di Antonio Padellaro
In quale paese civile, in quale straccio di democrazia un governo procede a tappe forzate (e con l’avallo del capo dello Stato) allo stravolgimento del sistema parlamentare, alla modifica di interi capitoli della Costituzione e chissà a quante altre cose ancora, sulla base di un accordo segreto di cui sappiamo soltanto ciò che i due contraenti decidono benevolmente di farci sapere?
Giorni fa, su queste colonne, Furio Colombo ha scritto parole definitive sul fantomatico Patto del Nazareno stretto da Renzi con il pregiudicato Berlusconi, e sulla tragicommedia che da mesi ci viene propinata con la stessa arcana solennità della consegna delle tavole della legge sul Monte Sinai: “E se azzardi domande ti ricordano che la ragazza Bonafè ha avuto più voti di chiunque al mondo, inclusi i Kennedy”. Sì, è un paese “incaprettato” da tanti nodi scorsoi e da un colossale imbroglio semantico per cui Patto del Nazareno vuole dire Riforme (le loro) senza le quali, ci ripetono ogni giorno, il Paese affonderà sempre di più nella crisi e nella disperazione. Cosicché, ogni volta che compari e accoliti annunciano trionfanti: “Il Patto tiene”, dobbiamo temere un altro furto di democrazia. E se qualcuno s’azzarda a opporsi con le armi dei regolamenti parlamentari, sono urla e stridor di denti.
Preceduti da moniti tonitruanti, subito i rei vengono convocati sul Colle per una solenne strigliata, mentre il premier giovanotto (che se ne frega se 160mila cittadini in 7 giorni firmano contro l’imbroglio) batte i piedi per terra e minaccia elezioni anticipate. Ma ora davvero basta. Solo dei complici o dei dementi possono far credere che il “Patto” sia consistito in una stretta di mano come al mercato delle vacche. Anche i muri sanno dell’esistenza di un contratto scritto, perfino meticoloso nelle varie clausole. Questo documento deve saltare fuori e, se a Palazzo Chigi pensano di evitare il problema facendo finta che non esista, si sbagliano di grosso. Renzi si comporti da uomo di governo europeo e non da autocrate caucasico. Se davvero non ha nulla da temere, dia pubblica lettura di quel testo prima che qualcuno lo faccia al posto suo.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014...perte/1070732/




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