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Discussione: Arte e follia

  1. #1
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    Predefinito Arte e follia

    La mente dell'artista si caratterizza per un quid pluris: la capacitŕ creativa, di inventare mondi nuovi o almeno nuovi scorci... ovvero cogliere stimoli esterni, o magari ricordi, e porgerli dopo averli rielaborati e interiorizzati, forse con tumultosa angoscia esistenziale... sicché il dipinto di un paesaggio o di un viso non sarŕ piů soltanto quel che si vede... ma una trasfigurazione dai margini addirittura onirici se, come ipotizzava Erich Fromm, certe doti si manifestano nel sogno...

    Tutto ciň, č ovvio, a patto di essere artisti... scalzacani e mestieranti o volenterosi purtroppo privi di talento, cioč la quasi totalitŕ di chi imbratta tele, si distinguono subito e nulla hanno a che vedere.

    Ma puň accadere che i primi vengano talvolta bollati dalla collettivitŕ come personaggi strambi, troppo originali o perfino borderline... quando, addirittura, non siano afflitti da gravi e conclamate patologie psichiatriche... che, tuttavia, non contrastano nel modo piů assoluto con l'eventuale estro del genio, anzi ne costituiscono radice ed essenza.

    Curiosamente una problematica simile si osserva, talvolta, fra i virtuosi della matematica... come se anche tale disciplina, spinta ai suoi estremi orizzonti, coinvolgesse processi mentali non del tutto dissimili.


    Uno degli autoritratti di Vincent Van Gogh, pittore folle per antonomasia.
    Prrima che acquistasse notorietŕ molte sue opere furono bruciate o distrutte
    da chi lo riteneva solo un povero demente.
    Immagine dal sito http://upload.wikimedia.org/wikipedia/
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 12-06-14 alle 01:29
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    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

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  2. #2
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    Predefinito Re: Arte e follia

    Creativitŕ e psicosi condividono lo stesso gene


    La pazzia di un artista, si sa, e’ anche la chiave della sua genialita’ creativa.

    Come accadde per il pittore Salvador Dali’ o per la scrittrice Sylvia Plath, le psicosi hanno contribuito a dar vita alle loro migliori opere. Ora, un team di scienziati dell’universita’ di Budapest (Ungheria) cerca di trovarne il motivo: sembra che una mutazione genetica collegata alla schizofrenia e ad altri disturbi mentali sia in grado di influenzare e dare impulso anche alla creativita’. Ed ecco spiegato lo stereotipo dell’artista-pazzo.

    Szabolsc Ke’ri e i suoi colleghi – riporta la rivista ‘Psychological Science’ – si sono concentrati sullo studio di un gene coinvolto nello sviluppo del cervello e chiamato neuregulina-1, che precedenti studi avevano dimostrato essere responsabile di varie forme di schizofrenia. In piu’, una singola mutazione del Dna che regola la produzione di questa proteina da parte del cervello era gia’ apparsa collegata a psicosi, scarsa memoria e sensibilita’ alla critiche.

    Circa il 50% dei cittadini europei possiede una copia di questa mutazione, mentre il 15% ne ha due.

    Per determinare come questo difetto riesca a influenzare la creativita’ di chi lo possiede, Ke’ri ha mappato il Dna di 200 individui adulti che avevano risposto a un annuncio in cui gli studiosi ricercavano ‘cavie umane’ dalle tendenze artistiche.

    Ai volontari e’ stato anche somministrato un test per la verifica della loro vena creativa. Dagli approfondimenti e’ emerso che le persone con due copie di neuregulina-1 mutata (circa il 12% dei partecipanti all’indagine) tendono a ottenere punteggi sensibilmente piu’ alti negli specifici test, se messi a confronto con chi possiede una copia del gene mutato o nessuna. E chi ne possiede una copia e’ risultato essere comunque piu’ creativo di chi non ha nessuna. “In totale – dice Ke’ri – le mutazioni spiegano fra il 3 e l’8% delle differenze nella creativita’”.

    Ma non e’ ancora del tutto chiaro il meccanismo attraverso il quale la neuregulina-1 influenza la creativita’. Probabilmente, secondo gli esperti, la mutazione della proteina in questione va a smorzare l’attivita’ di una regione del cervello che regola l’umore e il comportamento, la corteccia prefrontale. E questo cambiamento puo’ portare ad aumentare il potenziale creativo.

    Creativitŕ e psicosi condividono lo stesso gene | ..::LIQUIDAREA::..
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  3. #3
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    Predefinito Re: Arte e follia

    Art Brut: un tributo spontaneo per la psicoanalisi


    Jean Linard, Tęte d'ange
    Immagine dal sito Wikimedia Upload

    Marco Maraviglia

    Sarŕ capitato quasi a tutti di fare test psico-attitudinali per essere assunti in un’azienda. Valutare disegnini, figure, schemi o addirittura tracciarli personalmente. La cosa ci avrŕ probabilmente divertiti, ma forse non tutti sapevano dell’importanza che attribuiscono gli psicologi dell’azienda che deve assumere, a quei disegni. Cosa rappresentano, come sono disegnati, la pressione e la vibrazione del tratto ecc. che riconducono a caratteristiche specifiche della personalitŕ del candidato.

    Un disegno, un ghirigoro, possono raccontare molto della personalitŕ di chi lo ha fatto, basta che lo analizzi uno psicanalista.

    La psicanalisi nasce piuttosto recentemente, nel XX secolo (Sigmund Freud, Jung), per poterla definire scienza esatta, altrimenti molti casi di omicidi e pluri-omicidi dovuti a momenti critici dei maniaco-depressivi, paranoici affetti da bi-polare ecc. si potrebbero arginare preventivamente.

    I riferimenti di partenza del rapporto tra arte e nevrosi, si individuano nelle teorie di Sigmund Freud, Jung e Otto Rank che avevano colto l’importanza dell’arte (stimolata o spontanea) per soddisfare un bisogno impossibile nell’individuo che sotto certi aspetti poteva identificarsi nell'attuale arte terapeutica.

    L’artista č colui che piů di tutti č affetto da nevrosi esistenziali e che non avrebbe potuto fare altrimenti nella vita in quanto con un’intelligenza spazio-figurativa piů sviluppata, insofferente alle regole di una vita normale, fatta di una sequenza normale (nascita, vita, morte). L’artista cerca di scontrarsi con il concetto della morte violando le regole della vita stessa conducendo, per la maggior parte dei casi, una vita estrema, con l’intento di voler perseguire l’immortalitŕ (l’opera d’arte lascia la sua traccia nel tempo) che spesso si riduce paradossalmente al suicidio o, nel migliore dei casi, allo sballo, all’alcool, alle droghe. Tra questi si possono citare
    Jackson Pollock (morto in un incidente stradale per alcool), Van Gogh, Arshile Gorky, Ernst Ludwig Kirchner, Jules Pascin, Mark Rotko (suicidatisi), Paul Gauguin, Dante Gabriele Rossetti (tentato suicidio), Edward Munch, Georgia O’Keeffe e lo stesso Pollock furono piů volte ricoverati in manicomi. Andy Warhol subě da bambino una serie di esaurimenti nervosi che sembra furono guariti dalla presenza della madre che inondava il suo letto di acquerelli, pastelli colorati per disegnare.

    Lo psichiatra Emil Kraepelin (1856-1926) riscontrň una forte relazione tra la produzione artistica e la psicosi maniaco-depressiva e la psicanalista Chasseguet-Smirgel (1928-2006) potč asserire dai suoi casi analizzati, che le personalitŕ piů creativo-artistiche, appartenevano a soggetti con seri disturbi somatici che portavano fino alla depersonalizzazione con casi di perversione (Creativitŕ e Perversione -1987-).

    Jean Debuffet (1901-1985) artista francese, fu il primo ad introdurre il concetto di Art Brut.

    L’Art Brut (arte grezza), arte degli alienati, di malati mentali, persone che avevano per lo piů suběto grossi traumi nella vita ma che non avevano alcuna nozione accademica, artistica, estetica dell’arte stessa. Un’arte praticamente libera da qualsiasi contesto culturale, non intellettualistica, e forse per questo piů significativa in quanto incondizionata dal sistema-mercato dell’arte, personale, fortemente inconscia.

    Ecco, č probabilmente l’Art-Brut che potrebbe essere obbligatoriamente oggetto di approfondimento nei dipartimenti universitari di Psicologia, Psichiatria, Psicanalisi. Analizzare opere d’arte, dipinti, sculture, di psicotici che hanno massacrato la propria famiglia, violentato bambini, stuprato, affinchč si possano individuare i tratti ricorrenti nei maniaci a venire.

    Nella scuola dell’obbligo si disegna, ma il maestro giudica l’abilitŕ artistica dell’allievo in base alle sue conoscenze estetiche, ma non č un esperto psicologo che sarebbe in grado di individuare, attraverso segni per lui impercettibili sul foglio, eventuali danni mentali suběti dal bambino. Personale esperto potrebbe invece valutare il profilo psicologico di ogni allievo, in base ai suoi elaborati artistici, almeno alla fine del ciclo scolastico. L’equilibrio psicologico dell’individuo, se gestito dai primi anni di etŕ, potrŕ probabilmente prevenire casi di criminalitŕ nel futuro che non fanno certo bene alla collettivitŕ.

    A Losanna (Svizzera) c’č la piů grande collezione di Art Brut. Dovrebbero passarvi tutti gli addetti ai lavori della psicanalisi per coglierne l’atmosfera da vicino, fatta di sculture inquietanti, disegni i cui dettagli da decifrare non basterebbe una vita per scoprire le sofferenze di prigionieri, orfani, tristi pensionati, malati di mente...

    Per visualizzare l'articolo completo di immagini: https://sites.google.com/site/artist...t_psicanalisi/
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 22-02-15 alle 20:14
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  4. #4
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    Predefinito Re: Arte e follia

    Non ho mai creduto molto alle interpretazioni degli psicoanalisti e in genere degli psichiatri/psicologi. L'articolo č interessante comunque anche se quella di vedere necessariamente delle nevrosi esistenziali nella genialitŕ di un artista sia abbastanza riduttivo e, se proprio vogliamo, anche piuttosto scontato.

  5. #5
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    Predefinito Re: Arte e follia

    Citazione Originariamente Scritto da Lucifertuga Visualizza Messaggio
    Non ho mai creduto molto alle interpretazioni degli psicoanalisti e in genere degli psichiatri/psicologi. L'articolo č interessante comunque anche se quella di vedere necessariamente delle nevrosi esistenziali nella genialitŕ di un artista sia abbastanza riduttivo e, se proprio vogliamo, anche piuttosto scontato.
    Secondo me diventa riduttivo e scontato l'eccesso di psichiatrizzazione della lettura artistica... Quando, cioč, si pretende di interpretare la genialitŕ esclusivamente in chiave psico-nevrotica invece di concepire l'apporto di quest'ultima come uno dei tasselli del mosaico... ne conseguono, infatti, forzature e semplicistiche banalizzazioni, o pippe mentali che non stanno né in cielo né in terra...

    Mutatis mutandis ripenso al saggio "Il mondo incantato" di Bruno Bettelheim, psicanalista viennese che studiň freudianamente le fiabe dei fratelli Grimm... e che, partendo da osservazioni interessanti e da una prospettiva sostanzialmente esatta (le fiabe abbondano di simbologie complesse), fině talvolta per esagerare proprio a causa di un intento onnnicomprensivo.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 01-05-15 alle 20:31
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  6. #6
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    Predefinito Re: Arte e follia

    Mi pongo il dubbio se,nella maggior parte dei casi,l'eccentricitŕ o persino la follia dei vari pittori,attori,registi et similia non sia una causa della loro bravura,ma conseguenza.Che il sapere di essere superiori alla massa li spinga ad evidenziare tale caratteristica pure esteriormente.

  7. #7
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    Predefinito Re: Arte e follia

    Citazione Originariamente Scritto da Crescenzo Garofalo Visualizza Messaggio
    Mi pongo il dubbio se,nella maggior parte dei casi,l'eccentricitŕ o persino la follia dei vari pittori,attori,registi et similia non sia una causa della loro bravura,ma conseguenza.Che il sapere di essere superiori alla massa li spinga ad evidenziare tale caratteristica pure esteriormente.
    Una cosa non esclude l'altra, probabilmente si cade in un ciclo virtuoso-vizioso per cui la stranezza č a monte ma finisce per scendere a valle.
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  8. #8
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    Predefinito Re: Arte e follia

    Arte e follia: perdersi nel labirinto a Fontanellato

    Un percorso per riscoprire la collezione d’arte di Franco Maria Ricci e una mostra curata da Vittorio Sgarbi dedicata ad Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi

    Arte e follia: perdersi nel labirinto a Fontanellato - Repubblica.it
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  9. #9
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    Predefinito Re: Arte e follia

    E' un argomento che mi affascina da sempre, insieme all'altro, il suicidio nell'arte. Ho collaborato a una grande mostra a Milano"L'altrarte" che presentava proprio opere di artisti malati di mente. Ho per questo mio interesse visitato diversi manicomi ancora esistenti (Gugging, nei pressi di Vienna dove ci sono artisti veri ricoverati) o ormai in disuso, Collecchio, Pini a Milano ecc.
    Conoscevo Ligabue, ho comperato opere sue da lui quando abitava in una specie di capanna in riva al fiume e non riceveva nessuno. Lui era davvero matto, nel senso pieno del termini, e malgrado io mi fermassi a ottanta metri dalla sua capanna e lui sapeva che avevo soldi in mano a volte mi lanciava contro i cani. Ho nella mia collezione tre opere di Ghizzardi, uno Stalin, una Ornella Vanoni e un gatto. Ho diverse opere di Bernard Damiano, un grandissimo artista certamente ...disturbato, un artista che Testori defině il piů grande artista italiano del dopo guerra. A Gugging ci sono ricoverati che vendono le loro opere a prezzi altissimi nelle asta. L'argomento č molto interessante, cosě come il suicidio fra gli artisti.

    Alla domanda"perchč tanti casi di follia tra gli artisti? La risposta č semplice: perchč un artista non ha la stessa visione del mondo e delle cose come ha la gran parte degli uomini.

    La Casa dell'Arte del manicomio di Gugging




    Un opera di Bernard Damiano


    Immagini dai siti http://www.gseart.com e http://www.lascintillacn.it/
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 16-08-16 alle 13:19
    La storia di ogni societŕ esistita fino ad oggi č storia di lotte di classi(Marx Engels-Manifesto del Partito Comunista)

  10. #10
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    Predefinito Re: Arte e follia

    Follia

    Follia - Rai Arte (Video)

    L’arte da sempre corteggia la follia, per affinitŕ. La follia č quella di Amleto, di Orlando, forse di Don Chisciotte.. personaggi celebri ispirati probabilmente da qualche modello reale a cui le vicende del mondo, amore, invidia, tradimento, lutti, hanno tolto la ragione. L’arte č una follia controllata, potremmo dire a comando. Ed aiuta gli artisti a capire l’altra follia, quella incontrollabile, forse a giustificarla.
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