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Discussione: News da Mosca

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    News da Mosca - Analisi Difesa

    News da Mosca

    di Maurizio Sparacino21 luglio 2014, pubblicato in Analisi Industria

    Mi-171Sh per il Kazakhstan
    Russian Helicopters nell’ambito di un contratto firmato nel 2012 ha consegnato alle pattuglie armate di frontiera del Kazakhstan un elicottero d’assalto Mi-171Sh che sarà utilizzato in perlustrazioni di routine dei confini del paese, nonché per il trasporto di truppe speciali al fine di contrastare eventuali attraversamenti illegali delle frontiere. Il Mi-171Sh (noto come Mi-8AMTSh sul mercato interno russo) è un derivato da esportazione del Mi-171; è alimentato da due motori turboalbero Klimov TV3-117VM ed è utilizzato in primis per il trasporto aereo armato delle forze d’assalto (fino ad un massimo di 36 soldati completamente equipaggiati); può però essere anche configurato per eseguire fuoco di supporto alle truppe, trasporto merci, scorta delle colonne militari, operazioni MedEvac e operazioni di soccorso in tutte le condizioni climatiche. Il Kazakhstan si conferma ancora una volta per Russian Helicopters una nazione di prim’ordine, se consideriamo che pochi mesi fa il Ministero degli Affari Interni del Kazakistan aveva emesso un ordine per un Mi-171E (da utilizzare in operazioni SAR durante gravi calamità) e in virtù del fatto che attualmente sono circa 200 gli elicotteri di fabbricazione russa in funzione con gli organi statali e privati del paese asiatico. Nel dettaglio la flotta del paese di elicotteri commerciali e militari comprende praticamente quasi tutti i tipi di elicotteri prodotti dalla società russa: Mi-8MTV, Mi-171E, Mi-171V-5, il Mi-26, Mi-26T, il multiruolo Ka -32A11BC e l’elicottero militare Mi-24.
    No all’export del Ka-52 prima del 2016-2017
    In occasione del salone HeliRussia 2014 di Mosca, Vladislav Kuzmichev, rappresentante della Rosoboronexport, avrebbe dichiarato a RIA Novosti che i colloqui con i partner stranieri per la vendita di elicotteri d’attacco Ka-52 Alligator inizieranno non prima del 2016-2017. Il Ka-52, che è stato presentato a livello internazionale lo scorso giugno in occasione del 50° Salone aerospaziale parigino Le Bourget e che secondo i vertici aziendali sarebbe stato presentato a diversi potenziali acquirenti, attualmente opera con le Forze Armate russe in poco meno di 50 esemplari. Il Ka-52 (Codice NATO “Hokum-B”) è una versione biposto derivata del Ka-50 (monoposto); ha una velocità massima di 350 Km/h, una tangenza di 5.500 metri e un’autonomia di oltre 1.000 Km.
    News sulla nuova pattuglia acrobatica russa
    E’ stato Viktor Bondarev, Comandante delle Forze aeree russe, a dichiarare il nome ufficiale della nuova pattuglia acrobatica che volerà sugli addestratori avanzati di 4^ generazione Yak-130; smentendo dunque quelle che erano le fonti ufficiose che asserivano come probabile il nome di “Krashnje Krjlya” (“Ali Rosse” in italiano), la nuova squadra acrobatica si chiamerà invece “Krjlya Tavridi”, in italiano “Ali della Tauride”. E’ molto probabile che questa scelta accenderà ulteriori polemiche con gli ucraini, dato che Tauride è il toponimo con cui gli antichi greci identificavano la penisola della Crimea e che dal 1802 al 1917 esistette sempre in quella zona un Governatorato che prese il medesimo nome. Lasciando da parte le questioni storiche (Bondarev avrebbe appunto dichiarato che il nome della nuova squadra è associato con la storia della Russia e della Crimea), il team, secondo le dichiarazioni opererà con 4 velivoli, a cui si uniranno altri 2 Yak-130 successivamente. A proposito della livrea, pare che la questione sia ancora in lavorazione ma la stessa “non sarà – secondo le parole di Bondarev – meno elegante della livrea dei Russian Knights o degli Strizhi”. A chi è rimasto deluso sul mancato battesimo dell’aria sopra la Piazza Rossa in occasione del Giorno della Vittoria dello scorso 9 maggio 2014 è bene informare che la flotta degli Yak-130 è stata posta a terra dopo un incidente avvenuto il 15 aprile 2014 nei pressi di Akhtubinsk e che ha causato, nonostante l’espulsione dell’equipaggio, la morte di uno dei due piloti. I voli degli Yak-130 riprenderanno non prima di luglio 2014. Dal canto suo è certo che la Russia in questi periodi sta lavorando alacremente per la vendita degli Yak-130 in Mongolia, Vietnam e America latina, così come affermato recentemente dal capo del Servizio federale per la cooperazione tecnico-militare (FSMTC) Alexander Fomin.
    Le future tappe del PAK-DA
    Il futuro bombardiere strategico russo PAK-DA (acronimo di Perspektivnyi Aviatsionnyi Kompleks Dalney Aviatsyi, in italiano Complesso Aereo Futuro per le Forze Aeree Strategiche) dovrebbe svolgere il suo volo inaugurale entro il 2019: questo avrebbe dichiarato all’agenzia di stampa RIA Novosti il Comandante in capo della VVS Viktor Bondarev, aggiungendo inoltre che i test di Stato e le forniture saranno ultimate nel 2023, anno in cui l’aereo dovrebbe entrare in servizio.
    Secondo il capo della United Aircraft Corporation (UAC) Mikhail Pogosyan, il bureau Tupolev avrebbe ultimato la progettazione “su carta” del nuovo bombardiere. Il progetto, secondo Pogosyan, si trova ora in una fase intermedia di transazione tra il completamento della progettazione del velivolo e la costruzione del primo prototipo con l’inizio della fabbricazione di alcuni dei moduli componenti l’aeromobile stesso. Nonostante le numerose speculazioni che definiscono il PAK-DA un’ala volante, Pogosyan si è rifiutato di discutere i dettagli della configurazione definitiva strutturale del velivolo. UAC, che detiene ricordiamo il contratto per il programma PAK-DA, ha la responsabilità generale per la progettazione del nuovo bombardiere. Tuttavia, il programma è stato sviluppato da una nuova filiale di UAC nata dalla fusione del design bureau Tupolev e l’impianto di produzione KAPO a Kazan. Più certo e forse definitivamente concluso il dibattito sulla velocità del nuovo progetto: in questo caso sembra chiaro che l’aereo non sarà capace di velocità ipersonica, ma questo non sorprenderebbe più di tanto gli analisti militari data la sfida tecnica (nonché i costi) che rappresenterebbe lo sviluppo di tale tecnologia. Il PAK-DA è chiamato a sostituire in futuro la linea dei tre bombardieri strategici attualmente in servizio: il Tu-22M3 “Backfire”, il Tu-95 “Bear” e il Tu-160 “Blackjack”. Lo sviluppo in Russia del PAK-DA si accompagna alla controparte statunitense attraverso il programma LRS-B (Long-Range Strike-Bomber) che sarà chiamato anch’esso a sostituire circa 160 aerei, di cui la metà sono gli imperituri B-52, che proprio come i pari classe russi Tu-95 continuano a volare accumulando un impressionante numero di anni al loro attivo.
    MiG-29 alla Siria
    In occasione del Kadex Kazakhstan Defence Expo 2014 Sergej Korotkov, direttore generale del RAC MiG, ha dichiarato che a seguito del contratto firmato nel 2007 la Siria riceverà dalla Russia 12 caccia MiG-29M/M2.
    “Le consegne sono previste per il biennio 2016-2017 e 4 esemplari sono stati ultimati” – ha dichiarato Korotkov, non nascondendo però le difficoltà che il conflitto siriano sta causando all’esecuzione del contratto. Interessante a tal proposito è stata la dichiarazione di Qadri Jamil, leader del Fronte Popolare per il cambiamento e la liberazione siriano, all’agenzia di stampa RIA Novosti: “Fin dai tempi dell’U.R.S.S. la Russia ha sempre fornito armi alla Siria in modo da mantenere un discreto equilibrio nella regione e dunque al fine di aiutare a mantenere la pace; il contratto dei MiG è parte di questa strategia storica. Pertanto – ha proseguito Jamil – se qualcuno cerca di interrompere il contratto con il pretesto del conflitto interno in corso nel paese, questo sarà illogico, fazioso e poco convincente perché la transazione fu firmata comunque ben prima delle attuali vicende interne.” A proposito di nuove consegne Korotkov ha aggiunto inoltre che sono 16 i caccia multiruolo MiG-29SMT che l’Aviazione russa prenderà in carico fino al 2016. Al Kadex 2014, che si è svolto dal 22 al 25 maggio presso la capitale Astana, il gruppo MiG ha presentato il MiG-29K/KUB, il MiG-29M/M2 e il prototipo di MiG-35, portato in volo dal test pilot Stanislav Gorbunov insieme al navigatore Nikolay Murmilov.
    Accordi sino-russi
    L’incontro della durata di due giorni tra il presidente della Federazione russa Vladimir Putin e il suo omologo cinese Xi Jinping avrebbe determinato la siglatura non soltanto di oltre 40 documenti importanti sul commercio, lo scambio culturale e l’energia, tra cui un contratto per una fornitura trentennale di gas del valore stimato di circa 456 milioni di dollari, ma anche tre accordi che potrebbero essere formalizzati nel prossimo incontro che vedrà Putin recarsi in Cina, al fine di segnare un’ulteriore nuova fase di partenariato globale e strategico tra i due paesi. Secondo una fonte anonima al quotidiano Kommersant il primo dei tre accordi riguarderebbe la creazione congiunta siglata da United Aircraft Corporation e la Commercial Aircraft Corporation of China di un aereo civile wide body a lungo raggio i cui numeri di produzione potrebbero toccare la cifra totale di circa 1000 esemplari (considerato che anche Mosca starebbe valutando l’acquisto di uno specifico aereo della categoria). Il secondo accordo sarebbe il contratto definitivo per 24 caccia Su-35 di cui ci siamo occupati più volte su questa testata. Il terzo accordo, sempre in ambito aeronautico, riguarderebbe l’interesse verso un elicottero da trasporto pesante per le Forze Armate cinesi. A tal proposito, sempre secondo la fonte anonima, i russi avrebbero offerto il loro Mil Mi-26 ma i cinesi avrebbero declinato la proposta. A quel punto, descrive la fonte anonima al Kommersant – “dopo aver ascoltato le loro preferenze avevamo suggerito di modernizzare radicalmente i nostri Mi-26” tuttavia, secondo quanto affermato dal Vice primo Ministro Rogozin – “la capacità di carico richiesta per questo elicottero è quasi due volte superiore a quella del Mi-26; dunque se la Cina vuole un elicottero con caratteristiche significativamente diverse da quelle dei nostri Mi-26, allora serve un nuovo elicottero extra pesante e non un Mi-26”. Alexander Mikheyev, direttore di Russian Helicopters, avrebbe affermato all’HeliRussia 2014 che il progetto AHH (Advanced Height Helicopter), qualora sussista l’interesse dei due paesi, potrebbe essere sviluppato nei tempi e nei modi stabiliti dall’accordo.
    I primi 8 Mi-171Sh per il Perù
    A seguito del contratto del valore di 406 milioni di dollari siglato a dicembre dello scorso anno per l’acquisto di 24 elicotteri Mi-171Sh, secondo quanto dichiarato dal Ministro della Difesa peruviano Pedro Cateriano Bellido, le forze aeree locali prenderanno in consegna otto Mi-171Sh entro il prossimo novembre 2014 e i rimanenti 16 elicotteri nel 2015. Nel dettaglio, i primi velivoli in consegna quest’anno sostituiranno 8 obsoleti Mi-17 che sono stati presi in carico dal paese sudamericano nel lontano 1984; sempre secondo Cateriano, il suo Ministero prevede di destinare 11 milioni di dollari entro la fine di quest’anno per la manutenzione e la revisione di tre cellule di Mi-171Sh consegnati al paese nel 2010. Altri 2,8 milioni di dollari saranno stanziati inoltre sul bilancio militare peruviano per la manutenzione e la revisione dell’elicottero presidenziale Mi-17-1V. Il contratto relativo ai 24 nuovi Mi-171Sh prevede tra l’altro un accordo di compensazione del valore di 180 milioni di dollari: il documento include infatti un centro MRO (Maintenance, repair and operations) nello stato andino responsabile della manutenzione degli elicotteri russi che verrà inaugurato nel 2016. Tale accordo prevede che il Perù possa offrire servizi di assistenza ad altri operatori di elicotteri Mi-17/171 nella regione.
    Mi-35 al Pakistan?
    Secondo l’Amministratore delegato di Rostec State Corporation Sergey Chemezov, la Russia starebbe trattando la vendita di elicotteri d’attacco Mil Mi-35 al Pakistan. Tale affare avrebbe causato, secondo alcune notizie apparse contestualmente alla dichiarazione di Chemezov, la revoca dell’embargo sulle forniture di armi e attrezzature militari al Pakistan.
    Ovviamente la notizia è stata smentita da un portavoce di Rostec, il quale avrebbe semplicemente spiegato come l’embargo verso il Pakistan per lo stato russo non è mai esistito (basta vedere a titolo esemplificativo la fornitura in passato di elicotteri Mi-8/17 o di motori aeronautici RD-93); tuttavia un accordo contrattuale di questo tipo potrebbe essere ampiamente contestato dalla parte indiana, che della Russia è un partner politico e commerciale di prim’ordine. E’ chiaro che l’uso dei Mi-35 contro i gruppi islamici radicali che operano nel nord del Pakistan potrebbe essere in sintonia con gli interessi di Delhi (di recente proprio in Iraq gli elicotteri Hind sono stati immediatamente adoperati per colpire le posizioni dei ribelli sunniti); diversamente, un uso alternativo potrebbe costituire nella contrapposizione tra India e Pakistan uno svantaggio per il primo, seppur debole in virtù della consistenza delle forze indiane (che possiede tra la sua vasta flotta ad ala fissa e rotante anche 22 AH-64E Apache). A proposito di elicotteri russi ricordiamo inoltre per dovere di cronaca che il Pakistan ha annunciato anche un forte interesse nei confronti dell’elicottero da trasporto pesante Mil Mi-26 Halo.
    Foto: Aviationgraphic,

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    Predefinito Re: News da Mosca

    News da Mosca - Analisi Difesa
    News da Mosca


    di Maurizio Sparacino14 agosto 2014, pubblicato in Analisi Industria

    Primo Il-476 entro il 2014
    Il Ministero della Difesa russo prenderà in consegna il primo Il-76MD-90A quasi certamente entro la fine di quest’anno; mentre scriviamo infatti giunge comunicazione da Ulyanovsk che il primo dei 39 esemplari si avvia verso la fase di verniciatura presso la società Spectr-Avia. Come già ribadito in passato, il nuovo aereo da trasporto sarà consegnato dalla società Aviastar-SP di Ulyanovsk nell’ambito di un contratto del valore di 4 miliardi di dollari che prevede la consegna di 39 velivoli Il-76MD-90A entro il 2020. L’Il-76MD-90°, che ha effettuato il primo volo nel settembre del 2012, è una versione radicalmente migliorata dell’Il-76MD; chiamato anche Il-476, questo aereo da trasporto è dotato di un sistema digitale dei controlli di volo, ala rinforzata, glass cockpit, nuova avionica e motori Aviadvigatel PS-90A-76 con prestazioni superiori e consumi ridotti; è capace di trasportare fino a 60 tonnellate di carico ad una distanza di circa 5000 Km e raggiungere una velocità massima di 850 Km/h. Proprio dall’Il-76MD-90A si prevede di sviluppare un’aerocisterna che sarà designata Il-478; secondo il portavoce di United Aircraft Corporation Olga Fedonyuk infatti, la società prevede di firmare un contratto con il Ministero della Difesa russo per la fornitura di 31 aerocisterne Il-478 entro la fine del 2014.
    Rostvertol: dati parziali sui nuovi clienti
    Il rapporto annuale relativo all’anno 2013 pubblicato dal costruttore russo Rostvertol non ha svelato il numero esatto di elicotteri d’attacco Mil Mi-28 che sono stati ordinati dall’Iraq.Ricordiamo infatti che nell’ottobre del 2012 l’Iraq annunciò un ordine di elicotteri Mi-28 insieme ad esemplari di Mi-35 ma il numero preciso non è mai stato rivelato, mentre allora i media russi riportarono che l’accordo in questione copriva la consegna di oltre 40 elicotteri d’attacco tra cui i suddetti Mi-28, ma anche diversi esemplari di Mi-35. Tuttavia è interessante notare che il rapporto in questione elenca due specifici contratti stranieri che prevedono l’acquisto degli “Havoc” (Codice NATO dei Mi-28), ma ancora una volta i dati sono cifrati: il rapporto infatti non fornisce il nome della nazione ma un codice numerico a sostituirlo. Nel dettaglio spunta una nazione (denominata “012”) che ha acquistato nell’ambito di un contratto firmato il 26 giugno dello scorso anno ben 42 Mi-28 Night Hunter e 6 elicotteri da trasporto pesante Mi-26T2. Dai dati in nostro possesso e ampiamente trattati in passato da Analisi Difesa è possibile affermare con certezza che la “nazione 012” corrisponda all’Algeria.
    Procedono gli aggiornamenti dei Tu-22M3
    In occasione di un visita presso lo stabilimento di produzione della KAPO sito a Kazan il Ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha espresso soddisfazione per la modernizzazione dei bombardieri strategici Tupolev Tu-22M3 “Backfire-C”.
    Shoigu ha riferito alla stampa che la società sta procedendo all’aggiornamento di 10 cellule di Tu-22M3 da completare entro la fine dell’anno in corso e che dovrebbero essere 24 le cellule da aggiornare nel biennio 2015-2016 (circa una dozzina per ogni anno).Il capo della Difesa russo che ha partecipato tra l’altro all’accettazione ufficiale di un “Backfire-C” aggiornato, ha parlato inoltre dei costi dell’operazione, sottolineando come questi debbano essere giustificabili e trasparenti e ha affermato infine che nutre una forte speranza che nei prossimi mesi possa essere firmato l’accordo per il successivo lotto dei Tu-22M3 da aggiornare nel 2015.L’obiettivo insomma è quello di estendere ancora per diversi anni la vita operativa della triade Tupolev da bombardamento strategico (Tu-22M3 – Tu95MS e Tu-160) in attesa del nuovo PAK-DA.
    Yuri Borisov visita lo stabilimento di produzione dei Ka-52
    Secondo le dichiarazioni del Vice Ministro della Difesa Yuri Borisov a ITAR-TASS, saranno ben 146 gli elicotteri d’attacco Kamov Ka-152 Alligator che verranno consegnati nel periodo 2015-2020 al Ministero della Difesa russo dallo stabilimento Progress Arsenyev Aviation Company.“La situazione finanziaria dell’impresa è stabile – ha dichiarato Borisov – e questo contratto a lungo termine per la consegna di 146 elicotteri Ka-52 non costituisce un problema; certamente le consegne dovranno essere ultimate entro il 2020 e prevediamo inoltre di effettuare un ordine per 32 elicotteri navali Ka-52K” (che per la cronaca saranno distribuite sulle nuove unità Mistral di costruzione francese). Yuri Borisov, che ha visitato lo stabilimento di Primorye al fine di monitorare l’attuazione di una serie di contratti firmati dalla Difesa, ha così risposto a proposito della crisi ucraina e dalla dipendenza di componentistica da parte del paese confinante: “Stiamo rivolgendo particolare attenzione al problema e stiamo ovviamente procedendo alla progressiva eliminazione delle importazioni di componentistica che potrebbero complicare il soddisfacimento di contratti firmati dalla Difesa. Ci sono certamente dei problemi – ha concluso il Vice Ministro – ma saremo in grado di gestire la situazione”. Il Ka-52, conosciuto anche col nome di “Alligator”, è un derivato del Ka-50 “Black shark” e a differenza di quest’ultimo dispone di un equipaggio a due posti affiancati. Si tratta dell’unico elicottero al mondo dotato di seggiolino eiettabile (NPP Zvezda K-37-800) ed è armato da un cannone Shipunov 2A42 da 30 mm, missili a guida laser Vikhr, razzi e persino missili aria-aria (come l’R-73 o “AA-11 Archer” per la NATO); l’Alligator è dotato inoltre di due radar: uno per gli obiettivi terrestri e uno per bersagli aerei, nonché di un sistema di avvistamento FLIR/TV Samshite.
    Un altro Mi-26T per la Cina
    A distanza di quattro anni dall’ultimo ordine firmato tra Rostvertol e la compagnia cinese Lectern Aviation Supplies Co. Ltd relativo all’acquisto di tre elicotteri da trasporto pesante Mil Mi-26T, Russian Helicopters piazza un nuovo ordine per un quarto Mi-26T, che secondo quanto stabilito dal contratto dovrà essere consegnato entro la fine del 2015. Benché privata, la compagnia svolgerà con i Mi-26T compiti di interesse nazionale come già avvenuto in passato, quali le lotte anti incendio, trasporto carichi pesanti, evacuazioni di massa in occasione di terremoti o alluvioni.
    Proprio in Cina il Mi-26T ha fornito dimostrazioni delle sue impagabili qualità, soprattutto in occasione dei terremoti devastanti avvenuti nelle province del Sichuan nel 2008 e nel 2013, dove ha fornito in tempi rapidi numerosi equipaggi militari di ricerca e soccorso, macchinari pesanti per l’edilizia, attrezzature e materiali che diversamente avrebbero comportato trasporti su gomma certamente poco agevole e persino evacuazioni numerose di cittadini. Il Mi-26T, il più grande elicottero civile al mondo derivato dal militare Mi-26 (Codice NATO “Halo”), è dotato di sistemi avionici allo stato dell’arte ed equipaggiamenti di emergenza e soccorso che possono essere utilizzati per una vasta gamma di operazioni tra cui: MedEvac (è in grado di ospitare fino a 60 pazienti in barella), trasporto personale (fino a 82 persone), trasporto carichi (fino a 20 tonnellate di carico interno o attraverso l’uso del gancio baricentrico) e antincendio (tramite dispositivo VSU-15 può caricare fino a 17.260 litri d’acqua). Attualmente è in corso d’opera lo sviluppo della versione aggiornata denominata Mi-26T2. Quest’ultima versione è equipaggiata da cinque moderni display multifunzione a cristalli liquidi (MFD), pannelli di controllo digitali, unità di backup elettromeccanici, avionica di bordo totalmente rinnovata per una notevole riduzione del carico di lavoro dell’equipaggio tanto da richiedere un equipaggio ridotto da 5 a 2 persone (un terzo operatore in caso di utilizzo del gancio baricentrico esterno), nonché un confort di bordo sensibilmente migliorato (climatizzazione, riscaldamento ed ergonomia di bordo migliorata). Il Mi-26T2 offre inoltre la possibilità di utilizzo dei NVG (night vision goggles) per missioni notturne, dispositivo integrato di alimentazione TV a colori per la visualizzazione costante del carico esterno, turbine D-136-2 migliorate per l’uso “hot and high” e dotate di FADEC (Full Authority Digital Engine Control), avvisatore integrato EGPSWS (Early Ground Proximity Warning System), un Automatic Flight Control System aggiornato che consente il volo in ogni condizione climatica meteo – temporale – geografica, su qualsiasi rotta dell’aviazione civile o su rotte improvvisate. Un proiettore supplementare è stato installato inoltre per operazioni notturne con capacità di illuminazione ad infrarossi (e quindi perfettamente compatibile con i relativi visori notturni). L’aggiornamento include infine un sistema di navigazione A-737 GNSS compatibile sia con il GPS occidentale che con il sistema di navigazione russo Glonass.
    Il primo Be-200 per la Difesa russa nel 2014
    Ne avevamo parlato su Analisi Difesa nr. 140 – giugno 2013 a proposito dell’acquisto del Ministero della Difesa di sei aerei anfibi multiruolo Beriev Be-200; a tal proposito è arrivata la conferma dalla Beriev Aircraft Company (parte della UAC, la United Aircraft Corporation): il primo dei Be-200 assemblato a Taganrog sarà consegnato entro la fine di quest’anno.
    Sarebbero ben 12 gli esemplari in totale da dividere tra il Ministero delle Situazioni di Emergenza russo (EMERCOM) e il Ministero della Difesa russo. Il servizio stampa di UAC ha dichiarato infatti che al fine di soddisfare l’ordine di Stato è in programma un aumento della produzione dei velivoli già a partire dal 2015, quando saranno previste le consegne di sei Be-200 da ripartirsi equamente tra i due ministeri. Mikhail Pogosyan ha aggiunto invece che la realizzazione di questi due contratti per la produzione di Be-200 consentirà a Beriev Aircraft Company di aumentare i propri ricavi da 2 a 8,5 miliardi di rubli. Lusinghieri i risultati elencati dal CEO di Beriev Aircraft Company Igor Garivadsky a proposito di politica del personale: gli stipendi dei dipendenti sarebbero aumentati del 30% grazie all’aumento del carico di lavoro e inoltre l’azienda avrebbe iniziato a reclutare nuove leve al fine di soddisfare gli ordini in uscita dei nuovi Be-200. Il più grande aereo anfibio polivalente al mondo, il Be-200 opera per compiti antincendio (potendo contare su un carico d’acqua fino a 12 tonnellate), operazioni di ricerca e soccorso o pattugliamento marittimo e può trasportare inoltre merci per 7,5 tonnellate o ben 72 passeggeri.


    Foto: Iliyushin, Tussian Helicopters, Aeronautica Russa, Beriev, Airforce technology,

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    Predefinito Re: News da Mosca

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    di Maurizio Sparacino22 ottobre 2014, pubblicato in Analisi Industria

    Sviluppo del nuovo AEW Beriev A-100
    Durante la mostra militare Oboronexpo-2014 tenutasi a Zhukovsky, Anatoly Krailyuk, vice direttore generale per la ricerca e lo sviluppo di JSC Vega Radio Engineering Corporation ha dichiarato che le prove di accettazione del nuovo velivolo russo AEW&C (Airborne Early Warning & Control) di nuova generazione Beriev A-100 potrebbero iniziare nel 2017. Krailyuk, che ha parlato in rappresentanza della società JSC Vega, ovvero della società che si sta occupando dei vari sistemi radar del nuovo velivolo, ha affermato che le prove sperimentali delle apparecchiature di bordo sono state completate e la documentazione di progettazione già predisposta; l’apparecchiatura dovrà essere presentata assemblata per le prove di accettazione nel 2016. Il Beriev A-100, che rimpiazzerà l’AEW Beriev A-50 (nella foto) utilizza come piattaforma di base la cellula del nuovo Il-476 (Il-76MD-90A) alimentato da motori Aviadvigatel PS-90A-76 e la linea di produzione sarà quasi certamente la stessa dei velivoli da trasporto Il-476, cioè la Aviastar di Ulyanovsk.
    Ripresa della produzione dell’Il-114?
    Nel corso di un summit dedicato allo sviluppo sociale ed economico della regione di Samara il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha incaricato il governo di valutare la fattibilità di un progetto per lanciare la produzione in serie di aerei Ilyushin Il-114 per specifiche esigenze militari.
    All’incontro hanno partecipato membri del gabinetto dei ministri e il CEO di Aviacor Alexey Gusev. Secondo una stima presentata da quest’ultimo serviranno circa 5 anni e non meno di 10/12 miliardi di rubli per avviare la produzione del velivolo. Secondo la stampa intervenuta al convegno, la stima avrebbe sorpreso Putin per la consistenza dei costi, benché lo stesso abbia rimarcato proporzionalmente l’importanza del progetto; in un secondo tempo lo stesso Putin avrebbe chiesto a Gusev che tipo di sostegno avrebbe voluto al fine di realizzare l’Il-114. A questa domanda il CEO di Aviacor avrebbe risposto con la necessità di un ordine consolidato da parte governativa.
    Al colloquio sono interventuri successivamente il Ministro dell’Industria e del Commercio Denis Manturov, il quale avrebbe dichiarato di non essere pronto a confermare le cifre esposte da Gusev, e infine il Vice Primo Ministro della Russia Dmitry Rogozin, il quale avrebbe confermato anch’esso che le cifre esposte dovevano essere necessariamente sottoposte a revisione; Rogozin avrebbe comunque poi concluso il suo intervento ribadendo la necessità di velivoli di questa classe per il paese russo data la mancanza reale di progetti alternativi in patria e l’impossibilità di contare su analoghi programmi esteri a causa dell’attuale situazione politica (n.d.a. riferimento certamente attribuibile alla situazione politico-economica con l’Ucraina).
    L’Il-114, velivolo bimotore turboelica regional da 60 posti, è stato prodotto fino al 2012 presso la Tashkent Aviation Production Association in Uzbekistan. Successivamente, in seguito a decisioni politiche interne uzbeke, l’impresa avrebbe orientato il suo ciclo produttivo verso altri prodotti, interrompendo definitivamente la produzione di Il-114.
    Attualmente dunque la società Ilyushin si sta adoperando al fine di avviare la produzione di Il-114 in patria; secondo le previsioni della suddetta, la Difesa russa avrà bisogno non meno di 100 velivoli della classe dell’Il-114 per un periodo stimato fino al 2030. L’Ilyushin Il-114 è un aereo di linea bimotore turboelica per il trasporto passeggeri su tratte a corto raggio, il cui progetto risalente alla fine degli anni Ottanta è stato ideato al fine di sostituire numerosi aerei di linea sovietici obsoleti quali gli Antonov An-24 e gli Yakovlev Yak-40.
    Collaborazione tra Sukhoi e India per un nuovo velivolo da trasporto?
    Secondo quanto riferito da Mikhail Pogosyan, presidente di United Aircraft Corporation (UAC), la Sukhoi Holding Company potrebbe iniziare presto lo sviluppo di un velivolo da trasporto multiruolo in collaborazione con diversi partner indiani. “Già nel 2013 – ha dichiarato Pogosyan – avevamo completato il programma dello studio di fattibilità con alcuni partner indiani; oggi invece dovremmo discutere l’ulteriore attuazione di questo progetto e il successivo sviluppo dell’aereo in questione.” Secondo Pogosyan, le parti devono adesso concordare la pianificazione del progetto a seguito dei risultati dei trascorsi colloqui con i colleghi indiani.
    Negoziati per la locazione francese dei Be-200
    Durante una conferenza stampa del Gidroaviasalon 2014, salone aerospaziale russo dedicato ai velivoli anfibi, idrovolanti e mezzi antincendio tenutosi dal 4 al 7 settembre 2014 sulla riva della baia di Gelendzhik, l’Amministratore Delegato di Beriev Aircraft Company, Igor Garivadsky, avrebbe dichiarato che sono in corso dei negoziati col Ministero delle Situazioni di Emergenza francese per l’affitto di un velivolo anfibio Beriev Be-200. “Da diversi anni molti paesi occidentali hanno mostrato un vivo interesse per il Be-200; anche la Francia, benché non interessata propriamente all’acquisto di questi idrovolanti, ha mostrato l’intenzione di voler procedere alla locazione di un Be-200, un velivolo considerato estremamente efficace nella lotta agli incendi (N.d.A. il Be-200 può trasportare fino a 12.000 litri d’acqua ad ogni volo). I negoziati sono in corso mentre scriviamo.
    Aggiornamento di cinque Il-38SD indiani
    Sono cinque gli aerei antisom Il-38SD indiani che verranno revisionati dalla russa Ilyushin e secondo quanto dichiarato dal CEO della società Yuri Yudin all’agenzia ITAR-TASS sarebbe in corso di lavorazione il secondo esemplare di Il-38SD mentre entro i prossimi quattro mesi dovrebbe giungere il terzo velivolo.
    Lo stesso si è premurato di specificare inoltre che non si tratterebbe di upgrade “rivoluzionari e significativi”. Alla richiesta dell’esistenza o meno di un interesse indiano verso nuovi velivoli di questo tipo Yudin ha risposto negativamente, affermando che la nazione indiana non ha più alcuna intenzione di espandere la sua flotta di Il-38SD considerando inoltre che nel 2009 lo stato asiatico ha firmato un contratto per l’acquisto di 8 aerei P-8I Poseidon americani. Per la cronaca, i cinque esemplari di Ilyushin Il-38 furono presi in consegna dalle Forze Armate indiane in due distinte tranche nel 1975 e nel 1983; successivamente nel 2002 furono aggiornati alla versione SD (acronimo di Sea Dragon) e sempre nel 2002, in un grave incidente avvenuto durante il venticinquennale del gruppo di volo, due Il-38 si urtarono in volo per un errore umano causando la perdita di due velivoli e dei dodici membri dell’equipaggio. La Federazione russa decise poi di regalare due velivoli precedentemente in uso alla Marina, successivamente dismessi e ricondizionati. L’Il-38 (Codice NATO “May”) è un quadrimotore turboelica da pattugliamento marittimo e per la lotta antisommergibile in grado di svolgere missioni della durata fino a 14 ore; con una velocità di crociera di 450 Km/h l’aereo, derivato dalla versione civile Il-18, ha un raggio d’azione di 2500 Km e un’autonomia di 7500 Km.
    Primo atterraggio stradale per un caccia russo
    Avviene regolarmente da molti anni in numerose forze aeree europee (quali Svizzera, Austria, Germania, Svezia, Finlandia, etc.) e per la prima volta nella storia delle forze armate russe, nel quadro di un’esercitazione militare avvenuta nell’Estremo Oriente russo ai primi di settembre, un aereo della VVS, un Sukhoi Su-25 del 3° Comando Forza Aerea e Difesa Aerea pilotato dal Colonnello Alexander Zaripov proveniente dal 18° Reggimento Aviazione d’Interdizione e Attacco è atterrato presso una pista d’atterraggio stradale presso il territorio di Primorsky Krai. È stato il vice ministro della Difesa, il Generale Bulgakov, a dare questa notizia agli organi di stampa nazionali: – “Il velivolo dopo aver effettuato l’atterraggio stradale ha ricevuto la prevista manutenzione e il rifornimento di carburante, la sostituzione delle armi per la variazione del profilo di missione, dopodiché è decollato alla volta della zona assegnata nello scenario previsto (VIDEO) .” All’esercitazione hanno parteciperanno circa venti unità militari, le organizzazioni del Distretto militare Orientale nonché il Ministero dei Trasporti, le Ferrovie russe (RZD Rossijskie železnye dorogi) e la società delle Autostrade russe (Avtodor).
    Ripresa dei voli del MiG-29 serbo
    Il 2 settembre, dopo oltre quattro mesi d’inattività, è ritornato a volare uno dei MiG-29 dell’Aeronautica Militare serba che erano rimasti inattivi per problemi connessi agli accumulatori probabilmente fuori uso. Sono stati il ministro della Difesa Bratislav Gasic e Capo di Stato Maggiore Ljubiša Diković a commentare con soddisfazione la notizia della ripresa dei voli. Il merito di tutto ciò, secondo il primo ministro serbo Aleksandr Vucic, è da attribuire all’arrivo di nuovi accumulatori giunti a Belgrado su esplicita richiesta del presidente russo Vladimir Putin: – “Avevamo presentato una gara d’appalto per l’acquisto di nuovi batterie – ha dichiarato Vucic alla stampa locale – ma su insistenza personale del presidente russo Vladimir Putin, queste batterie ci sono state donate; adesso finalmente possiamo tornare ad avere la piena sovranità sui nostri cieli”.
    Sette Su-30SM per l’Aviazione Navale russa
    In occasione del Gidroaviasalon 2014 tenutosi dal 4 al 7 settembre 2014 sulla riva della baia di Gelendzhikm, il Ministero della Difesa russo e la Irkutsk Corporation hanno firmato un contratto per la fornitura di sette nuovi caccia Sukhoi Su-30SM.
    Il contratto del valore di 12 miliardi di rubli (pari a 321 milioni di dollari circa) è stato firmato rispettivamente dal vice Ministro della Difesa Yuri Borisov e dal presidente di Irkutsk Co. Oleg Demchenko. “Questi moderni caccia – ha dichiarato Borisov alla stampa intervenuta al salone – possono attaccare con disinvoltura bersagli aerei, unità navali e obiettivi terrestri, pertanto aumenteranno considerevolmente il potenziale dell’aviazione navale russa.
    ”Considerando che lo scorso luglio l’Aviazione navale aveva preso in carico dalla Irkutsk i primi tre Su-30SM realizzati in conformità col contratto firmato alla fine del 2013 per cinque velivoli, con questo nuovo contratto il totale dei caccia Su-30SM arriverà a quota dodici. Per la cronaca, il Su-30SM che aveva effettuato il primo volo il 21 settembre 2012 presso la pista della Irkutsk Aviation Plant è un’ulteriore variante del Su-30MK progettata dai tecnici Sukhoi sulla base delle richieste espresse dalla VVS russa (modifiche che comprendono specificatamente i sistemi radar, di comunicazione e IFF, nuovi sedili eiettabili, configurazione degli armamenti rinnovata e ulteriori modifiche ad altri sistemi elettronici). Il caccia intercettore multiruolo di generazione “4++” Su-30SM è caratterizzato inoltre da una supermanovrabilità a bassa velocità decisamente considerevole; questo caccia eredita infatti dal prototipo Su-37 “Terminator” (“Flanker-F” per la NATO) il sistema di propulsione a “vettore di spinta direzionabile”, ovvero con ugelli di scarico direzionabili indipendentemente lungo l’asse di beccheggio.
    Iniziano le consegne dei primi Mi-8AMTSh alla Russia
    Un portavoce del Ministero della Difesa russo ha comunicato che è stata consegnata una prima serie di quattro Mil Mi-8AMTSh proveniente dall’ordine relativo a 40 elicotteri firmato lo scorso anno.
    Secondo Russian Helicopters, il nuovo standard AMTSh è orientato non soltanto alla vocazione operativa armata del famoso Mi-8, ma anche alla sensibile riduzione delle manutenzioni del ciclo di vita della macchina. Il nuovo elicottero, secondo quanto affermato dal costruttore, ora ha un tempo di revisione accertato di 2.000 ore (le precedenti versioni giungevano fino a 1.500 ore) e una durata di vita prevista di 35 anni (25 per le precedenti); tutto questo mentre i costi dell’intero ciclo di vita dell’elicottero sono stati ridotti di circa il 25-30% rispetto al modello base. La versione AMTSh (ribattezzata “Terminator”) è una speciale versione da combattimento e assalto dell’elicottero utility Mi-8, dotato di turbine più potenti e rotore di coda posizionato a sinistra.
    I suoi sistemi d’arma prevedono missili aria-aria Igla-V (versione specifica per elicotteri), missili aria-superficie Shturm-V ASM, lanciarazzi B8V20 e gun-pods dotati di mitragliatrici Gsh-23. Il Mi-8AMTSh è inoltre dotato di un nuovo sistema di navigazione basato su GLONASS, nuovi sistemi di ricerca, puntamento e attacco (TV, IR e telemetro laser), un radar per il rilevamento degli obiettivi terrestri, doppi schermi MFD separati per entrambi i piloti, un faro proiettore agli infrarossi TSL-1600 progettato per illuminare il campo di battaglia anche in caso di oscurità o maltempo chiaramente compatibile con i sistemi di visione notturna (NVG) e un sistema di blindatura parziale dell’abitacolo a protezione dell’equipaggio. Designato Mi-171Sh per l’esportazione, il Mi-8AMTSh è stato venduto infatti finora alle forze aeree di Perù, Uganda, Ghana, Sri Lanka, Croazia, Repubblica Ceca e Ecuador.
    Consegne programmate per i MiG-29K della Marina russa
    In occasione del Gidroaviasalon 2014 il Comandante della Marina Militare russa Ammiraglio Viktor Chirkov ha rilasciato dichiarazioni sulle consegne dei MiG-29K (Fulcrum-D) imbarcati. “La nostra forza aeronavale riceverà 10 esemplari di MiG-29K entro la fine del 2014” – ha dichiarato Chirkov, aggiungendo inoltre che – “quattro esemplari sono stati già accettati, dieci saranno consegnati entro la fine di quest’anno e altri dieci MiG-29K saranno consegnati durante il 2015.”
    Foto, Beriev, Military Technoilogy, Russian Helicopters, Military Today, Ministero Difesa russo,

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    di Maurizio Sparacino24 novembre 2014, pubblicato in Analisi Industria

    Rosoboronexport all’Africa Aerospace and Defense 2014
    In occasione del Salone Africa Aerospace and Defense 2014 tenutosi nella municipalità metropolitana di Tshwane in Sud Africa dal 17 al 21 settembre, il capo della delegazione di Rosoboronexport Yuri Demchenko ha espresso una discreta soddisfazione agli organi di stampa russi in merito all’interesse che numerosi paesi africani hanno mostrato in particolare per l’aereo d’addestramento Yakovlev Yak-130.Ma tra i desiderati, secondo Demchenko, appaiono inoltre gli elicotteri prodotti dalla Kamov Design Bureau e Mil Moscow Helicopter Plant e vari sistemi da difesa aerea mostrati al salone dalla socieyà JSC Almaz-Antey.”Particolare attenzione – ha concluso Demchenko – è stata prestata infine ai simulatori di volo e a tutti gli argomenti inerenti la formazione e la consulenza relativa all’addestramento”.
    Bilancio finale per l’esercitazione Vostok 2014
    Lo avevamo annunciato su AD di agosto: si è conclusa alla fine di settembre l’esercitazione strategica russa su larga scala denominata Vostok 2014 che ha coinvolto oltre 155 mila militari, migliaia di veicoli da combattimento, centinaia di aerei, elicotteri e decine di navi.
    Soddisfatto il Ministro della Difesa Generale Sergej Shoygu, che ha spiegato come l’intensità dell’addestramento e le ispezioni senza preavviso abbiano contribuito alla crescita del livello di formazione dei vari organi del comando militare e al coordinamento delle unità partecipanti. Per la cronaca, la Vostok 2014 si è svolta dal 19 al 25 settembre sul territorio del Distretto Militare Orientale (che comprende la Siberia Orientale e l’Estremo Oriente russo), comprese l’isola di Sakhalin, la penisola di Kamchatka, Chukotka, e la parte meridionale del territorio Primorsky. All’osservazione delle manovre hanno partecipato ben 30 paesi e, in particolare, un esercizio svolto nella regione di Capo Skalisty in Kamchatka ha visto contemporaneamente osservatori gli addetti militari di Cina, Corea, Malesia, Venezuela, Zimbabwe, Perù e Angola.
    Siglato il contratto nigeriano per gli elicotteri russi
    Come avevamo correttamente rivelato nel mese di maggio, la Nigeria ha effettivamente proceduto all’acquisto di una dozzina di elicotteri russi Mil. È stato Sergey Goreslavsky, Vice Direttore Generale di Rosoboronexport, a confermarlo ai giornalisti presenti al Salone azero ADEX-2014 tenutosi a Baku dall’11 al 13 settembre scorso. “Nel mese di agosto – ha dichiarato Goreslavsky – è stato firmato un contratto con la Nigeria per la fornitura di elicotteri d’attacco Mi-35M e utility Mi-171Sh.” Secondo molti analisti, benché le cifre esatte non siano state specificate, sarebbero nel dettaglio sei Mi-35M e sei Mi-171Sh. Riguardo i termini di consegna, il primo lotto di elicotteri potrebbe giungere a destinazione nel paese africano entro un anno dalla firma del contratto.Per la Nigeria si tratta di un contratto estremamente importante in virtù del necessario rinnovamento della flotta aerea più volte auspicata dal Capo di Stato Maggiore dell’Aviazione Militare nigeriana Adesola Amosu e per la necessaria strategia di contrasto al gruppo terroristico islamico di Boko Haram.
    Procede lo sviluppo del nuovo Mil Mi-171A2
    Russian Helicopter e la società Radio-Electronic Technologies KRET, entrambe parte della Rostec Corporation, hanno dato avvio alla sperimentazione dell’elicottero Mil Mi-171A2 equipaggiato con la suite avionica KBO-17.
    Le prove in volo avverranno presso le strutture di collaudo dell’Helicopter National Building Center site nello stabilimento Mil di Mosca. L’avionica KBO-17 installata sul primo modello sperimentale di Mi-171A2, che per la cronaca è stato presentato allo scorso salone aerospaziale MAKS 2013 di Zhukovsky, è stata sviluppata presso l’Ulyanovsk Instrument Manufacturing Design Bureau facente capo alla KRET.
    Grazie ad essa il Mi-171A2 può operare in qualsiasi ora del giorno o della notte anche in condizioni climatiche estremamente avverse. Per una maggiore sicurezza di volo, il Mi-171A2 è stato equipaggiato con moderni sistemi cartografici di navigazione satellitare (su display LCD a colori) GLONASS o GPS con mappe digitalizzate, sistemi di navigazione inerziali VOR/ILS, moduli di informazione meteorologica e sistemi di allerta collisioni (per la presenza di linee elettriche, tralicci, alberi solitari, etc.).
    Il cruscotto del Mi-171A2 è ovviamente un glass cockpit dotato di cinque principali schermi multifunzione LCD a colori e l’intera suite può essere integrata con il sistema di visione notturna NVG KOC-17. L’elicottero è dotato inoltre di un moderno sistema di autodiagnosi che elimina la necessità dell’ingegnere di bordo riducendo in tutta sicurezza l’equipaggio ai soli due piloti. Alla data odierna, oltre ad un esemplare di laboratorio volante per il collaudo dei sistemi elettronici, esistono altri due elicotteri Mi-171A2 che vengono utilizzati attualmente per le prove statiche e di fatica. Russian Helicopter spera di completare l’intero ciclo di collaudi e successive certificazioni entro il 2015.
    Secondo Michail Komar, responsabile Russian Helicopters del progetto Mi-171A2 – “Il nuovo elicottero combina i migliori vantaggi della famiglia di elicotteri Mi-8/17 e le ultime conquiste tecnologiche e di sviluppo nella scienza dei materiali e dell’ingegneria, dei controlli e dei sistemi di gestione. L’elicottero è dotato anche di motori più potenti, un nuovo sistema di rotore principale, è conforme inoltre ai nuovi requisiti di compatibilità ambientale e dotato di una sensibile riduzione dei livelli di rumore. Il Mi-171A2 prevede una velocità massima di 280 Km/h, con una velocità di crociera di 260 Km/h, una capacità di carico di 5 tonnellate e la possibilità di operare senza problemi con temperature comprese tra -50° e + 50° ?”.
    Firmato il contratto thailandese per i Mi-17V5
    Avevamo anticipato qualcosa, a novembre dello scorso anno, circa l’approvazione del governo thailandese dei fondi destinati all’acquisto di otto elicotteri per il bilancio 2013-2015 (nel dettaglio sei Eurocopter UH-72A Lakota e due Mil Mi-17V-5).
    Oggi, secondo un rappresentante del Centro di Analisi del commercio di armi globale (CAWAT – Centre for Analysis of World Arms Trade), le forze armate thailandesi avrebbero firmato il contratto per la consegna del secondo lotto di elicotteri russi Mil Mi-17V-5. “I termini e le condizioni del contratto – ha dichiarato il portavoce del Centro di Analisi all’agenzia di stampa RIA Novosti – sono stati discussi a ottobre 2013, ma il contratto per la fornitura di due elicotteri per l’esercito thailandese è stato firmato a Mosca recentemente”. Si tratterebbe effettivamente del secondo ordine di Mi-17V-5, in quanto già nel 2008 Bangkok aveva acquistato tre esemplari di questo elicottero russo.
    MiG-35 per l’Egitto…?
    Mentre scriviamo una delegazione russa della società RAC MiG si è recata in Egitto guidata dal Direttore Generale Sergey Korotkov al fine di condurre dei negoziati per la consegna di caccia multiruolo MiG-35.
    Korotkov avrebbe dichiarato all’agenzia ITAR-TASS che i rappresentati egiziani sono stati recentemente in visita in Russia e hanno avuto modo di vedere dal vivo il MiG-35 a terra e in un volo dimostrativo.“Siamo fiduciosi – ha dichiarato Korotkov – ma la certezza potrà dirsi soddisfatta dopo questi colloqui; la speranza è che in seguito a questo negoziato possa essere firmato un contratto per attivare le consegne già a partire dai prossimi mesi”.
    Nei primi mesi del 2014, a seguito degli accordi siglati a Mosca tra il leader militare egiziano il Generale Abdel Fattah el-Sisi e il Presidente della Federazione russa Vladimir Putin, il Ministro della Difesa egiziano aveva confermato che l’acquisto di armi ed equipaggiamenti russi sarebbe stato finanziato per buona parte dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti. Secondo quest’ultimo, inoltre, nell’ambito dei suddetti accordi la Russia dovrebbe consegnare 24 caccia MiG-29 all’Egitto.
    …e per il Perù?
    Il costruttore russo RSK MiG cerca in tutti i modi di piazzare un ordine per il caccia avanzato MiG-35. Dopo l’Egitto è stata la volta del Perù. È sempre il Direttore Generale Sergej Korotkov a commentare agli organi di stampa nazionali questa notizia: – “Ci auguriamo che il Perù possa procedere all’acquisto di nuovi caccia; questa è la nostra priorità. Abbiamo discusso con le istituzioni locali questo programma, dato che hanno preso coscienza del fatto che parte della flotta dei loro MiG-29, realizzata circa 30 anni fa, sta arrivando alla fine della loro vita operativa.”Korotkov non ha specificato quando potrebbe essere firmato il contratto ma ha suggerito che un eventuale accordo potrebbe includere circa una decina di caccia MiG-35.
    Il Perù, secondo quanto dichiarato da Korotkov, avrebbe analizzato recentemente le proposte di vendita di nuovi caccia giunte da varie nazioni, comunicando sempre il proprio diniego; sembrerebbe insomma che la nazione andina sia propensa al proseguimento del servizio su eventuali nuovi Fulcrum. Secondo i dati degli analisti militari presso la Fuerza Aérea del Perú, sono operativi 17 Mig-29 e 2 MiG-29UB in carico presso il Grupo Aéreo Nº 6 con sede presso la base di Pedro Ruis Galio sita a Chiclayo. Considerato però che otto MiG-29 sono stati recentemente aggiornati allo standard SMT, non è da escludere che il Governo peruviano possa procedere all’aggiornamento di altri Fulcrum al fine di prolungare la vita operativa dell’intera flotta, rimandando così a data da destinarsi l’acquisto ex-novo dei MiG-35.
    Il Gen. US Army Campbell esalta il Mi-17
    Nell’ambito dei recenti contenziosi geopolitici tra Stati Uniti e Russia (dal contesto siriano a quello ucraino, tanto per citare i due esempi più recenti e ampiamente discussi dai media), appaiono degne di nota ma soprattutto “politically correct” le affermazioni espresse del Generale dell’US Army John F. Campbell, capo delle forze americane in Afghanistan e di quelle dell’International Security Assistance Force, quando durante una conferenza stampa all’interno della sala briefing del Pentagono ha espresso parole di rispetto e di ammirazione nei confronti dell’elicottero russo Mil Mi-17: -
    “L’elicottero Mi-17 ha rappresentato una svolta nella movimentazione delle forze afghane e nelle forniture di materiali necessari nella lotta contro gli insorti talebani”. “Penso che – ha proseguito Campbell – [il Mi-17] sia stato un moltiplicatore di forze sia per i gruppi operativi speciali che per quelli convenzionali, per l’esercito e per la polizia; è stato così intensamente usato nel trasporto truppe e materiali che ritengo tali capacità abbiano contribuito sensibilmente a infondere un clima di fiducia nel popolo afghano nei confronti delle loro forze armate e di questo sono rimasto personalmente colpito”.
    Secondo Campbell le capacità operative del Mi-17 (che il Generale americano non ha avuto timore a definire “davvero incredibili”) hanno permesso ai soldati afghani di ricevere e inviare rifornimenti in condizioni orografiche e meteorologiche estremamente difficili, anche negli angoli più remoti del paese afghano.
    Nonostante le continue e recenti polemiche da parte di icani) da destinare all’Afghanistan, il Gen. Campbell e altri funzionari militari americani hanno schiettamente espresso il loro parere contrario ad ogni restrizione sull’uso dei Mi-17 da parte delle forze armate afghane e dei membri della coalizione.
    Ka-226T: assemblaggio in Kazakhstan?
    Lo stabilimento di Produzione aerea nr. 405 del Kazakhstan (Aircraft Repair Plant 405 o ARP-405), situato accanto all’aeroporto Internazionale della capitale Almaty (Alma-Ata), ha espresso all’agenzia di stampa russa Interfax tramite il suo portavoce una fervida speranza di iniziare l’assemblaggio dell’elicottero russo Kamov Ka-226T a partire dal 2016.
    Tale aspettativa è nutrita dalle dichiarazioni fornite lo scorso anno da Russian Helicopter che miravano a creare una joint venture in Kazakhstan per questo scopo. Ricordiamo infatti che già nel 2012 proprio l’elicottero in questione era stato mostrato in volo al Ministero delle Emergenze kazako per le funzioni principali di MedEvac. Attualmente, i rapporti collaborativi tra Russian Helicopters e l’ARP-405 sono eccellenti: dal 2009 l’impianto si occupa infatti della manutenzione, della riparazione e della revisione degli elicotteri russi operanti nel paese asiatico quali Mi-8, Mi-8MT, Mi-8MTV-1, Mi-17 e Mi-17-1V.
    Foto: Russian Helicopters, Defence Russia, Mikoyan Gurevich

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    NEWS DA MOSCA - Analisi Difesa
    NEWS DA MOSCA


    di Maurizio Sparacino25 dicembre 2014, pubblicato in Analisi Industria

    Consegnati sei Su-34 alla VVS…
    Rispettando i tempi di programmazioni sulle consegne dei Su-34 per l’anno in corso, un nuovo lotto di sei cacciabombardieri Sukhoi Su-34 è stato consegnato ad un Reggimento della VVS facente capo al Distretto Militare del Sud con sede nell’Oblast’ di Rostov.
    L’accettazione è stata completata come da prassi dagli ufficiali specialisti di ingegneria e dei servizi tecnici del reparto, che hanno scrupolosamente controllato la funzionalità di tutti i sistemi di bordo.Successivamente gli equipaggi hanno effettuato il trasferimento compiendo per l’occasione un volo non stop dal campo di aviazione dello stabilimento facente capo alla Sukhoi con sede a Novosibirsk, fino alla base di destinazione, coprendo una distanza di ben 4.000 Km.
    Soddisfatto il portavoce dello stabilimento Novosibirsk Aircraft V.P. Chkalov, che ha ribadito come il terzo ordine di Stato (attualmente in corso) dei 92 Su-34 da consegnare entro il 2020 garantirà un carico di lavoro stabile per gli anni a venire e ne assicurerà il suo sviluppo.Stante invece le dichiarazioni del portavoce ufficiale del reggimento ricevente il nuovo lotto di Su-34, i piloti concluderanno entro la fine dell’anno un ciclo di addestramento incentrato principalmente sull’uso di armi per neutralizzare bersagli aerei e terrestri nonché sulle tecniche di rifornimento in volo.
    Il Su-34 è un’evoluzione di cacciabombardiere ognitempo derivato dal Su-27, progettato per attacchi di precisione e per missioni di bombardamento a medio raggio; è armato con un cannone GSh-301 da 30 mm e può trasportare fino a 8000 Kg di armamento disposti sotto i 12 punti d’attacco di cui è dotato. Oltre al classico armamento aria-aria per autodifesa (missili AA-10, AA-11 e AA-12), il Su-34 può imbarcare ovviamente missili aria-terra a guida laser o tv, bombe guidate, missili anti nave e anti radiazione, oltre al classico armamento non guidato quali razzi e bombe a caduta libera.
    …e un nuovo lotto di Su-35S e Su-30M2
    Lo scorso mese la società Sukhoi ha consegnato una serie di nuovi caccia Su-35S e Su-30M2 nel quadro della giornata unitaria di accettazione delle attrezzature militari richieste dal Ministero della Difesa russo.
    La cerimonia di trasferimento che ha avuto luogo presso l’aeroporto dello stabilimento Sukhoi Company sito a Komsomolsk-on-Amur è stata realizzata attraverso la presenza in videoconferenza del Ministro della Difesa russo Sergey Shoygu.Si tratta di velivoli realizzati in conformità con gli ordini della Difesa per la fornitura di aerei da combattimento nell’ambito del programma di armamento dello Stato 2011-2020.Anche in questo caso l’attuazione dei suddetti garantirà da un lato una sensibile e progressiva modernizzazione dell’organico della VVS e al contempo garantirà un elevato e costante carico di lavoro a lungo termine per la società Sukhoi e i suoi partner.
    Il Su-35S “Flanker-E” è un caccia multiruolo monoposto super maneggevole derivato dal caccia Su-27 a spiccata vocazione per il dog fighting. È stato presentato come un caccia di generazione “4++”, anche se secondo i costruttori utilizza diverse tecnologie di quinta generazione”. Il velivolo, alimentato da due turbofan 117S con spinta vettoriale, presenta un’estrema manovrabilità nonché la capacità di neutralizzare contemporaneamente diversi bersagli aerei.
    Ricordiamo a tal proposito che nel 2009 il Ministero della Difesa aveva ordinato 48 Su-35S; dovrebbero dunque essere circa quaranta i velivoli consegnati finora, mentre i rimanenti otto velivoli arriverebbero ai reparti entro la metà del 2015.
    Il Su-30M2 (foto a sinistra) è invece un derivato biposto del caccia Su-30MKK benché privato delle alette canard e degli ugelli a spinta vettoriale; possiede una spiccata vocazione per l’attacco al suolo ogni tempo ed è dotato di sistemi di controllo di armi ad alta precisione con funzionalità avanzate per la distruzione di obiettivi terrestri e marini, di superficie o sotterranei.Dispone inoltre di un nuovo sistema di visualizzazione delle informazioni di volo con schermi a cristalli liquidi multifunzione a colori, sonda per rifornimento in volo e una struttura cellula-carrello rinforzata per garantire operazioni con serbatoi pieni e carico di armi massimo per un peso al decollo fino a 38 tonnellate.
    Iniziano i collaudi del terzo Tu-214SR
    A breve, secondo il russo Business Online, un nuovo aereo Tu-214SR realizzato dalla Kazan Aircraft Production (KAPO) entrerà a far parte della divisione aerei speciali Rossiya.
    Il velivolo in questione, che ha effettuato il primo volo lo scorso 11 ottobre, si trova attualmente impegnato con le prove di volo e sarà consegnato al cliente probabilmente entro gli inizi del 2015.Il Tu-214SR è una versione del velivolo adibita a ARR (Airborne Radio Relay – aereo ponte radio) che opera spesso a fianco dell’aereo presidenziale.Esternamente questo velivolo differisce dalla versione civile Tu-214 (derivata a sua volta dal Tu-204) per una vistosa carenatura aerodinamica sulla parte superiore della fusoliera; ha un equipaggio di tre persone anziché due come nella versione civile, può ospitare fino a 62 passeggeri e il suo raggio d’azione è stata aumentato attraverso l’utilizzo di serbatoi esterni da 7.000 a 10.000 Km.Il primo volo del Tu-214SR (s/n RA-64515) è avvenuto il 27 aprile 2008, mentre il secondo prototipo (s/n RA-64516) ha effettuato il suo primo volo il 10 dicembre 2008.
    Entrambi sono stati consegnati il 1° giugno 2009 e sono stati incorporati nello Squadrone Speciale della Presidenza della Federazione russa gestite dalla compagnia aerea Rossiya.Per la cronaca, questi aerei sono stati recentemente avvistati in occasione delle olimpiadi invernali di Sochi e sopra la Crimea. Benché questi velivoli non figurino nelle liste delle forze aeree mondiali redatte dal Flight International (in quanto in carico alla compagnia parastatale Rossiya e non al Ministero della Difesa), i Tu-214SR sono stati costruiti appositamente per l’utilizzo da parte del Presidente della Federazione russa e hanno sostituito i vecchi Ilyushin Il-20M/22 che volavano da circa quarant’anni.
    Del Tu-214 esistono altre versioni speciali: il Tu-214ON realizzato appositamente per le operazioni di volo internazionali stabilite dal Trattato Open Skyes, il Tu-214R per operazioni SIGINT-ELINT-COMINT, la versione Tu-214PU con compiti specifici di Airborne Command Post (posto di comando aereo) e la versione “SUS”, sigla russa che sta per Centro di Comunicazioni Speciali.
    Volo no stop da record per quindici Mi-8AMTSh
    Secondo il portavoce del servizio stampa del Dipartimento del Ministero della Difesa russo, in occasione dell’esercitazione militare denominata “Vostok-2014” è stato stabilito un record di traversata da parte di un gruppo di elicotteri della VVS.
    Con un volo della durata di 6,5 ore, ben sedici elicotteri Mi-8AMTSh provenienti dalla 11^ Armata Aerea (dipendenti dal Distretto Militare Orientale) con sede a Khabarovsk hanno compiuto un volo non stop sul mare dall’isola di Iturup (sulle Curili) alla base aerea di Yelizovo (Territorio della Kamčatka) per una distanza superiore ai 1300 Km.
    Secondo il portavoce tutto ciò è stato possibile grazie all’adozione di quattro serbatoi supplementari che hanno permesso ai Mi-8AMTSh di volare senza sosta (per la cronaca l’autonomia di volo effettiva è all’incirca di 1200 Km).Il Colonnello Sergey Dyagilev, ispettore del Servizio di Sicurezza del 3° Comando Difesa Aerea del Distretto Militare Orientale, ha commentato invece che il volo in questione ha rappresentato un duplice test per l’affidabilità in volo dell’elicottero oltre che per la futura adozione dei serbatoi supplementari che, al momento del bisogno, potranno essere rimossi o reinstallati secondo l’esigenza operativa del momento.
    16 Su-25SM3 per l’aviazione russa
    Nel quadro dei recenti ordini della Difesa russa una base aerea del Distretto Militare del Sud sita nella regione di Krasnodar ha ricevuto un totale di 16 aerei d’attacco al suolo Sukhoi Su-25SM3.
    Il rispettivo Servizio stampa del distretto ha dichiarato per l’occasione che questi aerei rimpiazzeranno in toto i più vecchi esemplari del Su-25. In generale, le versioni SM si differenziano dalla principale per un arsenale di armi molto più ampio e da un’apparecchiatura di navigazione e comunicazione radio moderna, tuttavia la recente SM3 rappresenta l’ultimissima versione di questo aereo e si differenzia dalla SM2 per l’adozione di una nuova suite di autoprotezione Vitebsk-25 costituita da un sistema a due pod L-370-3 situati nei punti d’attacco più esterni delle semiali (utilizzati in precedenza per trasportare missili aria-aria a corto raggio R-60 o AA-8 Aphid per la NATO), che coprirebbero la banda di frequenza dai 7 ai 10 GHz; sistema descritto come molto più veloce rispetto a quelli analogici della generazione precedente.
    Nella suite è compreso inoltre un jammer direzionale IR che copre l’emisfero posteriore e inferiore del velivolo e un MAW (o sistema di allarme missilistico) all’UV. Grazie alla modernizzazione il velivolo di attacco può colpire bersagli in qualsiasi condizione atmosferica e di visibilità. Il Su-25M3 mantiene comunque inalterate le prestazioni subsoniche e di corazzatura del Su-25, ma aumenta notevolmente, anche in concomitanza col sistema di navigazione GLONASS, la possibilità di supportare le truppe di terra e sopprimere obiettivi in qualsiasi condizione temporale del giorno e della notte con un margine di errore di pochi metri.
    Aggiornamenti sull’avionica dei Ka-27PL
    Secondo le dichiarazioni espresse dal Capitano Vyacheslav Trukhachev portavoce della Flotta russa del Mar Nero, gli elicotteri antisom Ka-27PL stanno ricevendo nuove attrezzature elettroniche per la tracciatura e l’identificazione dei sottomarini.
    “Un [primo] elicottero Ka-27PL della Flotta del Mar Nero è stato equipaggiato con una nuova serie di apparecchiature sonar per ricerche sottomarine e sarà pronto a breve per effettuare le prime missioni operative. Gli equipaggi di volo della base aeronavale di Kacha a Sebastopoli – ha proseguito Trukhachev – hanno già iniziato a testare il nuovo equipaggiamento basato sulle nuove sonoboe RGB-16K e stanno imparando a garantire un funzionamento affidabile delle apparecchiature”.La sonoboa RGB-16K è stata progettata per la conversione dei segnali acustici provenienti dall’ambiente sottomarino in segnali elettrici che vengono successivamente bypassati sui canali radio dei dispositivi sonar del velivolo, essa è dotata di una nuova elettronica che gli consente di funzionare efficacemente in ambiente marino. Rispetto ai suoi predecessori, è di dimensioni più piccole ed ha una maggiore sensibilità che gli permette un migliore e più sensibile rilevamento dei target.
    Foto: Russian Helicopters, Sukhoi, Russia Military Photos

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    News da Mosca

    di Maurizio Sparacino21 gennaio 2015, pubblicato in Analisi Industria

    Nuovo contratto UAC per l’aggiornamento di 50 MiG-31
    Il Ministero della Difesa russo ha firmato un contratto del valore di 30 miliardi di rubli (pari a 630 milioni dollari) con la società United Aircraft Corporation (UAC) per procedere alla modernizzazione di ulteriori 50 caccia intercettori supersonici MiG-31 allo standard “BM”.
    Tale anovra arriva nel momento in cui la Federazione russa spende circa 500 miliardi di dollari nel programma del riarmo di Stato in corso, in concomitanza con le attuali crescenti tensioni con l’Ucraina e con i sempre più frequenti incontri ravvicinati degli aerei militari russi con le forze aeree dei paesi NATO. Secondo il vice Ministro della Difesa Yuri Borisov, le Forze aeree russe riceveranno oltre 50 MiG-31 ammodernati entro la fine del 2018.
    L’aggiornamento del “Foxhound” consiste in nuovi sistemi avionici e in un sistema di controllo di fuoco più potente che consente l’utilizzo persino di armi aria-terra, dalle bombe guidate fino ai moderni missili antiradar Kh-31 (AS-17 “Krypton” per la NATO). Il MiG-31BM è in grado inoltre di rilevare bersagli aerei alla distanza di 320 km e colpirli alla distanza di 280 km, di monitorare contemporaneamente fino a 10 bersagli e ingaggiarne 6 simultaneamente; ha un raggio d’azione di 720 km e una velocità massima di 3000 km/h.
    Allo stato attuale dovrebbero essere circa 134 i MiG-31 in servizio con la VVS; venti di questi intercettori secondo i media nazionali risultano essere stati aggiornati facendo riferimento però al primo contratto firmato nel 2011 che prevedeva l’aggiornamento di 60 MiG-31 entro il 2020. Il totale con il recente contratto porta dunque ad almeno 90 il totale dei velivoli ancora da aggiornare al nuovo standard “BM”.
    Turbofan RD-93 per la Cina
    In seguito ad accordi firmati in occasione dell’Airshow China 2014 svoltosi a Zhuhai, la Russia fornirà alla Cina un nuovo lotto supplementare di 100 motori turbofan Klimov RD-93 allo scopo di equipaggiare gli aerei da combattimento Joint Fighter-17 (JF-17) Thunder prima della fine del 2016.
    Questo documento firmato tra Rosoboronexport e funzionari della Difesa cinese fa seguito al contratto del valore di 238 milioni di dollari siglato nel 2005 per un identico numero di motori le cui consegne furono ultimate nel 2010. Tale accordo comprendeva allora un’opzione per ulteriori 400 esemplari di turbofan RD-93, motori che per inciso continueranno comunque ad essere realizzati dallo stabilimento Chernisev con sede a Mosca e facente capo alla United Engine-Building Corporation (UEC).
    Per la cronaca ricordiamo che il caccia JF-17 prodotto da una joint venture sino-pakistana è attualmente in servizio solo con la Pakistan Air Force. All’airshow cinese un alto funzionario della delegazione russa ha confermato inoltre che il caccia cinese di quinta generazione Shenyang J-31 (FC-31) sarà dotato di una nuova versione del RD-93 in quanto la United Engine-Building Corporation e la China National Aero-Technology Import e Export Corporation (CATIC) hanno firmato recentemente un importante accordo per l’aggiornamento del turbofan russo.
    Russia e Cina per il nuovo elicottero da trasporto pesante
    Secondo il CEO di Russian Helicopters Alexander Mikheev(nella foto a sinistra) la configurazione tecnica del nuovo elicottero da trasporto pesante frutto del programma comune sino-russo dovrebbe essere determinato ufficialmente a febbraio 2015. “Attualmente – ha dichiarato Mikheev – stiamo sviluppando il programma di cooperazione e stiamo lavorando alla divisione delle competenze di cui ciascuna parte sarà responsabile.
    È importante definire quali uffici di progettazione dovranno essere impegnati e quali competenze e tecnologie si intenderà utilizzare. In questi mesi abbiamo compiuto dei colloqui che ci porteranno a rendere chiara al più presto la configurazione di volo di questo elicottero.” Sebbene recentemente alcuni organi di stampa hanno riferito in merito che il nuovo elicottero sviluppato da Russia e Cina sia un derivato del Mi-26T, ovvero l’elicottero più grande e potente del mondo prodotto dalla Mil Helicopters, Mikheev ha smentito categoricamente tutto questo affermando come il progetto comune non sarà né una versione modernizzata del Mi-26T né un derivato simile.
    Sviluppato esclusivamente per il mercato cinese e secondo i requisiti espressi dai vari ministeri e dalle autorità locali, in particolar modo per quelle del Ministero delle Situazioni di emergenza cinesi, l’elicottero frutto dell’accordo dovrebbe essere dunque un progetto totalmente nuovo.
    Inizia la produzione dei nuovi A-100 AWACS
    La Russia ha avviato la produzione della sua nuova generazione di aerei AWACS (Sistema di Allarme e Controllo Aviotrasportato): Il primo Ilyushin Il-76MD-90A, versione radicalmente aggiornata dell’Il-76 “Candid”, ha lasciato la fabbrica Aviastar-SP con sede a Ulyanovsk e si è diretto presso lo stabilimento Beriev Aviation di Taganrog.
    L’A-100, nome del nuovo velivolo che sostituirà gradualmente il precedente AWACS russo Beriev A-50 “Mainstay” (per la cronaca basato anch’esso su una cellula di Il-76, prodotto in una quarantina di esemplari tra il 1978 il 1992 e in servizio attualmente in circa venti velivoli) sarà elaborato dalla Beriev e dalla società JSC Vega Radio Engineering Corporation.
    Quest’ultima si occuperà specificatamente, oltre che della avionica, anche del nuovo radar avanzato AESA (matrice attiva a scansione elettronica, noto anche come radar phased array attiva) alloggiato nel classico rotodome per rilevare e tenere traccia simultaneamente di più bersagli aerei e terrestri rispetto al suo predecessore.
    Al ritmo attuale di produzione e vista la grande richiesta di aerei da trasporto Il-76MD-90A da parte del Ministero della Difesa russo appare chiaro come la trasformazione in aerei AWACS possa procedere a rilento rispetto a quanto sperato. In questo contesto infatti, l’aggiornamento del vecchio A-50 alla versione “U” serve infatti a colmare il divario e consentire ancora per un decennio il servizio operativo in Russia e nei paesi amici. A tal proposito infatti, ricordiamo che due esemplari russi di A-50U sono attualmente basati in Bielorussia presso le basi aeree di Baranavichy e Babrujsk quasi certamente al fine di controllare le attività militari degli aerei americani nel contesto della crisi ucraina presenti in Polonia e Lituania.
    Primo volo del Tu-160M
    Il primo bombardiere strategico supersonico Tupolev Tu-160 “Blackjack” aggiornato allo standard “M” ha fatto il suo primo volo decollando dalla base aerea della Kazan Aircraft Plant (KAPO) sita ad est della capitale russa.
    Questo Tu-160M che è rimasto in volo per due ore e quaranta minuti, è uno dei tre Tu-160 che verranno modernizzati secondo l’accordo del valore di 103 milioni di dollari sottoscritto nel 2013 dal Ministero della Difesa russo, dal bureau Tupolev e dalla società costruttrice Kazan Aircraft Production Association. Stante le dichiarazioni fornite a suo tempo dalle società interessate, il termine per la consegna dei tre Tu-160M sarà il 31 dicembre 2015.
    Benché la natura specifica degli aggiornamenti non sia mai stata ufficialmente divulgata, è molto probabile che questi possano riguardare l’avionica, i motori Kuznetsov Nk-32, l’elettronica di bordo nonché l’utilizzo di nuove armi (come i missili cruise a lungo raggio Raduga NPO Kh-555) al fine di elevare la sua efficacia in combattimento. Questo consentirà al Tu-160 di proseguire la sua carriera operativa fino al 2030, anno in cui dovrebbe entrare in servizio il nuovo PAK-DA. La punta di diamante della triade strategica (costituita assieme al Tu-95 e al Tu-22M) supererà così i 40 anni di servizio, considerato che entro il 2020 la VSS russa prevede di ricevere dieci bombardieri strategici che saranno modernizzati secondo lo standard Tu-160M.
    Produzione del Kamov Ka-226T in India
    Il vice primo ministro russo Dmitry Rogozin ha dichiarato che l’India produrrà elicotteri russi Ka-226T a seguito della recente visita del Presidente della Federazione russa Vladimir Putin a New Delhi e degli accordi siglati con il Primo ministro indiano Narendra Modi, che avrebbe a tal proposito così commentato l’accordo: - “Sono lieto che la Russia abbia proposto di organizzare in India la piena produzione di uno degli elicotteri più moderni.
    Questa proposta include anche la successiva possibilità di esportare questi velivoli dall’India. Questo elicottero può essere usato ai fini sia militari che civili.” Secondo Rogozin il volume di produzione in territorio indiano dei Ka-226T potrebbe raggiungere inizialmente la cifra di quasi 400 elicotteri l’anno, successivamente poi il volume annuo potrebbe toccare quota 600 unità.
    Nel 2003 l’India aveva lanciato una gara d’appalto per l’acquisto di elicotteri utility dove il Ka-226T aveva iniziato il confronto con l’Eurocopter AS 550 C3 Fennec e il Bell 407; tuttavia le prestazioni del Ka-226 hanno convinto adesso Nuova Delhi, in virtù di questi nuovi accordi, a rinunciare alla gara e ad optare per la produzione degli elicotteri Kamov sul proprio territorio.
    Il Ka-226T dovrebbe così consentire la radiazione dei vecchi elicotteri Chetak e Cheetah (una variante rispettivamente dei SA315B Alouette II ed SA316 Alouette III della Sud Aviation – Aérospatiale successivamente fabbricati dalla Hindustan Aeronautics Limited su licenza).
    Si tratta di velivoli progettati negli anni ’60 e tutt’oggi operativi le cui autorità militari indiane avrebbero proposto da tempo la loro messa a terra: secondo i media locali infatti, negli ultimi 20 anni ci sarebbero stati ben 191 incidenti con quasi 300 vittime.
    Secondo Maksim Pjaduškin, direttore della rivista specializzata d’aviazione Russia & CIS Observer: “Il Kа-226Т è un elicottero multifunzionale; si distingue per la possibilità di installazione di diversi moduli in cabina. A seconda dei compiti richiesti la cabina passeggeri può essere infatti rapidamente sostituita con quella idonea per il trasporto carichi, o in alternativa può essere installato il modulo medico per missioni MedEvac.
    Ciò amplia notevolmente le possibilità di impiego del velivolo. L’elicottero è dotato di un nuovo motore potente e di un sistema di navigazione moderno.” Secondo Pjaduškin, inoltre, il Kа-226Т è stato già testato con successo in India e questo ha consentito di aderire immediatamente al suddetto accordo.
    Kuznetsov lavora al propulsore per il bombardiere PAK-DA
    La JSC Kuznetsov, azienda russa leader nella produzione di motori aeronautici e motori a razzo per moduli spaziali, ha completato con successo il collaudo al banco di un nuovo motore destinato al futuro bombardiere strategico a lungo raggio di nuova generazione PAK-DA.
    Realizzate in una località sconosciuta, tali prove supportano attivamente il piano del Governo russo al fine di completare il primo volo del prototipo entro il 2019. Ricordiamo a tal proposito che lo scorso giugno la Kuznetsov è stata selezionata dal Ministero della Difesa russo per la produzione dei motori del PAK DA. Nicholay Yakushin direttore esecutivo della società, ha affermato che queste prove di collaudo convalidano gli investimenti di ricerca e sviluppo fin qui sostenuti per la produzione di questo nuovo propulsore.
    “Durante la prova il motore ha dimostrato eccellenti prestazioni ed i suoi parametri sono stati vicini a quelli dichiarati. Allo stato attuale il suo sviluppo è ancora in via di realizzazione e il lavoro di ricerca prosegue, tuttavia – ha proseguito Yakushin – la prima esecuzione con successo del motore di prova è una tappa importante per l’azienda e per i suoi dipendenti perché rappresenta certamente la positiva attuazione di tecnologie e soluzioni sviluppate finora.”
    Secondo Yakushin, a proposito delle prestazioni generali del PAK-DA – “Il velivolo dovrebbe essere armato con i sistemi avanzati di guerra elettronica e dotato di nuovi missili nucleari da crociera a lungo raggio.” Anche se l’architettura e le prestazioni del nuovo motore sono altamente classificati, le immagini rilasciate dalla società rivelano che le proporzioni dei motori non sono dissimili in scala dal motore F135 Pratt & Whitney che è in dotazione al caccia bombardiere statunitense di quinta generazione.
    Certamente la JSC Kuznetsov possiede un elevato e specifico know-how, considerato poi che i motori della triade dei bombardieri strategici russi è tutta proveniente dalla stessa società: ricordiamo infatti che il Tu-95 è equipaggiato con 4 turboelica Kuznetsov NK-12M, il Tu-22M con due turboventole Kuznetsov NK-25 mentre il Tu-160 con quattro turboventole Kuznetsov NK-32/321.
    Mentre scriviamo appare infine il lancio dell’agenzia di stampa ITAR-TASS sulla dichiarazione del Comandante in Capo dell’Aviazione a lungo raggio della VVS, Tenente Generale Anatoly Zhikharev, il quale ha affermato che i test del nuovo bombardiere saranno avviati nel 2019-2020, e che l’ingresso in servizio è previsto tra il 2023 e il 2025. A tal proposito, sempre secondo Zhikharev, in parallelo con lo sviluppo del nuovo PAK-DA verrà rinnovata la flotta dei tanker della VVS contemporaneamente con l’aggiornamento delle infrastrutture utilizzate dall’Aviazione a lungo raggio.
    Il comandante della VVS sulle presunte violazioni in volo dei caccia russi
    Interpellato dalla stampa nazionale a proposito delle recenti notizie apparse sui media occidentali sulle presunte violazioni delle norme internazionali dei voli da parte dei caccia russi, il Comandante Generale della VVS russa, generale colonnello Viktor Bondarev (foto sotto), ha espresso la sua opinione con toni fermi e concisi.
    “Queste notizie sono atte a distogliere l’attenzione dall’aumento considerevole di forze NATO lungo i nostri confini. Queste accuse, tuttavia, – ha proseguito Bondarev – non impediranno alla nostra Forza armata di continuare la formazione prevista per i propri piloti e i voli saranno eseguiti negli spazi aerei internazionali in stretta conformità con il diritto internazionale della navigazione aerea”.
    A supporto della veridicità di quanto affermato dal Generale Bondarev arrivano le dichiarazioni rilasciate dal comandante del distaccamento in Estonia della Luftwaffe (nell’ambito della Baltic Air Policing) Tenente Colonnello Gordon Schnitger, il quale avrebbe affermato che – “non è stato visto finora alcun atteggiamento aggressivo da parte dei caccia russi; certamente l’attività di volo russa è aumentata considerevolmente. Il nostro compito – ha proseguito Schnitger – è quello di identificare i loro aerei, non quello di molestarli” aggiungendo inoltre che “non ci sono state manovre di combattimento da parte nostra o da parte loro.”
    Programmi di acquisizioni e obiettivi principali del 2015 per la VVS
    Le Forze aeree russe prenderanno in consegna nel 2015 oltre 150 velivoli (tra aerei ed elicotteri militari) e l’Artide sarà considerata l’area di massima priorità nello svolgimento delle attività operative e d’addestramento; questo il comunicato del Servizio stampa del Ministero della Difesa russo nella relazione di fine anno.
    “Nel 2015 – ha dichiarato ufficialmente il Ministero – le forze aeree si concentreranno principalmente sull’obiettivo di aumentare la loro presenza operativa nella regione artica immettendo in servizio nuove armi e nuovi veicoli, migliorando l’addestramento al combattimento delle unità militari e contestualmente operando attraverso la ricostruzione dei poligoni di tiro e dei materiali didattici al fine di migliorare in tal modo la sicurezza in volo in quello specifico contesto.
    ” In accordo con l’Ordine della Difesa di Stato per il 2015, sempre secondo il comunicato stampa, la VVS prenderà in consegna oltre 150 nuovi velivoli allo stato dell’arte, tra cui caccia e cacciabombardieri Su-30MS, Su-30M2, MiG-29SMT, Su-34 e Su-35, aerei d’addestramento Yak-130, aerei da trasporto An-148 e Il-76-MD90 ed elicotteri Ka-52, Mi-28N, Mi-8AMTSh (MTV-5-1), Mi-35M, Mi-26, Ka-226 e U-Ansat.
    Le forze aeree prenderanno in consegna i più recenti sistemi radar Nebo-M, Gamma e Sopka; stazioni radar a bassa quota Podlet, sistemi di difesa aerea S-400 e Pantsir-S. Inoltre saranno consegnati formatori per gli specialisti delle forze di Difesa aerea e simulatori di volo per i vari centri di formazione situati a Ryazan, Thorzhok e Syzran. Confermate inoltre le presenze della VVS alle esercitazioni “Union Shield 2015” e “Boevoye Sodruzhestvo 2015” e la partecipazione attiva in patria e all’estero delle pattuglie acrobatiche Russian Knights, Strizhi, Russian Falcons e Berkutj (con i Mil Mi-24).
    – Iniziate le consegne dei Su-30MK2 al Vietnam
    A seguito del contratto del valore di 600 milioni di dollari siglato nel 2013 tra Vietnam e Rosoboronexport per la fornitura di 12 caccia Su-30MK2, la Komsomolsk-on Amur Aviation Plant (facente capo all’United Aircraft Corporation) ha ufficialmente comunicato di aver consegnato agli inizi dello scorso dicembre due esemplari di Su-30MK2 alla nazione asiatica e mentre scriviamo, potrebbe portare a compimento la consegna di ulteriori due velivoli entro la fine del 2014.
    In questo modo sarebbero solo 8 i caccia rimanenti da consegnare al Vietnam nel 2015. Per la cronaca questo è il terzo contratto per la consegna di caccia Su-30MK2 in Vietnam; i precedenti contratti per la consegna di 8 e 12 Flanker sono già stati completati con successo.
    Completato l’aggiornamento di sei An-124-100
    Secondo un comunicato stampa emesso della società Aviastar-SP con sede a Ulyanovsk sono stati completati con successo i programmi di aggiornamento su sei aerei da trasporto pesante An-124-100 relativi ad un precedente ordine della Difesa di Stato russo. Il lavoro dell’Aviastar-SP è stato svolto complessivamente in tre anni: il primo An-124-100 è stato consegnato nel 2012, tre velivoli nel 2013 e gli ultimi due nel 2014. Il programma di ammodernamento – si legge nel comunicato stampa – include modifiche apportate in conformità con l’ordine di Stato e contempla tra l’altro l’aggiornamento dell’avionica volta a migliorare le prestazione generali, l’affidabilità e l’estensione della vita operativa del velivolo da trasporto strategico.
    Foto: Russian Helicopters, Sukhoi, Nikolai Novichkov, Ilyushin, Tupolev, Ministero Difesa Russo.

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    di Maurizio Sparacino9 febbraio 2015, pubblicato in Analisi Industria

    UAV Orlan-10 nel Comando militare artico
    Pochi giorni prima della conclusione del 2014 sono stati consegnati presso un’unità del Distretto Militare Orientale sita nel Circondario autonomo della Čukotka (nell’estremo oriente russo ai confini con l’Alaska) una serie di UAV del tipo Orlan-10. Secondo il portavoce del distretto all’agenzia ITAR-TASS: – “Il personale di comando e gli operatori addetti hanno completato la formazione presso un centro di formazione sito nella capitale (N.d.A. quasi certamente si tratta del Centro interspecifico per aeromobili a pilotaggio remoto di Kolomna, a Sud di Mosca); costoro saranno destinati alla base aerea di Anadyr-Ugolny.
    I voli di prova dei droni – ha proseguito il portavoce – sono previsti nei primi mesi del 2015 e serviranno a testare la capacità dei mezzi ad operare in condizioni estreme di bassa temperatura. Gli Orlan-10 saranno dunque utilizzati per la sorveglianza e il controllo delle acque territoriali russe e specificatamente saranno impiegati nei pressi della zona marittima lungo la costa del Mar Glaciale Artico. La formazione e l’ampliamento del comando militare Artico fa parte del vasto programma militare della Russia per rafforzare la propria presenza nella regione così come impartito lo scorso marzo dal Presidente Vladimir Putin. A tal proposito il Ministero della Difesa russo ha dichiarato l’intenzione di costruire 13 basi aeree e 10 stazioni radar nell’Artico.
    Ripreso lo sviluppo dell’Il-112V
    È stato firmato un contratto di Stato del valore di 8 miliardi di rubli tra il Ministero della Difesa della Federazione russa e la OJSC Ilyushin Aviation Complex per il completamento del lavoro di sviluppo dell’aereo da trasporto leggero Il-112V.
    Quest’attività di sviluppo, secondo il comunicato stampa della società VASO (Voronezh Aircraft Manufacturing Company) che si occuperà della produzione in serie del velivolo, coinvolgerà circa trenta imprese russe fornitrici di ben 50 componenti (tra cui le società Aviastar-SP, Aviacompozit, Aviaagregat Samara, etc.), ribadendo in tal senso come l’Il-112V sarà un aereo totalmente realizzato in Russia e la cui produzione non avrà alcuna dipendenza da paesi terzi.
    I termini del contratto prevedono nel dettaglio entro il 2016 la costruzione di due prototipi (uno per i test statici e di fatica e il secondo per i test di volo), la firma del contratto di Stato per la produzione entro il 2015 e la consegna dei primi esemplari ai reparti di volo dal 2018. Secondo gli analisti militari il primo ordine di Stato non sarà inferiore ai 60 esemplari. L’Il-112V bimotore turboelica da trasporto leggero avente un carico utile di circa 6 tonnellate sostituirà certamente la flotta dei vecchi An-24 “Coke” e An-26 “Curl”.
    Per dovere di cronaca ricordiamo che la OJSC Ilyushin Aviation Complex aveva vinto nel 2003 il concorso per la progettazione del velivolo da trasporto militare leggero con l’ipotesi di consegna dei primi velivoli nel 2006. Nel 2010, il Ministero della Difesa russo cessò di finanziare il progetto in virtù delle realizzazioni di programmi simili da parte del bureau ucraino Antonov. Oggi, il contratto siglato relativo all’ordine della Difesa di Stato per il 2014-2016 ha riportato in auge il progetto, che in virtù soprattutto delle tensioni con la vicina Ucraina e le relative complicazioni da dipendenza tecnologica potrebbe realizzarsi una volta per tutte.

    Be-200 per l’Indonesia?
    La Tentara Nasional Indonesia Angkatan Udara o Indonesian National Air Force nelle parole del suo Capo di Stato Maggiore Maresciallo capo Ida Bagus Putu Dunia, ha espressamente dichiarato all’agenzia locale ANTARA che sarà acquistato un numero imprecisato di aerei anfibi multiruolo Beriev Be-200 “Altair” per specifici compiti di pattugliamento di contrasto alla pesca illegale e sorveglianza marittima.
    Non è ancora chiaro tuttavia se la dichiarazione del Capo di Stato Maggiore indonesiano sia sostenuta o meno dalla leadership politica, nonostante il fatto che lo stesso abbia affermato come tale piano sia stato concordato con il Presidente dell’Indonesia. Successivamente sono giunte le affermazioni del Comandante delle Forze Armate indonesiane Generale Moeldoko, il quale avrebbe sottolineato come Giacarta voglia assumere il ruolo di “grande fratello” nell’ambito della collaborazione dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico) al fine di “incrementare l’ordine regionale nel sud est asiatico.”
    Il Beriev Be-200 è il più grande aereo anfibio polivalente al mondo: svolge ottimamente svariati compiti dalla lotta antincendio (potendo contare su un carico d’acqua fino a 12 tonnellate), fino alle operazioni di ricerca e soccorso, dal pattugliamento marittimo fino al trasporto inoltre merci (per 7,5 tonnellate) o passeggeri (fino a 72). Curiosamente mentre scriviamo appare la notizia che un esemplare di Be-200 insieme ad un Il-76, entrambi del Ministero delle Emergenze russo, stanno fattivamente partecipando alle operazioni di ricerca delle vittime e del relitto del volo aereo QZ8501 dell’AirAsia precipitato in mare domenica 28 dicembre 2014.

    Prime consegne dei Mi-171Sh al Perù
    Russian Helicopters ha recentemente provveduto alla consegna di otto nuovi elicotteri militari Mil Mi-171Sh al Perù. Alla cerimonia di accettazione avvenuta presso la base aerea peruviana di Callao (sede del Grupo Aéreo Nº 3) e che ha avuto notevole riscontro da parte dei media locali, sono intervenuti nientemeno che il Presidente del Perù in persona, Ollanta Moisés Humala Tasso, e il locale Ministro della Difesa Pedro Cateriano Bellido assieme ad altri funzionari importanti del paese andino.
    Durante il suo discorso il presidente del Perù ha affermato che: – “grazie a questa consegna, il Perù è la terza potenza leader in America Latina in termini di numero di elicotteri da trasporto”. Il ministro della Difesa peruviana Bellido ha dichiarato invece che l’espansione della flotta di elicotteri russi permetterà di rinnovare le capacità operative della forza aerea e al contempo di riorganizzare le basi remote e di osservazione delle frontiere del paese andino. Un elogio ai Mi-171Sh è giunto inoltre dal Comandante del Gruppo di volo Omar Gonzales il quale ha sottolineato che i vantaggi dell’elicottero russo risiedono anche nei suoi potenti motori in grado di operare agevolmente ad alte quote, lungo la cordigliera delle Ande. Successivamente un Mi-171Sh ha effettuato un volo dimostrativo di 30 minuti con a bordo il presidente del Perù Ollanta Humala, che ha successivamente elogiato le qualità di costruzione e la facilità d’impiego agli organi di stampa presenti. Secondo quanto stabilito dal contratto firmato nel dicembre 2013 per l’acquisto di 24 Mi-171Sh, i rimanenti 16 esemplari saranno consegnati nell’anno in corso, contratto che per inciso prevede l’apertura nel 2016 di un centro MRO (Maintenance, repair and operations) che consentirà al Perù di offrire servizi di assistenza ad altri operatori di elicotteri Mi-17/171 nella regione.
    Due nuove aerocisterne per la VVS
    Il Ministero della Difesa russo secondo un comunicato stampa emesso da un suo portavoce ha ordinato l’acquisto di due nuove aerocisterne Ilyushin Il-96-400TZ.
    Secondo tale comunicato il contratto, che sarebbe stato firmato con la United Aircraft Corporation (UAC), segnerebbe un’importante novità nel mondo dell’aviazione russa dato che si tratterebbe della prima trasformazione di un wide-body civile in un’aerocisterna militare. L’Il-96-400TZ, stando al comunicato del Ministero russo, potrà trasferire circa 65 tonnellate di combustibile ad una distanza fino a 3500 Km e su di esso verranno installati i moduli di rifornimento UPAZ-1M (Unifitsirovanny Podvesnoy Agregaht Zaprahvky o unità standardizzate di rifornimento sospese) già montati sulle aerocisterne in dotazione alla VVS quali gli Ilyushin Il-78M.
    Per la cronaca il quadrimotore civile Il-96 è entrato primo servizio con la compagnia di bandiera Aeroflot nel 1992 e attualmente rimane in servizio esclusivamente con la compagnia aerea Cubana e la flotta di Stato del Governo russo “Rossiya”; quest’ultima gestisce diversi varianti dell’Il-96, tra cui l’ aereo presidenziale Il-96-300PU.

    Battesimo di volo per la pattuglia Ali della Tauride
    L’Aeronautica Militare russa tramite il suo portavoce colonnello Igor Klimov ha ripreso a parlare della nuova pattuglia acrobatica russa “Krjlya Tavridi”, in italiano “Ali della Tauride”, basata sui nuovi addestratori Yakovlev Yak-130.
    Secondo Klimov infatti quest’anno avverrà l’apparizione in volo della nuova pattuglia acrobatica in due distinte occasioni: la prima sortita ufficiale durante la cerimonia del Giorno della Vittoria (9 maggio 2015), ove ricorrono tra l’altro i 70 anni della storica capitolazione della Germania nazista; e una seconda esibizione nel contesto dell’esercitazione Aviadarts 2015.
    Allo stato attuale i gruppi acrobatici della Forza Aerea russa comprendono i Russian Knights (Russkiye Vityazi, o Cavalieri Russi) su caccia Su-27P, gli Swift (Strizhi, o Rondoni) su MiG-29, i Russian Falcons (Sokoly Rossii, o Falconi russi) su caccia Su-30 e infine i Golden Eagles (Berkuty, o Aquile d’oro) su elicotteri Mil Mi-28N.
    Secondo Klimov il calendario delle manifestazioni delle pattuglie acrobatiche russe prevede gli air show di Lima, Malesia e Malta dove si esibiranno i Russian Knights. Nel mese di luglio, nel Rock Festival “Invasion” si esibiranno i Russian Falcons e i Golden Eagles, mentre ad agosto in occasione del MAKS-2015 di Zhukovsky si esibiranno tutte le pattuglie, ad esclusione della neo costituita.A proposito della nuova pattuglia Wings of Tauris ricordiamo per dovere di cronaca che sono stati creati nell’autunno del 2013 e saranno composti da quattro Yak-130, anche se, secondo quanto programmato dalla VVS, la formazione arriverà ad una composizione definitiva di sei velivoli.
    An-124-100: ulteriore proroga per la NATO
    Ennesimo successo per il consorzio russo-ucraino “Ruslan SALIS GmbH” dotato di aerei Antonov An-124-100: la NATO ha deciso infatti di chiedere la proroga per la fornitura di tutti i servizi di carico di trasporti strategici nell’ambito del programma SALIS (Strategic Airlift Interim Solution) per il biennio 2015-2016.
    In base al contratto due An-124-100 sono basati stabilmente in Germania presso la base aerea di Leipzig/Halle, mentre altri quattro An-124-100 possono essere forniti eventualmente su richiesta.
    Antonov Airlines (Ucraina) e Volga-Dnepr (Russia), principali operatori al mondo dell’aerei da trasporto pesante An-124-100 Ruslan, hanno fornito servizi nella rete del programma SALIS dal 2006: alla fine del 2005 infatti fu firmato un contratto triennale con la NATO del valore di 600 milioni di euro per il trasporto merci per conto della stessa e dei paesi UE; il contratto fu successivamente prorogato alla fine dei successivi bienni (2008, 2010 e 2012).
    Con questo ulteriore rinnovo la collaborazione del consorzio con la NATO scandisce così il primo decennio di missioni: oltre 3.000 nei cieli dei cinque continenti.

  8. #8
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    di Maurizio Sparacino13 marzo 2015, pubblicato in Analisi Industria

    5 nuovi Yak-130 per la VVS
    L’Aeronautica Militare russa (VVS) tramite il suo portavoce colonnello Igor Klimov ha svelato all’agenzia di stampa Interfax-AVN che al termine dell’accettazione di un lotto di cinque nuovi addestratori Yakovlev Yak-130 avvenuta presso lo stabilimento della Irkutsk Corporation i velivoli hanno affrontato il volo più lungo mai avvenuto con questo tipo di aereo.
    “I nostri piloti – ha affermato Klimov – hanno coperto una distanza di oltre 5.500 Km dallo stabilimento di Irkutsk fino a Borisoglebsk (sede della base aerea di addestramento e formazione della VVS), operando due fermate intermedie presso Novosibirsk e Chelyabinsk esclusivamente ai fini del rifornimento di carburante.” Lo Yak-130 è un addestratore avanzato molto maneggevole idoneo alla formazione dei piloti militari che devono volare su aerei da combattimento di generazione “4+” e “5”; ha un raggio di azione di 1300 Km, un’autonomia di 2.500 Km e può trasportare un carico operativo fino a 3.000 kg di armi aria-aria e aria-terra ed è pertanto idoneo alle missioni ricognitive e di attacco leggero. Alla data odierna la base aerea di Borisglebsk ospita 48 addestratori Yak-130.
    L’India accelera sul FGFA di 5^ generazione
    Russia e India, secondo un rapporto fornito da dalla rete televisiva indiana NDTV, hanno deciso di accelerare lo sviluppo congiunto del caccia di quinta generazione Sukhoi/HAL Fifth Generation Fighter Aircraft (FGFA). “Vogliamo immettere in servizio il nuovo caccia molto prima di quanto inizialmente previsto (N.d.A. 2024-2025)” – questa la dichiarazione del Ministro della Difesa indiano Manohar Parrikar.
    I dubbi sulla necessità di effettuare nuovi lavori di ricerca e sviluppo, secondo un parere dettato dai vertici politici locali, decadrebbero in virtù del fatto che diversi prototipi del PAK-FA in Russia (aereo da cui deriva il FGFA) stanno attivamente prendendo parte ai programmi dei test di volo. Ricordiamo che il Fifth Generation Fighter Aircraft (FGFA) è un caccia multiruolo di quinta generazione sviluppato congiuntamente dalla Federazione Russa e dall’India.
    Si tratta di un progetto specifico per l’Aeronautica Militare indiana derivato dal Sukhoi PAK-FA e differisce da quest’ultimo principalmente per l’adozione di un abitacolo a due posti (seguendo molto similmente la filosofia del Su-30MKI indiano rispetto al suo derivato Su-30) e dall’adozione di armamento indiano. Buona parte dei rimanenti sistemi adottati saranno caratterizzati invece da un elevato livello di comunanza con quelli adottati dal PAK-FA. New Delhi prevede di produrre 127 nuovi caccia presso lo stabilimento HAL con sede a Nashik. Il costo di questo progetto è di circa 25 miliardi dollari.
    Nel 2015 i primi voli dello Yak-152
    La Irkutsk Corporation conferma quanto avevamo annunciato a maggio dello scorso anno: il velivolo addestratore basico Yakovlev Yak-152 effettuerà il suo primo volo nell’autunno di quest’anno. Attualmente in fase di costruzione presso gli stabilimenti della Irkutsk Aviation Plant – ha riferito l’agenzia TASS – tra settembre e ottobre 2015 i primi prototipi di Yak-152 voleranno per la prima volta.
    Per inciso, secondo i termini del contratto stipulato col Ministero della Difesa russo l’aereo dovrà entrare in servizio entro e non oltre 25 novembre 2016.Lo Yak-152, derivato in parte dal velivolo acrobatico Yak-54 e in parte dallo storico Yak-52, è un addestratore basico monomotore ad ala bassa di costruzione interamente metallica dotato di carrello di atterraggio triciclo retrattile. Tra le sue dotazioni spiccano due seggiolini eiettabili Zvezda SKS-94M e un motore radiale M-14X da 360 hp che muove un’elica a tre pale. In base alle esigenze dell’Aeronautica Militare russa lo Yak-152 avrà una velocità massima di 320 Km/h, una tangenza operativa di 4000 metri, una distanza di decollo e atterraggio massima compresa rispettivamente tra i 175 e i 350 metri, un raggio di 1400 km e una vita operativa fino a 30.000 ore.
    Lo Yak-152 servirà nelle file della VVS come addestratore basico dove i piloti prenderanno il primo brevetto della loro carriera di volo e precederà ovviamente il compito demandato nella successiva fase agli addestratori avanzati a getto Yak-130.
    Sukhoi T-50 nel 2016?
    Secondo quanto affermato dal Comandante in Capo dell’Aeronautica Militare russa Vitor Bondarev, i moderni caccia di quinta generazione Sukhoi-T-50 (PAK-FA) saranno a disposizione della VVS entro la fine del 2016. “Le nostre Forze Armate – ha dichiarato Bondarev – in questo momento continuano ad essere equipaggiate con moderni caccia militari di generazione “4++” (N.d.A. Su-30MS, Su-30M2, MiG-29SMT, Su-34 e Su-35S), ma dal 2016 inizieranno le consegne dei caccia di quinta generazione T-50 che per le prestazioni attualmente mostrate non saranno in alcun modo inferiori agli analoghi americani F-22, anzi, sotto certi parametri i nostri T-50 sono addirittura superiori.”
    Secondo gli analisti militari le caratteristiche di superiorità del caccia russo potrebbero risiedere in parte nelle contromisure elettroniche (tra cui il sistema di difesa EW “Himalaya” di cui dispone il T-50, che dovrebbe aumentare considerevolmente le capacità di autoprotezione e di resistenza ai jamming), e in parte nei nuovi sistemi missilistici aria-aria di cui sarà equipaggiato il nuovo caccia russo. Conferme arrivano anche da parte del vice direttore del dipartimento di aerei da combattimento della United Aircraft Corporation Vladislav Goncharenko a Radio Eco Mosca: secondo lui saranno consegnati alla VVS 55 esemplari di T-50 entro il 2020 e i primi esemplari saranno consegnati entro il 2016. Lo stesso ha inoltre commentato a tal proposito che il numero dei prototipi del T-50 è in aumento mentre il programma dei test di stato attualmente in corso procede senza intoppi nei tempi previsti.
    Programmi dell’Aviazione di Marina per il 2015
    Secondo il Generale Igor Kozhin, capo dell’AV-MF (Aviazione Navale della Marina russa), nel 2015 avverrà un sensibile ampliamento della flotta ad ala fissa e rotante.Saranno oltre 20 i caccia imbarcati MiG-29K che saranno consegnati ad una nuova unità della Flotta del Nord; inoltre proseguiranno le consegne degli Il-38N aggiornati e degli elicotteri Ka-27PL.
    Entrambi i velivoli saranno equipaggiati con apparecchiature antisom all’avanguardia e con nuove suite avioniche. Sempre nel 2015 inoltre, secondo quanto espresso dal Gen. Kozhin, saranno avviate le consegne dei nuovi velivoli anfibi Beriev Be-200. Relativamente alle infrastrutture è stato riferito invece che le basi aeree di Severomorsk-1 (Flotta del Nord) e Chkalovsk (Kaliningrad) saranno ripristinate così come sarà finalmente riavviato il centro di formazione “Nitka” (Nazemniy Ispitatelno-Tryenirovochniy Kompleks Aviatsii o Complesso di Ricerca e Addestramento per l’Aviazione) di base a Yeisk, nella regione del Mare di Azov, per l’addestramento all’appontaggio dei velivoli ad ala fissa normalmente imbarcati sull’Admiral Kuznetsov.
    Il Generale Kozhin ha infine ricordato che l’aviazione navale ha registrato lo scorso anno un tempo totale di volo pari a 25.000 ore e, che grazie alle attività finalizzate al miglioramento della formazione dell’addestramento militare al combattimento, il numero delle ore di volo pro capite per equipaggio è aumentato di oltre 80 ore. Nel 2014 più di 300 squadre hanno completato la loro formazione. 250 di loro, inoltre, sono già pronti a svolgere delle missioni notturne. In tal senso l’895° Centro di Addestramento della Marina Militare russa di Yeysk ha assunto un ruolo chiave in questo processo: sono più di 30 i piloti dell’aviazione navale che sono stati addestrati per operare con nuovi tipi di velivoli in forza all’AV-MF.

  9. #9
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    di Maurizio Sparacino6 maggio 2015, pubblicato in Analisi Industria

    Il punto sulla vendita di Yak-130 all’estero
    Oleg Demchenko, presidente di Irkut Corporation, ha fatto il punto sulla vendita ai paesi stranieri degli addestratori avanzati Yakovlev Yak-130 (Codice NATO “Mitten”). La Russia fornirà nello specifico 14 Yak-130 al Bangladesh nell’anno in corso e altri due velivoli nel 2016.Ricordiamo che il Bangladesh ha acquistato gli addestratori nella rete del credito fornito dalla Russia al paese asiatico per un importo pari a 1 miliardo di dollari, tuttavia i 24 esemplari citati a suo tempo dalla stampa specializzata, secondo quanto spiegato da Demchenko, sono stati ridotti per motivi finanziari a 16 esemplari finali.
    Il Bangladesh è diventato così il secondo cliente straniero dello Yak-130; il primo è stato l’Algeria che nel 2011 ha firmato un contratto per lo stesso numero di addestratori.Demchenko ha ricordato anche la Bielorussia, primo paese della CSI ad aver acquistato lo Yak-130 in quattro esemplari secondo il contratto siglato a Minsk il 18 dicembre 2012.Infine, secondo Demchenko, sono in corso dei negoziati con Armenia e Uzbekistan per la vendita di ulteriori addestratori Yak-130. Rimane ignota invece la sorte dei contratti siglati con la Libia per 6 velivoli (nel settembre 2011 il Consiglio Nazionale di transizione annullò tutti gli ordini come parte di una revisione di tutti i contratti emessi) e con la Siria per 36 velivoli (in questo caso il conflitto interno ha precluso finora le consegne degli stessi).
    Lo Yak-130 è un addestratore avanzato molto maneggevole idoneo alla formazione dei piloti militari che devono volare su aerei da combattimento di generazione “4+” e “5”; ha un raggio di azione di 1300 Km, un’autonomia di 2.500 Km e può trasportare un carico operativo fino a 3.000 kg di armi aria-aria e aria-terra ed è pertanto idoneo alle missioni ricognitive e di attacco leggero.
    Aggiornamento per i Ka-28 della Marina indiana…
    La Marina militare indiana starebbe mettendo a punto una richiesta formale per l’aggiornamento della sua flotta di elicotteri antisommergibile (ASW) Kamov Ka-28.
    Circa una decina di elicotteri forniti a suo tempo dall’URSS nel 1980 saranno sottoposti dunque ad un programma di estensione della vita operativa. Secondo il Consiglio indiano della Difesa, sei Ka-28 verranno aggiornati principalmente con l’adozione di nuovi sensori, altri quattro elicotteri invece riceveranno una revisione completa dei motori; per la cronaca i lavori verranno svolti interamente in Russia.
    L’analisi del Flight Global indica che l’aviazione navale indiana dispone di 14 Kamov Ka-28 ma probabilmente nessuno di questi si trova oggi nelle condizioni di aeronavigabilità operativa. Per dovere d’informazione ricordiamo che il Ka-28 è la versione da esportazione del Ka-27; due altre versioni da esso derivate sono il Ka-29 da assalto anfibio e il Ka-32 utility da impiego civile. Quest’ultimo è in servizio con operatori civili di numerosi paesi occidentali tra cui Portogallo, Brasile, Canada, Giappone e Svizzera; mentre il Ka-27 annovera tra gli operatori militari persino la Corea del Sud.
    …e per i Ka-27PL/PS della Marina russa
    Anche l’Aviazione dell’AV-MF (Aviacija Voenno-Morskogo Flota o Aviazione della Marina russa) sta procedendo alla modernizzazione della sua flotta di elicotteri Kamov Ka-27PL e Ka-27PS.
    Un comunicato emesso dalla Kumertau Aviation Production Enterprise (KumAPP), società facente capo a Russian Helicopters e incaricata dell’operazione, ha rivelato infatti che il primo lotto di elicotteri revisionati e aggiornati sarà consegnato entro la fine del 2015; non è stato svelato il numero di esemplari che verrà sottoposto ad aggiornamento, tuttavia la stessa operazione proseguirà anche nel successivo biennio 2016-2017.
    Nello specifico il Ka-27PL (“Helix-A” per la NATO) è la versione propriamente ASW, progettato per rilevare, tracciare e ingaggiare bersagli subacquei e di superficie attraverso i propri sensori e armamenti o trasmettere alle unità navali russe le loro tracciature; diversamente il Ka-27PS (“Helix-D”) è la versione SAR (ricerca e soccorso) dotata di verricello e priva di avionica ASW. Anche in questo caso l’aggiornamento consentirà una sensibile estensione della vita utile dei Kamov navali russi per molti anni a venire.
    MiG-31 per l’impiego artico
    Il Generale Maggiore Kirill Makarov, vice Comandante della Voyska Vozdushno-Kosmicheskoy Oborony (VKO), in italiano Forze di Difesa Aerospaziale (una recente branca delle Forze Armate russe), ha affermato che il caccia intercettore a lungo raggio MiG-31 (“Foxhound” per la NATO) proteggerà il settore navale artico operando da basi aeree russe ex sovietiche in corso di ricostruzione.
    Il Generale Makarov non ha specificato tuttavia agli organi di stampa se i MiG-31 saranno disposti a rotazione, in via temporanea o definitivamente.
    Di certo esiste la notizia della ricostruzione di due basi artiche: la prima è quella di Tiksi, una cittadina della Russia siberiana Settentrionale situata sulla costa del mare di Laptev che sarà in grado di ospitare i Foxhound.
    La seconda è quella di Temp, situata sull’isola Kotel’nyj e posta tra il mare di Laptev e mare della Siberia, che in base a quanto affermato dal Ministero della Difesa russo sarà in grado di ricevere e servire gli aerei da trasporto Il-476. Il rafforzamento della presenza russa sulla scena artica fa parte del programma militare russo impartito dal Presidente Vladimir Putin nel marzo dello scorso anno.
    Consegnato il missile BrahMos all’aeronautica indiana
    È stato consegnato solennemente all’Indian Air Force in occasione del salone biennale Aero India 2015 tenutosi a Bangalore il primo caccia Sukhoi Su-30MKI armato con la versione specifica del missile da crociera supersonico BrahMos-A; all’evento hanno partecipato i dirigenti della società Hindustan Aeronautics e della società russo-indiana BrahMos Aerospace.
    Il missile BrahMos, la cui versione terrestre e marina era già stata sperimentata con successo, aveva incontrato negli anni passati specificatamente alla versione da lancio aereo degli inconvenienti tecnici dovuta al peso e alle dimensioni complessive.
    Questa particolare versione aerolanciata gode infatti di alcune modifiche che ne hanno alleggerito il peso complessivo di 500 Kg e ne hanno accorciato la lunghezza complessiva di mezzo metro rispetto alla versione navale.
    I primi lanci di prova del missile aggiornato avvengono proprio mentre scriviamo. Ricordiamo che nell’ottobre del 2012 il Governo indiano ha stanziato la cifra di 1,1 miliardi di dollari per l’acquisto di 200 missili BrahMos-
    A da installare nella propria flotta di Su-30MKI. Il BrahMos (acronimo dei fiumi delle due nazioni Brahmaputra e Moscova) è un missile a propulsione razzo/ramjet a due stadi che può trasportare una testata convenzionale fino a 300 kg ad una gittata massima di 290 km.
    Quest’ultimo limite è imposto dal fatto che la Russia rientra nel regime internazionale sul controllo della tecnologia missilistica (MTCR) che vieta di aiutare altri Paesi a sviluppare missili con gittata superiore ai 300 km.
    Ha inoltre una velocità massima di Mach 2,8 (circa tre volte più veloce dello statunitense Tomahawk) che lo rende uno dei missili da crociera più veloci del mondo.
    Aggiornamento dei Tu-142 della Marina russa
    Nel prossimo quinquennio l’intera flotta di Tupolev Tu-142 dell’AV-MF (Aviacija Voenno-Morskogo Flota o Aviazione della Marina russa) sarà sottoposta ad aggiornamento.
    A rivelarlo all’agenzia di stampa RIA Novosti è una fonte autorevole locale vicina al settore industriale – militare.
    Nello specifico l’aggiornamento in questione, sempre secondo la suddetta fonte, riguarderà l’intera suite avionica del Tu-142, i sistemi di controllo delle apparecchiature antisom, di navigazione e di armi. Saranno tre le aziende coinvolte in questo progetto: Beriev Aircraft Company, JSC Radar-MMS e la Zaslon Company (ex TCS Leninets Plant) che ha una notevole esperienza nel settore del potenziamento dei sistemi di controllo d’arma di un velivolo.
    Aereo da pattugliamento marittimo antisommergibile (ASW) e ricognitore d’alta quota, il Tu-142 opera oggigiorno nell’Aviazione della Marina russa in 24 esemplari.
    Roll out per l’Antonov An-178
    Nel marasma della crisi che attanaglia l’Ucraina giunge una buona notizia dal bureau aeronautico Antonov: giovedì 16 aprile è avvenuta a Kiev la cerimonia di roll-out del primo nuovo aereo da trasporto a corto e medio raggio Antonov An-178. “Capace di operare anche da piste semipreparate, l’An-178 è in grado di portare carichi fino a 18 tonnellate con una velocità massima di 800 km/h. È stato progettato principalmente per il trasporto di veicoli, macchinari o container, ma può essere utilizzato anche per il trasporto di persone nell’ambito civile” – ha dichiarato il capo progettista Dmytro Kiva.
    Nella versione per l’esercito è in grado di trasportare fino a 79 soldati o 66 paracadutisti, nella versione MedEvac può ospitare fino a 40 barelle e 30 posti a sedere. Destinato a sostituire i vecchi An-12/26/32, l’An-178 è un progetto che era stato originariamente realizzato con l’obiettivo di essere venduto alle Forze Armate russe, che nell’ambito del loro costante rinnovamento continuano ad avere un estremo bisogno di nuovi aerei di trasporto.
    Tuttavia nel contesto dell’attuale crisi tra i due paesi sembra poco probabile che questo aereo possa essere acquistato dalla Russia che, come costantemente evidenziato da Analisi Difesa in questa rubrica, continua ad aumentare incessantemente il processo autarchico di realizzazione dei velivoli che rispondono ai propri fabbisogni (basti pensare ai progetti Il-112 e Il-114 subentrati proprio con l’inizio della crisi tra i due paesi). L’An-178 dopo le prove a terra dove ebbe effettuare il primo volo entro la fine di maggio. Secondo il costruttore il prezzo di mercato di questa macchina (che si pone in diretta concorrenza con l’Alenia C-27J Spartan, l’EADS CASA C-295, il Lockheed Martin C-130J e l’Embraer KC-390) è di circa 20-25 milioni di dollari.

  10. #10
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    di Maurizio Sparacino12 giugno 2015, pubblicato in News

    Ripresa della produzione dei Tu-160?
    In occasione della visita ufficiale allo stabilimento Kazan Aircraft Production Association (KAPO), denominata S.P. Gorbunov e facente capo alla United Aircraft Corporation, il Ministro della Difesa russo generale Sergei Shoigu ha dichiarato che la Russia intende rilanciare la produzione del bombardiere strategico Tupolev Tu-160 (“Blacjack” per la NATO).
    Accompagnato dal Presidente ad interim della Repubblica del Tatarstan Rustam Minnikhanov, dal Presidente di UAC Yuri Slyusarev e dal CEO di PJSC Tupolev Nikolai Savitskij, Shoigu ha visitato e ispezionato gli impianti e i siti produttivi che stanno attualmente procedendo alle opere di riparazione e modernizzazione degli bombardieri strategici Tu-22M3 e Tu-160. Ricordiamo infatti, come già ampiamente trattato da Analisi Difesa fin dal gennaio scorso, che il Ministero della Difesa russo, il bureau Tupolev e la società costruttrice Kazan Aircraft Production Association hanno sottoscritto un contratto del valore di 103 milioni di dollari per l’aggiornamento di tre bombardieri strategici Tupolev Tu-160 e che il termine per la consegna dei predetti sarà il 31 dicembre 2015.
    La natura esatta degli aggiornamenti non è mai stata ufficialmente divulgata, tuttavia sono disponibili alcuni dettagli resi dalle società interessate: il Tu-160M è stato modernizzato con una nuova avionica, un cockpit provvisto di display multifunzione a colori e con una nuova generazione di computer di gestione del volo. È stato installato inoltre un data link digitale e i motori Kuznetsov NK-32 sono dotati di un nuovo FADEC.
    Riguardo i miglioramenti in tema di armamenti viene ulteriormente incrementata la capacità nucleare del velivolo attraverso l’adozione dei nuovi missili Kh-101 (convenzionale) e Kh-102, quest’ultimo un sistema d’arma nucleare il cui potere è stimato in circa 180-200 kiloton, o ancora la capacità di trasportate fino a 12 missili da crociera a lungo raggio NPO Raduga Kh-555 (AS-15 Kent) e bombe guidate laser. Ulteriori aggiornamenti sono quelli che verranno realizzati dalla società Radio-Electronic Technologies KRET: oltre ad una numerosa panoplia di componenti elettroniche relative al controllo del pilotaggio, degli armamenti, dei sistemi di visualizzazione e di rifornimento, la KRET ha annunciato la sua disponibilità a iniziare la produzione di uno specifico sistema di navigazione inerziale vincolato del tipo BINS-SP nonché un sistema di guerra elettronica ad alte prestazioni con migliorate capacità tattiche e tecniche per superare i sistemi di difesa aerea. Dopo la visita allo stabilimento il Ministro della Difesa, Shoigu ha avviato una sessione di lavoro dove davanti ai presenti ha discusso la sua proposta:
    “Oggi è più che mai necessario risolvere i problemi legati non soltanto alla manutenzione e alla modernizzazione della flotta a lungo raggio della nostra aviazione, ma anche alla ripresa della produzione del Tu-160. Si tratta di una macchina unica, moderna nella concezione, che ha avuto per diversi decenni un vantaggio tecnologico non indifferente e che finora non è stata sfruttata al massimo delle sue potenzialità. Nessuno ha prodotto finora un aereo supersonico migliore nella sua categoria. Certamente, – ha proseguito Shoigu – al fine di risolvere questo problema è doveroso concentrare i nostri sforzi sulla ricostruzione e l’ammodernamento degli impianti di produzione che saranno coinvolti”.
    Considerato che attualmente la VVS possiede una dozzina di Tu-160 in servizio, in virtù delle nuove esigenze strategiche militari della Russia e con un progetto per il futuro bombardiere PAK-DA sulla carta ancora da venire (il cui primo volo è previsto per il 2019 con consegne a partire dal 2023-2025), appare chiaro insomma che la ripresa della costruzione del Tu-160, al di là delle dichiarazioni rese da Shoigu tra l’altro confermate dal Ministero della Difesa, consentirebbe a Mosca di rafforzare il suo potenziale contro gli Stati Uniti in risposta alla recente decisione americana di riorganizzare le proprie capacità strategiche nucleari.
    Con un carico bellico fino a 40.000 kg, un raggio (senza rifornimento) di 12.297 km e una velocità massima di 1.800 Km/h, il Tu-160 è certamente una delle armi più temibili della Russia. Progettato dall’ufficio di progettazione sovietica Tupolev tra gli anni ‘70 e ‘80, il bombardiere strategico Tu-160 (soprannominato “cigno bianco” in Russia) è il più grande e il più potente aereo supersonico militare con ali a geometria variabile nonché l’aereo da combattimento più pesante del mondo.
    Consegnati gli UAV Orlan-10 ai comandi operativi
    Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che sono in via di distribuzione ai reparti operativi un numero imprecisato di UAV Orlan-10 prodotti dalla Special Technology Center (STC) di San Pietroburgo.
    Come avevamo correttamente annunciato lo scorso febbraio, durante questi mesi si sono svolti i voli di prova con particolare riguardo all’utilizzo in ambiente artico. L’Orlan-10, un UAV ad elica del peso complessivo di 16 Kg dotato di fotocamera ad alta risoluzione, una telecamera e un imager IR, verrà dispiegato con le forze artiche del Distretto Militare Orientale russo in numerosi compiti che vanno dalla sorveglianza e il controllo delle acque territoriali russe fino alle operazioni di ricerca e salvataggio.
    Secondo quanto dichiarato da fonti del settore l’UAV in oggetto possiede un’autonomia operativa di 16 ore volando ad una velocità di crociera tra i 90 e 150 Km/h con una tangenza massima di 5.000 metri. Il lancio dell’Orlan-10 avviene tramite un’apposita catapulta e il suo recupero con sistema a paracadute. Per la cronaca l’Orlan-10, che è progettato per volare in ambienti rigidi con temperature fino a -30°, fa parte di una serie di UAV che è stata realizzata nello specifico intento di operare nella regione artica come il ZALA 421-08 Strekoza (da 2,7 kg) e l’ENICS Eleron-3Sv (da 5,5 kg).
    Nuovi dettagli tecnici sull’elicottero artico Mi-8 AMTSh-VA
    Procede spedito lo sviluppo dell’elicottero Mi-8AMTSh-VA, variante da impiego artico del pluri-utilizzato elicottero russo Mil Mi-8. La società Ulan-Ude Aviation Plant (facente parte della holding Russian Helicopters) ha dichiarato agli organi di stampa nazionale che, ultimato il gruppo fusoliera e ricevuta la documentazione per l’installazione dei sistemi avionici specifici, l’elicottero è stato trasferito al laboratorio di assemblaggio finale ai primi di maggio; successivamente, quando questa notizia verrà pubblicata, sarà probabilmente già avviato ai test di volo e a terra, che dovranno completarsi entro il prossimo autunno.
    La versione artica del Mi-8 differisce dalla versione base Mi-8AMTSh sotto numerosi aspetti; tra questi è degno di nota un sistema di navigazione inerziale in configurazione Strapdown sviluppato dalla KRET (Concern RadioElectronic Technologies). Si tratta della prima applicazione specifica dedicata ad una piattaforma ad ala rotante che permetterà all’elicottero una navigazione ad alta precisione e in totale sicurezza anche in assenza del segnale GLONASS di cui la piattaforma è ovviamente dotata o in assenza di comunicazioni con i servizi terrestri.
    Il sistema in questione, che secondo le specifiche fornite da KRET ha un ciclo di funzionamento garantita fino a 50.000 ore, riesce ad operare tranquillamente in condizione estreme di temperature comprese tra i -60 e i 55 gradi Celsius. “Tale sistema consentirà la navigazione nella regione artica in condizioni in cui altri sistemi di navigazione tradizionali potrebbero non funzionare; un sistema moderno ed affidabile – a detta della società KRET – che permetterà ai piloti di essere sempre in grado di determinare la posizione e la direzione, anche in caso di guasto parziale o totale dell’elettronica di bordo”. Altri nuovi dettagli tecnici, oltre quelli già descritti da Analisi Difesa a febbraio e settembre 2014, sono stati forniti dalla Ulan Ude Aviation Plant relativamente allo specifico vestiario dei piloti: speciali tute sono state progettate infatti per aiutare l’equipaggio a sopravvivere in caso di atterraggio di emergenza nella regione artica.

    Siglato l’accordo sino russo per lo sviluppo dell’ALH
    Ne avevamo parlato a luglio dello scorso anno a proposito degli accordi sino-russi dell’estate passata anticipando le prime notizie sul progetto congiunto relativo ad un elicottero da trasporto pesante.
    L’8 maggio è arrivata la conferma ufficiale dello sviluppo del nuovo progetto denominato AHL (Advanced Heavy-Lifter) in virtù dell’accordo firmato lo stesso giorno. Secondo il CEO di Russian Helicopter Alexander Mikheev, la Cina sarà il mercato principale dell’AHL con un potenziale ordine di 200 elicotteri di questa classe entro il 2040.
    Il nuovo elicottero, il cui sviluppo è sostenuto in prima persona dal presidente russo Vladimir Putin e dal presidente cinese Xi Jinping, avrà un peso massimo al decollo di 38 tonnellate e sarà in grado, secondo le linee progettuali delineate tra i due partner, di trasportare 10 tonnellate di carico interno o fino a 15 tonnellate esternamente.

    Centro MRO in Brasile per i Mil Mi-35M
    In occasione del salone internazionale brasiliano LAAD Defence e Security 2015, il Vice Direttore Generale della Rosoboronexport Sergey Goreslavskiy ha dichiarato all’agenzia RIA Novosti che entro la fine del 2015 verrà istituito in Brasile un centro MRO (Maintenance, repair and operations) responsabile della manutenzione, riparazione e aggiornamento degli elicotteri Mi-35M in dotazione alla locale forza aerea.
    Tale centro, secondo Goreslavskiy, opererà in particolar modo sulla motorizzazione e sulle fusoliere dei Mi-35M e si avvarrà della stretta collaborazione tra alcune imprese brasiliane e le società Russian Helicopters e Rosoboronexport. Ricordiamo che nel 2008 la Força Aérea Brasileira siglò un contratto con la Russia del valore di 150 milioni di dollari per l’acquisto di 12 elicotteri d’attacco Mi-35M (“Hind-E” per la NATO).
    Secondo i media locali i Mi-35M operano in territorio nazionale prevalentemente per la sorveglianza terrestre nella zona settentrionale del paese; ovvero le regioni che confinano col Venezuela e con la Colombia e che sono considerate zone strategiche per l’intercettazione dei narcoterroristi e dei trafficanti di droga. Per dovere di cronaca riportiamo inoltre che Goreslavskiy ha successivamente commentato a tal proposito che sono in preparazione per il paese sudamericano i contratti per la consegna dei sistemi di difesa aerea Pantsir S-1 e dei sistemi portatili Igla-S.

    Consegnati i primi due Kamov Ka-31 aggiornati all’India
    Dopo la recentissima approvazione da parte del Ministero della Difesa indiano per l’aggiornamento di sei Kamov Ka-28 della Indian Navy (di cui abbiamo parlato lo scorso mese) giungono in patria i primi due elicotteri Ka-31 revisionati da Russian Helicopters nello stabilimento della Kumertau Aviation Production Enterprise (KAPE).
    Proprio nel 2004 la KAPE aveva fornito nove elicotteri Ka-31 in India (di cui quattro ordinati nel 1999 e cinque nel 2001); sei di questi esemplari sono stati inviati in Russia per una serie di riparazioni urgenti da effettuarsi prima della revisione programmata; i primi due sono stati appena consegnati mentre gli altri quattro giungeranno dalla Russia a breve. Con l’ultimo ordine di ulteriori cinque Ka-31 nel 2009 il totale di questi esemplari in servizio con la Marina indiana è giunto infine a 14 esemplari.
    L’importanza riposta dai vertici militari indiani nei confronti di questa piattaforma è talmente elevato che alcuni anni fa venne realizzato un centro speciale sito a Goa ai fini della manutenzione ordinaria, dove ogni anno gli specialisti russi della KAPE si recano al fine di collaborare con i tecnici indiani al mantenimento delle cellule dei Ka-31. La valutazione positiva delle Forze Armate indiane nei confronti di questo velivolo è essenzialmente dovuto alla specificità del compito per cui è stato progettato: il Ka-31 infatti, si basa sulla versione Ka-29TB (a sua volta versione d’assalto del Ka-27, destinato soprattutto al sostegno delle operazioni anfibie della Marina russa). Originariamente il Ka-31 era conosciuto infatti come Ka-29RLD (Radiolokatsyonnogo Dozora), un elicottero speciale in versione AEW (Airborne Early Warning o velivolo da allerta precoce), ma sostanzialmente il suffisso 31 entrò al posto del 29 perché questa versione si rivelò totalmente differente dalla precedente da cui derivava.
    La prima e più importante differenza risiede certamente nella grande antenna radar AEW rotante a matrice piana E-801m “OKO” (Occhio) posta a scomparsa sotto la fusoliera (ovvero piegata in posizione di riposo a 90°, parallela al piano di base della cellula) e che permette di individuare aerei da combattimento ad una distanza di 150 km e condividere in tempo reale le coordinate di 30/40 bersagli alle varie unità navali in mare, in volo o terrestri. Per questo scopo il carrello quadriciclo è dotato di gambe retrattili che durante la rotazione a 360° dalla grande piastra radar rettangolare di 6 mq spariscono visivamente al fine di evitare interferenze durante la ricerca.
    Ulteriori differenze con il Ka-27/29 risiedono nella rimozione dell’ingombrante suite dei sensori elettroottici posti sotto il muso anteriore, una cabina di guida più larga, rimozione totale dei sensori ASW per la guerra ai sommergibili, due turbine più potenti (Klimov TV3-117VMAR al posto delle TV3-117BK), un’APU (unità di potenza ausiliaria) TA-8KA più prestante ai fini del funzionamento del radar stesso e dei mezzi di comando, controllo e comunicazione; e ancora una suite di navigazione satellitare Kronstadt Kabris 12 con mappatura digitale del terreno, avvisatore di prossimità del suolo e ostacoli, cockpit dotato di piastre di schermature contro le emissioni radar e un sistema di comunicazione digitale a 16 canali con una portata superiore ai 400 Km.In comunanza invece con i Ka-27/29, da tradizione costruttiva Kamov, anche il Ka-31 usa il classico sistema a due rotori coassiali controrotanti. Per la cronaca i Ka-31 indiani sono dispiegati sulla portaerei Viraat e sulle fregate lanciamissili classe Talwar, ma alcuni di essi operano anche da basi terrestri.
    Autorizzata la produzione di Ka-226T in India
    Il 13 maggio 2015 il Defence Acquisition Council (DAC) presieduto dal Ministro della Difesa indiano ha dato il via libera alla produzione locale dell’elicottero russo Kamov Ka-226T.
    Avevamo delineato i contorni del programma a gennaio 2015 ma solo adesso la notizia è ufficiale: L’accordo iniziale prevede dunque la realizzazione di 200 elicotteri Ka-226T per un valore stimato di circa 700 milioni di dollari; tuttavia esistono grosse possibilità che si giunga ad una produzione di ulteriori 200 macchine per un totale di 400 esemplari. Secondo fonti indiane tuttavia, nonostante i dettagli esatti della produzione locale siano ancora ufficiosi, è molto probabile che il contratto iniziale dei primi 200 Ka-226T possa essere risolto acquistandoli direttamente dagli stabilimenti russi, e dunque la produzione in India riguarderebbe a questo punto la seconda tranche dei 200 elicotteri.
    Questo metterebbe in risalto l’estrema necessità indiana di rinnovare il parco elicotteri sempre più in via di invecchiamento. L’ingresso del Ka-226T nelle forze armate indiane consentirebbe infatti di avviare al più presto alla dismissione i vecchi elicotteri Cheetah e Chetak (una variante rispettivamente dei SA315B ed SA316 Alouette III, entrambi elicotteri della Sud Aviation–Aérospatiale successivamente realizzati su licenza dalla locale Hindustan Aeronautics): ben 34 Cheetah sono ancora in servizio con l’Aeronautica Militare indiana e 48 con la Marina mentre sono 74 i Chetak in servizio sempre con l’Aviazione e 60 con l’Esercito indiano.Macchine progettate negli anni ’60 e giunte molto probabilmente alla fine della loro vita operativa dato che le autorità militare indiane avrebbero da tempo proposto la loro radiazione; secondo i media locali infatti, negli ultimi 20 anni ci sarebbero stati ben 191 incidenti con circa 300 vittime con i suddetti elicotteri.
    Nuovo ordine di Yak-130 per la Bielorussia?
    Secondo l’agenzia di stampa BelTA (Belarusian Telegraph Agency) il Comandante dell’Aeronautica Militare bielorussa Oleg Dvigalev ha dichiarato che il suo paese starebbe procedendo all’acquisto di un ulteriore lotto di quattro addestratori avanzati Yakovlev Yak-130 (“Mitten” per la NATO).
    “In buona sostanza abbiamo già definito i dettagli del nuovo contratto, che potrebbe essere firmato a breve; è nelle nostre intenzioni infatti – ha proseguito Dvigalev – sostituire i vecchi L-39 di fabbricazione ceca entro il 2020”. Secondo il Flightglobal non sarebbero più di 10 i velivoli Albatros da rimpiazzare. Per dovere di cronaca ricordiamo che i 4 Yak-130 ordinati dalla Bielorussia nel dicembre 2012 sono stati ufficialmente consegnati dalla russa Irkut Co. presso la 116^ Base aerea di Lida con una solenne cerimonia avvenuta lo scorso 27 aprile.
    Foto: Aeronautica russa, Rosoboronexport, Russian Helicopters, Pravda e military-today
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