Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito Gli USA bombardano (di nuovo) l'Iraq

    Incredibile. I porci non si smentiscono mai. Secondo me il vero obiettivo è LA SIRIA.

    Iraq, Obama autorizza raid contro lo Stato islamico: "C'è rischio di genocidio" - Repubblica.it

  2. #2
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    Predefinito Re: Gli USA bombardano (di nuovo) l'Iraq

    Per una volta che fanno la cosa giusta. O preferiresti lasciare che i jihadisti uccidano cristiani, sciti e altre minoranze senza fare nulla?
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  3. #3
    ___La Causa del Popolo___
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    Predefinito Re: Gli USA bombardano (di nuovo) l'Iraq

    Citazione Originariamente Scritto da Juv Visualizza Messaggio
    Per una volta che fanno la cosa giusta. O preferiresti lasciare che i jihadisti uccidano cristiani, sciti e altre minoranze senza fare nulla?
    Guarda, se fosse davvero un intervento solo per spiaccicare di bombe quei luridi dell'ISIS la penserei come te.
    Ma non mi fido affatto che gli yankee facciano qualcosa per disinteressato umanitarismo.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
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    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  4. #4
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    Predefinito Re: Gli USA bombardano (di nuovo) l'Iraq

    Appoggerei un'intervento yankee solo se sulla Casa Bianca sventolasse una bandiera rossa! L'idea dei sunniti di un califfato è folle,ma mai e poi mai si può avvallare un'azione degli yankee,se ci fosse stato ancora il Presidente Saddam Hussein tutto ciò non sarebbe successo e sono stati proprio gli yankee a decretare la sua fine.

  5. #5
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Gli USA bombardano (di nuovo) l'Iraq

    Nessunissima simpatia per gli islamisti dell'ISIS , anzi vorrei vederli morti tutti, ma vorrei analizzare bene le notizie che i media indipendenti stanno facendo passare in queste ore: quando sento parlare di fosse comuni mi tornano alla mente brutti ricordi di gigantesche balle del recente passato, balle spacciate appunto dai cosiddetti media indipendenti. Ripeto nessunissima simpatia per i folli musulmani, ma la prudenza circa le notizie è d'obbligo.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  6. #6
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito Re: Gli USA bombardano (di nuovo) l'Iraq

    Sono completamente d'accordo con voi. A tal riguardo vorrei postare un articolo interessante sui fatti in esame. Non si tratta certo di una rivista comunista o anti-imperialista, anzi mi sembra vicina al PD, ma qualche dubbio sulle motivazioni "umanitarie" di questo intervento lo solleva.

    Quel petrolio nel mirino dell’Isis (e di Obama)

    Erbil è la nuova Mecca dell’oro nero: in gioco ci sono enormi interessi energetici






    Erbil è la nuova Mecca del petrolio mediorientale. Si sa poco di questa città curda, del suo impressionante sviluppo registrato negli ultimi anni, della sua straordinaria importanza strategica. Silenziosamente e tenacemente, i curdi dell’Iraq sono riusciti – dalla caduta di Saddam in poi – a conquistare un’indipendenza de facto, costituendo la prima entità statuale, come conseguenza dello smembramento inarrestabile della nazione mesopotamica.
    E hanno iniziato a vendere in proprio il greggio dei loro giacimenti. Cioè il grosso del petrolio iracheno.
    Il processo di distacco da Bagdad è avvenuto con il benestare degli americani e con la benevolenza della Turchia e dell’Iran, ma anche di Israele. Tutti interessati alle notevoli riserve petrolifere curde, a quello scrigno d’oro nero pregiato custodito nel sottosuolo di Erbil. Risorse energetiche importanti per le compagnie americane del Big Oil, per il consumo della Turchia e in futuro di Israele, per il transito in territorio iraniano e il successivo inoltro verso i mercati orientali sempre più assetati di carburante.
    La zona curda sembrava al riparo dalla guerra civile che insanguina e devasta l’Iraq da anni, quasi un paradiso nell’inferno post-Saddam. Adesso rischia di non esserlo più. Da quando anche i capi dell’Isis hanno esteso la loro offensiva verso Erbil.
    C’era solo da aspettare che lo facessero, era nella logica dei fatti che gli estremisti sunniti, consolidate le posizioni acquisite nel conflitto contro gli sciiti e sunniti moderati, si rivolgessero contro i curdi, sia per la conquista del loro petrolio sia per il controllo di una regione strategica vicino alla Turchia e alla Siria, dove lo scontro diretto con i fedeli di Assad li vede ormai prevalere.
    Il massacro dei civili, la persecuzione delle minoranze e, in particolare di quelle cristiane, erano in corso già da molto tempo, in Iraq come in Siria. Ma adesso che nel mirino dell’Isis è finito il petrolio, l’azione militare americana diventa inevitabile. Ieri i caccia del Pentagono hanno iniziato i loro raid contro obiettivi dell’Isis. Un intervento che Obama, come ha fatto ben capire egli stesso, annunciandolo giovedì, non avrebbe mai voluto lanciare, e lo ha fatto dopo mille esitazioni, e naturalmente citando la drammatica emergenza umanitaria.
    Ma proprio perché in gioco sono enormi interessi energetici, gli stessi che spinsero Bush in quella che Obama definì «la guerra più stupida», è difficile capire perché questa volta possa rivelarsi “intelligente”. Certo, la speranza è che i raid riescano, nell’immediato, a liberare dalla trappola mortale in cui si trovano gli iracheni in fuga dalla furia fanatica dell’Isis. Ma, poiché restano intatte tutte le ragioni che avevano finora frenato Obama dall’agire militarmente sia in Siria sia in Iraq, come si può presumere che l’intervento americano possa ora essere chirurgico e di breve durata?

    fonte: Quel petrolio nel mirino dell'Isis (e di Obama) | Europa Quotidiano


 

 

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