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    Predefinito Sulla Fede e sulla Carità. Cosa è più importante?

    Per la salvezza sono indispensabili sia la fede che la carità, ma la carità è più importante e necessaria

    Quesito
    Gentilissimo Padre Angelo,
    Mi permetto di contattarLa e chiederLe il Suo prezioso aiuto per sottoporre alla Sua cortese attenzione un quesito a cui sinceramente non so darmi alcuna risposta.
    Gesù nel Vangelo ha detto più volte ai malati e ai peccatori pentiti: "Và la tua fede ti ha salvato". E' indubbio che la fede in Gesù Cristo Nostro Unico Salvatore e Signore sia la chiave d'oro che apre le Porte del Paradiso ed è infatti la prima virtù teologale. Ma è altrettanto vero che la fede da sola non basta per ottenere la salvezza eterna, lo dimostra il fatto che lo stesso Gesù disse a Suor Faustina Kowalska che anche la fede più grande senza le opere di misericordia non vale nulla.
    San Paolo ci ricorda che la più importante virtù teologale è la carità e lo stesso San Pietro ci rammenta che "la carità copre una moltitudine di peccati".
    La mia domanda è la seguente, se veramente la carità è la virtù più importante perchè Gesù nel Vangelo ha detto: "Và la tua fede ti ha salvato" e non ha detto "Và le tue opere di carità ti hanno salvato?"
    Supponiamo che uno dovesse scegliere tra una grande fede e grandi opere di amore e di carità verso il prossimo, quale sarebbe da preferirsi? L'amore o la fede?
    Io sinceramente penso che sia molto più importante l'amore perché Dio è Amore! In Paradiso infatti la fede non servirà più perchè vedremo Dio, ma sarà l'Amore e solo l'Amore a regnare sovrano! A che serve pregare con le labbra se nel cuore regnano il rancore e l'odio? A che serve soddisfare farisaicamente i precetti se non c'è amore? La fede, quella autentica e gradita all'Altissimo, è sempre accompagnata dall'amore.
    La ringrazio per la Sua cortese attenzione, Le chiedo cortesemente una Sua benedizione sacerdotale ed attendo fiduciosa un Suo gentile riscontro.
    Sia lodato Gesù Cristo!
    Cristina


    Risposta del sacerdote
    Cara Cristina,
    1. nei vangeli la parola fede ingloba normalmente la speranza e la carità.
    La distinzione e l’enumerazione di fede, speranza e carità compare in San Paolo.
    Nel Mediavo evo a queste tre realtà viene dato il nome di virtù teologali.
    Pertanto la parola fede nel Vangeli ha un significato molto più ampio di quello che appare in San Paolo quando enumera le insieme le tre virtù teologali.
    Quando Gesù dice “Va la tua fede ti ha salvato” non fa riferimento semplicemente alla prima virtù teologale, ma a tutta la risposta dell’uomo a Dio, e pertanto anche alla speranza e alla carità.

    2. Dicevo che l’enumerazione distinta delle tre virtù teologali si trova in San Paolo ed è così ben attestata da far pensare che nelle prime comunità cristiane si presentasse la vita cristiana come vita di fede, di speranza e di carità.
    Questo lo si nota ad esempio nel più antico scritto del nuovo testamento, la prima lettera ai Tessalonicesi, dove San Paolo dice: “Rendiamo grazie a Dio sempre per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, avendo incessantemente presente davanti a Dio e nostro Padre l’opera della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo” (1 Ts 1,3).
    Anche nella prima lettera ai Corinzi la vita dei cristiani è intesa come vita di fede, speranza e carità: “Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!” (1 Cor 13,13).
    La Bibbia di Gerusalemme qui annota: “Il gruppo delle tre virtù teologali, che appare in Paolo già da 1 Ts 1,3 e gli è forse anteriore, ritorna spesso nelle lettere, con diverse variazioni nell’ordine”.

    3. Certamente la più importante delle tre virtù teologali è la carità, come è affermato da San Paolo quando dice: “Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!” (1 Cor 13,13).
    Infatti la carità porta dentro di noi la presenza personale di Dio secondo quanto dice San Giovanni: “Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1 Gv 4,16).
    Mentre la fede da sola potrebbe non essere accompagnata dalla carità ed essere morta, come dice San Giacomo: “Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta” (Gc 2,17).
    Per questo il Concilio di Trento insegna che “se la fede non è seguita dalla speranza e dalla carità, non unisce perfettamente a Cristo, né rende membra vive del suo corpo. Per cui verissimamente si dice che la fede senza le opere è morta (Gc 2,17) ed è oziosa” (DS 1531).

    4. Pertanto per la salvezza sono indispensabili tutte e le due le virtù: fede e carità.
    È indispensabile la fede perché non qualunque atto di amore è carità, ma solo quello che è illuminato e compiuto per un motivo nuovo: per amore per Dio. Dice infatti san Paolo : “E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe” (1 Cor 13,3).
    Quanto bene si può compiere per motivi che non sono soprannaturali. Magari viene fatto solo per l’amore di noi stessi, perché altri ci diano gloria.
    La carità invece è mossa da un motivo più alto.
    Per questo Sant’Agostino dice: “Chiamo carità quel moto dell’animo che fa amare Dio per se stesso e fa amare se stessi e il prossimo per Dio” (s. agostino, De Doctrina christiana, III, 10, 16).

    5. Ma più ancora della fede è importante la carità secondo l’insegnamento del Signore: “Non chi dice Signore Signore entrerà nel Regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt 7,21).
    E ancora: “Molti mi diranno in quel giorno: Signore non abbiamo noi profetato nel tuo nome… cacciato demoni… e fatto prodigi nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. Perciò chiunque ascolta le mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. … Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo, stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia…” (Mt 7,22-27).
    Molto eloquenti sono anche varie parabole. Si pensi a quella delle vergini stolte (Mt 25,1-13) nella quale la disposizione pratica per entrare al banchetto viene generalmente identificata con la carità, rappresentata dall'olio, mentre l'atteggiamento di attesa comune a tutte le vergini è interpretabile come lo stato di fede.
    Anche la parabola dei servi fa riferimento alla fede che può essere operosa oppure inoperosa (Lc 12, 35-48): alcuni sono vigilanti e laboriosi e vengono lodati e premiati; altri invece si danno al mangiare, al bere, ad ubriacarsi, e vengono puniti con rigore.

    6. In conclusione si può avere la fede e non essere in grazia di Dio.
    Ma non si può mai avere la carità senza essere in grazia di Dio.
    Perché la carità porta la presenza personale di Dio dentro di noi.

    Amici Domenicani - Per la salvezza sono indispensabili sia la fede che la carità, ma la carità è più importante e necessaria
    Preferisco di no.

  2. #2
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    Predefinito Re: Sulla Fede e sulla Carità. Cosa è più importante?

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Per la salvezza sono indispensabili sia la fede che la carità, ma la carità è più importante e necessaria

    Quesito
    Gentilissimo Padre Angelo,
    Mi permetto di contattarLa e chiederLe il Suo prezioso aiuto per sottoporre alla Sua cortese attenzione un quesito a cui sinceramente non so darmi alcuna risposta.
    Gesù nel Vangelo ha detto più volte ai malati e ai peccatori pentiti: "Và la tua fede ti ha salvato". E' indubbio che la fede in Gesù Cristo Nostro Unico Salvatore e Signore sia la chiave d'oro che apre le Porte del Paradiso ed è infatti la prima virtù teologale. Ma è altrettanto vero che la fede da sola non basta per ottenere la salvezza eterna, lo dimostra il fatto che lo stesso Gesù disse a Suor Faustina Kowalska che anche la fede più grande senza le opere di misericordia non vale nulla.
    San Paolo ci ricorda che la più importante virtù teologale è la carità e lo stesso San Pietro ci rammenta che "la carità copre una moltitudine di peccati".
    La mia domanda è la seguente, se veramente la carità è la virtù più importante perchè Gesù nel Vangelo ha detto: "Và la tua fede ti ha salvato" e non ha detto "Và le tue opere di carità ti hanno salvato?"
    Supponiamo che uno dovesse scegliere tra una grande fede e grandi opere di amore e di carità verso il prossimo, quale sarebbe da preferirsi? L'amore o la fede?
    Io sinceramente penso che sia molto più importante l'amore perché Dio è Amore! In Paradiso infatti la fede non servirà più perchè vedremo Dio, ma sarà l'Amore e solo l'Amore a regnare sovrano! A che serve pregare con le labbra se nel cuore regnano il rancore e l'odio? A che serve soddisfare farisaicamente i precetti se non c'è amore? La fede, quella autentica e gradita all'Altissimo, è sempre accompagnata dall'amore.
    La ringrazio per la Sua cortese attenzione, Le chiedo cortesemente una Sua benedizione sacerdotale ed attendo fiduciosa un Suo gentile riscontro.
    Sia lodato Gesù Cristo!
    Cristina


    Risposta del sacerdote
    Cara Cristina,
    1. nei vangeli la parola fede ingloba normalmente la speranza e la carità.
    La distinzione e l’enumerazione di fede, speranza e carità compare in San Paolo.
    Nel Mediavo evo a queste tre realtà viene dato il nome di virtù teologali.
    Pertanto la parola fede nel Vangeli ha un significato molto più ampio di quello che appare in San Paolo quando enumera le insieme le tre virtù teologali.
    Quando Gesù dice “Va la tua fede ti ha salvato” non fa riferimento semplicemente alla prima virtù teologale, ma a tutta la risposta dell’uomo a Dio, e pertanto anche alla speranza e alla carità.

    2. Dicevo che l’enumerazione distinta delle tre virtù teologali si trova in San Paolo ed è così ben attestata da far pensare che nelle prime comunità cristiane si presentasse la vita cristiana come vita di fede, di speranza e di carità.
    Questo lo si nota ad esempio nel più antico scritto del nuovo testamento, la prima lettera ai Tessalonicesi, dove San Paolo dice: “Rendiamo grazie a Dio sempre per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, avendo incessantemente presente davanti a Dio e nostro Padre l’opera della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo” (1 Ts 1,3).
    Anche nella prima lettera ai Corinzi la vita dei cristiani è intesa come vita di fede, speranza e carità: “Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!” (1 Cor 13,13).
    La Bibbia di Gerusalemme qui annota: “Il gruppo delle tre virtù teologali, che appare in Paolo già da 1 Ts 1,3 e gli è forse anteriore, ritorna spesso nelle lettere, con diverse variazioni nell’ordine”.

    3. Certamente la più importante delle tre virtù teologali è la carità, come è affermato da San Paolo quando dice: “Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!” (1 Cor 13,13).
    Infatti la carità porta dentro di noi la presenza personale di Dio secondo quanto dice San Giovanni: “Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1 Gv 4,16).
    Mentre la fede da sola potrebbe non essere accompagnata dalla carità ed essere morta, come dice San Giacomo: “Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta” (Gc 2,17).
    Per questo il Concilio di Trento insegna che “se la fede non è seguita dalla speranza e dalla carità, non unisce perfettamente a Cristo, né rende membra vive del suo corpo. Per cui verissimamente si dice che la fede senza le opere è morta (Gc 2,17) ed è oziosa” (DS 1531).

    4. Pertanto per la salvezza sono indispensabili tutte e le due le virtù: fede e carità.
    È indispensabile la fede perché non qualunque atto di amore è carità, ma solo quello che è illuminato e compiuto per un motivo nuovo: per amore per Dio. Dice infatti san Paolo : “E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe” (1 Cor 13,3).
    Quanto bene si può compiere per motivi che non sono soprannaturali. Magari viene fatto solo per l’amore di noi stessi, perché altri ci diano gloria.
    La carità invece è mossa da un motivo più alto.
    Per questo Sant’Agostino dice: “Chiamo carità quel moto dell’animo che fa amare Dio per se stesso e fa amare se stessi e il prossimo per Dio” (s. agostino, De Doctrina christiana, III, 10, 16).

    5. Ma più ancora della fede è importante la carità secondo l’insegnamento del Signore: “Non chi dice Signore Signore entrerà nel Regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt 7,21).
    E ancora: “Molti mi diranno in quel giorno: Signore non abbiamo noi profetato nel tuo nome… cacciato demoni… e fatto prodigi nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. Perciò chiunque ascolta le mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. … Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo, stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia…” (Mt 7,22-27).
    Molto eloquenti sono anche varie parabole. Si pensi a quella delle vergini stolte (Mt 25,1-13) nella quale la disposizione pratica per entrare al banchetto viene generalmente identificata con la carità, rappresentata dall'olio, mentre l'atteggiamento di attesa comune a tutte le vergini è interpretabile come lo stato di fede.
    Anche la parabola dei servi fa riferimento alla fede che può essere operosa oppure inoperosa (Lc 12, 35-48): alcuni sono vigilanti e laboriosi e vengono lodati e premiati; altri invece si danno al mangiare, al bere, ad ubriacarsi, e vengono puniti con rigore.

    6. In conclusione si può avere la fede e non essere in grazia di Dio.
    Ma non si può mai avere la carità senza essere in grazia di Dio.
    Perché la carità porta la presenza personale di Dio dentro di noi.

    Amici Domenicani - Per la salvezza sono indispensabili sia la fede che la carità, ma la carità è più importante e necessaria

    Probabile che si debba intendere per Fede come virtù teologale l'Onore, come l'Amore per la Carità, cosicché si abbia un rombo tra Speranza, Onore e Amore, Sapienza.
    La fede in senso di propria confessione religiosa è ciò che convoglia e racchiude tutte queste cose.

  3. #3
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    Predefinito Re: Sulla Fede e sulla Carità. Cosa è più importante?

    Citazione Originariamente Scritto da ...II... Visualizza Messaggio
    Probabile che si debba intendere per Fede come virtù teologale l'Onore.
    Comprendo perfettamente la tua precisazione che mi trova totalmente concorde.
    Specifico per chi è meno addentro, che per Onore non si intende il sentimento umano ed egostico, ma l'Onore di Dio, ovvero quella cosa che nel Padre Nostro esprimiamo con "sia fatta la TUA volontà"
    Preferisco di no.

  4. #4
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    Predefinito Re: Sulla Fede e sulla Carità. Cosa è più importante?

    " ma le opere sono sottomesse alla fede, ergo è la fede la più importante, perchè viene dallo stato di grazia dato da Dio" direbbero alcuni

    ma la grazia non dona solo la fede, ma anche la capacità in quanto figli di Dio di operare per la carità e infatti senza le opere di carità la fede è morta

    quindi fede e opere sono ugualmente importanti per la salvezza!
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  5. #5
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    Predefinito Re: Sulla Fede e sulla Carità. Cosa è più importante?

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    " ma le opere sono sottomesse alla fede, ergo è la fede la più importante, perchè viene dallo stato di grazia dato da Dio" direbbero alcuni

    ma la grazia non dona solo la fede, ma anche la capacità in quanto figli di Dio di operare per la carità e infatti senza le opere di carità la fede è morta

    quindi fede e opere sono ugualmente importanti per la salvezza!
    E' tuttavia vero che senza Fede non compi le Opere.
    Se non credo in Dio cioè, che mi frega dell'aiutare il prossimo, se non per apparire bello nei confronti di un altro prossimo?
    E' la differenza cioè tra amore e filantropia.
    Differenza abissale.
    Propongo questo breve articolo per sviscerarla.
    http://www.papalepapale.com/develop/...-alla-sorbona/
    Ultima modifica di Miles; 14-07-14 alle 14:51
    Preferisco di no.

  6. #6
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    Predefinito Re: Sulla Fede e sulla Carità. Cosa è più importante?

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    E' tuttavia vero che senza Fede non compi le Opere.
    vero in parte perchè c'è chi non crede eppure compie opere buone, ma ad ogni modo per la salvezza servono tutti e due
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  7. #7
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    Predefinito Re: Sulla Fede e sulla Carità. Cosa è più importante?

    Ma se la Carità presuppone la Fede (intesa come virtù teologale) e senza Fede non v'è Carità (ma può esservi il contrario), ne consegue che sia la Fede (virtù teologale) ad essere la prima per necessità.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  8. #8
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    Predefinito Re: Sulla Fede e sulla Carità. Cosa è più importante?

    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Ma se la Carità presuppone la Fede (intesa come virtù teologale) e senza Fede non v'è Carità (ma può esservi il contrario), ne consegue che sia la Fede (virtù teologale) ad essere la prima per necessità.
    no perchè se hai fede, ma non compi le opere è tutto inutile, quindi le due devono andare di paro passo
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  9. #9
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    Predefinito Re: Sulla Fede e sulla Carità. Cosa è più importante?

    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Ma se la Carità presuppone la Fede (intesa come virtù teologale) e senza Fede non v'è Carità (ma può esservi il contrario), ne consegue che sia la Fede (virtù teologale) ad essere la prima per necessità.
    Tutto discende dalla Fede, ma la Fede senza le opere (la Carità)è morta.
    In soldoni, se non amo Cristo e non so che Cristo ha sofferto per tutta l'umanità che è stata creata da Dio, dal punto di vista etico , non esistono motivi che mi dicono "sii pronto a dare la vita per il prossimo" .
    Ma ugualmente se non sono pronto e non opero per il prossimo, vuol dire che la mia Fede è quantomeno vacillante e sicuramente si sta appassendo.

    Una deriva dall'altra ma devono necessariamente coesistere per alimentarsi a vicenda.
    Spero di aver spiegato un concetto apparentemente semplice ma di vitale importanza.

    A scartabellare un po' abbiamo le seguenti definizioni di valore dogmatico
    Can 6 sez VIdel Concilio di Trento:
    Quando poi l’apostolo dice che l’uomo viene giustificato per la fede (86) e gratuitamente (87), queste parole si devono intendere secondo l’interpretazione accettata e manifestata dal concorde e permanente giudizio della chiesa cattolica e cioè che siamo giustificati mediante la fede, perché la fede è il principio dell’umana salvezza, il fondamento e la radice di ogni giustificazione, senza la quale è impossibile piacere a Dio (88), giungere alla comunione (89) che con lui hanno i suoi figli. Si dice poi che noi siamo giustificati gratuitamente, perché nulla di ciò che precede la giustificazione - sia la fede che le opere - merita la grazia della giustificazione, se infatti è per grazia, non è per le opere; o altrimenti (come dice lo stesso apostolo (90)) la grazia non sarebbe più grazia

    Ma relativamente alle opere abbiamo al Can 26 , medesima sezione:


    1. Se qualcuno afferma che i giusti non devono aspettare e sperare da Dio - per la sua misericordia e per tutti meriti di Gesú Cristo - l’eterna ricompensa in premio delle buone opere che essi hanno compiuto in Dio, qualora, agendo bene ed osservando i divini comandamenti, abbiano perseverato fino alla fine: sia anàtema.

    Ed al Can 32


    1. Se qualcuno afferma che le opere buone dell’uomo giustificato sono doni di Dio, cosí da non essere anche meriti di colui che è giustificato, o che questi con le buone opere da lui compiute per la grazia di Dio e i meriti di Gesú Cristo (di cui è membro vivo), non merita realmente un aumento di grazia, la vita eterna e il conseguimento della stessa vita eterna (posto che muoia in grazia) ed anche l’aumento della gloria: sia anàtema.
    Preferisco di no.

  10. #10
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    Predefinito Re: Sulla Fede e sulla Carità. Cosa è più importante?

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Tutto discende dalla Fede, ma la Fede senza le opere (la Carità)è morta.
    In soldoni, se non amo Cristo e non so che Cristo ha sofferto per tutta l'umanità che è stata creata da Dio, dal punto di vista etico , non esistono motivi che mi dicono "sii pronto a dare la vita per il prossimo" .
    Ma ugualmente se non sono pronto e non opero per il prossimo, vuol dire che la mia Fede è quantomeno vacillante e sicuramente si sta appassendo.

    Una deriva dall'altra ma devono necessariamente coesistere per alimentarsi a vicenda.
    Spero di aver spiegato un concetto apparentemente semplice ma di vitale importanza.

    A scartabellare un po' abbiamo le seguenti definizioni di valore dogmatico
    Can 6 sez VIdel Concilio di Trento:
    Quando poi l’apostolo dice che l’uomo viene giustificato per la fede (86) e gratuitamente (87), queste parole si devono intendere secondo l’interpretazione accettata e manifestata dal concorde e permanente giudizio della chiesa cattolica e cioè che siamo giustificati mediante la fede, perché la fede è il principio dell’umana salvezza, il fondamento e la radice di ogni giustificazione, senza la quale è impossibile piacere a Dio (88), giungere alla comunione (89) che con lui hanno i suoi figli. Si dice poi che noi siamo giustificati gratuitamente, perché nulla di ciò che precede la giustificazione - sia la fede che le opere - merita la grazia della giustificazione, se infatti è per grazia, non è per le opere; o altrimenti (come dice lo stesso apostolo (90)) la grazia non sarebbe più grazia

    Ma relativamente alle opere abbiamo al Can 26 , medesima sezione:


    1. Se qualcuno afferma che i giusti non devono aspettare e sperare da Dio - per la sua misericordia e per tutti meriti di Gesú Cristo - l’eterna ricompensa in premio delle buone opere che essi hanno compiuto in Dio, qualora, agendo bene ed osservando i divini comandamenti, abbiano perseverato fino alla fine: sia anàtema.

    Ed al Can 32


    1. Se qualcuno afferma che le opere buone dell’uomo giustificato sono doni di Dio, cosí da non essere anche meriti di colui che è giustificato, o che questi con le buone opere da lui compiute per la grazia di Dio e i meriti di Gesú Cristo (di cui è membro vivo), non merita realmente un aumento di grazia, la vita eterna e il conseguimento della stessa vita eterna (posto che muoia in grazia) ed anche l’aumento della gloria: sia anàtema.

    Se intendiamo Fede come Onore, Lealtà, Rispetto, Dignità, anch'essa è un'operare di per sé ed è correlativo alla Carità intesa come Amore, Devozione, Aiuto. Se invece consideriamo la Carità come globalmente inerente questi due aspetti, la Fede non è nient'altro che la Religio.

 

 
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