I cinesi: «Compriamo Acc, ma basta
ferie, malattie e via i sindacati»
Ecco la proposta della multinazionale Wanbao per lo stabilimento
E agli operai una paga soltanto di 800 euro al mese
MEL - La cura cinese per lo stabilimento Acc di Mel parla chiaro: taglio del costo del lavoro del 27%, riducendo anche le ferie e mettendo paletti alle assenze per malattia, estromissione del sindacato per i primi due anni. Nel caso oggi si siglasse l’accordo, tutti verrebbero licenziati e, degli attuali 600, solo 300 verrebbero assunti subito. La nuova paga stimata? Circa 800 euro al mese.
Sono solo alcuni dei passaggi discussi ieri nell’assemblea dei lavoratori. La rabbia, anche per la denunciata assenza delle istituzioni. Attacco anche a Zaia.
http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/BELLUNO/cinesi_acc_mel_belluno_fabbrica_malattia_ferie_sin dacati/notizie/821933.shtm
Privatizzazioni, il 35% di Cdp Reti passa ai cinesi. Domani la firma, investimento da 2 miliardi
Arrivano i cinesi. Il Cda di Cdp ha approvato la cessione del 35% del capitale sociale di Cdp Reti, per un corrispettivo non inferiore a 2,1 miliardi di euro, a State Grid International Development Limited (SGID), società interamente controllata da State Grid Corporation of China (SGCC). Un passo importante nella strategia di privatizzazioni del Governo, che nelle ultime settimane sembrava subire più di qualche rallentamento. Il Governo ha promesso all'Europa dismissioni annue pari allo 0,7% del Pil - circa 11 miliardi di euro - tra il 2014 e il 2018 per ridurre il debito.
CDP RETI. È una società controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti, scatola che incorpora il 30% di Snam, ma conterrà anche il 29% di Terna, quando verrà formalizzata la cessione del pacchetto. Per sancire l'accordo con il passaggio del 35% a State Grid of China Corp (SGCC), gruppo che controlla le reti energetiche del gigante asiatico, si è mosso nei giorni scorsi anche il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, andato in missione nel Paese della Grande Muraglia insieme ai vertici della Cdp. Per Padoan l'accordo ha l'obiettivo di "rafforzare i rapporti commerciali e di investimento tra Cina e Italia, che già sono molto buoni e offrono molte altre prospettive". La SGCC è stata creata nel 2002 per gestire la distribuzione dell'energia all'interno della Cina e per investire nel settore energetico all'estero, con un capitale di 200 miliardi di yuan (circa 24 miliardi di euro) e un'area d'azione che copre l'88% dell'immenso territorio cinese. Domani sarà presente il presidente del Consiglio Renzi a Palazzo Chigi per sancire l'intesa, che prevede un investimento del valore di 2 miliardi di euro per una quota di minoranza che lascia all'Italia il controllo. Sarà riconosciuto ai cinesi il diritto di nominare 2 amministratori su 5 del Cda di Cdp Reti e 1 membro su 3 del collegio sindacale. Alla società cinese sarà anche attribuito un diritto di veto rispetto all'adozione - sia da parte del Cda che dell'Assemblea dei soci di Cdp Reti "di alcune particolari delibere. Nelle prossime settimane la Cassa procederà "con il processo di dismissione del restante 14% di Cdp Reti ad altri investitori istituzionali italiani, senza diritti di governance, quali ad esempio fondazioni bancarie, fondi pensione e casse di previdenza". Resta da vedere se Cdp userà queste risorse per rafforzarsi patrimonialmente o per staccare un dividendo straordinario al Tesoro.
Privatizzazioni, il 35% di Cdp Reti passa ai cinesi. Domani la firma, investimento da 2 miliardi




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