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Discussione: Contro la "leggenda nera" di papa liberio

  1. #1
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    Predefinito Contro la "leggenda nera" di papa liberio




    Uno dei «luoghi comuni» ammantati di presunta storicità e diffusi da taluni ambienti cosiddetti «tradizionalisti» (in qualche caso contigui ad una mentalità esoterica) è quella che vuole Papa Liberio (352-366) tra i massimi sostenitori dell’eretica “dottrina” dell’Arianesimo e nemico di S. Atanasio fino a giungere alla scomunica del Vescovo di Alessandria. Il sofisma sotteso a questa narrazione arbitraria ed errata dei fatti quale sarebbe per costoro? Dimostrare che l’infallibilità pontificia (dogma definito dal Concilio Vaticano I) o non esisterebbe affatto o esisterebbe solo a talune condizioni. In ogni caso, la conseguenza (pericolosa perché prossima all’eresia) sarebbe quella di avvalorare la convinzione soggettiva e personale che un Papa possa errare giungendo persino ad insegnare dottrine eretiche e contrarie alla Fede Cattolica.

    Ciò premesso, dunque, cerchiamo di sviscerare le vicende che coinvolgono il grande Papa Liberio dimostrando – al contrario – la sua ferma e tenace opposizione agli eretici insegnamenti di Ario alla luce dei fatti storici e non delle ipotetiche conclusioni a cui piegare le fonti a proprio uso e consumo.

    Anzitutto quando si diffuse l’arianesimo ed in cosa consiste. Esso prende il nome da Ario, presbitero di Alessandria ed è una dottrina che prese piede ufficialmente a partire dal 321 allorché Alessandro, Vescovo di Alessandria, convocò il sinodo dei Vescovi nel quale Ario venne scomunicato a causa del suo pensiero eretico. A seguito di ciò, Ario pensò bene di fuggire in Palestina trovando accoglienza presso il suo «maestro» Eusebio di Nicomedia che lo ospitò e contribuendo, insieme, all’espansione dell’arianesimo. Eusebio ebbe anche una certa influenza sull’Imperatore Costantino il quale, precedentemente, nel 313 aveva dato piena cittadinanza alla religione cristiana nell’impero anche se, in punto di morte, scelse di ricevere il battesimo proprio dall’ariano Eusebio.

    Tuttavia l’Imperatore Costantino, intenzionato a risolvere una volta per tutte le controversie sorte in seno alla comunità cristiana, decise nel 325 di convocare il primo Concilio della storia del Cristianesimo a Nicea. Al Concilio ecumenico di Nicea i Vescovi partecipanti dovettero subire l’arroganza e l’oltraggio di Ario e, soprattutto, di Eusebio i quali rimasero fermi sulle loro eretiche posizioni. La Tradizione vuole che Ario – durante il Concilio, fu sonoramente schiaffeggiato dal Vescovo di Mira Nicola, Santo Patrono della Città di Bari. All’epoca i dialoghi ecumenici con gli eretici si risolvevano in questo saggio modo…

    Nel Concilio di Nicea l’arianesimo fu ufficialmente condannato ed i due paladini dell’eresia, Ario ed Eusebio, esiliati.

    Ma perché l’arianesimo fu tanto osteggiato? Esso – in ultima analisi – negava la consustanzialità (= stessa sostanza) di Gesù Cristo con Dio Padre. Secondo gli ariani, infatti, Dio Padre era all’origine e ci fu un momento in cui il Figlio non esisteva. Il Figlio era stato creato dal Padre (invece è generato e non creato) e possedeva una natura diversa e, dunque, inferiore a quella del Dio Padre. Gli ariani, dunque, negavano la Divinità del Verbo.

    Spiegato succintamente il fulcro dell’arianesimo ed i suoi sviluppi primordiali, veniamo al nostro Papa Liberio ed alle sue presunte accomodanti disposizioni nei confronti dell’arianesimo che, malgrado la condanna inflittagli dal Concilio di Nicea, trovava ancora spazio per una sua larga propagazione.

    Appena qualche mese dopo la sua elezione, Papa Liberio ricevette due delegazioni: una inviata dai Vescovi d’Oriente (ariani) ostili a S. Atanasio - strenue difensore della Fede Nicena - e l’altra, mandatari dei Vescovi di Egitto fedeli al Santo. Come si comportò in quella circostanza il Papa? Ascoltò le ragioni degli uni e quelle degli altri, dopodiché chiuse la questione dichiarando l’accusa contro S. Atanasio destituita di ogni ragion d’essere. Papa Liberio, dunque, difese il Vescovo di Alessandria dagli attacchi dei suoi nemici ariani.

    Dopo un anno dalla sua intronizzazione al Soglio Pontificio, nel 353 gli ariani tennero un conciliabolo ad Arles e nel 355 un altro a Milano nel quale condannarono S. Atanasio. Ancora una volta Papa Liberio fece udire la sua voce contro questa illegittima decisione di una riunione priva di qualsiasi autorità. L’imperatore ariano Costanzo II, figlio di Costantino, infastidito dal coraggio e dall’intransigenza del Papa Liberio, nottetempo fece arrestare il Pontefice che fu condotto al suo cospetto. L’Imperatore gli intimò di condannare S. Atanasio e ratificare così le decisioni del conciliabolo di Milano. Al netto e categorico rifiuto del Papa, l’Imperatore costrinse il Papa all’esilio in Tracia insediando a Roma un antipapa ariano chiamato Felice II letteralmente detestato dai Romani fedeli – invece - al loro Papa Liberio.

    Il Papa poté fare ritorno a Roma nel 358. Secondo i nemici di Papa Liberio, questo ritorno – consentito dall’Imperatore Costanzo - sarebbe la prova più evidente del suo cedimento a favore degli ariani e delle loro eretiche dottrine. A supporto di questa tesi (erronea) esisterebbero anche alcune epistole (quattro) firmate dal Pontefice con cui quest’ultimo avrebbe acconsentito alla scomunica di S. Atanasio ed aderito pubblicamente alle formule di fede ariana di Sirmio. Lo stesso S. Atanasio dimostrerebbe la caduta di Papa Liberio in alcune sue opere come l’«Apologia contro gli Ariani».

    Ma è proprio tutto vero?

    Lo scritto di S. Atanasio è del 350. Dunque due anni prima dell’elezione di Papa Liberio. Ne consegue, quindi, che l’aggiunta contro il Papa nello scritto di S. Atanasio è postuma ed è opera degli ariani intenzionati ad infangare la figura ed il Pontificato di Liberio.

    C’è da meravigliarsi? Affatto. Ed anche sull’autenticità delle epistole sottoscritte dal Pontefice, pegno che sarebbe stato pagato dal Papa per ottenere il rientro a Roma, esistono numerosissimi dubbi. D’altronde basta il racconto di questo avvenimento per comprendere come la caduta dottrinale del Papa sia una menzogna artatamente costruita e sagacemente diffusa fino ai giorni nostri.

    Nel 359, appena un anno dopo il rientro del Papa dal suo esilio, lo stesso Imperatore Costanzo convocò a Rimini un ennesimo conciliabolo ariano. Se Papa Liberio si fosse davvero convertito all’arianesimo ed il suo ritorno in Roma fosse stato il frutto di questo suo cedimento, sarebbe stato annoverato tra i partecipanti al conciliabolo. Invece, l’imperatore non solo si guardò bene dall’invitarlo ma lo stesso Papa condannò il conciliabolo di Rimini.

    Ma pur ammettendo l’ipotesi (non veritiera) che il rientro di Papa Liberio a Roma dopo la prigionia in Tracia fu dovuta alla sottoscrizione delle epistole, non è possibile accusare il Pontefice di aver deviato coscientemente e deliberatamente dalla Fede. Infatti, questa eventuale sottoscrizione, fu ottenuta sotto la minaccia e la costrizione la quale toglie, oggettivamente, ogni valore all’atto Pontificio procurato, quindi, con l’intimidazione.

    In più, sempre dando per buona la veridicità della sottoscrizione delle formule di Sirmio da parte di Papa Liberio, giova ricordare che la seconda era manifestamente eretica e contraria all’ortodossia della Fede e venne perciò rifiutata dal Pontefice mentre la prima e la terza, più generiche, vennero accettate dal Papa in quanto potevano essere interpretate in senso corretto.

    Tuttavia, a corredo ed a completezza di questo scritto, non appare superfluo ricordare come nel 1684 Monsignor Bossuet fu incaricato – da parte di Luigi XIV – di procedere alla redazione di un manuale per la difesa dell’eresia gallicana e per tentare di dimostrare infondato il dogma dell’infallibilità pontificia. Arrivò così a redigere il capitolo proprio su Papa Liberio ed il suo segretario, l’abbé Benjamin Marcellin Constant, racconta in un suo scritto che egli fu costretto a ritornare sui suoi passi perché non riuscì nel suo intento.

    Papa Liberio, dunque, non deviò mai dalla Fede, non insegnò mai l’arianesimo ed esercitò infallibilmente il suo magistero per tutto il suo pontificato. Fu quindi vero e legittimo Pontefice, successore di Pietro, sia formalmente che materialmente .



    Gianvito Armenise
    Contro la ?leggenda nera? di Papa Liberio | Radio Spada
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  2. #2
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    Predefinito Re: Contro la "leggenda nera" di papa liberio

    l'infallibilità papale e della chiesa ad ogni modo è biblica e l'autorità di fede del Papa era riconosciuto persino dai Patriarchi di Costantinopoli prima dello scisma
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  3. #3
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    Predefinito Re: Contro la "leggenda nera" di papa liberio

    Articolo notevole, soprattutto se proveniente da Radio Spada, di cui in questo caso non posso non riconoscere l'onestà intellettuale , nonostante un certo orientamento sedevacantista di parte della redazione.
    Preferisco di no.

  4. #4
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    Lightbulb Re: Contro la "leggenda nera" di papa liberio

    2 maggio 2017: Sant’Atanasio, Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa…



    “Sant'Atanasio, vescovo e dottore, 2 maggio.”
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico

    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm#SANTI



    Sant'Atanasio - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santatanasio/
    “2 maggio, Sant’Atanasio, Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa.

    “Ad Alessandria il natale di sant’Atanasio, Vescovo della stessa città, Confessore e Dottore della Chiesa, celeberrimo per santità e per dottrina. Quasi tutto il mondo pareva avesse congiurato contro di lui. Egli tuttavia, dal tempo di Costantino fino a Valente, difese valorosamente la fede cattolica contro gl’imperatori, i Presidi ed innumerevoli Vescovi Ariani, dai quali ebbe a soffrire moltissime insidie, e fu costretto ad andar ramingo per tutto il mondo, senza avere alcun luogo sicuro per nascondersi. Finalmente, ritornato alla sua chiesa, ivi, dopo molti combattimenti e molte corone di pazienza, nell’anno quarantesimosesto del suo sacerdozio passò al Signore, al tempo degli Imperatori Valentiniano e Valente”.
    Deh, Signore, esaudisce le nostre preghiere che ti indirizziamo nella solennità del tuo beato confessore e vescovo Atanasio: e, per intercessione e dei meriti di lui che seppe degnamente servirti, ci assolvi da tutti io peccati.”



    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen

    Eterno Padre, intendo onorare sant’Atanasio, Vescovo di Alessandria, Confessore e Dottore della Chiesa, celeberrimo per santità e per dottrina. Quasi tutto il mondo pareva avesse congiurato contro di lui. Egli tuttavia, dal tempo di Costantino fino a Valènte, difese valorosamente la fede cattolica contro gl’imperatori, i Presidi ed innumerevoli Vescovi Ariani, dai quali ebbe a soffrire moltissime insidie, e fu costretto ad andar ramingo per tutto il mondo, senza avere alcun luogo sicuro per nascondersi. Finalmente, ritornato alla sua chiesa, ivi, dopo molti combattimenti e molte corone di pazienza, nell’anno quarantesimosesto del suo sacerdozio passò al Signore, al tempo degli Imperatori Valentiniàno e Valènte. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Confessore e Dottore della Chiesa, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, sant’Atanasio Vescovo possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
    #sdgcdpr”


    Ligue Saint Amédée
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    “Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].”
    “2 Mai : Saint Athanase, Docteur de l'Église (296-375).”



    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    Edizioni Radio Spada - Home
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “2 maggio 2017: sant'Atanasio, vescovo, confessore e dottore della Chiesa.

    Memoria di sant’Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa, di insigne santità e dottrina, che ad Alessandria d’Egitto dai tempi di Costantino fino a quelli dell’imperatore Valente combattè strenuamente per la retta fede e, subite molte congiure da parte degli ariani, fu più volte mandato in esilio; tornato infine alla Chiesa a lui affidata, dopo aver lottato e sofferto molto con eroica pazienza, nel quarantaseiesimo anno del suo sacerdozio riposò nella pace di Cristo.”





    P.S. Gianvito Armenise, autore dell'articolo riportato contro la "leggenda nera" di Papa Liberio, è un dichiarato fedele dell'IMBC e proprio in quanto cattolico "sedevacantista" (più precisamente "tesista", cioè aderente alla "Tesi di Cassiciacum") difende l'infallibilità papale...
    Sono molti "tradizionalisti" nemici del "sedevacantismo" ad essere "fallibilisti" accusando i Papi del passato di aver sbagliato su questioni di dottrina, esattamente come accusano quelli vaticanosecondisti, come se fossero casi minimamente paragonabili...
    Tutte le fonti cattoliche ufficiali hanno già stabilito la verità su Papa Liberio e sui casi analoghi di altri Papi...
    "Athanasius vindicatus" sul forum "Tradizione cattolica" è un'altra validissima ed attualissima discussione che ho riportato su proprio oggi nel giorno della Festa di Sant'Atanasio...
    Don Giuseppe Murro e don Francesco Ricossa su Sodalitium hanno confutato da un sacco di tempo tutte le erronee e volgari strumentalizzazioni che la FSSPX ha fatto di Sant’Atanasio e Papa Liberio…
    Con tutto il profondo rispetto che nutro verso Mons. Lefebvre, è purtroppo vero che ha insegnato oggettivamente alcuni gravi errori persino al limite dell'eresia sul Papato, anche se ritengo in buona fede e senza piena consapevolezza...
    Ma se lui aveva delle attenuanti dovute alle circostante storiche e al fatto che a causa del peso della responsabilità che incombeva probabilmente non aveva il coraggio di dichiarare la Sede Vacante, il peggio sono i suoi pretesi eredi che, a decenni di distanza, certe enormità continuano a diffondere tuttora...
    Le accuse di molti “tradizionalisti cattolici” (“neo-lefebvriani” ed “anti-sedevacantisti”) ai Papi del passato derivano precisamente da fonti inquinate esplicitamente anti-cattoliche o comunque di cattolicità assai dubbia!!
    Le bugie sui “papi eretici” la FSSPX le copia dai modernisti o direttamente dai protestanti e vari settari anti-cattolici, altro che campioni della “Tradizione cattolica”!!
    Basta calunniare vergognosamente i Papi del passato utilizzando le peggiori menzogne dei protestanti – le storielle che la FSSPX ricicla per “dimostrare” la “fallibilità papale” vengono da fonti eretiche infatti!! - per giustificare gli impostori vaticanosecondisti spacciando per valide false analogie tra ieri ed oggi!!
    La FSSPX continua disperatamente ad arrampicarsi sugli specchi da decenni ripetendo le solite inesattezze storiche già smentite per giustificare una inaccettabile disobbedienza al preteso "Papa legittimo"!!
    Il tipico falso paragone tra Papa Liberio e Wojtyla e tra Sant'Atanasio e Mons. Lefebvre è oltraggioso ed intollerabile…
    Sant'Atanasio NON ha mai negato l’infallibilità papale nel suo magistero, nelle canonizzazioni, ecc. né ha mai definito invalide le scomuniche papali…
    Come se Wojtyla fosse stato costretto all’esilio, imprigionato e minacciato di morte da qualcuno – come lo fu Papa Liberio - e Mons. Lefebvre fosse già Santo come Atanasio eh…
    Ma quali somiglianze ed analogie ci sarebbero?!
    Mons. Richard Williamson, Vescovo della “Fraternità Sacerdotale San Pio X” ed ora "resistente" da fuori, continua purtroppo a diffamare Papa Liberio accusandolo falsamente di aver sostenuto l’eresia dei seguaci del monaco Ario e di aver condannato Sant’Atanasio:



    Mons. Richard Williamson: Eleison comments CCCXLII: Ansia sedevacantista - II - 1 febbraio 2014
    Mons. Richard Williamson: Eleison comments CCCXLII: Ansia sedevacantista - II - 1 febbraio 2014
    “(...) Nella crisi ariana del IV secolo, Papa Liberio mise in pericolo la fede condannando Sant’Atanasio e sostenendo i vescovi ariani in Oriente. Per poco tempo l’indefettibilità della Chiesa non passò per il Papa, ma per il suo apparente avversario. Tuttavia, questo non significa che Liberio non fosse Papa, né che fosse Papa, Atanasio. Allo stesso modo, oggi l’indefettibilità della Chiesa passa per i fedeli seguaci della linea adottata da Mons. Lefebvre, senza che necessariamente debba significare che Paolo VI non è stato Papa.(...)”

    http://www.agerecontra.it/public/pre...embre-2013.pdf


    Praticamente si attribuisce l'infallibilità de facto a Mons. Lefebvre e seguaci mentre la si nega al c.d. Papa!! Ma se Montini/Paolo VI stesso scrisse a Mons. Lefebvre (come riporta don Francesco Ricossa in “Le Sel de la terre” ed il sedevacantismo sul n. 53 di "Sodalitium") che era inaccettabile il suo paragonarsi a Sant’Atanasio e che il CV2 era, sotto certi aspetti, più importante del Concilio di Nicea!!


    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/53.pdf
    “Come potrebbe qualcuno oggi paragonarsi a Sant’Atanasio, osando combattere un Concilio come il secondo Concilio del Vaticano, che non ha minore autorità, che è persino sotto certi aspetti più importante ancora, di quello di Nicea?” - Lettera di Paolo VI a Mons. Lefebvre del 25 giugno 1975, in La condamnation sauvage de Mgr Lefebvre, Itinéraires, dicembre 1976, p. 67.


    Papa Liberio in realtà NON ha MAI liberamente scomunicato Sant'Atanasio...



    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/51.pdf
    “Papa Liberio S. Atanasio e gli ariani, pag. 48.”

    https://forum.termometropolitico.it/...indicatus.html
    “MA SANT'ATANASIO NON C'ENTRA!
    Critica d'un sofisma lefebvriano di don Francesco Ricossa Sodalitium N° 17 pag. 17”


    Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale
    Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale
    “Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 5/13 dell’ 11 gennaio 2013, Sant’Igino
    Tu es Petrus: Papa Liberio
    Per contrastare uno degli errori del mondo tradizionalista, secondo cui il papa può errare nell’insegnamento della dottrina, pubblichiamo un lungo articolo sulla figura di Papa Liberio. Come scrive l’Autore, “il caso di Liberio venne citato, per negare la giurisdizione suprema e l’infallibilità del Sommo Pontefice, da protestanti, conciliaristi, gallicani e anti-infallibilisti”.
    Papa Liberio, S. Atanasio e gli ariani di don Giuseppe Murro."


    ALCUNE OBIEZIONI SU ERESIA E PAPI | Radio Spada
    ALCUNE OBIEZIONI SU ERESIA E PAPI | Radio Spada
    Quando l?infallibilità del gregge diventa la fallibilità della Chiesa? Le novità sul caso Liberio | Radio Spada


    https://forum.termometropolitico.it/...indicatus.html
    “Onorio e Liberio, risposta apologetica ai negatori dell'Infallibilità del Papa.”
    https://forum.termometropolitico.it/...a-liberio.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-del-papa.html


    Compromesse Papa Liberio con gli eretici Ariani?
    “Obiezione 9: Papa Liberio cedette agli eretici Ariani e scomunicò Sant'Atanasio, eppure egli rimase il Papa.

    (Cap. 21 del libro La verità su ciò che è realmente accaduto alla Chiesa Cattolica dopo il Vaticano II)
    Redatto da Fra. Michele Dimond, O.S.B. Fra. Pietro Dimond, O.S.B.
    Risposta: non è vero che Papa Liberio cedette agli Ariani, né firmò egli alcuna formula Ariana, né scomunicò egli Sant'Atanasio. Papa Liberio fu uno stoico difensore della verità durante la crisi Ariana, ciò malgrado, il suo ritorno dall'esilio diede ad alcuni l'idea che fosse giunto a compromessi, quando, in realtà, ciò non era accaduto. Citasi Papa Pio IX.
    Papa Pio IX, Quartus supra (16), Sulle false accuse, 06/01/1873: "Precedentemente gli Ariani avevano accusato falsamente Liberio, anch'egli Nostro predecessore, dinnanzi all'imperatore Costantino, perciocché Liberio si era rifiutato di condannare Sant'Atanasio, vescovo di Alessandria, rifiutandosi di sostenere la loro eresia." [54]
    Papa Benedetto XV, Principi Apostolorum Petro (3), 05/10/1920: "Invero, onde evitare che essi si dimostrassero infedeli nel loro dovere, taluni se ne andarono impavidamente in esilio, come fecero Liberio, Silverio e Martino." [55]
    Secondo Papa Pio IX e Papa Benedetto XV, Papa Liberio non compromise la Fede Cattolica in modo alcuno durante la crisi Ariana, venendo falsamente accusato dai nemici della Chiesa Cattolica per essere stato irrevocabile. Anche Papa Sant'Anastasio I recò testimonianza a favore di ciò.
    Papa Sant'Anastasio I, Epistola Dat mihi plurimum, 400 DC: "Poiché all'epoca in cui Costanzo di santa memoria teneva il mondo come vittore, l'eretica fazione Africana era in grado di introdurre mediante nessuna seduzione la sua bassezza, perocché, come noi crediamo, Iddio nostro provvide talché la santa ed immacolata Fede non fosse contaminata tramite alcuna viziosa bestemmia da parte di uomini diffamatori… Per questa Fede coloro al tempo stimati come santi vescovi sopportarono gioiosamente l'esilio, ovvero, Dionisio, un servitore dunque di Dio, preparato per mezzo di Divina istruzione, o coloro seguenti il suo esempio di santa memoria, Liberio vescovo della Chiesa Romana, Eusebio di Vercelli, Ilario delle Gallie, menzionando nulla di molti, sulla cui decisione la scelta giaceva di rimanere aggrappati alla Croce piuttosto che bestemmiare il Cristo Dio, cosa che l'eresia Ariana sosteneva, od appellare il Figliolo di Dio, il Cristo Dio, una creatura del Signore." [56]
    Non fu Papa Liberio, bensì lo pseduo-vescovo Ischira, colui il quale, prima di usurpare la sede di Alessandria, Egitto, discacciò Sant'Atanasio dalla sua sede.
    Papa Pio VI, Charitas (4), 13/04/1791: "Forse in apprezzamento di queste azioni, il vescovo di Lidda, Giovanni Giuseppe Gobel, fu eletto arcivescovo di Parigi mentre l'arcivescovo era ancora in vita. Egli segue l'esempio di Ischira, il quale venne proclamato vescovo di Alessandria durante il Concilio di Tiro come pagamento del suo peccaminoso servizio di accusa contro Sant'Atanasio e di rimozione di quest'ultimo dalla sua sede." [57]”


    Ci sono stati papi eretici nella storia della Chiesa?
    Libèrio papa nell'Enciclopedia Treccani

    “Libèrio papa. - Romano (m. 366), successe a Giulio I nel 352. Di fronte al favore accordato dall'imperatore Costanzo II all'arianesimo, difese la dottrina di Atanasio. Arrestato dall'imperatore, per il suo rifiuto a convalidare la condanna di Atanasio, fu relegato a Berea in Tracia. Piegatosi infine a sconfessare Atanasio, poté ritornare a Roma, dove nel frattempo (355) era stato eletto il diacono Felice. Con questo, secondo la volontà imperiale, avrebbe dovuto reggere in solidum la Chiesa di Roma, ma una rivolta popolare cacciò l'antipapa (365), riconoscendo L. come il vero vescovo di Roma, e l'imperatore non intervenne. Più tardi, divenuto imperatore Giuliano l'Apostata, L. si dichiarò nettamente a favore della fede di Nicea.”


    “Che Dio vi consoli! ... Quello che rattrista ... è il fatto che gli altri hanno occupato le chiese con violenza, mentre in questo periodo voi vi trovate fuori. E' un dato di fatto che hanno la sede, ma voi avete la fede apostolica. Possono occupare le nostre chiese, ma sono al di fuori della vera fede. Voi rimanete al di fuori dei luoghi di culto, ma la fede abita in voi. Vediamo: che cosa è più importante, il luogo o la fede? La vera fede, ovviamente: Chi ha perso e chi ha vinto in questa lotta - quella che mantiene la sede o chi osserva la fede? È vero, gli edifici sono buoni, quando vi è predicata la fede apostolica; essi sono santi, se tutto vi si svolge in modo santo ... Voi siete quelli che sono felici, voi che rimanete dentro la Chiesa per la vostra fede, che mantenete salda nei fondamenti come sono giunti fino a voi dalla tradizione apostolica, e se qualche esecrabile gelosamente cerca di scuoterla in varie occasioni, non ha successo. Essi sono quelli che si sono staccati da essa nella crisi attuale. Nessuno, mai, prevarrà contro la vostra fede, amati fratelli, e noi crediamo che Dio ci farà restituire un giorno le nostre chiese. Quanto i più violenti cercano di occupare i luoghi di culto, tanto più essi si separano dalla Chiesa. Essi sostengono che rappresentano la Chiesa, ma in realtà sono quelli che sono a loro volta espulsi da essa e vanno fuori strada. Anche se i cattolici fedeli alla tradizione sono ridotti a una manciata, sono loro che sono la vera Chiesa di Gesù Cristo. (Coll. Selecta SS. Eccl. Patrum. Caillu e Guillou, vol. 32, pp 411-412).” - Sant'Atanasio.




    Luca, Sursum Corda!
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    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  5. #5
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    Predefinito Re: Contro la "leggenda nera" di papa liberio

    In realtà su Riscossa cristiana la pensano diversamente su Liberio:

    https://www.riscossacristiana.it/iot...-de-magistris/
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  6. #6
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    Thumbs up Re: Contro la "leggenda nera" di papa liberio

    2 MAGGIO 2018: secondo giorno di Maggio Mese Mariano; Sant'Atanasio, vescovo, confessore e dottore della Chiesa...



    “Sant'Atanasio, vescovo e dottore, 2 maggio.”
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm#SANTI



    "Maggio mese di Maria: 2° Giorno - La salvezza dell'anima"
    Maggio mese di Maria: 2° Giorno - La salvezza dell'anima
    http://www.stellamatutina.eu/maggio-...aria-2-giorno/




    Sant'Atanasio - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santatanasio/
    «2 maggio, Sant’Atanasio, Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa.

    “Ad Alessandria il natale di sant’Atanasio, Vescovo della stessa città, Confessore e Dottore della Chiesa, celeberrimo per san¬tità e per dottrina. Quasi tutto il mondo pareva avesse congiurato contro di lui. Egli tuttavia, dal tempo di Costantino fino a Valente, difese valorosamente la fede cattolica contro gl’imperatori, i Presidi ed innumerevoli Vescovi Ariani, dai quali ebbe a soffrire moltissime insidie, e fu costretto ad andar ramingo per tutto il mondo, senza avere alcun luogo sicuro per nascondersi. Finalmente, ritornato alla sua chiesa, ivi, dopo molti combattimenti e molte corone di pazien¬ za, nell’anno quarantesimosesto del suo sacerdozio passò al Signore, al tempo degli Imperatori Valentiniano e Valente”.
    Deh, Signore, esaudisce le nostre preghiere che ti indirizziamo nella solennità del tuo beato confessore e vescovo Atanasio: e, per intercessione e dei meriti di lui che seppe degnamente servirti, ci assolvi da tutti io peccati.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...io-227x300.jpg







    https://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    2 mai : Saint Athanase, Docteur de l'Église (296-375) :: Ligue Saint Amédée
    “2 mai : Saint Athanase, Docteur de l'Église (296-375).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_athanase.jpg








    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare sant’Atanasio, Vescovo di Alessandria, Confessore e Dottore della Chiesa, celeberrimo per santità e per dottrina. (...) Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Confessore e Dottore della Chiesa, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, sant’Atanasio Vescovo possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”

    "Orazione detta di S. Atanasio.
    Ascoltate, Santissima Vergine, le nostre preghiere, e ricordatevi di noi. Dispensateci i doni di vostre ricchezze e dell'abbondanza delle grazie onde siete ripiena. L'arcangelo vi saluta e vi chiama piena di grazia; tutte le nazioni vi chiamano beata; tutte le gerarchie del cielo vi benedicono; e noi che siamo della gerarchia terrestre ancora vi diciamo: ... O piena di grazia, il Signore è con voi; pregate per noi, o Madre di Dio, nostra Signora e nostra regina. (Sant'Alfonso Maria de Liguori)"

    "2 maggio 1951. Nel giorno stesso in cui la Chiesa ha celebrato la festa di S. Pietro martire, voi avete provato, diletti figli di S. Domenico, una ben legittima gioia nel veder aggiungersi alla schiera già così numerosa di Beati, vestiti della vostra bianca veste e portanti palme nelle loro mani (cfr. Apoc. 7, 9), nuovi eletti, figli anch'essi, a diversi titoli, del vostro glorioso Patriarca. Alla loro testa sono due Vescovi missionari, dalla Spagna, terra di santi, venuti alle lontane regioni del Tonchino, per portarvi, con la luce del Vangelo di Cristo, anche il dono della loro vita (cfr. I Thess. 2, 8), spesa nei travagli e nei cimenti dell'apostolato, consumata nel sacrificio supremo. Con quale impeto, con quale amore essi l'hanno offerta! Amore per il Pastore divino, amore per le pecorelle del suo gregge! E quanto è commovente la figura del Beato Giuseppe Diaz Sanjurjo: Come il cervo assetato desidera un corso d'acqua, parimenti egli, ferito d'amore di Dio, bramava il martirio! Così scriveva di lui, diciotto giorni prima della immolazione, il suo confratello, Melchiorre Garciía Sampedro, che doveva, un anno dopo, estinguere anch'egli nel suo sangue la sete del Dio vivo (Ps. 41, 3), di cui ardeva. Condotti da questi due corifei, altri ventitrè vittoriosi partecipavano al loro trionfo. Tutti veneravano in S. Domenico il loro Padre: due sacerdoti erano membri del suo Ordine, altri due, egualmente sacerdoti, erano terziari domenicani; e i rimanenti, di cui sette avevano ricevuto nel battesimo il nome di Domenico, non attestavano forse anch'essi la filiazione spirituale di tutto il Tonchino orientale? Con gli occhi levati al cielo, essi contemplavano, uniti fra loro ed a quelli che li avevano preceduti nella gloria degli altari, la innumerevole falange degli eroi, che, soprattutto negli anni fra il 1856 e il 1862, avevano dato a Cristo la testimonianza del loro sangue.
    Dal DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO XII, 2 maggio 1951."









    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
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    Edizioni Radio Spada - Home
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    «2 maggio 2018: sant'Atanasio, vescovo, confessore e dottore della Chiesa.

    Memoria di sant’Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa, di insigne santità e dottrina, che ad Alessandria d’Egitto dai tempi di Costantino fino a quelli dell’imperatore Valente combattè strenuamente per la retta fede e, subite molte congiure da parte degli ariani, fu più volte mandato in esilio; tornato infine alla Chiesa a lui affidata, dopo aver lottato e sofferto molto con eroica pazienza, nel quarantaseiesimo anno del suo sacerdozio riposò nella pace di Cristo.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b1&oe=5B5BE412





    “«È da ricordare che fu appunto Papa Giulio I, quegli che cassata l’ingiusta deposizione d'Atanasio, lo restituì al suo trono patriarcale. Tanto Socrate (Cfr. Historia Ecclesiastica, lib. II, cap. 15, in PG 67, col. 211A-212C), che Sozomeno, nel narrare il fatto, l’attribuiscono espressamente all'autorità primaziale del Papa su tutta la Chiesa: "Οἶα δὲ τῆς πάντων κηδεμονίας αὐτῷ προσηκούσης διὰ τὴν ἀξίας τοῦ θρόνου, ἑκάστῳ τὴν ἰδίαν Ἐκκλησίαν ἀπέδωκε", cioè "Poiché a lui, a cagione della dignità della sede, apparteneva la cura di tutti, restituì ad ambedue [Atanasio di Alessandria e Paolo di Costantinopoli] la propria Chiesa" (Historia Ecclesiastica, lib. III, cap. 8, 2-3, ivi, col. 1051C-1052C)».
    (Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, Liber Sacramentorum VII, Torino, Marietti, 1930, pp. 144-145).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...0f&oe=5B95FD07





    “[VITA EST MILITIA] Principe Carlo Filippo di Schwarzenberg
    https://www.radiospada.org/2018/05/v...schwarzenberg/
    Nota di Radio Spada; continua oggi, nella festa di Sant’Atanasio, questa rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo militare e ai grandi condottieri cattolici.”
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=475&ssl=1





    "Quando l'infallibilità del gregge diventa la fallibilità della Chiesa? Le novità sul caso Liberio | Radio Spada"
    Quando l?infallibilità del gregge diventa la fallibilità della Chiesa? Le novità sul caso Liberio | Radio Spada
    http://www.radiospada.org/2013/10/qu...-caso-liberio/






    Evviva Guareschi! - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/evviva-guareschi/
    «Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 42/18 del 2 maggio 2018, Sant’Atanasio
    Evviva Guareschi!
    Ricordiamo il 110° anniversario della nascita dell’intramontabile Giovannino Guareschi (1° maggio 1908) con un articolo che parla di una riuscitissima collana di fumetti dedicata al “mondo piccolo”.»

    http://www.centrostudifederici.org/w...illo_stump.jpg





    “Rassegna stampa nella festa di Sant'Atanasio (2 maggio 2011)”
    https://forum.termometropolitico.it/...io-2011-a.html
    “Rassegna stampa nella festa di Sant'Atanasio (2 maggio 2012)”
    https://forum.termometropolitico.it/...io-2012-a.html
    “Rassegna stampa nella festa di Sant'Atanasio (2 maggio 2013)”
    https://forum.termometropolitico.it/...io-2013-a.html


    https://forum.termometropolitico.it/...a-liberio.html
    https://forum.termometropolitico.it/...dicatus-2.html






    P. S. Secondo Papa Pio IX e Papa Sant’Anastasio I - il cui Magistero è vincolante, mentre non lo sono le opinioni personali dei teologi nè tantomeno quelle dei fallibilisti vari - Papa Liberio NON arrivò a compromessi con gli eretici Ariani e NON scomunicò Sant'Atanasio; egli venne falsamente accusato dagli Ariani, mentre in realtà rimase fedele all'insegnamento Cattolico.
    Ma se anche fosse vero - per pura ipotesi - che Papa Liberio non rese giustizia alla verità tutta intera, accettando un compromesso per debolezza e timore delle minacce e dell’esilio subito (e già questo lo giustificherebbe, trattandosi di volontà non libera), resta il fatto che NON insegnò MAI una falsa dottrina nel suo ufficiale Magistero…
    Lo ammette pure Cristiana de Magistris - nell'articolo su "Riscossa cristiana" - la quale infatti (pur sbagliando) parla di "caduta di Papa Liberio" (nel peggiore dei casi) e non di eresia dottrinale pubblicamente insegnata eh...Ed è questo il discrimine essenziale.
    A ragione comunque Cristiana de Magistris ha così concluso il suo articolo:
    “Forse la vera tragedia del nostro tempo è quella di non avere un altro Atanasio”…



    https://www.riscossacristiana.it/iot...-de-magistris/
    http://www.agerecontra.it/wp-content...embre-2013.pdf
    “Lepanto - Anno XXXII n. 188 - Dicembre 2013, pp. 21-23
    La caduta di Papa Liberio e il trionfo di Sant'Atanasio"



    Roberto de Mattei è un altro che purtroppo cade spesso nel fallibilismo papale, riciclando certa vulgata contro Papa Liberio e facendo indebiti paragoni tra lui ed i "papi" del CV2 pretendendo di minimizzare l'infallibilità, però in questo recentissimo articolo fa una buona analisi storica sulla "crisi ariana" e Sant'Atanasio:


    http://www.robertodemattei.it/2018/0...-nostro-tempo/
    "(Roberto de Mattei, Corrispondenzaromana.it, 24 aprile 2018)

    La Chiesa avanza nella storia sempre vincitrice, secondo i disegni imprevisti di Dio. I primi tre secoli di persecuzioni toccarono il loro culmine sotto l’Imperatore Diocleziano (284-305).
    Tutto sembrava perduto. Lo scoraggiamento era una tentazione per molti cristiani e tra essi non mancò chi perse la fede. Ma chi perseverò ebbe l’immensa gioia, pochi anni dopo, di vedere sfolgorare la Croce di Cristo sui labari di Costantino nella battaglia di Saxa Rubra (312). Questa vittoria mutò il corso della storia. L’Editto di Milano-Nicomedia del 313, accordando libertà ai cristiani, capovolse il senatoconsulto di Nerone, che proclamava il Cristianesimo “super stitioillicita”.
    La cristianizzazione pubblica della società ebbe inizio in un clima di entusiasmo e di fervore. Nel 325, il Concilio di Nicea sembrò segnare la rinascita dottrinale della Chiesa, con la condanna di Ario, che negava la divinità del Verbo. A Nicea, grazie all’apporto decisivo del diacono Atanasio (295-373), poi vescovo di Alessandria, fu definita la dottrina della “consustanzialità” di natura tra le tre persone della Santissima Trinità.
    Negli anni successivi, tra la posizione ortodossa e quella degli eretici ariani si fece strada un “terzo partito”, quello dei “semi-ariani”, divisi a loro volta in varie correnti, che riconoscevano una certa analogia tra il Padre e il Figlio, ma negavano che egli fosse «generato, non creato, della stessa sostanza del Padre», come affermava il Credo di Nicea. Essi sostituirono alla parola omousios, che vuol dire “della stessa sostanza”, il termine omoiusios, che significa “di sostanza simile”.
    Gli eretici, ariani e semiariani, avevano compreso che il loro successo sarebbe dipeso da due fattori: il primo era di rimanere all’interno della Chiesa; il secondo di ottenere l’appoggio del potere politico e dunque di Costantino, e poi dei suoi successori. Così, di fatto, avvenne.
    Una crisi interna alla Chiesa, mai fino allora conosciuta, si prolungò per oltre 60 anni.
    Nessuno meglio del cardinale Newman la ha descritta, nel suo libro Gli ariani del IV secolo (1833), cogliendo tutte le sfumature dottrinali della questione. (...)
    Ma, fin dal 1973, mons. Rudolf Graber (1903-1992), vescovo di Ratisbona, rievocando la figura di sant’Atanasio, nel XVI centenario della sua morte, paragonava la crisi del IV secolo a quella seguita al Concilio Vaticano II (Athanasius und die Kircheunserer Zeit: zuseinem 1600 Todestag, Kral 1973).
    Atanasio, per la sua fedeltà all’ortodossia, fu duramente perseguitato dai suoi stessi confratelli e per ben cinque volte, tra il 336 e il 366, fu costretto ad abbandonare la città di cui era vescovo, passando lunghi anni di esilio e di strenue lotte in difesa della fede. Due assemblee di vescovi, a Cesarea e a Tiro (334-335), lo condannarono per ribellione e fanatismo.
    E nel 341, mentre un Concilio di cinquanta vescovi, a Roma, proclamava Atanasio innocente, il Concilio di Antiochia, cui parteciparono più di novanta vescovi, ratificò gli atti dei sinodi di Cesarea e di Tiro, e pose un ariano sulla cattedra episcopale di Atanasio.
    (...) Mons. Graber ricorda le parole dell’Athanasius (1838) di Joseph von Görres (1776-1848), scritte al momento dell’arresto dell’arcivescovo di Colonia, ma anche oggi di straordinaria attualità: «La terra trema sotto i nostri piedi. Si può presagire con certezza che la Chiesa uscirà incolume da una tale rovina, ma nessuno può dire e congetturare chi e che cosa sopravvivrà. Noi, dunque, avvisando, raccomandando, alzando le mani, vorremmo impedire il male mostrandone i segni. Persino i giumenti che portano i falsi profeti, si impennano, arretrano e rinfacciano con linguaggio umano la loro ingiustizia a chi li batte e non vede la spada sguainata (da Dio), che chiude loro la strada (Numeri, XXII, 22-35). Operate dunque finché è giorno, perché di notte nessuno può operare. Non serve nulla l’aspettare: l’attesa non ha fatto altro che aggravare tutte le cose».
    Vi sono momenti in cui un cattolico è obbligato a scegliere tra la codardia e l’eroismo, tra l’apostasia e la santità. Fu quanto accadde nel IV secolo, è quanto accade anche oggi."


    A proposito di Sant'Atanasio e dei suoi tempi, Padre William Jurgens (1928 - 1982), teologo e storico cattolico statunitense, scrisse che:


    "Ad un punto nella storia della Chiesa, solamente qualche anno prima della presente predicazione di Gregorio [Nazianzeno] (380 DC), il numero di vescovi Cattolici in possesso di sedi, in confronto ai vescovi Ariani in possesso di sedi, non sarà forse stato maggiore di qualche cosa tra l'1% ed il 3% del totale. Fosse stata la dottrina determinata dalla popolarità oggi noi dovremmo essere tutti negatori di Cristo ed avversari dello Spirito. (…)
    Al tempo dell'imperatore Valente [secolo IV DC] Basilio fu virtualmente l'unico vescovo ortodosso in tutto l'Oriente ad avere successo nel mantenere la carica della sua sede…Ove essa non avesse alcuna altra importanza per l'uomo moderno una conoscenza della storia dell'Arianesimo dovrebbe dimostrare almeno che la Chiesa Cattolica non si interessa della popolarità e dei numeri formanti e mantenenti la dottrina, altrimenti, noi avremmo dovuto abbandonare Basilio, Ilario, Atanasio, Liberio ed Osio per appellarci secondo Ario." – (W. A. Jurgens, The Faith of the Early Fathers, 1970).


    A conferma del fatto che la Chiesa Cattolica e la sua visibilità è là dove si professa ed insegna la vera dottrina di sempre, anche se coloro che la professano e mantengono integra fossero ridotti ad una esigua minoranza di vescovi, sacerdoti e laici come sono i c.d. sedevacantisti nell'epoca attuale...Gli impressionanti paralleli tra l'epoca di Sant'Atanasio e la nostra - pur senza trarne le dovute conclusioni fino in fondo sulla questione della pseudoautorità di "Paolo VI", primo fautore della «autodistruzione della Chiesa» come la definiva lui e che in realtà era un tentativo di distruzione operato dai massoni e modernisti infiltrati - sono stati analizzati appunto da Mons. Rudolf Graber (13 settembre 1903 - 31 gennaio 1992):



    R. Graber, Sant'Atanasio e la Chiesa del nostro tempo, Brescia 1974.


    Pascendi Dominici Gregis: SANT'ATANASIO E LA CHIESA DEL NOSTRO TEMPO

    SANT
    “SANT'ATANASIO E LA CHIESA DEL NOSTRO TEMPO
    S. E. RUDOLF GRABER Arcivescovo di Ratisbona (Germania)
    In Appendice: « PASCENDI DOMINICI GREGIS » di S. S. Pio X
    Con approvazione ecclesiastica
    EDITRICE CIVILTA' BRESCIA – 1974
    NEL XVI CENTENARIO DELLA MORTE DI S. ATANASIO (373-1973)”

    Disputationes Theologicae: Omaggio a Sant'Atanasio

    "MONS. RUDOLF GRABER E LA CHIESA DEL NOSTRO TEMPO (profezie)
    https://www.youtube.com/watch?v=ODxnavcEYF8 "

    Il Settimanale di Padre Pio: rivista di formazione ed informazione cattolica dei Francescani dell'Immacolata
    http://www.settimanaleppio.it/dinami...idsez=6&id=282

    https://cristianesimocattolico.wordp...rudolf-graber/
    “SPIRITUALITÀ Il posto di Atanasio. Rudolf Graber dal Numero 38 del 29 settembre 2013 di Paolo Risso

    Vescovo per trent’anni, mons. Graber vive anni difficili per la Chiesa. Si trova a dover denunciare una “teologia” sempre più lontana da Cristo, snaturata a partire dalla Liturgia, che ha distrutto ormai il senso del “Sacro”. Crisi tutt’altro che risolta, dati i nostri stessi tempi bui.
    Lo sguardo luminoso dietro le lenti. Il volto sereno atteggiato a sorriso. Uno stile serio e lieto con la sicurezza della Verità. Così si presentava già al primo incontro mons. Rudolf Graber, vescovo di Ratisbona, il quale nella sua lunga vita si distinse per le virtù e per le opere. Una vita incentrata in Gesù Cristo e tutta “giocata” per Lui e per la sua Chiesa.
    Profilo di un uomo
    Era nato il 13 settembre 1903. Intelligentissimo e lucido, presto appassionato di Gesù, il giovane si avvia rapidamente al Sacerdozio con l’intento di prolungare Gesù in primo luogo nel servizio alla Verità. A soli 23 anni, il 1° agosto 1926, è ordinato sacerdote.
    Vorrebbe dedicarsi subito all’apostolato diretto, ma i superiori lo mandano a Roma a laurearsi in Sacra Teologia all’Angelicum, l’ateneo dei Domenicani che sulla scia del Fondatore, il beato padre Giacinto Cormier (†1916) e dei suoi illustri docenti, tra i quali il padre Reginaldo Garrigou-Lagrange (†1964), allora era assai prestigiosa scuola di Filosofia e di Teologia, alla sequela di san Tommaso d’Aquino.
    Addottoratosi in modo brillante, don Rudolf, dal 1929 al 1962, lavorerà nella sua diocesi di Eichstâtt in Baviera. Dal 1941 è professore di Storia della Chiesa, di Teologia fondamentale, di Ascetica e Mistica all’Università. Intraprende la sua attività scientifica di studi e ricerche e le sue pubblicazioni, tradotte in diverse lingue, lo rendono noto in Germania e nel mondo.
    Nello studio della Teologia intorno a Gesù Cristo, don Rudolf scopre in modo singolare il posto della Madonna e di Lei si innamora a fondo, intravedendo presto una forza di irradiazione sulle anime che solo Maria Santissima può donare. Così dal 1957 al 1962 diventa capo della redazione del Bote von Fatima (Messaggero di Fatima). Sale su molti pulpiti e cattedre a parlare della Madonna: la sua identità, i suoi privilegi, il suo ruolo nell’opera della Salvezza, nella conversione delle anime e del mondo a Gesù, il Figlio suo e nostro unico Salvatore. Nel 1973 vengono pubblicati due volumi delle sue splendide omelie mariane e di altri suoi scritti sui grandi problemi della Chiesa, da lui sempre studiati e illuminati.
    (...)
    Centenario di sant’Atanasio
    Sarà un nobile Presule, ma a renderlo ancora celebre a più di 20 anni dalla sua morte avvenuta il 31 gennaio 1992 (un trentennio di Episcopato!), è il suo libro Sant’Atanasio e la Chiesa del nostro tempo (edizioni Civiltà, Brescia 1973), pubblicato nel XVI centenario della morte di sant’Atanasio (†373), vescovo di Alessandria d’Egitto, il grande difensore della Divinità di Gesù Cristo contro l’eresia di Ario, al Concilio di Nicea (325) e sino alla sua fine, subendo attacchi, condanne, esilio e sofferenze di ogni genere.
    Mons. Rudolf Graber, partendo dalla crisi ariana del IV secolo d.C. e presentando la figura e l’opera gigantesca di sant’Atanasio, passa poi a illustrare come una gravissima crisi sta dilagando ora nel secolo XX, nella Chiesa, crisi tutt’altro che risolta. Egli osserva lucidamente che il pericolo che ci sovrasta e ci minaccia nel nostro tempo è assai peggiore dell’assalto di Ario nell’epoca dell’intrepido Atanasio.
    È entrato ora nel popolo già cristiano-cattolico un veleno mortale. Noi sappiamo qual è il canale di infiltrazione: sul popolo hanno presa non tanto le idee astratte, ma ciò che tocca con mano, ciò che in pratica gli è proposto, ciò che vive. In una parola, la Liturgia. Gli incessanti cambiamenti, le inattese e, per la maggioranza, non motivate sorprendenti novità liturgiche, hanno gettato l’allarme hanno confuso gli spiriti semplici e retti, pronti a ricevere tutto, in modo indiscriminato. Attraverso una riforma liturgica, condotta spesso in modo scanzonato, è stata scossa e sofisticata la fede retta e semplice nei Sacramenti: il Battesimo e la Confessione, soprattutto l’Eucaristia.
    Si è diffusa – denuncia mons. Graber – una deplorevole confusione nelle coscienze, che è la causa principale dello smarrimento del “Sacro”. Una desacralizzazione, voluta e imposta da certo clero progressista, che fa parte del “complotto” delle forze sovversive (leggi: Massoneria) che vogliono rovinare la fede e la preghiera. Cambiata la regola della preghiera (lex orandi), si cambia in modo facilissimo la regola della fede (lex credendi), e viceversa, per cui a un certo punto, nulla più regge.
    Oggi, a 45-50 anni dall’inizio di queste cose, ne vediamo la gravità, ma chi pone mano ad esse? L’attenzione, purtroppo, continua a essere rivolta più all’uomo che a Dio.
    Mons. Graber, in questo suo capolavoro, accusa e documenta tale complotto, ripetendo il monito dello statista barone Von Hertling, uomo pio e saggio, che già nel 1905 aveva scritto: «Gli indecisi, i titubanti, gli uomini di poca fede sogliono subire l’assalto senza possibilità di opporre resistenza; così si spezzano gli ultimi legami che li tenevano uniti alla Chiesa. Credono di avere il diritto di condannare tutta la pietà cattolica».
    Queste parole dette del modernismo d’inizio secolo XX, mons. Graber le applica in modo ancora più denso al modernismo del nostro tempo che giunge alla negazione piena di Gesù Cristo stesso e del Cattolicesimo che viene da Lui: «Del Cattolicesimo così non resta più nulla» (ven. Pio XII), solo un umanitarismo come vogliono la Massoneria e gli “utili idioti” che di essa fanno il gioco, sorridendo alle “aperture”, all’“aria aperta” fatta entrare nella Chiesa!
    Il servirsi della “tavola” come faceva Cranmer (1489-1556) all’inizio dell’anglicanesimo, al posto del vero altare ormai trascurato e disprezzato, nuoce assai in questo senso. “Assemblea” e celebrante si “autocelebrano” a vicenda, incentrandosi sull’uomo e non su Dio. è sminuita la realtà del Sacrificio di Gesù e si fa risaltare invece la convivialità.
    Con lo pseudo-altare non più sacro, perde poco alla volta il carattere sacro anche Quello che si mette sopra: il Figlio di Dio, Gesù Cristo eucaristico è dimenticato e persino negato. Le molte, irriverenti e diverse maniere di dare la Comunione (“sulla mano”, ma si poteva trovare una cosa peggiore?) fanno il resto. E il continuo chiasso di vario genere, musiche e canti stolti e brutti, persino da osteria, uccidono lo spirito di preghiera, che non può esserci senza raccoglimento.
    Dal lucido libro di mons. Graber, questi sono soltanto appunti. Ciò che qui viene chiamata «crisi della Chiesa» (...): occorre ascendere alle sue cause, per correggere e riemergere, ma chi lo fa? Ci si illude ancora in un falso ottimismo che aggrava il male, senza rimedio.
    Una teologia senza Cristo
    Mons. Graber addita il “documento” della Società segreta (si trova nell’Archivio Vaticano), che suona così: «Noi cerchiamo di distogliere il prete dall’altare e procuriamo di occuparlo in altre cose; rendiamolo politicante e gaudente; in breve diverrà ambizioso, intrallazzatore e perverso. La nostra impresa mira alla corruzione del popolo per mezzo del clero. E con questa corruzione siamo certi di vedere la Chiesa precipitare nella tomba». Nel suo libro, mons. Graber fa vedere (scrive ai primi anni ’70 del secolo scorso) che il programma della Massoneria si sta realizzando. In tutti i Paesi marciano «i pornoteologi», come li definì padre Cornelio Fabro (1911-1995), uno dei maggiori filosofi italiani del nostro tempo. Tutto va a rotoli, si difendono, si giustificano le relazioni pre-matrimoniali, gli adulteri, l’amore di gruppo, gli atti contro natura e quant’altro di perverso possa esistere.
    Si pensi ora quanto più tutto ciò si è realizzato oggi, ma la Chiesa come ai tempi di sant’Atanasio, non scenderà nella tomba, perché Essa appartiene a Gesù, l’Uomo-Dio che l’ha acquistata con il suo Sangue e con il medesimo Sangue la nutre.
    Infine, mons. Graber rammenta Karl Rahner, prima del Concilio Vaticano II: già allora non era senza macchia. Infatuato di Heidegger e di tutta la filosofia esistenzialistica, portò fin dal principio una nascosta (neppur troppo) contraddizione di se stesso, che si è aggravata negli anni del Concilio e del post-Concilio, quando tutto è stato posto in discussione. Oggi, anche rileggendo il Rahner pre-conciliare, lo si vede come un vero camaleonte che prende sempre il colore dell’ambiente, a dir poco un opportunista.
    Quindi è passato alla testa della schiera attivissima non solo in Germania, ma nel mondo intero, lanciatasi all’assalto del Cristo stesso e della sua Chiesa. Sotto un linguaggio fine e persino a volte edificante, egli elabora una “teologia” incentrata sull’uomo e sul mondo, una teologia senza Cristo. Altri “teologi”, altre “cattedre” lo hanno seguito, così che oggi una triste, tristissima gloria resta a Rahner. Egli ha minato e quasi distrutto la fede nel Battesimo – imposto e voluto da Cristo – con il suo slogan: «Ogni uomo è cristiano».
    Ci troviamo così di fronte a una nuova “strage degli innocenti”: i bimbi morti senza Battesimo, perché le nuove pratiche e la svalutazione del Battesimo hanno preso forza dalle tesi di Rahner. Ma tutta una pastorale (che è la negazione della pastorale vera), proprio a causa di Rahner professato da legioni, non si occupa più della Salvezza delle anime, della lotta al peccato, della vita in grazia di Dio, della Confessione frequente e della necessaria, indispensabile, continua conversione a Gesù Cristo. Una realtà terribile: sembra non esistere il problema più urgente, l’unico vero problema, la Salvezza delle anime. Al punto che malati e morenti sono spesso lasciati morire senza Sacramenti: certi preti e parroci non se ne interessano più!
    Conclude così il libro mons. Graber: «La terra tremi sotto i nostri piedi. Si può presagire con certezza che la Chiesa uscirà incolume da una tale rovina, ma nessuno può dire e congetturare chi e che cosa sopravvivrà. Noi, dunque, avvisando, raccomandando, alzando le mani, vorremmo impedire il male mostrandone i segni. Persino i giumenti che portano i falsi profeti, si impennano, arretrano e rinfacciano con linguaggio umano la loro ingiustizia a chi li batte e non vede la spada sguainata (da Dio), che chiude loro la strada. Operate dunque finché è giorno, perché di notte nessuno può operare. Non serve nulla l’aspettare: l’attesa non ha fatto altro che aggravare tutte le cose».
    Ecco, ciò che serve oggi: un nuovo sant’Atanasio. O meglio: molti sant’Atanasio. Ma Gesù, per mezzo di Maria Santissima Immacolata, non mancherà di mandarceli quando Lui vorrà. A noi pregare, agire, soffrire e offrire per Lui e affrettare l’ora.”
    https://cristianesimocattolico.files...8261777352.jpg











    Mons. Rudolf Graber





    Sant'Atanasio prega per noi!!!
    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  7. #7
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    Lightbulb Re: Contro la "leggenda nera" di papa liberio

    24 SETTEMBRE 2018: Anniversario della morte di Papa Liberio (24 settembre 366, A. D.) a Roma che fu sepolto nelle Catacombe di Priscilla; NOSTRA SIGNORA DELLA MERCEDE…



    «24 SETTEMBRE: MADONNA DELLA MERCEDE.»
    "Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 24 settembre. Madonna della Mercede."
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 24 settembre. Madonna della Mercede
    http://www.unavoce-ve.it/pg-24set.htm




    Beata Vergine della Mercede - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/beata-vergine-della-mercede/
    «24 settembre, Beata Vergine della Mercede.

    “Festa della beata Vergine Maria detta della Mercede, Fondatrice sotto tale nome dell’Ordine per la redenzione degli schiavi. La sua Apparizione si commemora il dieci Agosto”.
    Salve o Maria, Madre purissima della Mercede, fonte perenne da cui derivano a noi le grazie del Signore, esempio di virtù da cui le nostre anime apprendono la loro perfezione. Il tuo nome risuona festoso in cielo ed in terra ed è per tutti luce e splendore che rischiara santamente l’intelletto, fortezza che rende invincibile il cuore contro gli assalti nemici. Tu sei rifugio dei cristiani e sei ancora la padrona dei loro affetti, dei loro pensieri. Tu per liberare i fedeli dalle catene dei maomettani discendesti dal cielo. Per questo tutto il mondo riconoscente ti acclama sua dolce consolatrice. O Vergine Santa, poiché ti sei compiaciuta di unire alla suprema dignità di Madre di Dio e degli uomini, il nome e l’ufficio pietoso di Madre e Redentrice degli schiavi, degnati di stendere il tuo manto benedetto su di noi, devoti di sì caro nome e su tutti i cristiani vivi e defunti, affinché salvati dalla tua materna protezione da quanti mali ci affliggono, veniamo a rallegrarci con te eternamente nel gaudio del Signore. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-215x300.jpg





    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/





    Santa Messa domenicale celebrata da Don Floriano Abrahamowicz a Paese (TV) l’anno scorso, 24 settembre 2017:


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    XVI domenica d. Pentecoste - B. V. Mercede (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=EYx_caM40rs
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    XVIII domenica d. Pentecoste (Santa Messa) Domenica 23 Settembre 2018
    https://www.youtube.com/watch?v=uHnbKZLTRpc
    XVIII domenica d. Pentecoste (Omelia) Domenica 23 Settembre 2018
    https://www.youtube.com/watch?v=tK7zpDRLmvk
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php »





    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Eterno Padre, intendo onorare le sante Vergini Aurélia e Neomisia, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di queste sante, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, le sante Vergini Aurélia e Neomisia possano essere mie avvocate e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»

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    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.com/


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    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
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    «NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA DELLA MERCEDE.
    Doppio maggiore.
    Paramenti bianchi.
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 24 settembre. Madonna della Mercede

    Mentre i Saraceni soggiogavano parte della Spagna e menavano schiavi in Africa tanti Cristiani, Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima, la notte del 1° agosto 1218, apparve a Barcellona a san Pietro Nolasco, a san Raimondo di Peñafort e a Giacomo I re d’Aragona, per suggerir loro la fondazione, sotto il nome della Mercede, dell’Ordine della Redenzione degli schiavi, con lo scopo di liberare i Cristiani dalla schiavitù dei Saraceni (Orazione). Per conseguenza, il 10 agosto successivo, il re Giacomo I decretò la fondazione dell'Ordine reale, militare e religioso di Nostra Signora della Mercede, e concedette ai suoi membri il privilegio di portare sul petto il suo stemma.
    Fra gli iscritti a questo Ordine vi erano moltissimi cavalieri, e, mentre i chierici recitavano il divin ufficio, essi sorvegliavano le coste e liberavano i prigionieri. Questa opera si sparse per tutto il mondo e diede eroi di santità e uomini ardenti di carità e di pietà senza pari, che si dedicavano a raccogliere le elemosine dei Cristiani, per riscattare i loro fratelli, e che sovente davano se stessi in ostaggio per liberare un gran numero di prigionieri. L’Ordine fu approvato da papa Gregorio IX il 17 gennaio 1235.
    Questa festa, celebrata dapprima dall'Ordine di Nostra Signora della Mercede, fu estesa alla Chiesa universale da Innocenzo XII nel XVII secolo.
    • Il tempo in cui la più vasta e più bella parte della Spagna era oppressa dal barbaro giogo dei Saraceni, e innumerevoli fedeli sotto sì inumana e infelice schiavitù, correvano grandissimo pericolo di rinnegare la fede cristiana, e di compromettere l'eterna salute, la beatissima Regina del cielo volendo benevolmente rimediare ai mali sì grandi e numerosi, manifestò la sua estrema carità per liberarli. Difatti, mentre san Pietro Nolasco, rinomato per pietà e ricchezze, andava continuamente ruminando nelle sue sante meditazioni in qual maniera poter venire in aiuto delle calamità di tanti Cristiani degenti sotto la dominazione dei Mori, gli apparve con volto ilare la stessa beatissima Vergine, dicendogli come sarebbe accettissimo a lei e al suo Figlio unigenito, se si fondasse in suo onore un ordine religioso avente per scopo di liberare gli schiavi dalla tirannide dei Turchi. Incoraggiato da questa celeste visione, l'uomo di Dio, sentissi avvampare d'un'ardente carità, e non ebbe in cuore più che una sola brama, di consacrare se stesso e l'ordine che avrebbe istituito alla pratica continua di questo amore generosissimo per cui ciascuno avrebbe data la sua vita per gli amici e per il suo prossimo.
    La medesima notte, la santissima Vergine apparve anche al beato Raimondo di Peñafort e a Giacomo re d'Aragona, esortandoli a istituire lo stesso ordine religioso, e persuadendoli a concorrere colla loro fortuna alla fondazione di sì bell'opera. Pietro poi corse subito ai piedi di Raimondo, suo confessore, e gli fece conoscere ogni cosa; e trovatolo al corrente di tutto per rivelazione celeste, si mise umilmente sotto la sua direzione. Ma sopraggiunto il re Giacomo, decise d'eseguire quanto la beatissima Vergine gli aveva rivelato. Quindi, dopo aver conferito fra loro, trovatisi d'accordo intrapresero la fondazione d'un ordine in onore della Vergine Madre, sotto il nome di santa Maria della Mercede o della Redenzione degli schiavi.
    Pertanto il 10 d'Agosto dell'anno del Signore 1218, il re Giacomo decretò la fondazione di quest'istituto già concepito da quei santi uomini, obbligandone i soci con un quarto voto, di rimanere come ostaggi in potere dei pagani, se fosse stato necessario per la liberazione dei Cristiani. Il re concesse loro di portare sul petto le sue proprie armi, e s'interessò di far approvare da Gregorio IX questo istituto e i voti religiosi ispirati da sì sublime carità verso il prossimo. Ma lo stesso Dio, mercé la Vergine Madre, fece crescere talmente questa istituzione, che con molta rapidità e successo si sparse su tutta la faccia della terra, e fiorì di santi uomini insigni per carità e pietà, i quali si dedicavano a raccogliere elemosine dai Cristiani per riscattare i loro fratelli, e dare spesso se stessi come pegno per liberarne un gran numero. Al fine poi di rendere a Dio e alla Vergine Madre le dovute grazie per sì benefica istituzione, la Sede apostolica dopo aver accordato allo stesso ordine innumerevoli privilegi, concedesse di celebrare questa festa particolare e di recitarne l'Ufficio.
    SANTA MESSA
    • Omelia di san Beda, il Venerabile, presbitero.
    Libro 4 Cap. 49 su Luca 11, 27-28.
    Questa donna si mostra in possesso di devozione di fede profonda, poiché, mentre gli scribi ed i farisei tentano il Signore e lo bestemmiano, ella riconosce davanti a tutti la sua incarnazione con tanta sincerità, e la confessa con fede così grande, da confondere e la calunnia dei grandi presenti e la perfidia dei futuri eretici. Infatti, come allora i Giudei, bestemmiando contro le opere dello Spirito Santo, negavano che Cristo fosse vero Figlio di Dio consustanziale al Padre; così in seguito gli eretici, negando che Maria sempre Vergine avesse somministrato, per opera e merito dello Spirito Santo, la materia della propria carne al Figlio unigenito di Dio che doveva nascere con un corpo umano, sostennero che non si doveva riconoscere come vero Figlio dell'uomo e della medesima sostanza della madre.
    Ma se si ritiene che il corpo preso dal Verbo di Dio incarnandosi è estraneo alla carne della vergine Madre, senza motivo vengono detti beati il seno che lo portò e il petto che lo allattò. Ora l'Apostolo dice: "Poiché Dio mandò il suo Figlio, fatto da una donna, sottomesso alla legge". E non bisogna dar retta a coloro che pensano si debba leggere: Nato da una donna, sottomesso alla legge, ma bisogna invece leggere: "Fatto da una donna"; perché, concepito nel seno di una vergine, ha tratto la carne non dal nulla, non da altra cosa, ma dalla carne materna. Altrimenti non si potrebbe dire con verità Figlio dell'uomo colui che non ha avuto origine dall'uomo. Anche noi dunque alziamo la nostra voce contro Eutiche insieme con la Chiesa cattolica, di cui questa donna fu figura; solleviamo anche la mente dal mezzo della folla e diciamo al Salvatore: "Beato il seno che ti ha portato e il petto che hai succhiato". Poiché è veramente madre beata ella che, come disse un autore, ha dato alla luce il Re, che regge il cielo e la terra per i secoli.
    "Non solo, ma beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica". Il Salvatore approva eminentemente l'attestazione di questa donna, affermando che è beata non soltanto colei che aveva meritato di essere madre corporale del Verbo di Dio, ma che sono beati anche tutti coloro che si sforzeranno di concepire spiritualmente lo stesso Verbo istruendosi nella fede e che, praticando le buone opere, lo faranno nascere e quasi lo alimenteranno sia nel proprio cuore, sia in quello del prossimo. Infatti la stessa Madre di Dio è sì beata per aver contribuito nel tempo all'incarnazione del Verbo, ma è molto più beata perché meritò, amandolo sempre, di custodirlo in sé eternamente.»
    https://sardiniatridentina.blogspot....rcede.html?m=1
    «PROPRIUM MISSÆ IN DESCENSIONE B.M.V. DE MERCEDE
    A S.R.C. concessa Dioecesi Barcinonesi die 28 nov. 1861.»
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...de_24.html?m=1
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...24&oe=5C5AA16C





    «SILLOGE DI PREGHIERE A NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA DELLA MERCEDE
    ossia della Redenzione degli Schiavi.

    • Prima preghiera.
    ℣. Deus, ☩ in adiutorium meum intende.
    ℞. Domine, ad adiuvandum me festina.
    Gloria Patri.
    [℣. Provvedi, ☩ o Dio, al mio soccorso.
    ℞. Signore, affrettati ad aiutarmi.
    Gloria al Padre.]
    I. Amabilissima Vergine Maria, che non contenta di avere così efficacemente cooperato alla liberazione delle anime nostre dalla schiavitù del peccato allora quando, col sacrificio del vostro Cuore, rendeste più compito e più abbondante quel Sacrificio divino che della propria persona faceva là sul Calvario il vostro divin Figliuolo, voleste ancora diventare la Redentrice dei nostri corpi, ordinando ai vostri divoti d'instituire sotto i vostri auspicj il santissimo Ordine della Mercede per riscattare i cristiani dalle barbare mani degli infedeli, ottenete a noi tutti la grazia di riguardarvi mai sempre come la nostra più generosa benefattrice, e di travagliare continuamente, a vostra imitazione, per la salute così spirituale come corporale dei nostri prossimi.
    Ave Maria.
    II. Amabilissima Vergine Maria, che, per liberare dalla tirannìa dei Saraceni dominatori della Spagna tutti i Cristiani che venivano da quegli empj condotti in durissima schiavitù, vi degnaste di comparire nella medesima notte a San Pietro Nolasco e a San Raimondo di Peñafort, non che a Giacomo Re d’Aragona, affinché, animati dalla vostra protezione, si applicassero immediatamente all'istituzione dell’Ordine tanto benefico della Mercede, impetrate a noi tutti la grazia di avere a vostra imitazione una compassione tenera ed efficace per tutti i travagli del nostro prossimo, e di viver sempre in maniera da meritare le vostre particolari illustrazioni per procurargli costantemente il miglior bene.
    Ave Maria.
    III. Amabilissima Vergine Maria, che, ad ottenere efficacissima la redenzione degli schiavi, mediante l’Ordine santissimo della Mercede da Voi medesima instituito, ora infondeste nei facoltosi una generosità tutta nuova perché largheggiassero nelle elemosine, ora moltiplicaste il denaro nelle mani dei Religiosi quando mancavano del necessario al riscatto dei loro fratelli, ora con aperti miracoli sottraeste alle mani dei barbari gli schiavi vostri divoti, ottenete a noi tutti la grazia di non perdere mai la libertà di figli adottivi di Dio, e di essere subito liberati dalla schiavitù del demonio, quando con qualche peccato ci fossimo a lui venduti spontaneamente, onde, dopo avervi servita come nostra padrona qui in terra, passiamo a ringraziarvi per tutti i secoli quale nostra corredentrice su in Cielo.
    Ave Maria et Gloria Patri.
    ℣. Ora pro nobis, sancta Dei Genetrix.
    ℞. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
    Oremus.
    Deus, qui per gloriosíssimam Fílii tui Matrem, ad liberandos Christi fidéles a potestáte paganórum, nova Ecclésiam tuam prole amplificáre dignátus es: præsta, quǽsumus; ut, quam pie venerámur tanti óperis institutrícem, ejus páriter méritis et intercessióne, a peccátis ómnibus et captivitáte daemonis liberémur.
    Per eundem Dominum nostrum Jesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum.
    ℞. Amen.
    ℣. Nos cum prole pia benedicat Virgo Maria.
    ℞. Amen.
    [℣. Prega per noi, o Santa Madre di Dio.
    ℞. Affinché siam fatti degni delle promesse di Cristo.
    Preghiamo.
    O Dio, a liberare i fedeli di Cristo dalla schiavitù dei pagani, ti sei degnato, per mezzo della gloriosissima Madre del tuo Figlio, di arricchire la Chiesa di una nuova famiglia; come devotamente la veneriamo istitutrice di così grande opera, così, per i suoi meriti e per la sua intercessione, concedici di essere liberati da tutti i peccati e dalla schiavitù del demonio.
    Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
    ℞. Amen.
    ℣. La Vergine Maria benedica noi e tutti i suoi devoti.
    ℞. Amen.]
    • Seconda preghiera.
    O Vergine Santissima della Mercede, Voi che per pietà verso i miseri schiavi cristiani, scendeste dal Cielo, ingiungendo a San Pietro Nolasco di fondare un Ordine religioso che, con voto eroico, attendesse alla loro liberazione, deh! Vi muova a pietà lo stato di tanti che giacciono sotto la più dura schiavitù, quella del peccato. Liberateli, o Vergine Santa, e concedete loro la libertà dei figli di Dio! Minacciati, come siamo, dalla stessa schiavitù, anche per noi risplenda la vostra pietà, o Vergine Santissima della Mercede! Voi che conoscete l'insufficienza nostra nelle dure lotte contro il comune nemico, accorrete in nostro aiuto, rinsaldate le nostre vacillanti volontà, donateci la vittoria. Su Voi, Madre nostra Santissima, sono riposte le nostre speranze. Da Voi ci aspettiamo il trionfo finale per raggiungere il Paradiso e sciogliere un cantico di gloria e di ringraziamento a Voi che ne siete la Regina. Amen.»
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    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
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    “24 SETTEMBRE 2018: NOSTRA SIGNORA DELLA MERCEDE.”
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    “Il 24 settembre 366 muore a Roma Papa Liberio di venerata memoria, Sommo Pontefice.

    «Disgraziatamente la leggenda s’è impadronita ben presto della figura di Liberio, il quale venne trasformato in una specie di rinnegato, aderente al partito ariano ed in conseguenza un persecutore di Felice II. Ne seguì che il primitivo culto tributato dopo morte al travagliato Pontefice e che sino ad oggi è comune a tutte le Chiese orientali, in Roma a poco a poco venne meno. Anche oggi Liberio passa poco meno per un lapso, vittima della perfidia dell’imperatore Costanzo. [...] Nel medio evo pare che in qualche calendario romano se ne festeggiasse la memoria il 17 maggio e il 23 settembre. Il calendario bizantino, il 27 agosto, celebra la memoria “τοῦ ὁσίου πατρόσ ἡμῶν καί ὁμολογητοῦ Λιβερίου Πάπα Ῥωμης” – Padre nostro, confessore della Fede e Papa di Roma. I Copti lo festeggiano il 9 ottobre: “Il riposo di san Liberio, vescovo di Roma e difensore della Fede”. Di nuovo ne ricorre la memoria il quarto giorno del loro piccolo mese supplementare: “Commemorazione di Liberio vescovo di Roma”. [...] Dopo morto, Liberio venne salutato sol titolo di confessore e di martire [...]. Insomma, quando a riguardo di Papa Liberio sant’Ambrogio scriveva alla propria sorella Marcellina: “Tempus est, soror sancta, ea quae mecum conferre soles, beatae memoriae Liberii, preaecepta revolvere, ut quo vir sanctior, eo sermo accedat gratior” (De virg. , c. IV), egli rifletteva la primigenia tradizione della Chiesa Romana, tradizione che venuta più tardi meno nell’Eterna Città, ci è stata nondimeno conservata intatta dalle più antiche Chiese di Oriente».
    (Cardinale A. I. Schuster, Liber Sacramentorum, Marietti, Torino, 1930, Vol. VIII, pp. 274-278).”
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    “Il 24 settembre 1143 muore Papa Innocenzo II Papareschi, Sommo Pontefice.”







    “24 Settembre -Beata Vergine Maria della Mercede
    24 Settembre -Beata Vergine Maria della Mercede
    http://www.preghiereperlafamiglia.it...la-mercede.htm
    24 SETTEMBRE BEATA VERGINE MARIA DELLA MERCEDE.

    Tra le famiglie religiose dedicate alla Madre di Cristo, vi è l'Ordine della beata Vergine Maria della mercede (Misericordia), fondato a Barcellona nel 1218, per la redenzione dei cristiani prigionieri, da san Pietro Nolasco (†1256) con la collaborazione di san Raimondo di Peñafort (†1275} e di Giacomo I († 1276), re di Aragona. La beata Vergine sotto il titolo «della mercede» è venerata soprattutto in Aragona e in Catalogna, come pure in numerose regioni dell'America Latina. La fondazione dell'Ordine Mercedario, fu ispirata a S. Pietro Nolasco da Maria: i Mercedari, fissando la loro attenzione su Maria, le hanno attribuito il titolo della Mercede o della Misericordia perché, come diceva Alfonso X il Savio: "Redimere gli schiavi è opera di grande Merced ", ossia di Misericordia. E' un Ordine religioso profondamente inserito nella vita della Chiesa che opera soprattutto là dove è necessario portare la liberazione redentrice del Vangelo, dove l'uomo viene sfruttato e oppresso, dove la sua fede e la sua dignità di persona sono in pericolo. L' Ordine è composto di sacerdoti e di fratelli cooperatori che vivono la stessa vita religiosa.”





    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 24 settembre. Madonna della Mercede
    http://www.unavoce-ve.it/pg-24set.htm
    “24 SETTEMBRE: MADONNA DELLA MERCEDE.

    Forza e dolcezza.
    Settembre termina con la lettura, nell'Ufficio del tempo, dei libri di Giuditta e di Ester. Ester e Giuditta, liberatrici gloriose, sono figura di Maria, la nascita della quale illumina tutto il mese di un fulgore così puro, che il mondo ha già sperimentato utile.
    Adonai, Signore, tu sei grande; ti ammiro, o Dio, che rimetti la salvezza nelle mani della donna (Antifona del Magnificat ai primi Vespri della IV domenica di settembre). La Chiesa inizia così la storia dell'eroina che salvò Betulia con la spada, mentre, per strappare il suo popolo dalla morte, la nipote di Mardocheo adoperò soltanto fascino e preghiere. Dolcezza dell'una, valore nell'altra, bellezza in tutte e due; ma la Regina, che si è scelto il Re dei re, tutto eclissa con la sua perfezione senza rivali e la festa di oggi è un monumento della potenza che spiega per liberare, a sua volta, i suoi.
    La schiavitù.
    L'impero della Mezzaluna non cresceva più. In declino in Spagna, fermato in Oriente dal regno latino di Gerusalemme, nel secolo XII, lo si vide cercare nella pirateria gli schiavi che le conquiste non fornivano più. Ormai poco molestata dalla Crociata, l'Africa saracena corse i mari, per rifornire il mercato mussulmano. L'anima freme al pensiero di innumerevoli sventurati di ogni condizione, di ogni sesso, di ogni età, strappati alle regioni costiere dei paesi cristiani, o catturati sui flutti, e distribuiti negli Harem o nelle galere. Ma, nel segreto delle prigioni senza storia, Dio non fu meno onorato che nelle lotte degli antichi martiri, perché eroismi ammirabili riempirono il mondo della loro fama e, dopo dodici secoli, sotto gli occhi degli angeli, Maria aprì nel dominio della carità orizzonti nuovi nei quali i cristiani rimasti liberi, votandosi al soccorso dei fratelli avrebbero dato prova di eroismi ancora sconosciuti. Non vi è qui una ragione della presenza del male passeggero di questa terra? Sarebbe senza di esso meno bello il cielo, che deve durare eternamente.
    Gli Ordini per il riscatto degli schiavi.
    L'Ordine della Mercede, a differenza di quello della SS. Trinità, che l'aveva preceduto di 20 anni, fondato in pieno campo di battaglia contro i Mori, ebbe alla sua origine più cavalieri che sacerdoti. Fu chiamato Ordine reale, militare e religioso della Madonna della Mercede per la redenzione degli schiavi e i suoi sacerdoti attendevano all'Ufficio corale nelle Commende dell'Ordine, mentre i cavalieri sorvegliavano le coste e adempivano la missione rischiosa del riscatto dei prigionieri cristiani. San Pietro Nolasco fu il primo Commendatore o Maestro Generale dell'Ordine e quando furono trovati i suoi resti lo si trovò ancora armato di corazza e di spada.
    Leggiamo le righe che seguono, nelle quali la Chiesa, ricordando fatti noti, ci dà oggi il suo pensiero (Festa dei santi Pietro Nolasco e Raimondo di Pegnafort, 28 e 23 gennaio).
    Quando il giogo Saraceno pesava sulla parte più grande e più bella della Spagna, mentre innumerevoli infelici, in una spaventevole schiavitù, erano esposti al pericolo continuo di rinnegare la fede e di dimenticare la loro eterna salvezza, la Beata Regina del cielo, rimediando nella sua bontà a tanti mali, rivelò la sua grande carità, per riscattare i suoi figli. Apparve a san Pietro Nolasco, che pari alla ricchezza aveva la fede e che, nelle sue meditazioni davanti a Dio, pensava continuamente al modo di portare aiuto ai molti cristiani prigionieri dei Mori. Dolce e benigna, la Beata Vergine si degnò dirgli che, insieme con il suo Figlio, avrebbe gradito la fondazione di un Ordine religioso, che avesse lo scopo di liberare i prigionieri dalla tirannia dei Turchi e, incoraggiato da questa visione, l'uomo di Dio si pose all'opera con un ardore di carità che sarebbe impossibile descrivere ed ebbe da quel momento un solo pensiero: consacrare sé e l'Ordine che avrebbe fondato all'altissima missione di carità di rischiare la vita per i suoi amici e per il prossimo.
    Nella stessa notte la Vergine Santissima si era manifestata al beato Raimondo da Pegnafort e al re Giacomo di Aragona, rivelando anche ad essi il suo desiderio e pregandoli di impegnarsi in un'opera così importante. Pietro corse tosto ai piedi di Raimondo, suo confessore, per esporgli ogni cosa. Lo trovò già preparato da Dio e si affidò alla sua direzione. Intervenne allora il re Giacomo, onorato egli pure della visione della Beata Vergine e risoluto di realizzare il desiderio da Lei manifestato. Dopo averne trattato insieme, in perfetto accordo, si dedicarono alla fondazione dell'Ordine in onore della Beata Vergine, che avrebbero intitolato con il nome di Santa Maria della Mercede per la Redenzione degli schiavi.
    Il 10 agosto dell'anno del Signore 1218, il re Giacomo pose in opera il progetto già maturato dai santi personaggi e i religiosi si obbligavano con un quarto voto a restare ostaggio presso le potenze pagane, se si fosse reso necessario per liberare i cristiani. Il Re concedette che i religiosi portassero sul proprio petto le sue insegne ed ebbe cura di ottenere da Gregorio IX la conferma dell'Ordine religioso, che si proponeva così grande carità verso il prossimo. Dio stesso, per mezzo della Beata Vergine, diede all'opera tale sviluppo che fu presto nota nel mondo intero ed ebbe molti membri insigni per santità, pietà e carità e, raccogliendo le offerte dei fedeli di Cristo e impiegandole nel riscatto del prossimo, offrendo spesso per il riscatto sé stessi, liberarono molti. Era doveroso rendere grazie a Dio e alla Vergine Madre per una istituzione così bella e per tanti benefici operati e la Sede Apostolica, con i mille privilegi concessi all'Ordine, accordò la celebrazione di questa festa particolare e il suo Ufficio.
    La Vergine liberatrice.
    Sii benedetta, tu, onore del nostro popolo e nostra gioia (Giudit. 15, 10). Nel giorno della tua Assunzione gloriosa era bello per noi vederti salire a prendere il titolo di Regina (Ester 4, 14) e la storia dell'umanità è piena dei tuoi interventi misericordiosi. Si contano a milioni quelli cui tu hai spezzato le catene, i prigionieri da te strappati all'inferno dei Saraceni, vestibolo dell'inferno di Satana. In questo mondo, che gioisce al ricordo recentemente rinnovato della tua nascita, il tuo sorriso bastò sempre a dissipare le nubi e ad asciugare il pianto. Quanti dolori tuttavia sono ancora su questa terra sulla quale nei giorni della tua vita terrena anche tu hai voluto gustare a lungo il calice della sofferenza! Dolori che santificano, dolori per qualcuno fecondi ma, purtroppo anche dolori sterili, dannosi, di sventurati che l'ingiustizia sociale inasprisce, per i quali la schiavitù dell'officina, lo sfruttamento multiforme del più forte sul debole appaiono peggiore della schiavitù in Algeria o a Tunisi. Tu sola, o Maria, puoi spezzare questi legami inestricabili coi quali l'ironia del principe del mondo incatena una società che ha portato allo sbandamento in nome della libertà, dell'eguaglianza. Degnati intervenire; mostra che tu sei Regina. Tutta la terra, l'umanità, ti dice, come Mardocheo a colei ch'egli aveva nutrito: Parla al re per noi, liberaci dalla morte (Ester 15, 1-3).
    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. ROBERTI, P. GRAZIANI e P. SUFFIA, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 1104-1106.”





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    “24 septembre
    La fête de Notre-Dame de la Merci est une condamnation de la "religion" du croissant et par anticipation des rencontres interreligieuses.
    Personne ne peut dire combien ont souffert les fidèles au début du VIIème siècle en Espagne sous la tyrannie de la fausse religion : écorchement, supplice du feu, réduction à l'esclavage.
    Aujourd'hui, il y a un esclavage plus terrible : l'apostasie des Nations et le désarroi des hommes d'Église.
    Cette fois encore, notre secours est dans le recours à Celle qui écrase la tête du Serpent, qui a reçu la mission de vaincre toutes les hérésies, dans la fidélité au devoir d'état et dans la pratique des vertus chrétiennes.
    Nous commémorons aussi en ce jour la rencontre des prêtres sortis de la Fraternité avec Monseigneur Guérard des Lauriers arrivée le 24 septembre 1986, après avoir prié Notre-Dame du Bon Conseil.”
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    24 septembre : Notre-Dame de la Merci :: Ligue Saint Amédée
    “24 Septembre : Notre-Dame de la Merci.”
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    AVE MARIA!!!
    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 

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