WASHINGTON - I vertici militari americani stano valutando le opzioni per un attacco unilaterale contro il Pakistan nel caso che un eventuale attentato su suolo americano venisse collegato sicuramente alle aree tribali pakistane. Lo scrive il Washington Post, secondo cui i rapporti tra il fallito attentatore di Times Square, Faisal Shahzad, e i talebani pakistani, hanno costretto l'amministrazione USA a valutare l'eventualità di una rappresaglia. Washington e Islamabad hanno di recente creato un centro di intelligence militare congiunto alla periferia settentrionale di Peshawar e stanno cercando di crearne un altro a Quetta, la città pakistana dove sono radicati i talebani. I 'fusion centers', scrive il quotidiano, devono sostenere le operazioni militari dell'esercito pakistano, fornendo l'accesso diretto al materiale dei servizisegreti USA (per esempio le immagini in tempo reale dei videodi sorveglianza registrati dai droni statunitensi). Ma a conferma della reciproca diffidenza tra i due governi, entrambe le parti -rivelano i funzionari- considerano i 'centri' come un modo per tenere sott'occhio l'attività dell'altro. Obama aveva già detto, durante la campagna elettorale, di esser pronto a ordinare attacchi in Pakistan. Nelle scorse settimane, il consigliere per la sicurezza nazionale, James L. Jones, e il direttore della CIA, Leon Panetta, si sono recati a Islamabad e hanno chiarito il concetto ai vertici pakistani, il presidente Asif Ali Zardari, e il capo dell'esercito, generale Ashfaq Kiyani. Secondo il Washington Post, Jones e Panetta hanno anche portatoai pakistani le prove dell'appoggio ricevuto da Shahzad daitalebani. Le opzioni per un'eventuale azione di rappresaglia sarebbero ovviamente gli attacchi aerei e con missili, ma anche i piccoli team delle U.S. Special Operations attualmente posizionati lungo il confine con l'Afghanistan.