«Darti la città non è decisione mia, né del Senato, né di alcuno dei suoi abitanti; abbiamo infatti deciso di nostra spontanea volontà di combattere e non risparmieremo la vita.»
«So che avrei vantaggi se abbandonassi la città,ma via non posso andare. Non vi lascerò mai. Ho deciso di morire con voi!»
«Miei signori, miei fratelli, miei figli, l'ultimo onore dei Cristiani è nelle nostre mani. So che l'ora è giunta, che il nemico della nostra fede ci minaccia con ogni mezzo. Affido a voi, al vostro valore, questa splendida e celebre città, patria nostra, regina d'ogni altra. Vi chiedo scusa per ogni eventuale sgarbo, che io ho compiuto verso di voi senza volerlo.
Ci sono quattro grandi cause per cui vale la pena di morire: la fede, la patria, la famiglia e il basileus. Ora voi dovete essere pronti a sacrificare la propria vita per queste cose, come d'altronde anch'io sono pronto al sacrificio della mia stessa vita. Da oggi Latini e Romani sono lo stesso popolo, uniti in Dio, e con l'aiuto di Dio salveremo Costantinopoli.»
L'ultimo discorso di Costantino XI, ultimo Imperatore dei Romani, ai suoi soldati, ai suoi ministri e servitori, ai suoi familiari, ai suoi alleati, prima di andare in battaglia contro il turco invasore.
L'Imperatore troverà la morte alla Porta di San Romano, dopo aver abbandonato le insegne del suo rango e morendo con la spada in pugno: si gettò nella mischia con valore assieme ai suoi ultimi compagni ancora in vita, e scomparve per sempre dopo aver ucciso seicento infedeli Ottomani.
Sia lode a San Costantino XI Imperatore e Martire, com'è ricordato dalle Chiese Ortodosse, nel 557° anniversario della Sua morte e della caduta dell'ultimo scampolo di Roma nel mondo.
La morte di Costantino XI non segnerà la fine di Roma: Ivan IV di Russia ne rivendicherà l'eredità, proclamandosi "Cesare", e perfino Maometto II si arrogherà la corona di quel titolo che negli ultimi mille anni era conosciuto con il nome di Basileion ton Romaion.





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