Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Apologia cattolica
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    Predefinito ingerenza sulla vita pubblica e violenza sui minori

    molto spesso si critica la chiesa di ingerenza politica e che la stessa favorisce la copertura agli abusi

    anche questa si tratta la prima di una dichiarazione antidemocratica e la seconda di una falsità bestiale

    non si capisce infatti perchè la chiesa non debba avere il diritto di parola. i laicisti, o alcuni di essi dicono che il fondamentalismo mina la democrazia, ma questo potrebbe essere vero con associazioni terroristiche come quelle islamiche, quindi si fa di tutta l'erba un fascio

    negare il diritto di parola a chi crede è questa la vera negazione della democrazia, nel passato abbiamo un esempio ovvero nei paesi comunisti

    I politici cattolici sono un pericolo per la democrazia? | UCCR
    La voce della Chiesa nella società laica | UCCR

    riguardo gli abusi in cui non sono mancate veri fatti di pedofilia e accuse anche dall'ONU, molto spesso tale critica che viene dal mondo laicista è ipocrita

    Laicismo e pedofilia | UCCR
    Ateismo, laicismo e pedofilia?ecco da chi arrivano le prediche alla Chiesa | UCCR
    Ateismo, laicismo e pedofilia?ecco da chi arrivano le prediche alla Chiesa | UCCR
    Ora anche la pedofilia diventa ?variante naturale della sessualità? | UCCR

    a volte non mancano notizie gonfiate poi smentite

    Ora anche la pedofilia diventa ?variante naturale della sessualità? | UCCR
    Quanti sono i preti pedofili? Lo 0,8% in dieci anni | UCCR
    Pedofilia: ritirate le accuse al Papa sul ?caso Murphy?, Marco Politi resta zitto | UCCR
    Stati Uniti, documentata la cospirazione della Snap contro la chiesa | UCCR
    http://www.uccronline.it/2012/03/19/...notizie-false/
    http://www.uccronline.it/2010/04/02/...-dati-diversi/
    Ultima modifica di Haxel; 26-06-14 alle 16:13
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  2. #2
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    Predefinito Re: ingerenza sulla vita pubblica e violenza sui minori

    non sono mancate le risposte


    • In un discorso ai Vescovi d'Irlanda del 28 ottobre 2006 Papa Benedetto XVI si è duramente espresso contro i crimini dei sacerdoti colpevoli, dichiarando che «è importante stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi». Affermando inoltre che «l'ottimo lavoro e il generoso impegno della grande maggioranza dei sacerdoti e dei religiosi in Irlanda non devono essere oscurati dalle trasgressioni di alcuni loro fratelli.»[71]
    • In visita a George Bush a Washington nel mese di aprile 2008 Benedetto XVI, rispetto allo scandalo pedofilia che ha investito la Chiesa Cattolica americana, ha affermato: «Proviamo una profonda vergogna e faremo tutto il possibile perché questi fatti non si ripetano più».[72]
    • Nel mese di luglio 2008, nel corso della giornata mondiale della gioventù tenuta a Sydney, dopo le richieste delle associazioni locali delle vittime, Benedetto XVI ha ribadito analoga posizione affermando: «Desidero qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi di questa nazione. Davvero sono profondamente addolorato per il dolore e la sofferenza subita dalle vittime e assicuro loro che come loro pastore anche io condivido la loro sofferenza». «Questi misfatti che costituiscono un così grave tradimento della fiducia, devono essere condannati in modo inequivocabile. Essi hanno causato grande dolore e hanno danneggiato la testimonianza della Chiesa. Chiedo a tutti voi di assistere i vostri vescovi e di collaborare con loro per combattere questo male. Le vittime devono ricevere compassione e cura, e i responsabili di questi misfatti devono essere portati davanti alla giustizia».[73]. Prima di ripartire per il Vaticano, ha però voluto incontrare alcune vittime di abusi sessuali da parte di esponenti del clero, ascoltando le loro storie e manifestando loro la propria vicinanza spirituale[74].
    • Nel suo viaggio apostolico a Malta, il pontefice ha incontrato alcune vittime di abusi sessuali da parte di religiosi; nell'occasione, il papa ha affermato di aver «condiviso la loro sofferenza e con commozione ho pregato con le vittime degli abusi commessi da sacerdoti»[75].
    • Anche durante la visita di Stato compiuta nel Regno Unito nel settembre 2010, Benedetto XVI ha incontrato un gruppo di persone che avevano subito in gioventù abusi sessuali da parte di sacerdoti; dopo aver pregato con le vittime, ha affermato che: «è deplorevole che, in così marcato contrasto con la lunga tradizione della Chiesa di cura per i ragazzi, questi abbiano sofferto abusi e maltrattamenti ad opera di alcuni preti e religiosi».[76].
    • In numerosi discorsi rivolti alla Curia Romana[77], ai vescovi, ai presbiteri[78][79], ai giornalisti[80] ed agli educatori[81], il pontefice è tornato a parlare degli abusi sessuali, rinnovando la propria vicinanza alle vittime e condannando quei sacerdoti «che stravolgono il Sacramento nel suo contrario: sotto il manto del sacro feriscono profondamente la persona umana nella sua infanzia e le recano un danno per tutta la vita».
    • Il 16 maggio 2011[82] la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicò una lettera «per aiutare le Conferenze Episcopali nel preparare Linee guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici», nella quale si invitano i vescovi ad applicare le norme del Diritto canonico e a collaborare con le autorità civili[83]. In particolare, i vescovi devono: incontrare ed ascoltare le vittime di abusi sessuali, seguendo l'esempio di Benedetto XVI; creare ambienti sicuri per i minori allo scopo di riconoscere ed intervenire in caso di abuso sessuale; prestare attenzione alla formazione dei seminaristi e dei sacerdoti appena ordinati, ricordando le parole di Giovanni Paolo II:«Non c'è posto nel sacerdozio e nella vita religiosa per chi potrebbe far male ai giovani»; cooperare con le autorità civili. Infine, il testo riassume la legislazione in vigore per questi delitti, ricorda che la prescrizione è di vent'anni, calcolati a partire dal compimento del diciottesimo anno di età della vittima e fornisce indicazioni sul modo di agire nel trattare i casi di abuso sessuale[84][85].
    • Il 16 giugno 2011 la Conferenza episcopale degli Stati Uniti approvò una nuova edizione della Carta per la protezione dei bambini e dei giovani, adottata nel 2002. Il testo introduce il reato di pornografia infantile e l'equiparazione dell'abuso su incapace a quello su minore.
    • Nel seminario di Erfurt, durante la visita di Stato compiuta in Germania dal 22 al 25 agosto 2011, Benedetto XVI volle incontrare cinque vittime di abusi sessuali commessi da sacerdoti. Nell'occasione il pontefice espresse rammarico per ciò che era stato commesso nei confronti loro e delle loro famiglie[86] ed assicurò l'impegno della Chiesa nel promuovere misure efficaci per la tutela di bambini e giovani[87].
    • Dal 6 al 9 febbraio 2012, si è svolta alla Pontificia Università Gregoriana di Roma un simposio[88] dedicato agli abusi sessuali commessi da membri del clero, dal titolo Verso la guarigione e il rinnovamento. All'incontro erano presenti i rappresentanti di 110 conferenze episcopali, i rappresentanti di 30 ordini religiosi[89] e una vittima di abusi sessuali[90]. In apertura dei lavori il cardinale William Joseph Levada ha rivelato che «nel corso dell'ultimo decennio sono arrivati all'attenzione della Congregazione per la dottrina della fede oltre 4.000 casi di abusi sessuali compiuti da ecclesiastici su minori». La Congregazione, anche «sotto la guida costante del cardinale Joseph Ratzinger», ha rilevato «un drammatico aumento» del numero di casi di reato di abusi sessuali su minori da parte di chierici, anche a causa della copertura mediatica che questi scandali hanno avuto in tutto il mondo. I casi di abusi sessuali «hanno rivelato, da un lato, l'inadeguatezza di una risposta esclusivamente canonica (o di diritto canonico) a questa tragedia e, dall'altro, la necessità di una risposta più complessa»[91]. Nel simposio si sono stimati «due miliardi di dollari di risarcimenti» pagati finora dalla Chiesa. Charles J. Scicluna ha dichiarato: «Esiste ancora nella Chiesa una certa cultura del silenzio, ma dobbiamo uscirne. Basta con la mortale cultura dell'omertà. La ricerca della verità è un dovere morale e legale. Perché chi inganna, chi non denuncia, è nemico della giustizia e quindi della Chiesa»; secondo il cardinale canadese Marc Ouellet: «Grande è la vergogna ed enorme è lo scandalo. Si è compiuto ciò contro cui Gesù si scagliò: "È meglio che a uno venga messa al collo una pietra da mulino e sia gettato in mare, piuttosto che scandalizzi uno di questi piccoli"». Un sacerdote americano, monsignor Stephen J. Rossetti, ha elencato i sei errori che i vescovi non devono ripetere: non aver ascoltato le vittime e essersi fatti manipolare dagli aggressori che mentivano; il «sottostimare» gli abusi nella propria diocesi; il credere che i pedofili «possano essere curati e non rappresentino più un rischio»; un senso «malinteso» del «perdono» per i colpevoli; la «formazione insufficiente dei sacerdoti», anche sulla sessualità; e l'«ignorare i segnali d’allarme»[92]. Al termine dei lavori è stato presentato il Centro per la protezione dei bambini, nato dalla collaborazione tra l'università Gregoriana ed il dipartimento di psichiatria dell'università di Ulma

    https://www.google.it/url?sa=t&rct=j...69837884,d.bGE

    ma si insiste che tale documento non protegga del tutto chi subisce gli abusi, quando in realtà il prete è tenuto lo stesso a testimoniare in casi del genere e da ogni modo il segreto professionale è riconosciuto anche ad altre professioni e non impedisce al vescovo di ordinare al prete pedofilo di ammettere pubblicamente le proprie colpe
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  3. #3
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    Predefinito Re: ingerenza sulla vita pubblica e violenza sui minori

    non sono mancate le risposte


    • In un discorso ai Vescovi d'Irlanda del 28 ottobre 2006 Papa Benedetto XVI si è duramente espresso contro i crimini dei sacerdoti colpevoli, dichiarando che «è importante stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi». Affermando inoltre che «l'ottimo lavoro e il generoso impegno della grande maggioranza dei sacerdoti e dei religiosi in Irlanda non devono essere oscurati dalle trasgressioni di alcuni loro fratelli.»[71]
    • In visita a George Bush a Washington nel mese di aprile 2008 Benedetto XVI, rispetto allo scandalo pedofilia che ha investito la Chiesa Cattolica americana, ha affermato: «Proviamo una profonda vergogna e faremo tutto il possibile perché questi fatti non si ripetano più».[72]
    • Nel mese di luglio 2008, nel corso della giornata mondiale della gioventù tenuta a Sydney, dopo le richieste delle associazioni locali delle vittime, Benedetto XVI ha ribadito analoga posizione affermando: «Desidero qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi di questa nazione. Davvero sono profondamente addolorato per il dolore e la sofferenza subita dalle vittime e assicuro loro che come loro pastore anche io condivido la loro sofferenza». «Questi misfatti che costituiscono un così grave tradimento della fiducia, devono essere condannati in modo inequivocabile. Essi hanno causato grande dolore e hanno danneggiato la testimonianza della Chiesa. Chiedo a tutti voi di assistere i vostri vescovi e di collaborare con loro per combattere questo male. Le vittime devono ricevere compassione e cura, e i responsabili di questi misfatti devono essere portati davanti alla giustizia».[73]. Prima di ripartire per il Vaticano, ha però voluto incontrare alcune vittime di abusi sessuali da parte di esponenti del clero, ascoltando le loro storie e manifestando loro la propria vicinanza spirituale[74].
    • Nel suo viaggio apostolico a Malta, il pontefice ha incontrato alcune vittime di abusi sessuali da parte di religiosi; nell'occasione, il papa ha affermato di aver «condiviso la loro sofferenza e con commozione ho pregato con le vittime degli abusi commessi da sacerdoti»[75].
    • Anche durante la visita di Stato compiuta nel Regno Unito nel settembre 2010, Benedetto XVI ha incontrato un gruppo di persone che avevano subito in gioventù abusi sessuali da parte di sacerdoti; dopo aver pregato con le vittime, ha affermato che: «è deplorevole che, in così marcato contrasto con la lunga tradizione della Chiesa di cura per i ragazzi, questi abbiano sofferto abusi e maltrattamenti ad opera di alcuni preti e religiosi».[76].
    • In numerosi discorsi rivolti alla Curia Romana[77], ai vescovi, ai presbiteri[78][79], ai giornalisti[80] ed agli educatori[81], il pontefice è tornato a parlare degli abusi sessuali, rinnovando la propria vicinanza alle vittime e condannando quei sacerdoti «che stravolgono il Sacramento nel suo contrario: sotto il manto del sacro feriscono profondamente la persona umana nella sua infanzia e le recano un danno per tutta la vita».
    • Il 16 maggio 2011[82] la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicò una lettera «per aiutare le Conferenze Episcopali nel preparare Linee guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici», nella quale si invitano i vescovi ad applicare le norme del Diritto canonico e a collaborare con le autorità civili[83]. In particolare, i vescovi devono: incontrare ed ascoltare le vittime di abusi sessuali, seguendo l'esempio di Benedetto XVI; creare ambienti sicuri per i minori allo scopo di riconoscere ed intervenire in caso di abuso sessuale; prestare attenzione alla formazione dei seminaristi e dei sacerdoti appena ordinati, ricordando le parole di Giovanni Paolo II:«Non c'è posto nel sacerdozio e nella vita religiosa per chi potrebbe far male ai giovani»; cooperare con le autorità civili. Infine, il testo riassume la legislazione in vigore per questi delitti, ricorda che la prescrizione è di vent'anni, calcolati a partire dal compimento del diciottesimo anno di età della vittima e fornisce indicazioni sul modo di agire nel trattare i casi di abuso sessuale[84][85].
    • Il 16 giugno 2011 la Conferenza episcopale degli Stati Uniti approvò una nuova edizione della Carta per la protezione dei bambini e dei giovani, adottata nel 2002. Il testo introduce il reato di pornografia infantile e l'equiparazione dell'abuso su incapace a quello su minore.
    • Nel seminario di Erfurt, durante la visita di Stato compiuta in Germania dal 22 al 25 agosto 2011, Benedetto XVI volle incontrare cinque vittime di abusi sessuali commessi da sacerdoti. Nell'occasione il pontefice espresse rammarico per ciò che era stato commesso nei confronti loro e delle loro famiglie[86] ed assicurò l'impegno della Chiesa nel promuovere misure efficaci per la tutela di bambini e giovani[87].
    • Dal 6 al 9 febbraio 2012, si è svolta alla Pontificia Università Gregoriana di Roma un simposio[88] dedicato agli abusi sessuali commessi da membri del clero, dal titolo Verso la guarigione e il rinnovamento. All'incontro erano presenti i rappresentanti di 110 conferenze episcopali, i rappresentanti di 30 ordini religiosi[89] e una vittima di abusi sessuali[90]. In apertura dei lavori il cardinale William Joseph Levada ha rivelato che «nel corso dell'ultimo decennio sono arrivati all'attenzione della Congregazione per la dottrina della fede oltre 4.000 casi di abusi sessuali compiuti da ecclesiastici su minori». La Congregazione, anche «sotto la guida costante del cardinale Joseph Ratzinger», ha rilevato «un drammatico aumento» del numero di casi di reato di abusi sessuali su minori da parte di chierici, anche a causa della copertura mediatica che questi scandali hanno avuto in tutto il mondo. I casi di abusi sessuali «hanno rivelato, da un lato, l'inadeguatezza di una risposta esclusivamente canonica (o di diritto canonico) a questa tragedia e, dall'altro, la necessità di una risposta più complessa»[91]. Nel simposio si sono stimati «due miliardi di dollari di risarcimenti» pagati finora dalla Chiesa. Charles J. Scicluna ha dichiarato: «Esiste ancora nella Chiesa una certa cultura del silenzio, ma dobbiamo uscirne. Basta con la mortale cultura dell'omertà. La ricerca della verità è un dovere morale e legale. Perché chi inganna, chi non denuncia, è nemico della giustizia e quindi della Chiesa»; secondo il cardinale canadese Marc Ouellet: «Grande è la vergogna ed enorme è lo scandalo. Si è compiuto ciò contro cui Gesù si scagliò: "È meglio che a uno venga messa al collo una pietra da mulino e sia gettato in mare, piuttosto che scandalizzi uno di questi piccoli"». Un sacerdote americano, monsignor Stephen J. Rossetti, ha elencato i sei errori che i vescovi non devono ripetere: non aver ascoltato le vittime e essersi fatti manipolare dagli aggressori che mentivano; il «sottostimare» gli abusi nella propria diocesi; il credere che i pedofili «possano essere curati e non rappresentino più un rischio»; un senso «malinteso» del «perdono» per i colpevoli; la «formazione insufficiente dei sacerdoti», anche sulla sessualità; e l'«ignorare i segnali d’allarme»[92]. Al termine dei lavori è stato presentato il Centro per la protezione dei bambini, nato dalla collaborazione tra l'università Gregoriana ed il dipartimento di psichiatria dell'università di Ulma

    https://www.google.it/url?sa=t&rct=j...69837884,d.bGE

    ma si insiste che tale documento non protegga del tutto chi subisce gli abusi, quando in realtà il prete è tenuto lo stesso a testimoniare in casi del genere e da ogni modo il segreto professionale è riconosciuto anche ad altre professioni e non impedisce al vescovo di ordinare al prete pedofilo di ammettere pubblicamente le proprie colpe
    (Gv 3, 20-21)
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