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    Predefinito Dossier, infiltrazioni, sette e lotta antirevisionista

    Salve a tutti,
    le dinamiche all'interno del ceto semi-colto di sinistra sono da analizzare purtroppo con l'ausilio di strumenti psicoanalitici e solo in minima parte storici (la storia dei gruppi, i rapporti tra le organizzazioni, le caratteristiche di una metropoli particolare come Roma, etc.). Nel tempo ho incrociato e mi sono quindi avvalso man mano della lettura di diversi compagni tra cui Massari, Costanzo Preve e Miguel Martinez....scoprendo la potenza di questo tipo di lettura, da affiancare ad una più scientifica dei rapporti di forza e delle relazioni di tipo economico.
    Tutti noi, o la stragrande maggioranza, è stato accusato di infiltrazione, contaminazione, collusione, ambiguità ed altre atrocità, anche terminologicamente sono distanti dalla dimensione della politica e afferenti piuttosto al mondo della magia....ne stiamo vedendo un emblematico esempio qui sul forum di CeC. La paranoia dell'infiltrazione sembra storicamente esser passata da effetto collaterale (di quando in effetti c'era qualcosa da infiltrare, monitorare e controllare: ma questo arduo compito è stato storicamente assunto certo non dai camerati quanto dai più autorevoli rappresentanti delle organizzazioni comuniste italiane) ad elemento ontologico, la vera ragion d'essere di molti gruppi/setta. Poi, per carità le motivazioni presentate di volta in volta sono delle più varie ed artistiche: si passa dalla lotta antirevisionista dei comunisti m-l, passando per la cura dell'egemonia tra gruppi, fino alla pura e semplice guerra d'opinione sul social con contorno di gossip.
    Perdonate la premessa in parte inutile, do infatti per scontato che tutti abbiano letto e già giudicato le tristi opere (ctrlC + ctrlV) di sedicenti campioncini dell'ortodossia marxista italiana (dal Valerione nazionale di carmilla/wuminchia passando per la nuovaalabarda spaziale) e di manco poi tanto nuovi gruppi che sentono il dovere di intervenire contro la minaccia rossobruna, quest'ondata irrefrenabile di bloggers quindicenni che si permette di parlare di Socialismo, di Imperialismo, di Globalizzazione senza aver chiesto umilmente la benedizione dell'autorevole casa editrice di sinistra o cazzate simili.
    Se tuttavia i soggetti di cui sto parlando applicano il pensiero magico della contaminazione (per il quale ad es. "il governo Assad e la sua degna lotta contro l'aggressione USraeliana in Italia trovano l'appoggio di formazioni neofasciste = l'intero campo di resistenza, tutto il popolo siriano e i suoi rappresentanti politici, comunisti inclusi, sono dei nazionalisti, fascisti in opposizione ad una rivoluzione proletaria internazionale permanente") noi dobbiamo riconoscere alcune differenze e caratteristiche delle singole realtà.
    Non sto quindi proponendo il contro-dossier su chi "infiltra" il movimento o il partito X, voglio solo socializzare una evidenza: c'è una assoluta e quasi ossessiva attenzione verso (con tutto il rispetto "trascurabili") formazioni accusate di un opportunismo destro, mentre c'è una totale omertà verso chi da sinistra (che ora significa "con un linguaggio sinistro": spettacolarizzazione, pinkwashing, genderismo, etc.) concretamente ogni santo giorno lavora da serpe in seno, legittimando culturalmente le politiche atlantiste, sfoggiando un raro rancore anticomunista e soprattutto antinazionale. Esempio pratico di riunioni nel quartiere popolare di San Lorenzo su tema Ucraina e pogrom antirusso sponsorizzate da gruppi di compagni di cristallina fede antifascista (di sinistra per carità) in cui si arriva a polemizzare con gli assenti (non solo fisicamente, ma politicamente) geopoliticisti, ma non si dice mai mezza parola su quello che avviene magari in contemporanea nell'occupazione trotzko-libertaria a 50 mt in linea d'aria. Ed ecco puntualmente,durante l'incontro portato ad esempio e realmente accaduto, che un compagno si interroga pubblicamente dicendo "ma com'è che il movimento da dopo l'aggressione all'Iraq non ha più quei numeri in piazza e non ha più quelle parole d'ordine contro la guerra e contro l'imperialismo?"....Domande che fanno incazzare, domande che fanno subito capire che per i "compagni più interessati alle dinamiche gruppettare che alla teoria anticapitalista" non sono bastate la Serbia, la Libia, la Siria e non basterebbero altre 500 guerre imperialiste per aprire gli occhi sulle spicopatologie che governano queste finte avanguardie. E lo dico con rammarico!
    La mia proposta è di evidenziare l'asimmetria, rompere l'omertà ed informare/disvelare i gruppi, le iniziative, i legami, gli interessi e gli obiettivi di chi mascherato da antifà/attivista LGTB/sinistro/libertario/trotzkista impunemente da anni riesce a veicolare il veleno della disinformazione più pura non assumendosi mai neanche mezza responsabilità, neanche quella di ricevere l'articolo polemico dal sito del caso (ad es. i vari Militant e Contropiano che se hanno pensato necessario prendere posizione, non sempre propriamente, sul compianto Costanzo Preve nel modo che sappiamo, MAI hanno denunciato chi alla piena luce del sole li definisce fascisti rossi, stalinisti...anzi, se possibile si fa un altro bel carrozzone di sinistra tutti assieme sul modello di Ross@). E sinceramente mi sono rotto le palle delle polemiche e delle giustificazioni che mi/ci siamo sentiti in dovere da anni di dare a tutti (anche all'ultimo cojone) pena la revoca del patentino di "antifascista" e di "interno" all'inesistente comunità dei marxisti italiani.
    A prestissimo quindi con la denuncia della criminale iniziativa "Yarmouk è Palestina" che ha avuto luogo il 27 giugno nell'Occupazione Communia a Roma.

  2. #2
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Dossier, infiltrazioni, sette e lotta antirevisionista

    Bell'intervento anche se credo che non ci sia nessuna infiltrazione tra i comunisti ortodossi, sono proprio cojoni di natura, non c'è bisogno di nessuna infiltrazione.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

 

 

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