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  1. #1
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    Thumbs up Israele si difende:i torti non sono sullo stesso piano!

    Israele si difende


    I torti non sono sullo stesso piano


    Bernard-Henri Levy



    (REUTERS/Finbarr O’Reilly)
    Così dunque domenica scorsa, a Parigi,col pretesto di «difendere la Palestina», migliaia di uomini e donne se la sono presa di nuovo con gli ebrei.A questi imbecilli oltre che mascalzoni, o viceversa, ricordiamo, ad ogni buon conto, che mescolare ebrei e israeliani in una stessa riprovazione è il principio stesso di un antisemitismo che, in Francia, viene punito dalla legge.


    Ricordiamo che nessuna indignazione, nessuna solidarietà nei confronti di una qualsiasi causa può, non dico autorizzare, ma scusare il gesto virtualmente pogromista che è il saccheggio, a Sarcelles, di una «farmacia ebraica» o di una «drogheria ebraica».

    A tali mascalzoni oltre che imbecilli, o viceversa, che la settimana precedente se la prendevano con due sinagoghe e, otto giorni dopo, recitano un remake penoso, e grazie al cielo ancora in modo minore, della notte dei cristalli, ripetiamo che questo tipo di azioni non trova spazio né in Francia né in alcun altro Paese dell’Europa contemporanea. Segnaliamo loro, en passant , che riunirsi dietro a razzi Qassam in cartapesta riproducenti le granate lanciate, alla cieca, su donne, bambini, vecchi, insomma sui civili di Israele, non è un atto anodino, ma un gesto di appoggio a un’impresa terroristica. A coloro che, fra questi, avevano realmente a cuore la causa di Gaza e sfilavano con striscioni su cui si evocavano le decine di innocenti uccisi dall’inizio della controffensiva israeliana, non saremo così crudeli da chiedereperché non sono mai lì, mai, sullo stesso selciato parigino, per piangere, non le decine, ma le decine di migliaia di altri innocenti uccisi, da circa quattro anni, nell’altro Paese arabo che è la Siria.


    Facciamo notare che i responsabili di queste vittime, delle decine di donne, bambini, vecchi - che, se l’avanzata criminale di Hamas non viene bloccata, saranno, domani, centinaia - sono due, non uno: il pilota che, prendendo di mira una rampa di missili iraniani nascosta nel cortile di un edificio, colpisce per errore l’edificio vicino; ma anche, se non innanzitutto, i mostri di cinismo che, al messaggio del pilota che annuncia di essere sul punto di sparare e invita i vicini a lasciare il quartiere per mettersi al riparo, rispondono invariabilmente: «Che nessuno si muova; che ognuno resti al proprio posto; che 10, 10.000 martiri sono pronti a offrire il proprio sangue alla santa causa, iscritta nella nostra Carta, della distruzione dello Stato degli ebrei».


    Quanto agli altri, a coloro che ritengono tali comportamenti causati da eccitazioni febbrili condivise, quanto ai mass media che continuano a evocare la «aggressione» israeliana, o la «prigione» che Gaza è diventata, o la «spirale» delle «violenze» e delle «vendette» che alimenterebbero questa guerra senza fine, obiettiamo che: non c’è aggressione, ma contrattacco di Israele di fronte alla pioggia di missili che, ancora una volta, si abbattono sulle sue città e che nessuno Stato al mondo avrebbe tollerato così a lungo; che Gaza è, in effetti, una sorta di prigione ma, avendola gli israeliani evacuata ormai da quasi dieci anni, non si capisce come potrebbero esserne i carcerieri. Cosa pensare, invece, di Hamas che mantiene l’enclave sotto il giogo, che tratta i propri abitanti come ostaggi e che, mentre gli basterebbe una parola o, comunque, una mano tesa perché cessi l’incubo, preferisce andare fino in fondo alla sua follia criminale?


    Fra le violenze e le vendette che ci vengono presentate come «simmetriche», fra l’omicidio dei tre adolescenti ebrei rapiti e trovati morti vicino a Hebron e l’omicidio del giovane palestinese bruciato vivo, due giorni più tardi, da una gang di barbari che disonorano gli ideali di Israele, esiste una differenza che non cambia nulla, ahimè, al lutto delle quattro famiglie ma che, per chi ha la possibilità e, quindi, il dovere di mantenere la mente fredda, cambia tutto: le autorità politiche, giudiziarie e morali di Israele sono inorridite per il secondo omicidio, l’hanno condannato senza riserve e hanno fatto in modo che i suoi presunti colpevoli fossero braccati e arrestati; per il primo, i cui autori non sono ancora stati trovati, bisognava avere un udito assai fine per sentire non fosse che una parola nei ranghi palestinesi: sì, una frase si è udita, quella di Khaled Meshaal, capo di Hamas in esilio, «che si congratulava» per le «mani» che hanno «rapito» i tre adolescenti brutalmente riqualificati, per l’occasione, «coloni ebrei»...


    Dubito che queste osservazioni possano avere qualche effetto sui jihadisti della domenica, sempre gli stessi che, un giorno, deplorano che gli si impedisca di ridere con l’umorista Dieudonné; un altro che gli si vieti di esprimere rispetto per Mohamed Merah; e un altro che la diplomazia francese non si schieri come un sol uomo dietro agli «indignati» pro Hamas. Quanto al resto della Francia, agli uomini e alle donne di buona volontà, a coloro che non hanno rinunciato al sogno di vedere, un giorno, questa terra finalmente condivisa, vorremmo tanto che rompessero il cerchio della disinformazione e della pigrizia di pensiero!

    No, fra Israele e Hamas, i torti non sono distribuiti in parti uguali
    .

    Sì, Hamas è un’organizzazione islamo-fascista da cui è urgente liberare anche gli abitanti di Gaza. E quanto al capo dell’Autorità palestinese, Mahmud Abbas, egli si rivolge alle Nazioni Unite affinché facciano «pressione» su Israele:ma non sarebbe più logico, più degno e soprattutto più efficace che si rivolgesse ai folli di Dio, che da qualche settimana sono ridiventati i suoi partner di governo, per esigere e ottenere da loro che depongano, senza indugio, le armi?

    Gli abitanti di Gaza meritano di essere qualcosa di meglio che scudi umani. I popoli della regione, tutti i suoi popoli, sono stanchi della guerra e del suo strascico di orrori: diamo una chance alla pace.

    ...





    Ultima modifica di salvo.gerli; 24-07-14 alle 14:37
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    Impossibilia nemo tenetur

  2. #2
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    Predefinito Re: Israele si difende:i torti non sono sullo stesso piano!

    BHL ha ragione. Che si tratti di Israele o qualsiasi altro stato, con chiunque si schieri lui, il torto è sempre al 100% dalla sua parte.

  3. #3
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    Predefinito Re: Israele si difende:i torti non sono sullo stesso piano!

    BHL è solo un'infame filosionista, da sempre. Credibilità zero.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  4. #4
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    Predefinito Re: Israele si difende:i torti non sono sullo stesso piano!

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    BHL è solo un'infame filosionista, da sempre. Credibilità zero.
    figurati che ha avuto la faccia tosta di dichiarare, dopo essere andato a Maidan prima del golpe con centinaia di bandiere di Svoboda, partito nazista, che sventolavano sotto i suoi occhi, che non c'erano fascisti in piazza....

  5. #5
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    Predefinito Re: Israele si difende:i torti non sono sullo stesso piano!

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    figurati che ha avuto la faccia tosta di dichiarare, dopo essere andato a Maidan prima del golpe con centinaia di bandiere di Svoboda, partito nazista, che sventolavano sotto i suoi occhi, che non c'erano fascisti in piazza....
    é da decenni che ormai è solo una velina di regime, un palluovo con giusto un pò più di contegno.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
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  6. #6
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    Predefinito Re: Israele si difende:i torti non sono sullo stesso piano!

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    Israele si difende


    I torti non sono sullo stesso piano


    Bernard-Henri Levy



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    Così dunque domenica scorsa, a Parigi,col pretesto di «difendere la Palestina», migliaia di uomini e donne se la sono presa di nuovo con gli ebrei.A questi imbecilli oltre che mascalzoni, o viceversa, ricordiamo, ad ogni buon conto, che mescolare ebrei e israeliani in una stessa riprovazione è il principio stesso di un antisemitismo che, in Francia, viene punito dalla legge.


    Ricordiamo che nessuna indignazione, nessuna solidarietà nei confronti di una qualsiasi causa può, non dico autorizzare, ma scusare il gesto virtualmente pogromista che è il saccheggio, a Sarcelles, di una «farmacia ebraica» o di una «drogheria ebraica».

    A tali mascalzoni oltre che imbecilli, o viceversa, che la settimana precedente se la prendevano con due sinagoghe e, otto giorni dopo, recitano un remake penoso, e grazie al cielo ancora in modo minore, della notte dei cristalli, ripetiamo che questo tipo di azioni non trova spazio né in Francia né in alcun altro Paese dell’Europa contemporanea. Segnaliamo loro, en passant , che riunirsi dietro a razzi Qassam in cartapesta riproducenti le granate lanciate, alla cieca, su donne, bambini, vecchi, insomma sui civili di Israele, non è un atto anodino, ma un gesto di appoggio a un’impresa terroristica. A coloro che, fra questi, avevano realmente a cuore la causa di Gaza e sfilavano con striscioni su cui si evocavano le decine di innocenti uccisi dall’inizio della controffensiva israeliana, non saremo così crudeli da chiedereperché non sono mai lì, mai, sullo stesso selciato parigino, per piangere, non le decine, ma le decine di migliaia di altri innocenti uccisi, da circa quattro anni, nell’altro Paese arabo che è la Siria.


    Facciamo notare che i responsabili di queste vittime, delle decine di donne, bambini, vecchi - che, se l’avanzata criminale di Hamas non viene bloccata, saranno, domani, centinaia - sono due, non uno: il pilota che, prendendo di mira una rampa di missili iraniani nascosta nel cortile di un edificio, colpisce per errore l’edificio vicino; ma anche, se non innanzitutto, i mostri di cinismo che, al messaggio del pilota che annuncia di essere sul punto di sparare e invita i vicini a lasciare il quartiere per mettersi al riparo, rispondono invariabilmente: «Che nessuno si muova; che ognuno resti al proprio posto; che 10, 10.000 martiri sono pronti a offrire il proprio sangue alla santa causa, iscritta nella nostra Carta, della distruzione dello Stato degli ebrei».


    Quanto agli altri, a coloro che ritengono tali comportamenti causati da eccitazioni febbrili condivise, quanto ai mass media che continuano a evocare la «aggressione» israeliana, o la «prigione» che Gaza è diventata, o la «spirale» delle «violenze» e delle «vendette» che alimenterebbero questa guerra senza fine, obiettiamo che: non c’è aggressione, ma contrattacco di Israele di fronte alla pioggia di missili che, ancora una volta, si abbattono sulle sue città e che nessuno Stato al mondo avrebbe tollerato così a lungo; che Gaza è, in effetti, una sorta di prigione ma, avendola gli israeliani evacuata ormai da quasi dieci anni, non si capisce come potrebbero esserne i carcerieri. Cosa pensare, invece, di Hamas che mantiene l’enclave sotto il giogo, che tratta i propri abitanti come ostaggi e che, mentre gli basterebbe una parola o, comunque, una mano tesa perché cessi l’incubo, preferisce andare fino in fondo alla sua follia criminale?


    Fra le violenze e le vendette che ci vengono presentate come «simmetriche», fra l’omicidio dei tre adolescenti ebrei rapiti e trovati morti vicino a Hebron e l’omicidio del giovane palestinese bruciato vivo, due giorni più tardi, da una gang di barbari che disonorano gli ideali di Israele, esiste una differenza che non cambia nulla, ahimè, al lutto delle quattro famiglie ma che, per chi ha la possibilità e, quindi, il dovere di mantenere la mente fredda, cambia tutto: le autorità politiche, giudiziarie e morali di Israele sono inorridite per il secondo omicidio, l’hanno condannato senza riserve e hanno fatto in modo che i suoi presunti colpevoli fossero braccati e arrestati; per il primo, i cui autori non sono ancora stati trovati, bisognava avere un udito assai fine per sentire non fosse che una parola nei ranghi palestinesi: sì, una frase si è udita, quella di Khaled Meshaal, capo di Hamas in esilio, «che si congratulava» per le «mani» che hanno «rapito» i tre adolescenti brutalmente riqualificati, per l’occasione, «coloni ebrei»...


    Dubito che queste osservazioni possano avere qualche effetto sui jihadisti della domenica, sempre gli stessi che, un giorno, deplorano che gli si impedisca di ridere con l’umorista Dieudonné; un altro che gli si vieti di esprimere rispetto per Mohamed Merah; e un altro che la diplomazia francese non si schieri come un sol uomo dietro agli «indignati» pro Hamas. Quanto al resto della Francia, agli uomini e alle donne di buona volontà, a coloro che non hanno rinunciato al sogno di vedere, un giorno, questa terra finalmente condivisa, vorremmo tanto che rompessero il cerchio della disinformazione e della pigrizia di pensiero!

    No, fra Israele e Hamas, i torti non sono distribuiti in parti uguali
    .

    Sì, Hamas è un’organizzazione islamo-fascista da cui è urgente liberare anche gli abitanti di Gaza. E quanto al capo dell’Autorità palestinese, Mahmud Abbas, egli si rivolge alle Nazioni Unite affinché facciano «pressione» su Israele:ma non sarebbe più logico, più degno e soprattutto più efficace che si rivolgesse ai folli di Dio, che da qualche settimana sono ridiventati i suoi partner di governo, per esigere e ottenere da loro che depongano, senza indugio, le armi?

    Gli abitanti di Gaza meritano di essere qualcosa di meglio che scudi umani. I popoli della regione, tutti i suoi popoli, sono stanchi della guerra e del suo strascico di orrori: diamo una chance alla pace.

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    Già già .. probabilmente sia gli israeliani che quelli di hamas hanno solo bisogno di una visita da Avanzi per comprarsi un bel paio di occhiali .. dato che la stragrande maggioranza dei morti sono civili che non c'entrano un cazzo ... a ma scusa dimenticavo .. queste non sono persone ...... SONO DANNI COLLATERALI .... chissà cosa succederebbe se Israele avesse 731 "danni collaterali" ... probabilmente scoppierebbe la terza guerra mondiale!!!
    Per inciso quelli di HAMAS li brucerei all'istante (come tutti i fanatici di questo mondo) ... ma gli israeliani (perlomeno il loro governo non le persone normali)sono quasi sullo stesso piano !!! stessa faccia stessa razza

  7. #7
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    Predefinito Re: Israele si difende:i torti non sono sullo stesso piano!

    Ma quali abitanti ostaggio? La Palestina produce molto poco, Hamas ha i finanziamenti sauditi e del Qatar, quindi la gente ronzandoci attorno prende un bel po' di denaro. Da una parte c'è Abu Mazen straccione che dice "eh non bisogna lanciare missili sennò quelli ti distruggono la casa" dall'altra ci sono quelli che ti danno soldi per affittare la casa da usare come rampa di lancio, ti risarciscono se viene distrutta e ovviamente incolpano Israele di averla distrutta e dicono che lanceranno altri missili per vendicarti. Alla fine Hamas è una versione ADDOMESTICATA dei ribelli della primavera araba: i giornalisti nostrani riescono a portare qualche notizia pure dalle zone controllate di Hamas perché si limitano ad uccidere gli ebrei, mentre i ribelli siriani e libici uccidono sistematicamente tutti.

  8. #8
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    Predefinito Re: Israele si difende:i torti non sono sullo stesso piano!

    Si può leggere un articolo sulla guerra ebreo-palestinese scritta da uno che fa di cognome levy?
    Ultima modifica di medisco; 25-07-14 alle 11:50
    "Voi non avete fermato il vento gli fate solo perdere tempo"
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  9. #9
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    Predefinito Re: Israele si difende:i torti non sono sullo stesso piano!

    Citazione Originariamente Scritto da heint Visualizza Messaggio
    ...dato che la stragrande maggioranza dei morti sono civili che non c'entrano un cazzo...
    CHI E' CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE' STESSO...

    ________________________________


    Impossibilia nemo tenetur

  10. #10
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    Predefinito Re: Israele si difende:i torti non sono sullo stesso piano!

    Citazione Originariamente Scritto da medisco Visualizza Messaggio
    Si può leggere un articolo sulla guerra ebreo-palestinese scritta da uno che fa di cognome levy?
    ...INNANZI TUTTO BISOGNA SAPER LEGGERE E SOPRATTUTTO CAPIRE...entrambe le cose ti sono precluse...

    ________________________________


    Impossibilia nemo tenetur

 

 
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