STRASBURGO - Espressioni razziste nella plenaria di Strasburgo. A chiamare "negri" i disoccupati europei è stato Janusz Ryszard Korwin-Mikke, eurodeputato polacco che siede tra i non iscritti, nonché leader del partito euroscettico Congresso della Nuova Destra. "John Fitzgerald Kennedy - ha affermato Korwin-Mikke durante il dibattito sull'occupazione giovanile - introdusse il salario minimo e, diciamolo francamente, il salario minimo servì a proteggere l'industria del Nord dalla concorrenza del lavoro economico del Sud. Quattro milioni di persone persero il lavoro, ok, erano quattro milioni di negri, ma ora abbiamo 20 milioni di europei che sono i negri d'Europa".
"Venti milioni di giovani - ha insistito Korwin-Mikke - sono i negri d'Europa e sono trattati come negri: noi dobbiamo distruggere il salario minimo e dobbiamo distruggere il potere dei sindacati perché i sindacati sono gli strumenti per distruggere posti di lavoro".
Fin qui una tesi politica più o meno bislacca come ce ne sono miliardi in cui al massimo si nota la coreografica comparazione dei giovani disoccupati europei al disagggio dei negri americani a spasso per gli USA (NdT)
Ma ecco che il Parlamento Europeo coglie il vero nocciolo della questione (NdTbis):
A questo punto l'eurodeputato polacco è stato bloccato da David Sassoli, vicepresidente di turno, che lo ha invitato a "usare espressioni consone" all'aula. Già a giugno Korwin-Mikke aveva fatto parlare di sé per aver detto che Hitler non era a conoscenza dell'olocausto, una frase che di fatto bloccò i negoziati tra il Congresso della Nuova Destra e il gruppo euroscettico che Marine Le Pen e Geert Wilders volevano creare assieme alla Lega Nord.
L'episodio ha suscitato la reazione di Cecile Kyenge, ex ministro per l'Integrazione ora europarlamentare Pd. "Un intervento dai contenuti gravissimi" che merita "sanzioni appropriate", ha detto Kyenge. Sono "parole che offendono la dignità di questo luogo e lo spirito dell'Unione europea - ha poi aggiunto intervenendo in aula alla ripresa della sessione plenaria - le sue parole ledono i principi dell'articolo 11.2 del regolamento, parole che non offendono le persone con altro colore della pelle, ma tutti noi in questo Parlamento che condividiamo i valori di uguaglianza".
La deputata del Pd ha quindi chiesto "sanzioni appropriate" anche perché le "parole espresse in questa sede hanno un peso: da qui deve iniziare battaglia contro ogni forma di razzismo". Anche il laburista britannico Claude Moraes, presidente della commissione Libe (liberta civili) è intervenuto per stigmatizzare il "linguaggio assolutamente improprio, razzista, xenofobo e antisemita" usato da Korwin-Mikke, invitando quindi la Presidenza "a prendere iniziative sanzionatorie". Il vicepresidente di turno ha preso atto della richiesta e la trasmetterà a Martin Schulz.
SCHULZ, OFFESA DIGNITÀ EUROPARLAMENTO - Nelle sue dichiarazioni l'europarlamentare polacco di estrema destra Janusz Korwin-Mikke ha utilizzato un linguaggio "dispregiativo, razzista e contrario ai principi su cui è fondata l'Unione europea". E' quanto sottolinea in una nota il presidente del Pe, Martin Schulz, secondo il quale Korwin-Mikke "ha danneggiato la dignità e la reputazione del Parlamento, dove vige il rispetto reciproco e l'opposizione a ogni forma di discriminazione". Schulz prenderà provvedimenti dopo aver ascoltato il deputato polacco.





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