VERONA - Uccide il padre, lo taglia a pezzi e ne getta il cadavere in un bidone delle immondizie. Il fatto é avvenuto ieri sera in un quartiere di Verona. Il parricida, dopo alcune ore passate in Questura, ha confessato. In carcere è finito Piergiorgio Zorzi, 20 anni, accusato dell'omicidio del padre, Giorgio, 66 anni.
Sono stati i condomini a chiamare la polizia per il malodore che proveniva da uno dei bidoni delle immondizie.
Il corpo di Giorgio Zorzi è stato tagliato in cinque parti. Il figlio avrebbe usato una sega per tagliare gambe e braccia dal corpo. Lo avrebbe fatto, secondo quanto si è appreso, perché il corpo non stava nel bidone dei rifiuti organici. L'omicidio sarebbe avvenuto in casa.
Piergiorgio Zorzi è accusato di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Il giovane è attualmente detenuto nel carcere veronese di Montorio.
SCOPERTA DOPO CHIAMATE AL 113, C'E' ODORE TERRIBILE
La prima telefonata al 113 è giunta ieri sera da parte di un condomino che segnalava una forte puzza: "come da gatto morto provenire dai garage" ha detto all'operatore. Una decina di minuti più tardi una seconda telefonata di un altro condomino parlava di un odore nauseabondo. Una 'volante' si è quindi portata in Via Sant'Euproprio, nel quartiere San Massimo, prima periferia di Verona, una zona di palazzi-alveare. In uno di questi, alto 6 piani, vive la famiglia Zorzi. Gli agenti sono stati accolti da un condomino che li ha portati al garage, che era chiuso, da dove proveniva il forte odore.
Mentre gli agenti chiedevano informazioni sul proprietario, è comparso nel cortile interno del palazzo, dove si trovano le scale che portano ai garage, Piergiorgio Zorzi. Il giovane, spiegando che si trovava lì per fumare una sigaretta, ha accompagnato gli agenti nel garage dove, in un angolo, si trovava un bidone di rifiuti organici, alto e stretto. Un agente ha tirato su il coperchio e ha scorto un piede. Poco dopo la polizia scientifica ha scoperto che il bidone conteneva i resti di un uomo, il cui tronco indossava ancora una maglietta. La squadra mobile ha quindi portato Piergiorgio Zorzi in Questura dove è crollato, ammettendo le proprie responsabilità.
Per la madre, lontana da casa, che in questi giorni gli chiedeva al telefono dove fosse suo marito Giorgio, il figlio Piergiorgio Zorzi aveva sempre pronta una scusa. Una volta, ad esempio, le diceva che stava al bar, un'altra che era con degli amici. A lei era impossibile chiamare il marito al telefonino perché l'uomo l'aveva rotto da una ventina di giorni e non era andato ancora a comperarne uno. Agli investigatori la donna avrebbe riferito che le era sembrato strano che il marito non rispondesse mai al telefono di casa.
Il volume troppo alto della Tv durante la partita Inter-Bayern: questo il motivo che avrebbe fatto scatenare la sera del 22 maggio scorso la lite, l'ennesima, tra Giorgio Zorzi e il figlio Piergiorgio e ad armare la mano di quest'ultimo contro il padre. Sarebbe stato l'uomo a lamentarsi del volume mentre Piergiorgio seguiva l'incontro di calcio per la finale di Champions League.
La ricostruzione della tragedia, avvenuta in un appartamento del condominio del quartiere San Massimo a Verona è stata fatta oggi dal capo della squadra mobile della Questura di Verona, Giampaolo Trevisi, secondo le ammissioni dello stesso parricida che la notte scorsa è stato a lungo interrogato in Questura a Verona dopo la scoperta del cadavere.
Uccide il padre, lo taglia a pezzi e lo getta tra rifiuti - Cronaca - ANSA.it





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