Renzi effetto calamita da Sel a Sc. E si avvera la profezia renziana: Migliore capo della sinistra interna
Pubblicato: 19/06/2014 182 CEST Aggiornato: 1 ora fa
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Magari è lungimiranza. O strategia politica. Oppure semplicemente un calcolo facile e intuitivo su quel 40,8 per cento conquistato dal Pd alle europee. Fatto sta che, subito dopo il voto di maggio, Matteo Renzi e i suoi avevano capito che piega poteva prendere la dinamica politica negli altri partiti dentro e fuori la maggioranza. Oggi con la scissione di Sinistra e libertà, che anticipa forse solo di pochi giorni quella di Scelta Civica, si sta avverando la profezia renziana dei giorni immediatamente successivi al 25 maggio. Con l’ex capogruppo di Sel, Gennaro Migliore, si avvierebbero a entrare nel Pd una dozzina di deputati, anche se per il momento ufficialmente hanno lasciato solo in 4: oltre all'ex capogruppo, anche Claudio Fava, Titti Di Salvo, Ileana Piazzoni. Ma c’è di più. C’è che, nei disegni renziani, Migliore, stimatissimo nell’entourage del premier, si avvia ad diventare punto di riferimento della sinistra interna al Pd. Con gran pena delle altre minoranze interne.
Ovviamente si tratta di qualcosa che non succederà domani mattina. Ma è un disegno maturato nel tempo, diventato chiarissimo tra i renziani subito dopo le europee. Migliore, tra l’altro presente all’ultima Leopolda a ottobre a Firenze dove fu proprio un renziano di rango ad accompagnarlo alla kermesse Democratica, dovrebbe conquistarsi lo scettro di quella sinistra interna al Pd ‘collaborativa’, mettiamola così. Una sinistra “che sostiene le riforme, non solo protesta”, per dirla con il coordinatore dei senatori renziani Andrea Marcucci che con tutto il cerchio magico del premier plaude alla scelta dell’ex capogruppo di Sel pur rispettando il dramma dei vendoliani. "Chi vuole cambiare l'Italia sta dalla stessa parte della barricata", dice Marcucci su twitter.
Naturalmente un ruolo politico all’interno di un partito si conquista nel tempo. Ma, siccome al premier piace la velocità, è lecito pensare che non bisognerà attendere molto. Ieri sera Migliore e il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini si sono visti a cena. Un incontro che dal Nazareno definiscono "fortuito" e "cordiale", ma che comunque dice molto dei rapporti di stima maturati. Intanto, il sismografo Dem, che registra i piccoli terremoti scatenati negli altri partiti dall’effetto calamita di Renzi, prevede l’ingresso della pattuglia ‘miglioriana’ di Sel dentro il gruppo del Pd alla Camera a breve: prima dell’estate. Nell’immediato gli scissionisti dovrebbero far parte del gruppo misto di Montecitorio, mentre al Senato i 7 di Sel dovrebbero rimanere dove sono. Cioè nel misto sì (perché non sono 10 per avere un gruppo proprio), ma ancora con Nichi Vendola e il partito d’origine. I deputati che oggi hanno deciso di uscire dalla casa madre, perché “si è interrotto il rapporto di fiducia”, come dice Migliore, dovrebbero entrare nella nuova ‘grande casa Pd’ nel giro di poco. Ci troveranno i renziani a festeggiare. I non renziani invece - tra bersaniani e civatiani – non hanno molti motivi per brindare e infatti anche oggi non plaudono alla scelta di Migliore perché inevitabilmente si tratta di un passo che ridurrà la loro già ridotta agibilità interna.
C’è dell’altro, oltre alle dinamiche parlamentari. Gli innesti di Sel sono preziosi per Renzi per rinnovare il Pd sul territorio, per sbarazzarsi di dirigenti chiacchierati o magari coinvolti nelle inchieste della magistratura o semplicemente ‘datati’ e inadeguati. E’ per questo che, nello schema renziano, l’arrivo dei ‘nuovi da sinistra’ sarà linfa vitale per operare quella ‘rivoluzione’ del Pd che ancora non è riuscita al premier-segretario. La spiegano così, nei circoli renziani e anche nella parte di Sel che ha abbandonato Vendola. E il calcolo è che il terremoto non è finito qui: lungimiranza, strategia o calcolo prevedono altre scosse. “Quello che è cominciato dentro Sel è solo l’inizio: ci saranno altri apporti…”, si sbilancia una fonte renziana.
Ma il sismografo Dem continua a registrare scosse anche fuori da Sel. Perché, ti dicono dalla cerchia del segretario, quanto è successo tra i vendoliani anticipa quanto sta per succedere dentro Scelta Civica. Solo che per i montiani si prevede una road map di ingresso nel Pd più lunga, dopo l’estate quando Scelta civica riunirà la propria assemblea nazionale per decidere il futuro. Ma già ora i montiani sono alle prese con la sostituzione di Andrea Romano che si è dimesso da capogruppo alla Camera e che, insieme ad altri, vira verso il Pd. Proprio come Migliore: dinamica molto simile che nel Pd definiscono "non casuale". Al Senato pure si potrebbe costituire un gruppo autonomo. E già oggi il montiano Gianpiero Della Zuanna ha lasciato il gruppo al Senato per entrare nel Pd.
Un caos cui si aggiunge la spaccatura interna ai Popolari: anche lì divisi, tra filo-renziani e filo-alfaniani. Solo che da qui, per Renzi, potrebbe nascere una costola cattolica, non interna al Pd ma alleata alle elezioni insieme ad altri pezzi di Scelta Civica, stile Tabacci con Bersani alle politiche del 2013. Schegge impazzite – o forse no – della politica: attirate dall’effetto calamita del leader del 40,8 per cento.
Renzi effetto calamita da Sel a Sc. E si avvera la profezia renziana: Migliore capo della sinistra interna




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