Indipendentemente dalle polemiche sul numero di partecipanti (Salvini probabilmente si aspettava una piazza un po' più piena, ma lo "sbarco" di alcune decine di migliaia di leghisti a Roma è già di per sé un successo: non dimentichiamoci che solo 2 anni fa il Carroccio era dato per spacciato), il discorso del segretario leghista mi ha lasciato un po' perplesso: abile nell'aizzare la piazza, ma eccessivamente propagandistico e populista in alcuni passaggi. Non mi è piaciuto il "vaffa" a Renzi: la polemica va bene, ma l'insulto così diretto non mi ha favorevolmente impressionato. Sicuramente Salvini ha fatto breccia nella 'pancia' dell'elettorato di destra, anti-Stato e anti-immigrazionista: tuttavia, non basta il 15% attribuito dai sondaggi per smuovere veramente le acque nel desolato panorama del centrodestra italiano. Salvini ha fatto una scommessa, tutta interna al suo campo (Renzi in realtà continua ad essere imbattibile). Ebbene, deve quantomeno sperare di leggere "20-25%" nei sondaggi dei prossimi mesi per poter costruire davvero un'alternativa che non sia nei fatti più dannosa che benefica. Per quanto mi riguarda, in ogni caso, Salvini è l'unico che ci 'mette la faccia', che porta avanti una opposizione vera. Per questo è molto probabile che ottenga il mio voto (che di sicuro non andrà all'oscena Forza Italia). Mi rendo conto però che il rischio - quasi la certezza - è quello di bloccare la nascita di una coalizione di centrodestra in grado di tenere unito anche un elettorato moderato sempre più affascinato da Renzi. Checché ne dica Salvini, senza i moderati si perde. E lo dice uno - il sottoscritto - che molto moderato non è, ma che si rende conto della necessità di costruire un progetto allargato, anche a costo di qualche compromesso.




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