Batuffolo respira a fatica, a sostenerlo la flebo che il veterinario gli ha messo nella zampina destra. Il gattino di color bianco, come un batuffolo di cotone appunto, apre gli occhi solo quando sente avvicinarsi la sua piccola padroncina. La bimba non lo lascia solo un istante e prega tutte le sere per farlo guarire.
Il felino - di appena un anno e due mesi - è stato ferito in maniera ignobile da una mano anonima che ha premuto il grilletto di una carabina, piantangogli un pallettone di una cartuccia nella trachea. Batuffolo ha rischiato seriamente di perdere la vita, una questione di millimetri se ha ancora qualche speranza di salvarsi. Ma non solo: è bastata anche la tempestività dei soccorsi a impedire che il gattino morisse dissanguato. E qui il merito è tutto della donna, Maria, che ha regalato il micio alla figlia.
Ma chi è stato a ridurre in questo stato Batuffolo? Maria non ha dubbi: il proprietario di uno dei tanti orti che da Piastronata scendono fino in via Dorsale. Sarà impossibile scoprire chi, un po’ come cercare un ago in un pagliaio, ma intanto è giusto lanciare l’allarme per evitare che possa ripetersi una cosa simile. «Stiamo aspettando le radiografie e soprattutto che il veterinario sciolga la prognosi - racconta Maria -, poi presenteremo la denuncia ai carabinieri. Nella nostra città c’è qualcuno che si diverte a sparare a pallettoni ai gatti. E lo fa con l’intenzione di ucciderli, magari soltanto perché gli animali gli hanno calpestato quattro foglie di insalata. Mai vista così tanta inciviltà».
Batuffolo comunque è in buone mani. Ma per ora non è operabile, ha spiegato il medico alla famiglia: «Ha la trachea gonfia e non è possibile tentare di rimuovere il corpo estraneo perché la probabilità che il gattino perda la vita sotto i ferri è estremamente alta - continua la donna -. Dobbiamo aspettare che l’infezione guarisca e poi operarlo. Speriamo tutto proceda senza intoppi, mia figlia si è affezionata tantissimo a questo micio».
La denuncia però è indispensabile per dare modo alle forze dell’ordine di cercare la persona che ha premuto il grilletto. «Noi siamo sicuri che è stato il proprietario di uno degli orti che scendono da Piastronata. Batuffolo aveva l’abitudine di avventurarsi all’aperto e probabilmente la sua presenza ha dato fastidio a qualcuno. Bastava segnalarcelo, non c’era bisogno di commettere una simile barbarie», conclude la donna. Nessuno ha mai detto ai proprietari dell’animale di tenerlo in casa e soprattutto nessuno si è mai lamentato perché aveva subito dei danni alle coltivazioni. Più che parlare ha preferito sparare. Il gattino intanto se ne sta nella sua cuccia fasciato come un bimbo con un bendaggio di color rosso: non si può muovere. Sopporta perfino la flebo. Lo sa che la sua vita dipende da quell’ago che ha nella zampa.
Gattino calpesta l?insalata. Preso a pallettoni: è grave - Cronaca - il Tirreno




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