma questa, in realtà, è una minaccia bella e buona alla libertà di voto, alla democrazia partecipativa, a chi vuole votare - a torto o a ragione - per Grillo&Co. "Questo è il golpe",
    scrive Dagospia.



    TzeTze Politica: TzeTze: INCREDIBILE, UN GIORNALISTA AMMETTE: I 5 STELLE VINCERANNO
    Ultima modifica di Napoli Capitale; 22-05-14 alle 15:22

  4. #4
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    Predefinito Re: Voti ribelli e addio clientele Il sisma elettorale del Sud

    Grillo era veramente riuscito a convincere in molti, con le parole, che fosse in testa e che avrebbero vinto.
    Peccato che il "vinciamo noi" che ha ripetuto ogni giorno non abbia ottenuto il "se vince lui quasi quasi lo voto" nelle persone.

  5. #5
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    Predefinito Re: Voti ribelli e addio clientele Il sisma elettorale del Sud

    Citazione Originariamente Scritto da adrian1984 Visualizza Messaggio
    Grillo era veramente riuscito a convincere in molti, con le parole, che fosse in testa e che avrebbero vinto.
    Peccato che il "vinciamo noi" che ha ripetuto ogni giorno non abbia ottenuto il "se vince lui quasi quasi lo voto" nelle persone.

    vinciamo poi, non vinciamo noi

  6. #6
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    Predefinito Re: Voti ribelli e addio clientele Il sisma elettorale del Sud

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    vinciamo poi, non vinciamo noi
    giusto per mantere alto l'ottimismo.
    Molti che hanno votato M5S la prima volta, non sapevano ancora cosa aspettarsi da un nuovo movimento, quindi era inevitabile che una fetta di elettorato rimanesse scontenta, a prescindere da quello che si facesse.
    Si doveva piuttosto puntare a convincere una parte dei dubbiosi che non hanno votato alla prima elezione, per mantenere gli stessi numeri, ma quando sei all'opposizione è quasi impossibile dimostrar qualcosa.

    Io resto del parere che un anno fa la coalizione con il PD si sarebbe dovuta fare, non perchè l' ex dirigenza del pd fosse affidabile, ma sicuramente si sarebbero trovati consensi nel partito per fare anche solo una parte di quello che c'era nel programma.
    Con una coalizione si sarebbe persa un'altra fetta di elettorato, ma dimostrando di far qualcosa di quanto proposto avrebbe recuperato con gli scettici che non avevano votato.

    Al tempo ne discussi nella sezione del forum del M5S, dicevo che non aveva senso entrare nel sistema per cambiarlo per poi rimanere ai margini dello stesso. Ora come ora direi piuttosto che vinciamopoi, vinciamomai.

 

 

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