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Discussione: La passione politica

  1. #1
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    Predefinito La passione politica

    Nell'ultimo anno è svanita in me la passione politica. Continuo ad informarmi e nel caso a prendere posizione, ma in maniera assai più disincantata che nel recente passato. Non sono più affetto dal virus dell'ideologia e svanendo questa è svanita anche la passione che aveva alimentato il sogno di un cambiamento sociale e culturale. Incredibilmente è venuto meno l'odio viscerale per la sinistra che mi sono portato dietro per quasi un ventennio. Quando ci ripenso mi chiedo come sia possibile che ciò sia potuto accadere. Cosa ha fatto sì che un elettore fedele della Casa delle Libertà, uno dei tanti che hanno ballato alla caduta del secondo governo Prodi, sia arrivato addirittura a votare in due occasioni alle primarie del Pd, ad augurarsi la vittoria di Bersani e poi a ritrarsi dal concedere fiducia a Renzi perchè troppo simile a Berlusconi. E torniamo immancabilmente a parlare del Cav. Un personaggio che ha dominato la vita mia e mi molti altri. Grazie alle sue tv di cui sono stato spettatore, il Milan di cui sono stato tifoso, poi Forza Italia e il Pdl di cui sono stato elettore e quasi militante. Dire che Berlusconi mi ha tradito è troppo e in qualche modo una falsità. Perchè io non mi sono mai affidato a lui, non sono mai stato berlusconiano, pur avendolo a lungo apprezzato come manager e leader politico. Sono arrivato ad odiare Berlusconi, in un certo senso questa persona è riuscita a catturare quell'odio precedentemente rivolto all'altra fazione politica, ma non mi sono mai sentito tradito da Berlusconi non avendo mai creduto in lui. Ho creduto nella destra e mi sono sentito tradito dalla destra. Uomini di partito, intellettuali, elettori, tutti loro. Forse è stato un equivoco, mi sono ritrovato accanto a persone con le quali ad un certo punto mi è sembrato di non condividere niente. Su certe cose, vedi il libero mercato, ho cambiato parere, accorgendomi che tutto quanto andava in quella direzione invece di migliorare la vita la peggiorava a quelli come me. A quelli cioè poco inclini al rischio e al cambiamento e che perciò si ritenevano di destra e invece si sono trovati sbattuti sulla riva opposta e non sanno più cosa sono. A volte il vecchio odio antisinistrorso risorge quando per esempio mi capita di leggere un'intervista al collettivo letterario Wu Ming. Oppure quando mi imbatto in un filosofo come Zizek. Ma sono casi sempre più rari. E' più facile che me la prenda con questo o quel personaggio di destra che ha la faccia di bronzo di difendere l'indifendibile. Non sono mai stato un anticlericale e ancora oggi non lo sono, pur tenendomi lontano dai fondamentalisti. Non ero populista e continuo a non esserlo. Non ero nazionalista (io, che amo la Germania) e continuo a non esserlo. Mi hanno deluso gli anglofoni, i neoconservatori, i filoisraeliani. Con quel mondo non ho quasi più rapporti e dire che l'ho frequentato parecchio. E' come se si fosse palesata la vera natura di questo mondo, oppure la mia. Di fatto non possiamo più convergere. Salvo solo la monarchia inglese, non perchè inglese ma perchè è monarchia. I sovrani, infatti, continuano ad esercitare fascino su di me per il loro ruolo super partes e la loro aura da fiaba. Anche questo serve a riempire il vuoto lasciato aperto da una passione per la politica che ormai è andata. Il mondo mi sembra andare avanti per conto suo e non provo più orrore per esso. Più lo conosco e più mi ci abituo e inizio a provare indifferenza per tante cose che trovato insopportabili. Non ho più il mito dell'Occidente, adesso mi interessano di più culture lontane, dall'indù all'africana alla mediorientale. Sono diventato un fautore dello scambio culturale, interreligioso, e guardo con favore ad una società millecolori, ad un patchwork multikulti inevitabile in un mondo sempre più globalizzato e connesso. Trovo assurdo che si debbano spostare i capitali, che si debba accettare la flessibilità lavorativa e gli spostamenti che questa comporta e mostrarsi rigidi e inflessibili in tema di immigrazione. Forse oggi l'unica politica in grado di interessarmi e di appassionarmi nuovamente è una politica che affronti proprio questi temi con animo aperto e ottimista. Una sinistra che guardi al lavoro e all'integrazione in un mondo globalizzato, non al libero mercato, alla competizione e alle opportunità per un numero ristretto di individui. Una sinistra pacifista ed ecologica ma non radicalizzata, non incazzata, non indignata per partito preso. Magari anche un centrosinistra se questo non significasse un avvicinamento ai valori del libero mercato.
    SADNESS IS REBELLION

  2. #2
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    Predefinito Re: La passione politica

    Quando esco di casa è inevitabile incontrare delle persone. Sui mezzi pubblici vedo sempre più spesso gente proveniente da Paesi lontani. Guardo i loro volti e li trovo belli, di quella bellezza che solo la sofferenza e l'umiliazione è in grado di partorire. E sento di essere interessato a loro, a conoscere le loro storie, i loro usi. Anni fa ero chiusissimo verso, per fare un esempio, i musulmani. Adesso no, mi piacerebbe conoscerli.

    Una cosa che mi lascia sconvolto invece è l'allargarsi della povertà e l'incremento di persone, talvolta pure giovani, che chiedono l'elemosina. Ultimamente c'è nella mia città una ragazza, che si sposta qua e là, e si mette ritta sulle ginocchia con un cartello appeso al collo. Secondo me ha una trentina d'anni, è snella, ha gli occhiali e i capelli raccolti in una coda di cavallo. Porta jeans e scarpette da tennis, potrebbe essere una studentessa... Ho pure pensato che fosse muta, ma quando l'altro giorno le ho dato un euro ho sentito una voce flebile che mi ringraziava. E io avrei voluto capire, chiederle cosa le era successo, come sia possibile che in un mondo ricco e "civile" una ragazza apparentemente a posto e normale come lei si trovi in questo stato. E accanto a questo triste caso si incontrano anche donne di una certa età, che se ne stanno ferme con un bicchierino di carta, evidentemente imbarazzate per uno status che non è loro naturale...

    Ecco, io vorrei che la politica cercasse di contrastare in primo luogo la povertà. Poi la crescita. Io non credo che ai mendicanti importi molto della crescita. Importa di avere un lavoro, quel lavoro che è diventato sempre più un terno a lotto per chi non è superspecializzato. Esiste un gran numero di invisibili, gente dimenticata, che vive ai margini, a cui nessuno si rivolge e la politica ha scelto di dimenticare...
    SADNESS IS REBELLION

  3. #3
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    Predefinito Re: La passione politica

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  4. #4
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    Predefinito Re: La passione politica

    Giorni fa in funicolare accanto a me c'era un signore, un po' malandato, che leggeva una biografia di Berlinguer (ho riconosciuto che era quella di Veltroni). Mii sembrava il genere di persona che non entra in libreria ogni mattina. Avevo l'aria assorta e un po' triste. Non ho potuto fare a meno di pensare se la stessa persona era andata a votare oppure no. Se il rinnovato interesse per la figura di Berlinguer si inserisce nel contesto di un centrosinistra finalmente al governo oppure se paradossalmente riflette una sorta di silenzioso distacco da questo. Forse entrambe le cose, anche se quel signore - ad occhio - per me Renzi non l'ha votato. C'è un sacco di gente che ha mollato la politica, che non si fida più, che dice che sono tutti uguali, non come una volta... e guarda caso ad esprimersi così sono persone che non stanno bene. Ci sono persone che hanno problemi e la politica se ne infischia di quei problemi.
    SADNESS IS REBELLION

  5. #5
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    Predefinito Re: La passione politica

    Leggo un'intervista a Gigi Proietti. Contiene degli spunti illuminanti. Come quando sentendosi chiamato in causa riguardo la sinistra politica dice:

    "Un tempo significava partecipare a un grande partito popolare. Ora il termine popolare è stato letto con molto sospetto dall’intellighenzia:” popolare? Populista!” E con questi alibi si è pascolato intorno al praticello del “contamose”, siamo noi, ci capiamo tra di noi.."

    E della destra, invece:

    "(Mi manca) Indro Montanelli. Avvertivi una sua vita severa. Avevo una grande simpatia per quest’uomo che mostrava anche una sofferenza notevole. Destra e Sinistra sono state due linee che invece di divergere o andare parallele, adesso convergono. E la democrazia ne soffre."


    Sinistra voleva dire un partito di popolo, destra significava un'etica, quella di una "vita severa". Adesso abbiamo Berlusconi e Renzi che hanno riscritto completamente lo spartito, convergendo verso la stessa direzione, quella di una (nuova) destra liberal-liberista, che santifica l'individuo, la competizione, il mercato.

    Oggi a ricordare quello che erano la destra e la sinistra di ieri, a far proprie le ragioni e i motivi che allora muovevano gli uni e gli altri, il popolo e la vita severa, è rimasto Papa Francesco. Tanto osannato quanto inascoltato.
    SADNESS IS REBELLION

  6. #6
    Pasdar
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    Predefinito Re: La passione politica

    Non condivido che pochi degli esiti a cui sei pervenuto, ma devo dire che l'illusione nella politica vista come chiaro e semplice strumento per ordinare il mondo in chiare categorie (cosa che denunci bene in questi post) è venuta meno anche in me.
    Che no, non ho votato per vent'anni il centrodestra, ma che sì, vedo le certezze di partenza in gran parte squassate.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  7. #7
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    Predefinito Re: La passione politica

    Toglimi una curiosità puramente personale Florian: perché hai scelto proprio il Fondoscala per questa tua riflessione personale sulla politica invece di Politica nazionale o di un qualsiasi altro forum tematico?
    Ritieni che Fondoscala sia un forum più sereno rispetto agli altri che consente di dibattere con più serenità anche di tematiche politiche?
    Ultima modifica di C@scista; 08-07-14 alle 15:09

  8. #8
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    Predefinito Re: La passione politica

    Me lo stavo chiedendo anch'io.

  9. #9
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    Predefinito Re: La passione politica

    L'ho postato qui perché questo non è un thread propriamente politico, solo lateralmente si occupa di Berlusconi o di Renzi... Vorrebbe essere più in generale un discorso sul nostro modo di rapportarci alla politica... la politica come spunto per parlare di noi, cosa ci ha dato, cosa ci ha tolto, se ci interessa ancora e perchè...
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  10. #10
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    Predefinito Re: La passione politica

    Oggi mi è tornato in mente il "milione di posti di lavoro". Ve lo ricordate? Fu la più straordinaria promessa fatta da un uomo politico al suo elettorato. La cosa strana non è che non si sia visto, ma che nessuno gli abbia mai chiesto conto e soddisfazione al riguardo. "Votatemi e io vi prometto un milione di posti di lavoro". Noi l'abbiamo votato e il lavoro dove sta?

    Un'altra cosa che non mi dà pace è il fatto che 20 anni di antiberlusconismo sono serviti alla sinistra per provare a fare le riforme con Berlusconi condannato. Ma com'è possibile? Addirittura c'è chi parla di un accordo Berlusconi-Renzi che oltre ad interessare le aziende di Berlusconi dovrebbe rinsaldare il bipolarismo per come lo conosciamo ora! Ovvero per lo schifo, l'anomalia, la vergogna di cui ci si è lagnati per l'appunto da 20 anni.

    Vorrei capire ma non ci riesco. Anche Grillo mi risulta difficile da capire, un giorno con gli Occupy Wall Street e l'altro con Farage. Mi sembra che per tutti valga una sola regola: quella di conquistare una fetta di potere.
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