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  1. #1
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    Predefinito Differenze con Casa Pound e Rivista Indipendenza

    posto di seguito il programma di casa pound:
    http://94.23.251.8/~casapoun/images/unanazione.pdf

    e il sito della rivista indipenenza:
    Indipendenza Home Page


    in cosa si differenza il sovranismo dei comunitaristi di questo forum?

  2. #2
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    Predefinito Re: Differenze con Casa Pound e Rivista Indipendenza

    Ma ci sei o ci fai? Cosa può intercorrere tra noi e Casapound?

  3. #3
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Differenze con Casa Pound e Rivista Indipendenza

    Non posso umanamente leggere tutto il programma di CPI e conosco poco Indipendenza. Il fatto che CPI sia fascista mi fa stare lontano da loro a prescindere, Indipendenza dovrebbe, dico dovrebbe, essere della sinistra nazionalista o nazionalitaria per cui più interessante, anche se non mi è chiaro molto cosa sia il nazionalitarismo e in cosa differisca dal patriottismo socialista o comunista.
    Una cosa importante che riguarda questo forum, tu ci definisci comunitaristi, in realtà il termine comunitarista si dovrebbe riferire proficuamente alla rivista Comunismo e Comunità e non a tutto questo forum, quanto meno a non tutti i suoi appartenenti. Personalmente ritengo CeC, questo forum, più che altro il forum dei marxisti eterodossi, dei comunisti e dei socialisti patriottici e, perché no, di tutti coloro che non si riconoscono nella Sinistra radicale tradizionale.
    Ultima modifica di Gianky; 12-07-14 alle 21:27
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  4. #4
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    Predefinito Re: Differenze con Casa Pound e Rivista Indipendenza

    ok ma i punti del programma di casa pound si leggono molto velocemente.

  5. #5
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    Predefinito Re: Differenze con Casa Pound e Rivista Indipendenza

    ecco la prima metà:


    – Sovranità popolare sull’emissione di tutti gli strumenti di pagamento.
    – Azzeramento unilaterale del debito pubblico e conseguente modifca dei parametri
    previsti dal Trattato di Maastricht, mediante un nuovo Trattato.
    – Proprietà statale della Banca d'Italia e controllo governativo della stessa.
    – Controllo politico del Consiglio degli Stati membri dell’Unione Europea sulla Banca
    Centrale Europea e rotazione annuale tra gli Stati membri dell’incarico di Governatore
    della stessa.
    – Istituzione di una Banca Nazionale Etica.
    – Ritorno allo spirito della Legge Bancaria del 1936, con la separazione tra banche di
    2deposito, banche di credito e banche d'afari, la distinzione tra credito a breve, medio e
    lungo termine e il divieto di creare moneta scritturale dal nulla, secondo le proposte del
    premio Nobel Maurice Allais.
    – Sostegno ai piccoli istituti di credito locale come le banche di credito cooperativo e il
    credito artigiano.
    – Messa fuorilegge dell’usura intesa come crimine contro la comunità nazionale.
    – Rigido controllo del commercio di prodotti fnanziari derivati, responsabili delle crisi.
    Abolizione della possibilità di scambiare questi strumenti su: titoli di Stato, titoli di
    aziende pubbliche, banche di interesse nazionale, materie prime essenziali come gli
    idrocarburi e le derrate alimentari.
    – Divieto per gli enti pubblici (comuni,regioni ) di fnanziarsi sul mercato con l’emissione di
    bond.
    – Divieto di efettuare vendite allo scoperto sui mercati fnanziari.
    – Creazione di una società di rating pubblica europea indipendente dalla City londinese e
    da Wall Street che sostituisca integralmente organismi come Moody's e Standard &
    Poor's.
    – Divieto alle banche e alle imprese di detenere partecipazioni incrociate
    – Politica autarchica integrata nell’area europea, con una partnership privilegiata nei
    confronti della Federazione Russa e la riproposizione di una politica mediterranea
    sovranista.
    – Protezione dei mercati nazionali dalla concorrenza di chi sfrutta la forza-lavoro (vedi Cina
    e articoli delle Multinazionali prodotti nel Terzo e Quarto Mondo) ovvero impedire il
    commercio con quelle nazioni in cui i lavoratori non hanno le stesse tutele e garanzie dei
    lavoratori europei.
    – Istituzione di un’autorità di regolamentazione delle pressioni del libero mercato.
    – Rilancio della produzione nazionale, impedita d’autorità dalla dittatura del Wto.
    – Concreto e deciso sostegno ai distretti industriali e alle reti di imprese, alla tutela delle
    pmi nostro vero punto di forza e all’aumento delle loro dimensioni aziendali,
    all’imprenditoria giovanile, ai progetti e ai settori particolarmente innovativi.
    – Lo Stato Italiano deve farsi carico a livello Europeo della proposta d’imposizione di una
    tassazione comunitaria sui beni di consumo che sia direttamente proporzionale alla
    distanza dal suo luogo di produzione e alle diferenti condizioni sociali e lavorative in cui
    questi beni sono prodotti.

    – Istituzione di un’autorità di regolamentazione delle pressioni del libero mercato.
    – Rilancio della produzione nazionale, impedita d’autorità dalla dittatura del Wto.
    – Concreto e deciso sostegno ai distretti industriali e alle reti di imprese, alla tutela delle
    pmi nostro vero punto di forza e all’aumento delle loro dimensioni aziendali,
    all’imprenditoria giovanile, ai progetti e ai settori particolarmente innovativi.
    – Lo Stato Italiano deve farsi carico a livello Europeo della proposta d’imposizione di una
    tassazione comunitaria sui beni di consumo che sia direttamente proporzionale alla
    distanza dal suo luogo di produzione e alle diferenti condizioni sociali e lavorative in cui
    questi beni sono prodotti.
    – Istituzione di un organismo che controlli che non persistano favoritismi nelle zone sociali
    attualmente investite dall’ondata d’ immigrazione.
    – Lotta senza quartiere ai mercanti di schiavi e ai loro complici.
    – Blocco dei fondi destinati alle associazioni parassitarie che dietro alle “politiche
    d’accoglienza” mascherano i propri interessi economici, religiosi o ideologici
    – Abolizione dei Centri di identifcazione ed espulsione contestualmente al rimpatrio dei
    clandestini.
    – Ritiro delle licenze e delle autorizzazioni per coloro che sfruttano gli immigrati assunti
    senza permesso di soggiorno, aumentando così indirettamente la miseria, la
    disoccupazione e la precarietà fra gli Italiani.
    – Mantenimento ed efettiva applicazione dell’art. 41 della Costituzione. Abrogare tale
    articolo, come richiesto da più parti, signifcherebbe assoggettarsi defnitivamente ad
    una concezione turbocapitalistica dell’impresa. Efettiva applicazione dell’art 39 che
    prevede l’obbligo di registrazione per i sindacati afnché possano, rappresentati
    unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con
    efcacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si
    riferisce.
    – Politiche di protezione dei lavoratori italiani evitando che siano esposti alla concorrenza
    di lavoratori- schiavi in paesi stranieri che non hanno stesse tutele (giornata di 8 ore,
    pensione, maternità etc…) o alla concorrenza di lavoratori immigrati costretti ad
    accettare sempre o il lavoro nero, o il minimo sindacale.
    – Rivalutazione culturale del lavoro manuale, che va retribuito in misura maggiore,
    garantendo tutte le sicurezze sul posto di lavoro, un minor numero di anni per
    raggiungere la pensione e un minor numero di ore lavorative settimanali.
    – Rifondazione culturale dell’Umanesimo del Lavoro, secondo l'ispirazione fondamentale di
    Giovanni Gentile.
    – Per le imprese sopra i 50 dipendenti si propone, in caso di fallimento o di licenziamenti
    collettivi superiori ad un terzo del personale impiegato, il ricorso obbligatorio preventivo
    alla “socializzazione” della stessa, con conseguente interruzione delle procedure previste
    per legge e l’introduzione, nei casi citati, di sanzioni penali per il datore di lavoro che
    intenda delocalizzare in altri paesi l’impresa stessa.
    – Per gli interventi succitati si propone l’istituzione di un “Fondo per la socializzazione delle
    imprese in difcoltà”, istituito presso la Regione, che contribuisca per i primi due anni di
    avvio della fase di “socializzazione” all’erogazione dei fnanziamenti necessari al recupero
    della produttività dell’impresa. Trascorsi i due anni, i fnanziamenti decadono. In tale
    periodo sono consentite deroghe al contratto collettivo nazionale di lavoro,
    salvaguardando comunque i minimi tabellari

  6. #6
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Differenze con Casa Pound e Rivista Indipendenza

    Aggiungo che CeC non è in nessun modo un tentativo di improbabilissime sintesi tra comunismo e fascismo e neppure un tentativo di fascistizzare il socialismo. Semmai a questo può sopperire il Socialismo Nazionale che però è cosa totalmente diversa dal Comunismo e dal Socialismo patriottico e comunitario. CeC è marxista, seppure in alcuni casi critica e per certi versi eterodossa, aperta al contributo anche di chi non è marxista a prescindere e non chiede la carta di identità a chi si professa comunista o socialista patriottico. Se uno era fascista non ci/mi interessa, ho scritto ERA.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  7. #7
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    Predefinito Re: Differenze con Casa Pound e Rivista Indipendenza

    Per quanto riguarda le precise differenze che tu chiedi non sono io la persona più adatta a risponderti, essendo il sottoscritto non appartenente al gruppo che fa capo alla rivista "Comunismo e Comunità, ma solo un fruitore del forum, interessato alle tematiche, ma ancora in fase di approfondimento, diciamo così.
    Per quanto riguarda la tua simpatica provocazione di inserire come paragone anche il programma di CasaPound, ti risponderò con un'altra provocazione, anche se magari si va un pò OT: a parte le inaccettabili inciuciate che CPI ha sempre fatto con il cdx berlusconiano, a livello strettamente di programma a me sembra molto più "socialista" e di "sinistra" del programma di sedicenti partiti di sx o csx come il PD e SEL...tu cosa ne pensi?
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  8. #8
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    Predefinito Re: Differenze con Casa Pound e Rivista Indipendenza

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    Per quanto riguarda le precise differenze che tu chiedi non sono io la persona più adatta a risponderti, essendo il sottoscritto non appartenente al gruppo che fa capo alla rivista "Comunismo e Comunità, ma solo un fruitore del forum, interessato alle tematiche, ma ancora in fase di approfondimento, diciamo così.
    Per quanto riguarda la tua simpatica provocazione di inserire come paragone anche il programma di CasaPound, ti risponderò con un'altra provocazione, anche se magari si va un pò OT: a parte le inaccettabili inciuciate che CPI ha sempre fatto con il cdx berlusconiano, a livello strettamente di programma a me sembra molto più "socialista" e di "sinistra" del programma di sedicenti partiti di sx o csx come il PD e SEL...tu cosa ne pensi?

    che possiamo trattare questa seconda provocazione sui forum opportuni (dei suddetti partiti o teorici "socialismo, comunismo, progressismo").
    se il programma di casa pound è più di sinistra, non mi dispiace mica sbatterglielo in faccia ai sinistri

  9. #9
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    Predefinito Re: Differenze con Casa Pound e Rivista Indipendenza

    Citazione Originariamente Scritto da LupoSciolto° Visualizza Messaggio
    Ma ci sei o ci fai? Cosa può intercorrere tra noi e Casapound?

    leggi il programma di casa pound e le riflessioni di rivista indipendenza, altrimenti vai per pregiudizi.
    magari scopri che quelli che tra te e casa pound vi sono molte più somiglianze che differenze e che quindi o raymond fa bene a chiamare te fascista o fanno male a chiamare casa pound fascisti

  10. #10
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    Predefinito Re: Differenze con Casa Pound e Rivista Indipendenza

    CPI in quanto fascista è corporativista. Nessun comunista (sia esso staliniano, trotzkista, consiliarista, maoista o quant'altro) può sostenere il corporativismo.

    Inoltre, come fatto notare da Kavalerists, ci sono state collusioni tra CPI e forze sistemiche come il PDL. I comunisti non possono stare né col PD né col centro destra.

    Altro aspetto non certo trascurabile: CPI ha sostenuto i neonazi ucraini. Noi li avversiamo.

    Cazzo, ma ci voleva tanto per arrivarci?
    Ultima modifica di LupoSciolto°; 12-07-14 alle 21:43

 

 
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