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    Predefinito L'ultima tendenza della Disney: il cattivo gradevole

    L'ultima tendenza della Disney: il cattivo gradevole

    Un tempo le favole erano piuttosto chiare su ciò che è bene e ciò che è male





    Disney

    19.11.2013 // STAMPA

    La Disney ha appena diffuso il trailer del già tanto chiacchierato Maleficent, con una Angelina Jolie dalle sembianze malvagie nel ruolo della cattiva ed Elle Fanning nei panni della sventurata principessa Aurora. Il film dovrebbe uscire nelle sale nel maggio 2014. C'è una svolta interessante che Maleficent sta apportando al mito de La Bella Addormentata, e che è evidente già dal titolo: questa volta ci si concentra sulla storia della cattiva, mentre l'eroina tradizionalmente intesa diventa un personaggio di secondo piano.

    La sinopsi per questo film centrato sul personaggio cattivo promette “la storia mai raccontata del cattivo più iconico della Disney”. Malefica è descritta come “una splendida giovane donna dal cuore puro [che] conduce una vita idilliaca... fino a che un esercito invasore minaccia l'armonia della regione. Malefica si leva per essere la più fiera protettrice della zona, ma alla fine subisce un tradimento spietato - un atto che inizia a trasformare il suo cuore puro in pietra”. Questo tradimento è presumibilmente ciò che la spinge a “scagliare una maledizione sulla figlia neonata del successore del re invasore, Aurora”. Già solo dalla sinopsi, Malefica è dipinta come un'eroina tragica, che stava solo difendendo il suo regno prima che avvenisse una serie di eventi sciagurati. Anche la sua maledizione sulla piccola principessa Aurora, inoltre, è solo un modo di proteggere la sua terra. Se agiva per difendere gli altri, quando poteva essere cattiva?

    Il film non è ancora stato diffuso, ma numerose interviste ad Angelina Jolie sembrano promettere che il pubblico avrà una prospettiva del tutto nuova di Malefica. “Spero che alla fine vedrete una donna capace di essere molte cose, e solo perché difende se stessa ed è aggressiva non vuol dire che non possa avere altre qualità”. Interpellata sull'ipotesi che Malefica abbia qualità di redenzione, la Jolie ha risposto che “sembra davvero assurdo dire che le ragazze troveranno in questo qualcosa di buono, perché sembra che si dica che dovrebbero essere cattive. Ma [Malefica] è davvero una gran persona”. È un ritratto interessante di uno dei più famosi cattivi della storia cinematografica, e questo non è il primo film della Disney che assume questo approccio nei confronti dei cattivi.

    In molti dei suoi film di intrattenimento diffusi di recente, la Disney ha portato avanti questa tendenza di “rimodernare” la storia del cattivo, spesso con una luce gradevole proiettata sul passato del personaggio in questione. Attraverso questi nuovi racconti, il pubblico finisce inevitabilmente per simpatizzare con il cattivo, arrivando forse anche a pensare che le sue decisioni malvagie siano inevitabili nelle circostanze sfortunate in cui si trova.

    Una di queste rivisitazioni della Disney è stata diffusa nel marzo scorso, con il titolo “Il grande e potente Oz”. Il film racconta la storia delle streghe di Oz, nella fattispecie la Strega Malvagia dell'Est e la Strega Malvagia dell'Ovest, prima che divenissero cattive. Anche se la Strega dell'Est risulta essere la più grande cattiva della storia, la cattiva tradizionalmente accettata de Il Mago di Oz – la Strega Cattiva dell'Ovest – è ritratta come la vittima di una crudele manipolazione. All'inizio bella e gentile, le si spezza il cuore per il suo amore non corrisposto per Oz e mangia una mela avvelenata per dimenticare il suo strazio, trasformandosi nella vecchia dalla pelle verde che il pubblico ricorderà. Da questo punto di vista, la nemesi di Dorothy sembra ben più gradevole della strega del film originale. Dopo tutto, risulta che è solo una vittima del male altrui, e quasi tutti in un pubblico qualsiasi possono simpatizzare con un cuore spezzato.

    Questa tendenza si è affermata anche nell'intrattenimento per bambini della Disney. L'intera base del cartone animato Ralph Spaccatutto è la lotta del cattivo di un videogame per raggiungere l'eroismo. Ralph è il cattivo di un gioco chiamato “Felix Aggiustatutto" – lui rompe le cose e Felix le aggiusta –, ma poi si stanca di essere un emarginato e parte per un viaggio per vincere una medaglia e diventare così un eroe. Si potrebbe pensare che questa sia una grande opportunità per mostrare un personaggio che vince le proprie inclinazioni e cresce fino a diventare un vero eroe. Ralph riesce a provare il suo valore da eroe attraverso le sue azioni altruiste per altri personaggi del film, ma non è questo il messaggio finale trasmesso. Il mantra di Ralph, anche alla fine del film, è “Sono cattivo, e questo va bene. Non sarò mai buono, e questo non è male”. Al termine del film, Ralph sta ancora rompendo cose nel suo gioco; è solo che Felix e il resto dei personaggi del gioco lo accettano per quello che è ora. Ovviamente, Ralph non è veramente un cattivo e ha un buon cuore, ma è curioso che il messaggio che ripete sia che non sarà mai buono “e questo non è male”.

    Non c'è niente di male nel provare a comprendere il funzionamento interno della mente di un cattivo. Soprattutto nelle storie popolari ampiamente conosciute, una rivisitazione da una prospettiva diversa e inaspettata (come quella del cattivo) può essere piacevole perché getta sul tavolo materiale nuovo. Alla fine, però, film come “Maleficent” e “Il grande e potente Oz” glorificano cattivi tradizionalmente accettati e cercano di giustificare le loro condotte riprovevoli scavando nel loro passato incompreso. E film come Ralph Spaccatutto arrivano anche al punto di dire che “Non è male essere cattivi”.

    I film del passato (come La Bella Addormentata o Il Mago di Oz originali) hanno espresso interpretazioni concrete delle categorie giusto/sbagliato, riflesse attraverso personaggi che erano assolutamente buoni o assolutamente cattivi. Non c'era una via di mezzo per la Strega dell'Ovest che sputava fuoco o per Malefica che cambiava forma nelle loro storie originali, ma la società moderna ha creato molte sfumature di grigio per interpretare le azioni della gente, e queste storie basate sul cattivo sembrano essere il risultato di questa mentalità. Potrebbe sembrare innocuo, ma se si spende tanto tempo a ossessionarsi sulle origini e sulle motivazioni dei cattivi potremmo iniziare a chiederci dove siano finiti tutti gli eroi.



    L'ultima tendenza della Disney: il cattivo gradevole - Aleteia
    Ultima modifica di Florian; 01-06-14 alle 18:12
    SADNESS IS REBELLION

  2. #2
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    Predefinito Re: L'ultima tendenza della Disney: il cattivo gradevole

    Che sta succedendo?
    SADNESS IS REBELLION

  3. #3
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    Predefinito Re: L'ultima tendenza della Disney: il cattivo gradevole

    Angelina Jolie riscatta la Malefica di Disney
    Arriva al cinema Maleficent, film che racconta la storia della Bella Addormentata ma da un altro punto di vista


    Giorgia Pietropaoli


    «So chi sei, di tutti i miei sogni il dolce oggetto sei tu/anche se nei sogni è tutta illusione e nulla più il mio cuore sa che nella realtà da me tu verrai e che mi amerai ancor di più». Lalalalala... vabbé, ve la ricordate? Ecco. Scordatevela, cancellatevela, resettatevela, rewindelatevela. O meglio, immaginatevela cantata da una darkissima Lana Del Rey e ci siete quasi. Perché questa versione della fiaba dell'eterna addormentata intende riscrivere il mito e mettere in discussione i canoni delle storie che ci hanno raccontato finora sulle principesse indifese, sul vero amore e sui cattivi a prescindere.
    Avete presente quelle t-shirt che vanno tanto di moda, quelle con su scritto "il principe azzurro si è perso nel bosco", "il principe azzurro stinge al primo lavaggio", "ma quale principe, l'unico azzurro che voglio è quello di Tiffany!"? Ebbene, la Disney le ha prese sul serio. Dopo il premio Oscar Frozen, il regno di ghiaccio (che sdoganava l'atto di vero amore), decide di ridimensionare, ancora una volta, i ruoli maschili, financo di ridicolizzarli per incitare la rivolta/riscossa delle bionde. Più in generale, delle donne.


    E lo fa prendendo la più cattiva tra le cattive, la fata caduta in disgrazia che odia tutto ciò che è bello/buono senza apparente motivo, la Malefica tra le malefiche. Questo Maleficent, dunque, più che il riscatto della rincogl... ehm, della sonnolenta Aurora, rappresenta il riscatto della fata cornuta (in tanti sensi, ohibò) e corvina più malvagia che si ricordi.
    Il regista Robert Stromberg si prende, così, la briga di dirigere l'infanzia di Malefica, la sua adolescenza per tentare di spiegare le ragioni che l'hanno spinta a pronunciare il "malefico" sortilegio. Tutta colpa dell'amore, o meglio, della sua assenza. E di uomini senza scrupoli, dominati dalla guerra, dalla sete di potere, dal rancore, dall'invidia. «Quale meraviglia!»
    A tutto c'è una giustificazione, dunque. Basta solo trovarla. «Mi ero smarrita nell'odio e nella vendetta».

    Angelina Jolie entra, così, nei panni di una zigomata "fata madrina", calzandoli a pennello. Ci ha sguazzato talmente bene dentro che pare abbia terrorizzato tutti i bambini sul set (tranne sua figlia, chiamata per l'appunto a interpretare la quattrenne principessa). «Ti odio, bestiolina». Pare un po' Catwoman e un po' un elfo di Gran Burrone ma si riesce a perdonarle tutto, tanta è la sua bellezza. Accanto, le troviamo un'Aurora/Elle Fanning («È così bruttina che quasi provo pena per lei») sbiadita come da tradizione e un corvo/Fosco (ma è Sam Riley) mutaforma, incondizionatamente al suo servizio. Tanto per ribadire il concetto "con gli uomini ci faccio quel che voglio".
    «Quale scintillante consesso, Re Stefano./Non sei la benvenuta./Cielo, che imbarazzante situazione!». Ora, la sceneggiatura non brilla certo per originalità e arguzia. Il vero villain Sharlto Copley è poco incisivo e i personaggi di contorno non sono granché. Le tre fatine Giuggiola, Fiorina e Verdelia (rispettivamente Imelda Staunton, Lesley Manville e Juno Temple) sono un esempio di mancata buona occasione. Potevano essere divertenti, invece vengono fuori come oche giulive e pure sopravvalutate («Siete state tanto buone con me, tranne quella volta che mi avete dato da mangiare i ragni»).

    L'unico merito che si può davvero attribuire alla scrittura è l'aver rovesciato tutti gli stereotipi: quello del bacio del vero amore, quello di madre (con la principessa cresciuta e pasciuta così!), quello dell'amore a prima vista, e così via. Stereotipi che vengono messi del tutto in discussione e vengono sostituiti, nel complesso, da un'idea di donna moderna ed emancipata, che va controcorrente rispetto alle donnine/adolescenti sciatte e bisognose di essere salvate di certe saghe cinematografiche recenti. E non è poca cosa.
    Per il resto è un fantasy godibile, con delle buone scenografie e degli ottimi costumi. Forse gli effetti speciali potevano essere migliori, più complessi, più curati ma questo difetto ci fa tornare chiaro in mente che di protagonista, qui, ce n'è una sola. Guai ad oscurarla.
    Altra nota di demerito è la voce (cantilenante) narrante che suggerisce poca fantasia laddove ce ne dovrebbe essere tanta. È un fantasy, per la miseria! Non c'erano proprio altri mezzi? Tocca sorbirsela per i novanta e passa minuti: siete avvertiti.

    Insomma, la Disney ci ha fatto il callo. Dopo La carica dei 101, Alice in Wonderland, Il grande e potente Oz e Saving mr. Banks si è resa conto che dai suoi classici può tirare fuori ancora molto, può spremere le trame fino a farle grondare, può giocare con i personaggi per ribaltarli e riadattarli ai tempi moderni.
    D'altronde, è ormai moda accertata quella di riscattare figure ambiguamente oscure e mitologiche al cinema. Tra vampiri, lupi mannari, zombi, angeli caduti e demoni buoni perché non dare una chance anche alle streghe cattive?
    Speriamo non si cominci a tirare troppo la corda. Perché se è vero che si può apprezzare il tentativo di ridare indipendenza (e le ali) alle donne, è vero anche che non si può particolarmente condividere la scelta di spogliare dell'essenza malefica colei che si chiama Malefica.
    I cattivi, al cinema, (mi, ci, vi) piacciono assai.
    Nel 2015 toccherà a Cenerentola. Piccolo suggerimento. La parte della Cattiva datela a lei, per una volta.

    MALEFICENT Regia di Robert Stromberg Con Angelina Jolie, Elle Fanning, Sharlto Copley, Lesley Manville, Imelda Staunton Avventura, 97 min. Usa, 2014 Uscita mercoledì 28 maggio 2014


    Globalist.it | Angelina Jolie riscatta la Malefica di Disney
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  4. #4
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    Predefinito Re: L'ultima tendenza della Disney: il cattivo gradevole

    Ormai è un bombardamento di messaggi di questo tipo.
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  5. #5
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    Predefinito Re: L'ultima tendenza della Disney: il cattivo gradevole

    Si è parlato spesso di "gnosticismo" in merito a queste operazioni culturali volte ad annullare le tradizionali divisioni tra Bene e Male, e a ribaltare i ruoli tra Uomo e Donna, in una prospettiva decisamente femminista. Sono ormai talmente tanti gli esempi che vanno in questa direzione da far pensare che tutto ciò sia in qualche modo pianificato. Da chi e perché? Ed è giusto che sia così?
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  6. #6
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    Predefinito Re: L'ultima tendenza della Disney: il cattivo gradevole

    da una parte concordo che tale miscuglio non va bene, dall'altra comunque il cattivo c'è comunque, ma stavolta non è Malefica

    diciamo che scopo del film per me è spiegare come ci si diventa cattivi, rischiando appunto di passare come nel caso di malefica dalla ragione al torto
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  7. #7
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    Predefinito Re: L'ultima tendenza della Disney: il cattivo gradevole

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    da una parte concordo che tale miscuglio non va bene, dall'altra comunque il cattivo c'è comunque, ma stavolta non è Malefica

    diciamo che scopo del film per me è spiegare come ci si diventa cattivi, rischiando appunto di passare come nel caso di malefica dalla ragione al torto
    Giustificare il Male al punto da fare a meno di redimerlo. E sarebbe una cosa buona?
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  8. #8
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    Predefinito Re: L'ultima tendenza della Disney: il cattivo gradevole

    Le fiabe di un tempo, segnatamente quelle di Perrault poi in parte riprese dai fratelli Grimm, non erano affatto storie banali, ma concentrati di simboli e di insegnamenti anche di tipo esoterico, alchemico e per alcuni psicanalitico. Esistono bellissime interpretazioni di fiabe quali Cappuccetto Rosso o Il gatto con gli stivali o La bella addormentata nel bosco. Autori di Alchimia scrissero testi proprio sulle fiabe interpretate come parabole ermetiche (vedii il celeberrimo Pernety con il suo "Dizionario mito-ermetico" e "Le favole egizie e greche", testi molto affascinanti per chi vi sa leggere). Io credo che gli autori di certe fiabe sapessero bene quello che volevano significare sotto il velo del simbolo.

    Oggi invece temo che tutto questo sia andato perduto. Se un tempo anche la rappresentazione del male aveva un suo preciso scopo nell'economia della fiaba, volendo significare un percorso esistenziale necessario ma preludente ad un suo superamento in virtù di qualità positive personali e di aiuti provvidenziali, oggi credo che tutto questo sia escluso in favore di un facile e fine a sè stesso divertimento su argomenti casuali ma in realtà non innocui, bensì occultamente scottanti.

    Perchè rappresentare ad un bimbo un certo argomento in una certa maniera non è indifferente ai fini della sua costellazione e del suo vissuto personale in costruzione. Ma questo è un parere mio, cioè quello di una persona che osserva in maniera molto critica il mondo postmoderno. Di certo non quello di chi resta neutrale nei confronti di qualunque cosa venga propinata al pubblico, specie quello più giovane.
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  9. #9
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    Predefinito Re: L'ultima tendenza della Disney: il cattivo gradevole

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Ma questo è un parere mio, cioè quello di una persona che osserva in maniera molto critica il mondo postmoderno.
    Ed è anche il mio.

    Mi piacerebbe sapere se questi messaggi subliminali che l'industria culturale e dello spettacolo propina oggi a tutto spiano si possono legittimamente qualificare come "gnostici" o appartengano di fatto a un "neo-gnosticismo" distinto e distante da quello originario.
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  10. #10
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    Predefinito Re: L'ultima tendenza della Disney: il cattivo gradevole

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Giustificare il Male al punto da fare a meno di redimerlo. E sarebbe una cosa buona?
    beh qui c'è una redenzione, Malefica capisce di aver sbagliato e ritorna a essere quella che era un tempo
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

 

 
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