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    Predefinito “I Romani arrivarono in America. E tornarono pure”

    “I Romani arrivarono in America. E tornarono pure”

    13 ottobre

    Arriva in questi giorni in libreria la seconda edizione del saggio di Elio Cadelo, “Quando i Romani andavano in America”, con la prefazione dell’astrofisico Giovanni Bignami, (Edizioni Palombi, p.310, 19 euro). La prima edizione è andata esaurita in soli due mesi così l’editore Palombi ha deciso di pubblicare una nuova edizione più ampia della precedente. Infatti, oltre ad un indice analitico e a nuove immagini alla nuova edizione sono state aggiunte nuove prove che confermano che i Romani visitarono l’America.

    .
    di Lena Stamati, da AgenziaRadicale
    .
    Il saggio, scritto da Elio Cadelo, caporedattore e inviato speciale del Giornale Radio Rai, affronta con rigore scientifico un tema che ha appassionato nei secoli. Furono, infatti, proprio gli antichi navigatori a misurare le proprie conoscenze scientifiche sfidando gli oceani per arricchire sia il loro sapere, sia i loro commerci.
    Il saggio di Elio Cadelo si legge come un romanzo d’avventura: tutto d’un fiato. Capitolo dopo capitolo, si vedono crollare tutte le idee preconcette sull’antichità e anche gran parte delle nozioni scolastiche circa le conoscenze scientifiche del mondo antico.
    Innanzi tutto, testi alla mano di Plinio, Cicerone, Plutarco, Lucrezio, Tolomeo, Seneca, Diodoro Siculo, e quant’altri, Cadelo spiega che gli antichi Romani, ma anche i Greci, gli Indiani ed i Babilonesi, erano al corrente che il mondo fosse una sfera che “galleggiava” nell’universo. E tutti, anche prima che Aristotele lo scrivesse, erano certi che si potesse raggiungere l’India navigando verso Ovest. Nella letteratura antica non c’è traccia della credenza di un mondo piatto. Abbiamo incontrato Elio Cadelo e gli abbiamo posto alcune domande sul suo ultimo lavoro.
    Come spiega il successo del suo libro?
    Credo che alla base del successo di vendite ci siano due ragioni. La prima è che negli ultimi anni il mondo accademico sta affrontando il tema della navigazione nel mondo antico e di conseguenza anche delle scoperte geografiche dei Romani. Infatti, sono in corso diversi censimenti da parte degli archeologi. Uno riguarda la catalogazione delle monete romane scoperte in tutto il mondo. La seconda è quella della catalogazione delle diverse imbarcazioni nel mondo antico per conoscerne le capacità di navigazione. La seconda ragione sta nel fatto che di questo tema se ne è sempre parlato, ma non è stato mai approfondito. Il mio saggio affronta in maniera comprensibile anche per un vasto pubblico un tema spinoso e complesso che ridisegna tutta la storia dall’antichità ad oggi.
    Lei, nel suo libro, sostiene che gli Antichi Romani scoprirono l’America, ma ne avevano i mezzi e le capacità?
    Non, non è esatto. Il libro si intitola “Quando i Romani andavano in America” in quanto i Romani andarono e tornarono dal Nuovo Continente, ma non sapevano che si trattava di una nuova terra. Erano convinti che si trattasse delle coste orientali dell’India, errore che rimarrà fino a Colombo. Anche se molti scienziati Greci avevano teorizzato che tra l’India e l’Europa doveva esserci un continente che divideva l’oceano in due, i Romani, al contrario, erano conviti della veridicità di quanto affermato da Aristotele e cioè “che si potesse raggiungere l’India navigando verso Ovest”.
    E per quanto riguarda le loro capacità nautiche?
    Recenti scavi archeologici hanno dimostrato che sia i Greci sia i Romani avevano navi foderate di piombo per proteggerle dai molluschi che divorano il legno in mare. Questo dimostra che si trattava di navi che rimanevano per lungo tempo in mare e quindi dovevano avere una certa affidabilità. Inoltre tutti i popoli antichi possedevano carte stellari che in realtà erano carte nautiche che servivano per mantenere la rotta e carte geografiche molto affidabili.
    Ma nell’antichità si pensava che il mondo fosse piatto…
    E’ un’affermazione priva di alcun fondamento. Non c’è traccia nella letteratura latina, ma anche in quella greca, di un mondo piatto, al contrario, Cicerone, Plinio, Tolomeo, Seneca, Strabone, Plutarco, Diodoro Siculo e Giulio Cesare, solo per citarne alcuni, erano certi che il mondo fosse sferico - che fosse una sfera perfetta – e che ruotasse intorno al Sole. D’altro canto, spiegano molto bene che il giorno e la notte dipendono dal fenomeno di rotazione. Quello che è interessante sono invece le diverse spiegazioni date per comprendere il fatto che l’acqua degli oceani rimanesse allo stesso livello tutta intorno a questa “palla” che ruotava su se stessa nello spazio.
    E le Colonne d’Ercole?
    E’ un altro mito che non ha alcun fondamento di verità. Per fare un esempio riportato nel libro, Giulio Cesare fece una importante battaglia navale contro i Veneti (cioè i Galli) in pieno oceano Atlantico al largo delle coste francesi. La descrizione è puntuale. La flotta romana era comandata dall’ammiraglio Bruto ed era forte di 240 navi, la flotta dei veneti era forte di 220 navi più grandi di quelle romane. Vinta la battaglia Cesare chiede rinforzi a Roma per conquistare la Britannia e da Roma gli viene inviata una flotta che trasportava due legioni, cavalli compresi. Tutto questo è descritto nelDe Bello Gallico senza alcuna enfasi perché era cosa normale andare oltre lo stretto di Gibilterra.
    Ma non furono i Romani i primo a superare le Colonne d’Ercole?
    E’ giusto. Le Colonne d’Ercole furono superate dai Fenici, dai Cartaginesi, dagli Etruschi, dai Greci, dagli Egiziani e così via. Insomma tutti i popoli che abitarono il Mediterraneo si spinsero, per curiosità o per necessità al di làdelle Colonne d’Ercole. Non dobbiamo dimenticare che le coste Atlantiche dell’Europa erano abitate da popoli marinari ed i Veneti ne sono una prova.
    Ma dalle coste dell’Europa all’America il viaggio è lungo.
    Non tanto. Vede, i Romani avevano un porto commerciale in India, Arikamedu, dove ogni anno, in età Imperiale, approdavano 150 navi mercantili scortate da navi militari romane. Sulla tomba di Augusto, a Largo Augusto Imperatore a Roma, è scritto: “Incrementò i traffici con l’India”. Ma navi romane giunsero in Cina. Sappiamo che San Paolo andò in Cuna a predicare il Cristianesimo, e a Canton è stata trovata un’agenzia di cambio del II secolo d.C.. Sappiamo che navi romane giunsero in Indonesia dove si procuravano il pepe (che valeva più dell’oro) e spezie. Ma tracce della presenza romana sono state trovate in Corea, in Nuova Zelanda, e sappiamo che raggiunsero l’Australia.
    Sì, ma l’America è lontana…
    Certamente, ma vediamo cosa sappiamo ancora dei viaggi della marina Imperiale. E’ certo che circumnavigarono l’Africa e a Nord sottomisero le Orcadi e si spinsero fino in Islanda. Tiberio, per esempio navigò con la sua flotta lungo tutto il mar Baltico. Sappiamo che avevano un porto alle Isole Fortunate (le Canarie) e a Madeira. Ora, dato che erano a conoscenza che il mondo è sferico e che navigando lungo un parallelo si deve giungere dalla parte opposta allo stesso luogo, cosa li doveva fermare?
    Ma ci vogliono prove, non si può costruire una tesi solo con prove indiziarie.
    Nel libro ci sono una quantità impressionante di prove, cominciando dalla copertina in cui è raffigurata una statua romana del III secolo con un ananas in mano. E rimanendo sull’ananas ne ho trovate raffigurate a Pompei, una a Roma, e così via. Insomma da sole sarebbero sufficienti a dimostrare che tra le due sponde ci furono contatti, anche se non continui. Ci sono brani della letteratura del ‘500 in cui si parla del ritrovamento di tombe romane in America, e sono descritte puntualmente. Poi abbiamo la presenza del mais prima che Colombo lo importasse ufficialmente. Plinio ne parla e dice che era molto coltivato nella pianura Padana. Ma poi c’è la prova principale che è il planisfero di Claudio Tolomeo nel quale dimostrò che è rappresentata la costa del Sud America e che la città di Cattigara (che significa porto dei cinesi) era frequentato perché da lì si importava l’oro da tutto l’Oriente ma anche dal Mediterraneo ed è proprio Tolomeo a indicarci la rotta per giungere in America da quella parte.
    Quindi, l’America era nota anche ad altri popoli antichi?
    In conclusione si può dire che l’America era nota a tutti. I polinesiani ci andavano spesso ed hanno lasciato tracce genetiche evidenti ancor oggi. I cinesi e gli indiani la raggiunsero da Oriente, e da occidente sicuramente i Fenici, i Greci, i Cartaginesi e i Romani e forse anche dagli Etruschi. D’altro canto come avrebbe potuto l’Imperatore Giulianoaffermare che “l’Oceano Atlantico è più grande del Mar Mediteranno, ma al pari di esso è stato completamente esplorato ed è sotto il dominio di Roma”?
    _________________________________
    VUOI SAPERNE DI PIU’? GUARDA L’ARTICOLO SU STORIA IN RETE NUMERO 15-16
    Firenze alla scoperta del Nuovo Mondo
    _________________________________
    Inserito su Storia In Rete il 13 ottobre 2009

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  2. #2
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    Predefinito Re: “I Romani arrivarono in America. E tornarono pure”

    Anche qui i cristiani ci hanno spedito nel medioevo, il povero Giuliano ha cercato di combattere contro questa orda inarrestabile, ma era inutile.
    Ultima modifica di Metabo; 23-06-14 alle 12:34

  3. #3
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    Predefinito Re: “I Romani arrivarono in America. E tornarono pure”

    Non me ne voglia il buon Metabo, che ha fatto benissimo ad aprire questo topic, ma questa propugnata da Cadelo è una storia che va in giro da parecchi anni, e che mi sembra un intelligente (per non dire furbo) prodotto editoriale teso a suscitare curiosità nei lettori meno smaliziati - e quindi a vendere - mettendo insieme una ceppata di ipotesi prive di sostegno, ipotesi ormai tesi da parecchio tempo e spiattellate come se fossero delle grandi rivelazioni, dati reali ma artatamente stiracchiati, ecc. ecc. Cominciamo proprio dalla copertina del libro, come dice anche lui nell'intervista. Io rilancio: quella in mano al personaggio raffigurato è una bomba a mano del tipo, appunto, ad 'ananas', per cui se ne deduce che i romani non solo avevano inventato la polvere da sparo prima dei cinesi ma anche che l'avevano impiegata costruendo un primo prototipo di granata. Come dite? Che non vi sono riscontri nelle fonti scritte? Beh, neanche del frutto, però... E proseguiamo andando con ordine: Cadelo ci rivela - udite udite - che quasi tutti i popoli antichi sapevano che la Terra era rotonda, e che le navi che oltrepassavano lo stretto di Gibilterra non cadevano improvvisamente giù a piombo nel vuoto ma continuavano a navigare (bastava andare sulla rocca e dare un'occhiata davanti...). Ma andiamo avanti: ci rivela che le coste Atlantiche della Gallia erano abitate da popoli marinari (che probabilmente erano tali perché ignoravano di trovarsi oltre le Colonne d'Ercole, altrimenti se lo avessero saputo si sarebbero dati all'agricoltura), e soprattutto che i Romani avevano esplorato via mare non solo l'America ma India (vero: Sri Lanka, aggiungo io), Indonesia (uhm...), Corea, Nuova Zelanda e Australia (notissimo il graffito rupestre di quell'aborigeno con un elmo tipo Imperiale Gallico in testa): sulla scorta di cosa, non è dato sapere. Anche se, dal punto di vista della possibilità, in teoria la cosa era fattibile, perché in tutti quei posti ci si poteva arrivare bordeggiando la costa. In America no! E si dà la notizia che San Paolo era andato a predicare in Cina (nella sua seconda vita, probabilmente) e che a Canton vi era un'agenzia di cambio. Di cosa? Immagino di monete romane. Scordandosi che le monete romane non sono Romani, e che, essendo di metallo pregiato (oro e argento) o semipregiato (bronzo), potevano svolgere la loro funzione di mezzo di pagamento anche assai lontano dai territori controllati o battuti da Roma. E comunque, a Canton ci si poteva arrivare anche via terra, lungo la Via della Seta. E le tombe romane in Sudamerica? Grandiose: chi non le conosce? Ma soprattutto: può anche essere possibile che una grossa nave oneraria romana, spinta da un fortunale e facilitata da un imprevisto gioco di correnti, sia potuta arrivare a pezzi e bocconi sulle coste del Brasile. Quello che è certo, però, e che non sarà mai tornata indietro. Altro che andare a venire con le linee della Romana classis transfretensis...

  4. #4
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    Predefinito Re: “I Romani arrivarono in America. E tornarono pure”

    La granata ananas fa ridere per non dire che è ridicola, tra i romani e i cinesi ci furono contati, durate gli anni di Marco Aurelio se non sbaglio i ritrovamenti in india parlano da soli.
    Commercio romano con l'India - Wikipedia
    Relazioni diplomatiche sino-romane - Wikipedia
    Quello che impedì ai romani di espandersi verso oriente, fu l'impero dei parti e il declino imperiale che arrivo a un certo punto.
    Poi naturalmente il medioevo e l'oscurantismo cristiano, se pensi che quello che più si avvicinava a un imperatore era Carlo Magno, un barbaro ignorante la dice lunga su il baratro cultura dove era caduta l'Europa post-romana, tra l'altro secondo te le navi romane erano tanto diverse dalle caravelle di colombo o Vasco da Gama, l'unica differenza è che i romani avevano il loro impero già esteso e anzi dovevano difenderlo, mentre i portoghesi e spagnoli nell'Europa del 1400 stavano stretti e si riversarono in massa alla ricerca di nuove terre e fortune, per non parlare degli inglesi che erano un isoletta, ma come già detto gli antichi conoscevano che la terra era sferica e la navigazione con le mappe stellari, tanto non rischiavano che nessun fanatico religioso gli desse fuoco.
    Basta pensare che gli imperatori romani avevano questo come simbolo del potere


  5. #5
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    Predefinito Re: “I Romani arrivarono in America. E tornarono pure”

    Anche qua fantastorie vedo. Gli unici ad essere sicuramente arrivati prima di Colombo sono stati i Vichinghi, per il resto ci sono solo ipotesi prive di qualunque prova (al più qualche indizio o qualche ragionevole supposizione).

    Faccio notare che andare in India, Cina o circumnavigare l'Africa rimanendo in vista della costa è un conto, attraversare l'oceano passando mesi nel nulla un altro.

    Non vedo poi cosa c'entrino i cristiani col "spedirci nel medioevo".

  6. #6
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    Predefinito Re: “I Romani arrivarono in America. E tornarono pure”

    Citazione Originariamente Scritto da Only_Van Visualizza Messaggio
    Anche qua fantastorie vedo. Gli unici ad essere sicuramente arrivati prima di Colombo sono stati i Vichinghi, per il resto ci sono solo ipotesi prive di qualunque prova (al più qualche indizio o qualche ragionevole supposizione).

    Faccio notare che andare in India, Cina o circumnavigare l'Africa rimanendo in vista della costa è un conto, attraversare l'oceano passando mesi nel nulla un altro.

    Non vedo poi cosa c'entrino i cristiani col "spedirci nel medioevo".
    Un certo Torquemada aveva detto che colombo era eretico, ma non significa niente...
    Mi sembra che colombo l'oceano l'abbia attraversato e non è che le navi del 1400 fossero chissà cosa rispetto a quelle antiche.

  7. #7
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    Predefinito Re: “I Romani arrivarono in America. E tornarono pure”

    Quella di Torquemada non mi risulta, ma anche fosse? Colombo ha ottenuto i fondi e l'autorizzazione al viaggio nella cattolicissima Spagna.

    Nel XV secolo furono introdotte le caracche e poi le caravelle, più adatte ai viaggi oceanici, le navi romane non avevano le stesse caratteristiche, al più avrebbero potuto fare il giro largo a nord, come i vichinghi, ma qua entriamo nel campo delle motivazioni: che gliene fregava ai romani di farsi il giro per il circolo polare artico?

  8. #8
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    Predefinito Re: “I Romani arrivarono in America. E tornarono pure”

    Citazione Originariamente Scritto da Only_Van Visualizza Messaggio
    Quella di Torquemada non mi risulta, ma anche fosse? Colombo ha ottenuto i fondi e l'autorizzazione al viaggio nella cattolicissima Spagna.

    Nel XV secolo furono introdotte le caracche e poi le caravelle, più adatte ai viaggi oceanici, le navi romane non avevano le stesse caratteristiche, al più avrebbero potuto fare il giro largo a nord, come i vichinghi, ma qua entriamo nel campo delle motivazioni: che gliene fregava ai romani di farsi il giro per il circolo polare artico?
    I dotti conoscevano bene gli antichi, la storia della terra piatta il diavolo servivano per il volgo, la spagna voleva solo arricchirsi, ecco perché accetto di pagare una spedizione per trovare la via più veloce alle indie.
    Secondo te i romani avrebbero avuto problemi a costruire una caravella, come se già non avessero navi oceaniche.
    Ultima modifica di Metabo; 23-06-14 alle 17:33

  9. #9
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    Predefinito Re: “I Romani arrivarono in America. E tornarono pure”

    Citazione Originariamente Scritto da Metabo Visualizza Messaggio
    La granata ananas fa ridere per non dire che è ridicola
    E infatti voleva essere ironica...

    Citazione Originariamente Scritto da Metabo Visualizza Messaggio
    tra i romani e i cinesi ci furono contati, durate gli anni di Marco Aurelio se non sbaglio i ritrovamenti in india parlano da soli.
    Tu stai parlando dell'ambasceria menzionata negli annali Hu-an-Shu della dinastia Han, no? Mettiamo conto che si riferisse effettivamente a Roma e a (Marco Aurelio) Antonino: ma che vuol dire? Un conto è parlare di un contatto diplomatico e un conto è supporre che i Romani frequentassero regolarmente la Cina, no? Certamente c'erano contatti (non relazioni) commerciali, ma intermediati, come del resto in India.


    Citazione Originariamente Scritto da Metabo Visualizza Messaggio
    Quello che impedì ai romani di espandersi verso oriente, fu l'impero dei parti
    No, fu l'impero sassanide, che prese il posto della dinastia partica, sostanzialmente filooccidentale e divenuta poco combattiva.

    Citazione Originariamente Scritto da Metabo Visualizza Messaggio
    tra l'altro secondo te le navi romane erano tanto diverse dalle caravelle di colombo o Vasco da Gama
    Non sono un esperto di marineria antica, ma credo proprio di sì. Per rimanere nell'ambito di Colombo, e quindi delle sue caravelle, rispetto alle navi commerciali romane (non parliamo di quelle da guerra) queste avevano un albero in più, erano state progettate per lunghi viaggi in mare aperto (per circumnavigare l'Africa e raggiungere le Indie - quelle vere - senza sottostare al controllo ottomano), tanto che l'altezza delle murate era il doppio rispetto a quelle romane, e inoltre avevano la bussola (ti sembra poco?)...

  10. #10
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    Predefinito Re: “I Romani arrivarono in America. E tornarono pure”

    Citazione Originariamente Scritto da Anxur Visualizza Messaggio
    E infatti voleva essere ironica...



    Tu stai parlando dell'ambasceria menzionata negli annali Hu-an-Shu della dinastia Han, no? Mettiamo conto che si riferisse effettivamente a Roma e a (Marco Aurelio) Antonino: ma che vuol dire? Un conto è parlare di un contatto diplomatico e un conto è supporre che i Romani frequentassero regolarmente la Cina, no? Certamente c'erano contatti (non relazioni) commerciali, ma intermediati, come del resto in India.




    No, fu l'impero sassanide, che prese il posto della dinastia partica, sostanzialmente filooccidentale e divenuta poco combattiva.



    Non sono un esperto di marineria antica, ma credo proprio di sì. Per rimanere nell'ambito di Colombo, e quindi delle sue caravelle, rispetto alle navi commerciali romane (non parliamo di quelle da guerra) queste avevano un albero in più, erano state progettate per lunghi viaggi in mare aperto (per circumnavigare l'Africa e raggiungere le Indie - quelle vere - senza sottostare al controllo ottomano), tanto che l'altezza delle murate era il doppio rispetto a quelle romane, e inoltre avevano la bussola (ti sembra poco?)...
    Ma se i romei cioè i volgarmente noti come bizantini seguitarono ad avere contati con i cinesi per secoli, dove la prendevano la seta, da lì il nome via della seta.
    Tu ragioni proprio con la mentalità cristiano-medievale, dei romani chiusi nel mediterraneo che pensavano che la terra era piatta, con le colonne d'ercole come limite della terra conosciuta, nell'articolo postato ci sono fonti su fonti, ti conviene rileggerlo.
    Eccoti i rapporti romano-cinesi in riassunto
    Relazioni diplomatiche sino-romane - Wikipedia
    Come scritto sopra i greci e romani avevano le navi foderate in piombo, altrimenti col cavolo che ci arrivavano in india, comunque leggiti qualcosa.
    Romano Impero: INGEGNERIA NAVALE
    Ultima modifica di Metabo; 23-06-14 alle 18:03

 

 
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