Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega
https://news.google.com/articles/CBM...T&ceid=IT%3Ait
Tutto ampiamente previsto e scritto.
Dalla sera dello "scontro" in tv da Vespa.
Attrazione fatale.
Solo non so chi dei due mostri il culo all'altro.
Berlusconi alla regia.
Sceneggiatura affidata come sempre alla mafia.
Quindi qualche speranza concreta ce l'hanno.
Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega
Salvini incazzato col Berlusca perché crede ci sia il suo zampino dietro il voto della Rossi.
Ci ha messo due giorni ma poi glielo hanno imparato.
Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega
No Matteo, questa non è la riedizione del governo antifascista del dopoguerra
8 FEBBRAIO 20218 FEBBRAIO 2021
OPINIONI
LETTURA 3 MIN
di Roberto Gremmo – Nel maldestro ed affannoso tentativo di nobilitare l’ennesima capriola cadreghinista, il nostro glorioso Capitan mohito si è esibito nell’ennesima sceneggiata, sventolando platealmente un libri di storia e proclamando che l’attuale governissimo draghista sarebbe in realtà una riedizione, aggiornata e corretta, della grande coalizione dei partiti antifascisti, creata subito dopo la fine dell’ultima guerra.
Sorvoliamo sul fatto che molti politologi considerano quella coalizione l’anticipazione e l’origine del sistema partitocratico e consociativo che ha dominato ed inquinato la vita politica italiana, sostanzialmente basata sull’equilibrio di poteri fra le diverse ma sempre dialoganti compagini ideali.
Al nostro politologo dei Navigli, indomito capitano di breve corso, sfuggono almeno due elementi di non poca importanza che suggeriscono di non avventurarsi in spericolati parallelismi.
In primo luogo, alle elezioni del 1946 votava una percentuale di elettori altissima ed il consenso globale ai partiti era straordinario, mentre oggi la disaffezione verso le varie forze politiche supera almeno il trenta per cento del corpo elettorale, a dimostrazione della sempre crescente disaffezione e sfiducia nei confronti di questo sistema.
Ma non si deve dimenticare che in quel momento difficile, ottennero un lusinghiero successo a dispetto di tutto, discriminazioni e calunnie comprese, anche le forze politiche che si opponevano al blocco partitocratico ed infatti una formazione anomala come “l’Uomo qualunque” si affermava come quarta forza politica all’insegna dello slogan “Abbasso tutti”.
Esaltare come esempio virtuoso un governo che aveva contro così consistenti strati popolari (anche il movimento sociale ottenne un buon risultato) non è proprio opportuno, perché si trattò, senza ombra di dubbio, del primo passo verso la nascita della Repubblica dei partiti, contrapposta a quella dei cittadini.
Temo però che il nostro avventuroso capitano non abbia ancora finito di leggere l’impolverato librone di Storia, perché quel governo del “tutti insieme appassionatamente” non fece gran strada. Quando si tratto di gestire i cospicui fondi del Piano Marshall, senza pensarci troppo, De Gasperi e la Dc affibbiarono un sonoro calcione nel didietro, cacciando fuori dal governo Togliatti e Nenni che avevano creduto di far fessi tutti, scoprendosi democratici e pluralisti.
Vogliamo scommettere che quando si dovranno amministrare i fondi europei, il potentato economico e finanziario darà il benservito ai camaleonti che hanno chiesto il voto sparando a zero sul sistema per poi ridursi a truppe cammellate?
No Matteo, questa non e la riedizione del governo antifascista del dopoguerra - La Nuova Padania
Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega
Non è neppure più una tragicommedia; sono andati oltre.
Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega
Allora.
A parte l'imbecillità ormai assodata di Salvini, capace nelle sue dichiarazioni di fare solo e sempre lunghi e vuoti elenchi di progetti o di categorie, occorre fare alcune considerazioni, che non giustificano comunque in alcun modo il suo operato. Mai.
Dopo il papete ha deciso di uscire dal governo, pensando che si sarebbe votato. Un'idiozia assurda, pari solo a quella di Trump.
Chi ha fatto tanta fatica per arrivare all'agognato potere, non lo molla per poi piagnucolare, ma semmai lo usa per distanziare ulteriormente gli avversari politici.
Oggi alcuni nel partito, non lui poverino, hanno capito che un secondo passaggio del treno, un vero miracolo politico, non poteva non essere sfruttato, indipendentemente dal risultato che ne verrà.
E, d'accordo con la Meloni, si sono divisi per avere i classici due forni.
Ovviamente questa non può essere farina del suo sacco, troppo difficile per la sua testolina.
Sicuramente dietro c'è il cavallo di Troia Giorgetti, e spero pure qualche altro, magari interessato e speranzoso.
Purtroppo non ci dobbiamo scordare che non siamo mai riusciti, come Nord, ad esprimere una classe dirigente valida che ci rappresenti per ciò che siamo e valiamo.
Le normative attuali portano ad avere dei rappresentanti NOMINATI, scelti accuratamente dai partiti esclusivamente tra coloro che danno garanzie di capacità delinquenziale e soprattutto di ricattabilità. Meno sono capaci e bravi, meglio è, meno problemi eventuali potranno creare, seguendo pedestremente le direttive impartite loro.
La classe dirigente valida al Nord esiste eccome!
Ma si guarda bene, con tali premesse, dall'avvicinarsi alla politica.
E se qualcuno tentasse, come già successo, di creare delle valide alternative, il sistema è pronto a far sì che scompaia sul nascere, con qualsiasi mezzo.
DEVE rimanere solo la Lega a rappresentare le istanze del Nord.
E fin quando i Padioti non capiranno questo e si ribelleranno, inutile sperare che le cose cambino.
Anzi! Come sappiamo con Draghi, dentro o fuori che si stia, le cose non potranno che peggiorare per la gente comune.
Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega
Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega
Non c'è nulla di strano per le puttane.
Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega
Citazione:
Originariamente Scritto da
ventunsettembre
Non c'è nulla di strano per le puttane.
Adesso sappiamo a chi risponde realmente.
Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega
Un politico di professione.
Re: Problemi vecchi e nuovi nella lega
Salvini riscopre la Lega europeista e antisovranista di Bossi
11 FEBBRAIO 202110 FEBBRAIO 2021 OPINIONI LETTURA 2 MIN
di Stefania Piazzo – Eppure era già tutto scritto, come in uno degli ultimi testi di Gianfranco Miglio, “Oltre lo Stato-nazione: l’Europa delle città”. Il politologo aveva anticipato correttamente che i confini, almeno come venivano intesi fino al secolo scorso, non sarebbero più esistiti. L’avremmo anche poi chiamato questo fenomeno, globalizzazione.
Umberto Bossi lo aveva capito, ma aveva anche chiaro che l’Europa è fatta da popoli non da banchieri. E, semmai, avrebbero dovuto essere i popoli con tutte le loro declinazioni identitarie, a decidere, fare e disfare l’Europa. Negare l’Europa sbagliata senza invece lottare per il riconoscimento delle autonomie, dell’autodeterminazione, sarebbe stato un errore. Il Nord aveva intrapreso questo percorso, come la Scozia, come la Catalogna… Ma fu un percorso interrotto e mal gestito. Che bruciò nella strategia della secessione le carte per una più compiuta trattativa con Roma.
Decenni dopo, anni luce dopo, si leggeva invece nel programma elettorale della Lega Salvini delle ultime elezioni politiche, passaggi come “l’Ue non è un organo che promuove pace e giustizia e quindi è illegittimo” (pag.7). “Chiediamo la sovranità economica”, e ancora “non si dovrebbero assecondare i progetti di “Stati Uniti d’Europa”.
Il sovranismo e non le identità, come grimaldello per far saltare l’Europa finanziaria ha però isolato la Lega, l’ha volontariamente spinta più a destra della destra.
Le posizioni federaliste e liberali, sparite. Cancellato un dibattito sulle macroregioni confederate in Europa. Solo un flebile ricordo del referendum consultivo sull’autonomia nel lontano 2017, già era geologica superata dagli eventi, dai governi inimmaginabili, da una pandemia mondiale che ha azzerato le vecchie certezze.
Restano almeno i ricordi di un europeismo che il Nord non ha mai smesso di avere dentro sè. Almeno questo emergeva dai manifesti che Bossi utilizzava quando non c’erano i social e la gente leggeva i muri.
Chissà se in questa inversione-conversione a U(e) della Lega salviniana vi sarà anche il recupero del concetto di federalismo, di competenze…. Ammesso che al progetto cammini accanto la competenza.
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