Per capire di cosa stiamo parlando, quando dibattiamo il problema israelo-palestinese, penso sia bene avere qualche informazione in più di quelle che forse non abbiamo.
Comincio parlando di sionismo: cosa significa, che vuole. Ma prima una interessante intervista che un famoso scrittore ebreo, Amos Oz, ha fatto a uno stretto collaboratore di Sharon, intervista che per molti è stata fatta proprio a lui, a Sharon. Ecco qua
In una lunga intervista che un personaggio molto vicino a Sharon concesse allo scrittore Amos Oz nel 1982, poco dopo la conclusione dell’avventura militare israeliana in Libano si legge:-
-Se anche lei mi provasse – dice il nostro sionista all’intervistatore - con matematica precisione che l'attuale guerra nel Libano è una sporca guerra immorale, non m'importerebbe. Dirò di più: anche se lei mi provasse che noi non abbiamo raggiunto e non raggiungeremo mai alcuno dei nostri obbiettivi in Libano, e che neppure potremo creare in Libano un regime amico né sconfiggere i siriani e neppure 1'OLP, nemmeno allora mi importerebbe. Questa guerra valeva comunque la pena di farla. Anche se la Galilea venisse di nuovo bombardata dai ‘katjusha’ entro un anno, anche di questo in fondo non m'importerebbe. Noi cominceremmo un'altra guerra, uccideremmo e distruggeremmo ancora e ancora finché quelli ne avranno abbastanza. E lo sa lei perché ne vale la pena? Perché sembra che questa guerra ci abbia reso ancora più impopolari presso il cosiddetto mondo civile.
Non sentiremo più ripetere le assurdità sulla famosa moralità ebraica, sulla lezione morale dell'olocausto o sulla immagine di purezza e virtù degli ebrei emersa dalle camere a gas. Facciamola finita. La distruzione di Eyn Hilwe (è un peccato che non abbiamo spazzato via del tutto questo nido di calabroni [ si tratta di un villaggio libanese, n.d.t.] ), il salutare bombardamento di Beirut e quel modesto massacro (si può chiamare massacro l'uccisione di cinquecento Arabi nei loro campi?) che avremmo dovuto compiere con le nostre delicate mani invece di lasciarlo fare ai falangisti, queste ottime operazioni hanno troncato finalmente tutti quei merdosi discorsi su ‘un popolo eccezionale, faro per tutte le nazioni’. Basta con questo popolo eccezionale, buono, faro di civiltà, sbarazziamocene.
Personalmente non desidero affatto essere migliore di Komeini o di Breznev, o di Gheddafi, di Assad o della signora Thatcher e nemmeno di Harry Truman che ammazzò mezzo milione di giapponesi con due belle bombe. Io voglio solo essere più intelligente, più veloce e più efficiente di loro, non più buono o più bello.. secondo lei i cattivi di questo mondo se la passano male? se qualcuno prova a toccarli, quelli gli tagliano le mani e anche le gambe, sono cacciatori che inseguono e acchiappano tutto quello che gli par buono da divorare. E non soffrono di indigestione e il Cielo non li punisce. Io voglio che Israele si associ a questo club cosi, forse, alla fine il mondo comincerà a temermi invece di compatirmi. Forse allora cominceranno a tremare, a temere il mio furore invece che ammirare la mia nobiltà. Grazie a Dio! Lasciateli tremare, lasciate che ci chiamino uno stato aggressivo, lasciate che capiscano che siamo un paese selvaggio, pericoloso per i popoli che ci circondano, non normale, e che potremmo diventare feroci se uccidono uno dei nostri figli, anche uno solo. Lasciate che pensino che potremmo perdere ogni controllo e bruciare tutti i pozzi petroliferi del Medio Oriente. Se, Dio non voglia, succedesse qualcosa a suo figlio, lei parlerebbe come me. Si rendano conto a Washington, a Mosca, a Damasco, in Cina che se uno dei nostri ambasciatori venisse ammazzato o anche un console o uno dei giovanissimi addetti d'ambasciata, noi potremmo scatenare la terza guerra mondiale solo per questo. (…)
Mi lasci dire qual è la cosa più importante, il frutto più dolce della guerra in Libano: è che loro ora, non solo odiano Israele, ma grazie a noi odiano anche quei feinschmecker [palati delicati, n.d.t.] di ebrei di Parigi, Londra, New York, Francoforte, Montreal che se ne stanno nei loro gusci. Alla fine ora odiano anche queste belle anime di Yids che dicono di essere diversi da noi di non essere come Thugs israeliani, ma ebrei puliti ed educati. Ma non gli servirà a niente, a questi Yids cosi per benino, come non è servito all'ebreo assimilato di Vienna e di Berlino che pregava gli antisemiti di non confonderlo con i vocianti e puzzolenti giudei dell'est, perché lui si era liberato dai costumi degli sporchi ghetti di Ucraina e Polonia. Lasciamoli gridare che loro condannano Israele, che sono nel giusto, che non vogliono far del male nemmeno a una mosca, che preferiscono essere ammazzati che ammazzare, che si sono assunti il compito di mostrare ai gentili come essere buoni cristiani porgendo sempre l'altra guancia.. Questo non gli porterà alcun vantaggio




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