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    Predefinito Don Marino Genova da Portocannone indagato per pedofilia. Protetto dalla diocesi



    Portocannone - Parroco allontanato un anno fa, c’è una denuncia per abusi sessuali su una ragazza - Primonumero.it



    Il caso di don Marino
    Parroco allontanato un anno fa, c’è una denuncia per abusi sessuali su una ragazza
    Tredici mesi dopo il singolare abbandono della casa canonica di Portocannone del 58enne Marino Genova, ex parroco del Comune molisano, emerge un particolare sconcertante sul quale si sta cercando di fare chiarezza. Contro il sacerdote la denuncia della famiglia di una ragazza del luogo, oggi maggiorenne, per abusi sessuali. L’ombra della pedofilia dietro la decisione del Vescovo De Luca di sospendere “a divinis” il sacerdote, che ormai da un anno ha lasciato il Molise e sarebbe coinvolto da un processo.
    Portocannone. Tredici mesi dopo l’allontanamento di don Marino Genova dalla parrocchia di Portocannone, che il sacerdote ha guidato dal 2005 fino al novembre del 2012, emerge un particolare sul quale sarà un processo a dover fare chiarezza: una denuncia per abusi sessuali. «C’è di mezzo una giovane donna» scrive il sito della rete l’Abuso, nato a opera di un gruppo di vittime di pedofilia collegata al mondo della Chiesa. Una notizia ancora poco precisa, della quale tuttavia a Portocannone si parla con insistenza, fra incredulità, stupore e amarezza.

    Al centro della delicata vicenda ci sarebbe una ragazza, oggi maggiorenne, che all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto i 18 anni e che, secondo la versione della famiglia di lei, sarebbe stata circuita dal sacerdote che aveva lasciato la casa canonica e la chiesa senza preavviso il 10 novembre 2012, e che da quale momento non si è più fatto vedere in paese. Nessuno a dove si trovi il sacerdote, che stando a quanto si apprende sarebbe stato sospeso “a divinis” dal vescovo della diocesi Gianfranco De Luca.

    La “sospensione dai ministeri divini” è una sanzione disciplinare che vieta allo stesso don Marino l’amministrazione dei sacramenti, la celebrazione della messa e la confessione.
    Ancora tutto da chiarire e verificare, ed è per questo che don Marino è coinvolto da un processo. L’ipotesi è quella di pedofilia, e ha lasciato senza parole la comunità locale dove non si parla d’altro da diversi giorni.

    La notizia del suo allontanamento era stata un fulmine a ciel sereno per i fedeli e i cittadini di Portocannone. Proprio perché senza una spiegazione, nè una ragione apparente: nessuno, all’epoca, sembrava a conoscenza delle motivazioni che avevano spinto il sacerdote a scomparire improvvisamente, ed erano circolate tutte le ipotesi, dai problemi legati al ministero ai motivi personali o di salute. Per un anno tutto era rimasto avvolto nel dubbio, ma adesso emerge una sorta di “spiegazione” collegata appunto alla denuncia di una ragazza del posto che sarebbe stata oggetto di attenzioni da parte del 58enne originario di San Felice del Molise, per 25 anni alla guida della parrocchia di Santa Maria, poi passato alla parrocchia dei santi Pietro Paolo di Portocannone che aveva lasciato alla vigilia di una domenica, portando via dalla casa canonica tutte le sue cose e ogni traccia della sua permanenza.



    Era stato lo stesso vescovo a leggere un messaggio ai fedeli, che a distanza di tempo assume un significato diverso. «Don Marino Genova si è preso un periodo di riflessione e di preghiera per esigenze personali e ha così lasciato la responsabilità della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo. Ho ritenuto opportuno che la cosa avvenisse con celerità e senza particolare rilievo, per questo vi porgo i suoi saluti e i suoi ringraziamenti, unitamente alla richiesta di preghiera per il cammino che lo attende. Nel frattempo la parrocchia sarà retta da un amministratore parrocchiale e i lavori di ristrutturazione della Chiesa parrocchiale saranno seguiti direttamente dalla Diocesi. Questa notizia che vi giunge inattesa, sia occasione di rendimento di grazie per il bene vissuto».
    (Pubblicato il 07/01/2014)

  2. #2
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    Predefinito Re: Don Marino Genova da Portocannone indagato per pedofilia. Protetto dalla diocesi

    Ancora non imparano a non difendere questa gente.

    Hanno protetto pedofili per mezzo secolo e gli è costata credibilità e gradimento generale.
    Ma loro insistono, perseverare è diabolico.
    NO ALL'INVIO DI ARMI IN UCRAINA!!!

  3. #3
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    Predefinito Re: Don Marino Genova da Portocannone indagato per pedofilia. Protetto dalla diocesi

    Citazione Originariamente Scritto da Leviathan Visualizza Messaggio
    Ancora non imparano a non difendere questa gente.

    Hanno protetto pedofili per mezzo secolo e gli è costata credibilità e gradimento generale.
    Ma loro insistono, perseverare è diabolico.
    Mezzo secolo ?... ma perchè prima che facevano ?...li impalavano ?.... li denunciavano ?...li smerdavano pubblicamente ?.....
    Per mia scelta di vita non rispondo a persone idiote, in mala fede, ottuse o volgari, omminicchi e provocatori, presuntuosi e gente senza palle, bugiardi, millantatori, incapaci e psicolabili.


  4. #4
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    Predefinito Re: Don Marino Genova da Portocannone indagato per pedofilia. Protetto dalla diocesi

    Ma la stampa fa di peggio, sostiene ste zozzerie.

    Quando il prete fu trasferito questo giornalaccio se la prese con la vittima che faceva le avances

    Voci di paese a Portocannone: il parroco se ne è andato per le avances di una donna ? TermoliOnLine

    Voci di paese a Portocannone: il parroco se ne è andato per le avances di una donna

    Pubblicato in Senza categoria | redazione@termolionline.it19 novembre, 2012 |Stampa o segnala




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    PORTOCANNONE. Si infittiscono le voci in paese sulle possibili reali motivazioni che avrebbero indotto il parroco della chiesa Santi Pietro e Paolo a chiedere un anno sabbatico e ad allontanarsi dalla comunità di fedeli.
    Un rincorrersi di indiscrezioni che non ha trovato alcuna conferma ufficiale e questo è normale ma che comunque non mette il tappo al vociare popolano.
    E’ trascorsa ormai più di una settimana dall’abbandono della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo da parte di don Marino Genova, ma nonostante la presenza dell’ex cappellano in carcere don Michele Valentini, che garantisce la continuità per officiare le messe e per sbrigare qualche pratica parrocchiale, il vescovo Gianfranco De Luca non ha ancora nominato alcun sostituto ufficiale, con la lettera che incarica l’amministratore della chiesa.
    Tutto sia accadendo sull’onda dell’ufficiosità mentre in paese i rumor della popolazione stanno per far emergere una versione differente delle cause che avrebbero indotto il parroco originario di San Felice del Molise a lasciare i suoi parrocchiani.
    Tra le più ardite, quella di una giovane donna che avrebbe corteggiato il sacerdote, provocandogli una sorta di crisi vocazionale.
    Per questo don Marino avrebbe chiesto al presule della diocesi di Termoli-Larino di potersi prendere l’anno sabbatico previsto dal diritto canonico.

  5. #5
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    Predefinito Re: Don Marino Genova da Portocannone indagato per pedofilia. Protetto dalla diocesi

    Portocannone - Indagini sul sacerdote accusato di pedofilia: in Procura testimonianze e registrazioni - Primonumero.it

    Indagini sul sacerdote accusato di pedofilia: in Procura testimonianze e registrazioni
    Nuovi particolari sulla vicenda di don Marino Genova, al vaglio della magistratura frentana che ha già ascoltato alcuni testimoni e lo stesso vescovo, il quale mesi fa ha deciso la sospensione ‘a divinis’ dell’ex parroco di Portocannone. La vittima oggi ha 18 anni ma secondo quanto si apprende nella ricostruzione di un mosaico dai contorni drammatici, sarebbe stata costretta a subire violenze sessuali fin da quando era poco più che una bambina. Intanto Marino Genova è tornato in Molise dopo un periodo trascorso in una comunità alle porte di Roma.
    don Marino con la giovane che lo ha denunciato (foto Rete L’Abuso)
    Portocannone. Non ne parlano volentieri, da queste parti. Don Marino Genova sotto indagini per pedofilia? Molti minimizzano: «Io non ci credo, ma proprio per niente». Qualcuno alza le spalle: «Chissà, magari è così, certe voci si sono sentite in paese». Altri ammettono che «sì, lo so, sono mesi che va avanti questa cosa». Tredici mesi, per la precisione. Da quando, cioè, don Marino Genova è stato allontanato dalla parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Portocannone. All’epoca si pensò che se ne fosse andato di sua iniziativa, un abbandono temporaneo della casa canonica e della chiesa dove aveva celebrato messa per sette anni, un addio motivato da problemi “personali o di salute” singolare, almeno per come era avvenuto – dalla sera alla mattina, senza una parola, senza un commiato. Adesso si scopre che la scelta è stata del Vescovo, che ha mandato il sacerdote lontano dal Molise, in una comunità alle porte di Roma, sulla scorta di una denuncia. E non una denuncia trascurabile, una cosa da niente. L’accusa è pedofilia, ed è l’accusa più terribile per chi indossa l’abito talare.
    E’ la Procura della Repubblica di Larino che sta indagando sulla vicenda. La vittima oggi ha 18 anni, ma secondo quanto si apprende - un pezzetto alla volta, nella ricostruzione di un mosaico dai contorni amari e drammatici - sarebbe stata costretta a subire violenze sessuali per anni. Violenze iniziate quando era poco più di una bambina e proseguite finché la stessa, dopo aver tentato di togliersi la vita in preda alla disperazione, ha trovato la forza di denunciare il “suo” parroco. Dopo quella denuncia, la prima, l’allontanamento di Marino Genova e l’inizio delle indagini, che si sono concentrate su una serie di episodi e soprattutto testimonianze a supporto di quanto la vittima ha riferito. Oltre ai testimoni, alcuni dei quali già ascoltati dal pm che si occupa del caso, ci sono anche le registrazioni. Quelle messe insieme dal momento in cui la ragazza si è rivolta alla rete nazionale L’Abuso, un progetto di sostegno delle vittime di sacerdoti pedofili che nasce dall’idea di un gruppo di vittime accumunate dal fatto che il loro abusatore è un uomo consacrato.

    Il portavoce degli attivisti, sparsi su tutto territorio italiano, è stato a sua volta una vittima quando era molto giovane e «conosco perfettamente i meccanismi che regolano il modus operandi che si attiva in casi del genere». Ma Francesco Zanardi, che è stato in Molise e a Portocannone solo due settimane fa, ha impiegato tempo per convincersi che quella raccontata dalla ragazza «che dopo una trasmissione televisiva di denuncia ci ha contattato per chiedere aiuto» fosse una storia fondata.«Oggi, dopo averla incontrata, averla ascoltata e aver anche visto i problemi che questa esperienza le ha causato, tipici delle vittime di abusi da parte di preti pedofili, dico che è più che fondata. E’ una storia sconcertante, drammatica e circostanziata, corredata di elementi di prova che possono agevolare la ricostruzione giudiziaria, e mi auguro che si accerti presto in Tribunale la verità».
    Sergio Cavaliere, uno dei legali della rete L’Abuso, difende la ragazza molisana e auspica che crolli il muro di omertà diffusa. «In Molise, attraverso qualche velina arrivata a qualche giornale compiacente un anno fa, è stato tentato di far passare la vittima per colpevole, ed è stato anche detto che Marino Genova era stato trasferito per motivi personali.

    Questa è una menzogna, d’altra parte confermata dal provvedimento di sospensione ‘a divinis’. Ci sono diverse responsabilità, ci sono stati ritardi e omissioni. Ma ora, almeno su questo caso, stiamo andando incontro alla verità».
    A breve dovrebbe essere fissata l’udienza preliminare del procedimento per abusi sessuali su minore. Una ipotesi di reato che contempla, nel caso specifico, una serie di aggravanti dalle quali l’ex parroco dovrà difendersi in sede processuale.

    Intanto Marino Genova è tornato in Molise. Anzi, in Basso Molise, molto vicino al luogo delle presunte violenze, dove non può avvicinarsi in considerazione della sospensione ordinata dal vescovo Gianfranco De Luca.L’ex parroco è stato sospeso ai sensi del protocollo di Benedetto XVI, una sanzione molto severa ratificata negli anni tra il 2009 e il 2011, dopo gli scandali dei sacerdoti pedofili in Irlanda.
    A prescindere dal giudizio della magistratura, la sospensione ‘a divinis’ è intervenuta qualche mese dopo l’allontanamento del sacerdote impedendo a don Marino di esercitare il ministero pastorale. Non può dire messa, né confessare, né somministrare sacramenti e nemmeno incontrare persone in qualità di sacerdote. E’, al momento, un laico a tutti gli effetti, privato – come conseguenza naturale – dell’emolumento dell’8 per mille. Se un sacerdote sospeso ‘a divinis’ infrange il provvedimento, arriva la scomunica. (Ac e Mv)
    (Pubblicato il 08/01/2014)

  6. #6
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    Predefinito Re: Don Marino Genova da Portocannone indagato per pedofilia. Protetto dalla diocesi

    W l'omertà delle direttive CEI. Il vescovo di Termoli: "non dovevo denunciare il prete, se la doveva vedere da sola la ragazzina 17enne"

    http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=15700

    Il Vescovo: “La vittima mi ha informato, sono intervenuto per proteggerla. La sospensione è la prima cosa che ho fatto”

    Monsignor Gianfranco De Luca parla senza reticenze delle accuse di abusi sessuali che hanno coinvolto un parroco della diocesi: «Ho verificato se ci fosse un fondamento nelle accuse e, per i poteri che la Chiesa mi ha conferito ho sospeso in via cautelativa Don Marino Genova. Non è stato facile, non è stato semplice e non è stata una cosa rapida, ma ho agito secondo il documento della Cei». Quando parla della ragazza, oggi 18enne, il Vescovo si commuove: «Conosco le difficoltà che sta attraversando. Sono cose che non dovrebbero accadere».
    di Alessandro Corroppoli
    «Come rappresentante della Chiesa ho fatto tutto ciò che era in mio potere. Ho rispettato ed eseguito alla lettera ciò che prevede il documento normativo della Conferenza episcopale italiana, il Delicta Graviora, in caso di possibili abusi in materia sessuale nei confronti di minori». Esordisce così Gianfranco De Luca, Vescovo della Diocesi di Termoli – Larino, difendendo il proprio operato e l’immagine della Chiesa locale dalle accuse di omertà.
    L’argomento in questione è quanto di più scottante ci possa essere in questo periodo per un uomo di fede. Don Marino Genova, ex parroco di Portocannone, è accusato di pedofilia. Un’accusa terribile per chi indossa l’abito talare. La Procura della Repubblica di Larino sta indagando sulla vicenda a seguito di una denuncia fatta nell’aprile del 2013. La vittima oggi ha 18 anni, ma secondo quanto si apprende sarebbe stata costretta a subire violenze sessuali per anni. Violenze iniziate quando era poco più di una bambina e proseguite finché la stessa, dopo aver tentato di togliersi la vita in preda alla disperazione, ha trovato la forza di denunciare il “suo” parroco.

    Parallelamente al percorso della magistratura ne è stato istituito, su indicazione della Congregazione della Dottrina della Fede, dal Tribunale ecclesiastico diocesano per il processo canonico, che è tuttora in corso. Il Vescovo De Luca non si sottrae alle nostre domande e al confronto. Anzi, la sua disponibilità ci aiuta a capire non solo la posizione della Chiesa ma anche l’operato della stessa. La sospensione ‘a divinis’ è arrivata nel novembre del 2012, quando dopo una denuncia fatta dalla vittima al Vescovo lo stesso decide di ‘congelare’ in via cautelativa tutte le attività parrocchiali di Don Marino Genova. «Certo, la scelta di sospendere il fratello Marino è toccata a me, c’è un regolamento che lo prevede. Non è stato facile, non è stato semplice e non è stata una cosa rapida».

    Perché don Marino lascia l’incarico a Portocannone nel novembre del 2012 per essere mandato in una comunità alle porte di Roma, mentre la denuncia alla Procura della Repubblica è datata aprile 2013? Perché questa discrepanza nelle date? Lei già sapeva?
    «Sapevo perché la vittima mi ha informato di cosa le fosse capitato».
    Quindi ha preso per buone le parole di denuncia della ragazza?
    «Io ho ascoltato entrambe le parti, ho verificato se ci fosse un fondamento nelle accuse e, per i poteri che la Chiesa mi ha conferito rispettando il dettato del Delicta Graviora , ho agito di conseguenza sospendendo in via cautelativa don Marino Genova».
    Conseguenza che porta il nome di sospensione ‘a divinis’. Ma così facendo non ha in qualche modo ‘condannato’ Marino Genova?
    «No, perché ho semplicemente rispettato ed eseguito alla lettera ciò che prevede il documento normativo della Conferenza episcopale italiana in caso di possibili abusi in materia sessuale nei confronti di minori. Ho applicato la legge, tanto per rimanere in tema, impedendogli l’esercizio del ministero pastorale con il conseguente allontanamento dalla parrocchia, fermo restando la presunzione d’innocenza dell’accusato. Ma comunque rimane un provvedimento cautelativo e non definitivo».
    Resta sempre in ballo la discrepanze nelle date…
    «Come le ho detto, sono stato informato dei fatti nel novembre del 2012. Ho consigliato e sollecitato la vittima a rivolgersi alla giustizia ordinaria da subito. Se la vittima ha deciso di farlo solo qualche mese più tardi non è una colpa da attribuire al sottoscritto. Non sono io quello che doveva sporgere denuncia presso la Procura della Repubblica. Il mio compito era quello di tutelare il più possibile la vittima consigliandole cosa fare e, allo stesso tempo avviare la fase processuale canonica. Cose che ho fatto».
    All’epoca della ‘fuga ‘ di don Marino tutti pensarono che fosse stata un’iniziativa personale dell’ex parroco, un abbandono temporaneo della casa canonica, impressione che lei in qualche modo avallò. Perché non dire subito invece i reali motivi?
    «Discrezione. Vede, non c’era motivo all’epoca di rendere pubblici i reali motivi della ‘fuga’, come dice lei, di don Marino, perché era importante tutelare la privacy della vittima. Oggi, a distanza di mesi e con le indagini in corso è il contesto che è diverso, è cambiato. Se avessi voluto insabbiare il tutto mi sarei comportato in maniera diversa, la Chiesa avrebbe agito in maniera diversa. Invece ci siamo assunti le nostre responsabilità affrontando di petto il problema.


    Questa non è omertà, come ho avuto modo di leggere su qualche giornale nei giorni scorsi, ma discrezionalità. Mi rendo conto che la differenza è sottile ma è così, mi creda»
    Il processo canonico segue i tempi della magistratura ordinaria? A che punto è?
    «Su questo non posso risponderle per due motivi. Uno perché come Vescovo il mio compito si ferma all’invio della documentazione raccolta alla Congregazione della Dottrina della Fede, e secondo perché non è processo pubblico ma interno alla Chiesa».
    Abbiamo incontrato la presunta vittima e le confesso che il suo percorso riabilitativo non è affatto facile.
    Passano alcuni attimi prima che il Vescovo risponda. Attimi in cui i suoi occhi diventano lucidi e le labbra vanno serrandosi. «So che il percorso che sta affrontando non è affatto facile, anzi. Conosco le difficoltà che sta attraversando. Sono cose che non dovrebbero accadere».
    Don Marino oggi vive ancora fuori dal Molise o è rientrato?
    «Come lei ha detto le confermo che si trova in una comunità alle porte di Roma».
    Eppure è stato visto di recente proprio qui a Termoli
    «Mi scusi, ma mica su di lui pende una restrizione domiciliare?»
    Certo, ma in considerazione della sospensione che lei ha emesso non dovrebbe essere così semplice tornare a casa, o mi sbaglio?
    «Il fratello di Marino è domiciliato a Termoli dove tra le altre cose risiede anche la sorella. Al di là delle sue eventuali colpe ha il diritto di venire a trovare i propri cari, di curarsi presso il proprio medico, di andare a pagare le tasse? Io penso di sì. E poi ogni qualvolta viene in Molise io sono informato dallo stesso Marino».
    Come vive oggi Marino Genova? Percepisce ancora uno stipendio?
    «Essendo sospeso dal suo esercizio pastorale non percepisce nessuno stipendio. Vive in comunità ed è aiutato dalla solidarietà dei suoi fratelli».


    Uno squillo di cellulare interrompe una chiacchierata che ha visto il Vescovo rispondere a tutte le nostre domande in maniera sicura e pulita, ma allo stesso tempo ha fatto anche emergere il lato più umano e intimo dello stesso, a dimostrazione dell’importanza e delle gravità delle accuse.
    (Pubblicato il 09/01/2014)

  7. #7
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    Predefinito Re: Don Marino Genova da Portocannone indagato per pedofilia. Protetto dalla diocesi

    Servizio di TG3 Molise di oggi

  8. #8
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    Predefinito Re: Don Marino Genova da Portocannone indagato per pedofilia. Protetto dalla diocesi

    Se avessero qualcosina da fare, tipo un lavoro qualsiasi con quale pagarsi le bollette, la casa, le macchine e le tasse italiane ecc.... probabilmente si avrebbe qualche episodio in meno di pedofilia e qualche piccolo ma significativo incremento del PIL.

    Non capiro' mai per quale motivo in Italia ci si strappa le vesti per le pensioni agli invalidi, le pensioni di reversibilità a vedove e figli, le pensioni a gente che magari ha lavorato soltanto 15 anni e mezzo .... pero' nessuno si scandalizza per stipendi pagati a decine di migliaia di persone che non fanno un tubo, niente di niente, ereditando poi, giustamente, tutti i vizietti derivanti dall'ozio e dall'essere mantenuti al 100%, comprese divagazioni sessuali, alla stregua di invalidi al 100%.

    Il lavoro nobilita l'uomo, e queste persone non hanno sangue blu.
    Per mia scelta di vita non rispondo a persone idiote, in mala fede, ottuse o volgari, omminicchi e provocatori, presuntuosi e gente senza palle, bugiardi, millantatori, incapaci e psicolabili.


  9. #9
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    Predefinito Re: Don Marino Genova da Portocannone indagato per pedofilia. Protetto dalla diocesi

    Pedofilia. Il dovere della denuncia. | Rete L'ABUSO

    Pedofilia. Il dovere della denuncia.

    January 10, 2014 - Pedofilia - Tagged: bambini, chiesa cattolica, De Delictis Gravioribus, don marino genova, francesco zanardi, genova, Gianfranco De Luca, Marino, Marino Genova, minori, parroco, pedofilia, Portocannone, prete, rete l'abuso, sergio cavaliere, sospeso, termoli, vescovo, Vescovo De Luca - 0 Comments

    Il vescovo di Termoli monsignor Gianfranco De Luca parla del caso di don Marino Genova e descrive la procedura che ha applicato. Un quadro che merita alcune riflessioni.
    Come dichiara il vescovo, con qualche imprecisione, la direttiva applicata è quella vaticana del 2001, la De Delictis Gravioribus, che la Conferenza Episcopale dopo lo scandalo del 2010 ha dichiarato di applicare anche in Italia, con la divulgazione delle nuove linee guida, nel 2012.
    Purtroppo in Italia, a differenza delle Conferenze Episcopali degli altri paesi, le linee guida non presentano alcun passo in avanti nella tutela delle vittime. Nessun obbligo di denuncia alla magistratura da parte dei vescovi, nessun sostegno alla vittima; prevale ancora oggi la tutela del buon nome della chiesa cattolica, sperando che la vicenda non diventi pubblica, possibilmente che non arrivi neppure all’autorità giudiziaria.
    In poche parole soffocare lo scandalo. E difatti quando don Marino Genova fu allontanato da Portocannone la diocesi di Termoli emanò un comunicato stampa teso proprio a soffocare lo scandalo: «la notizia, per quanto inattesa, è stata presa in comunione tra monsignor Gianfranco De Luca e don Marino Genova ed è dettata da esigenze personali del diretto interessato e non risulta essere legata a particolari eventi». Insomma, le accuse di pedofilia non solo non vennero menzionate, ma addirittura vennero derubricate a fatti di non particolare rilevanza. E ci domandiamo quale sia la rilevanza degna di nota.
    E la l’assenza di un dovere di denuncia la rivendica in più punti lo stesso vescovo, il quale si rammarica per la salute della vittima, ma allo stesso tempo sottolinea che non è tenuto a denunciare. Neppure moralmente.
    Esiste una discrepanza tra la denuncia alle autorità civili, fatta nell’aprile 2013 dalla vittima e la sospensione a divinis del novembre 2012, precedente di cinque mesi, che comportò anche il trasferimento del parroco in una “comunità”.
    La cosa si spiega facilmente: è la procedura. Il tutto pur sapendo che esiste il rischio da parte della vittima di denuncia alle autorità civili; denuncia che la chiesa cattolica omette sistematicamente, come vediamo ancora oggi.
    Lasciando il parroco in parrocchia, si corre il rischio che il PM decida per l’arresto cautelativo o per i domiciliari, ad esempio perché c’è rischio di reiterazione.
    Quindi rimuovere è scelta che protegge innanzitutto il sacerdote. Domiciliandolo in una struttura “protetta” con la motivazione che il sacerdote si sta “curando” si evita nel 90% dei casi il rischio che la magistratura intervenga, in quanto vengono date delle “presunte garanzie”, che però come vediamo il vescovo scarica prontamente, in quanto mette parecchi limiti riguardo alle sue responsabilità e doveri di vigilanza.
    Emerge l’ estrema facilità con la quale don Marino esce da quella comunità. Forse non è un luogo così tanto “protetto”.
    Esiste anche un’altra conseguenza quando il sacerdote viene spostato; spostando il sacerdote si permette al pedofilo di continuare ad abusare, mandandolo in un luogo a lui favorevole, e soprattutto dove non è conosciuto.
    Noi non facciamo un processo alle intenzioni; constatiamo semplicemente che in moltissimi casi il trasferimento ha permesso il perpetuarsi degli abusi in territori “vergini”.
    Per quanto riguarda la tutela della vittima in questione non c’era più bisogno, ha pensato da sola a tutelarsi, denunciando alla magistratura.
    Il vescovo ribadisce che sapeva, ma ha agito nel massimo riserbo, come da procedura e come sarà anche per il processo canonico. Ricordiamo che le direttive vaticane impongono il segreto pontificio a pena di scomunica a chi parlasse di questi crimini: è la codificazione dell’ordine di soffocare lo scandalo.
    La conseguenza, se il sacerdote fosse colpevole, è che potrebbe scontare una mite pena per poi essere reintegrato chissà dove. E’ già successo, perché dove non c’è scandalo non c’è nemmeno vergogna a reintegrare dei preti criminali.
    Doveroso ricordare che la pedofilia non è una malattia, come molti erroneamente credono; è una devianza della personalità, che con terapie mediche e psicologiche si può tentare di controllare, ma da cui non si “guarisce”. Il pedofilo rimane sempre attratto dai minori.
    La politica attuata dalla chiesa cattolica in questi casi riduce il sacerdote, privato dello stipendio, ad essere impossibilitato notevolmente sia nel mantenere impegni economici presi in precedenza, che a pagarsi una terapia di recupero privatamente. La “terapia” imposta spesso consiste in qualche anno di ritiro presso comunità religiose protette. Come se il ritiro e la preghiera abbiano una qualche efficacia riabilitativa.
    E’ da tener presente che il prete sospeso, in questo caso, non viene privato del suo stipendio. Il vescovo De Luca ha detto che oggi don Marino non riceve stipendio. E non vi è motivo di dubitarlo. Ma il vescovo ha omesso di dire che, pur se sospeso, don Marino è stato stipendiato … per non far niente. Non per curarsi, non per svolgere il suo ministero, da cui è sospeso. E’ stato spedito a Roma, da dove non infrequentemente torna nella sua terra.
    In molti casi, spesso i vescovi conoscono da anni le devianze del sacerdote, ma non intervengono, rendendosi complici non solo di permettere al sacerdote di continuare ad abusare, ma anche non aiutandolo di fatto ad affrontare una terapia.
    La De Delictis Gravioribus ha più responsabilità, in questi casi, che il pedofilo.
    Questa breve analisi per cercare di rendere più chiari i motivi per i quali anche la chiesa, se informata su fatti, debba rivolgersi alla magistratura, denunciando e non agendo internamente e senza aspettare che la vittima trovi il coraggio.
    La loro procedura interna, da come testimonia lo stesso vescovo, tutela ancora oggi solo il buon nome della chiesa e il pedofilo. La sospensione dello stipendio (tardiva), la sospensione o l’eventuale riduzione allo stato laicale, diciamocelo chiaro, non risolvono il problema.
    Questi sacerdoti non vengono denunciati perché dicono male la messa, vengono denunciati perché molestano bambini e ragazzini. Questo è il punto.
    Rimane aperto l’invito alle eventuali vittime di denunciare rivolgendosi alle autorità civili, o in alternativa come sta accadendo nelle ultime ore, di segnalare o chiedere supporto al nostro staff scrivendo all’indirizzo molise@retelabuso.org
    Il portavoce di Rete L’ABUSO
    Francesco Zanardi

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    Predefinito Re: Don Marino Genova da Portocannone indagato per pedofilia. Protetto dalla diocesi

    Il coro dei parrocchiani

    "Qual è la verità su don Marino?", la comunità di Portocannone vicina al sacerdote ? TermoliOnLine

    “Qual è la verità su don Marino?”, la comunità di Portocannone vicina al sacerdote

    Pubblicato in Cronaca | redazione@termolionline.it 13 gennaio, 2014 | Stampa o segnala


    Nella notizia

    Alcuni dei fedeli di Portocannone

    TERMOLI. La stampa locale macina pagine e pagine sulla vicenda legata a don Marino Genova, il parroco della piccola cittadina di Portocannone accusato di pedofilia da una ragazzina. Una vicenda scomoda, complessa, che ha chiamato in causa tante, troppe persone. “A inizio settimana – ci confida un catechista – c’è stato un vortice di accuse violente e corredate che hanno dimenticato il valore di un uomo, il tarlo del dubbio ed hanno avallato la certezza del colpevole”.
    Insomma, la condanna dalla comunità del web è giunta senza batter ciglia e chi darebbe gli torto, chi mai potrebbe giustificare un uomo che commette atti indicibili quasi quelli di cui è accusato don marino … ma ne siamo certi?
    Il solo processo partito è quello mediatico e, nel frattempo, Marino, perché ormai il Vescovo gli ha tolto il titolo di “don”, muore ogni giorno nell’indifferenza di tanti … e così torna vivo, in tutto il territorio, il clamore che pervase il periodo a cavallo del 2009 e che, per certi versi, ha pesato parecchio anche sulle scelte di Benedetto XVI di abbandonare il trono petrino, ma qui siamo analizzando un altro caso, lì c’erano casi appurati, qui c’è una denuncia e nulla in più.
    Sorte diversa per Marino che alla sola denuncia è stato “esiliato” mentre nel mondo si è sempre atteso il verdetto. Eccesso di prudenza del Vescovo? Paura di affrontare la questione?
    “Cosa c’è dietro?”, si chiedono a Portocannone, “siamo certi che lui è innocente, non può essere altrimenti, è tutto inventato e basta con questo processo mediatico”.
    Insomma, la questione chiama in ballo molti e ci ha visto incontrare un bel gruppetto di parrocchiani che alternandosi in un discorso tanto disteso quanto inibente lacrime per le accuse avanzate all’amato (ex) sacerdote, portano i fedeli affermare: “sono membro del coro, don Marino è una persona straordinaria, sensibile ed affettuosa tanto con noi quanto con i nostri figli. Le accuse sono infondate, non posso crederci”. Dello stesso avviso anche una mamma che dice: “ho una figlia di 18 anni, mai don Marino si è comportato male con lei e con chiunque altro ed altra. Insomma, spero si possa far luce sulla faccenda che mette in noi non pochi dubbi”.
    In pratica nessuno pare credere alla questione perché “don Marino si è fatto amare, si è fatto conoscere ed ha conquistato la fiducia di tutti noi ogni giorno, in ogni istante”.
    Parole forti e colme di emozione, un’emozione che torna nei ricordi “dei tanti momenti vissuti insieme”, afferma una catechista che aggiunge: “a Madrid, in occasione della Giornata mondiale della gioventù nel 2011 abbiamo vissuto la bellezza dello stare con don Marino, un uomo straordinario, un sacerdote straordinario che ha insegnato a noi ad essere fratelli e sorelle, ci ha insegnato a pregare e a superare le difficoltà per questo oggi siamo qui, all’unisono, a ribadire che crediamo in lui e ad invitarlo a combattere”.
    E qui l’appello all’amato sacerdote: “Abbiamo letto tante cose sul tuo conto, non potremmo mai crederci. Caro don Marino, abbiamo ricevuto tanto da te e adesso è il momento di testimoniarti che siamo dalla tua parte, crediamo in te e speriamo che la verità venga a galla, hai la nostra preghiera, hai il nostro affetto e il nostro abbraccio. Tieni duro e se ti serve un esercito per combattere, noi ci siamo!”.
    Ultima modifica di ConteMax; 13-01-14 alle 12:00

 

 
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