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    Predefinito Da Rothbard ai radicali. Miserie del libertarismo

    «Chi non è libertario […] ci accusa spesso divolere trasformare il mondo in un supermercato. Sì. È vero. Noi libertarivogliamo trasformare il mondo in un supermercato. E ce ne vantiamo. Che cos’èin fondo un supermercato se non un luogo accogliente dove puoi trovare tuttoquello che ti serve? Dove puoi scambiare il frutto del tuo lavoro con altrepersone consenzienti, comprando quello che vuoi e pagando per quello checompri? […] Noi siamo edonisti, perché non ci piace fare voto di povertà comegli integerrimi coreani del nord. Noi siamo consumisti, perché crediamo in unasocietà in cui sempre più persone possano accedere ai beni di consumo e semprepiù persone possano trovare lavoro nella produzione di beni di consumo. Masoprattutto noi siamo convinti che, di fronte all’arroganza di chi vuolecancellare asetticamente le disuguaglianze e le soggettività, il “consumista”assurga ad un ruolo estremamente meritorio, quello di difensore di un dirittofondamentale dell’uomo: il diritto a perseguire il valore più soggettivo cheesista, la propria felicità personale»

    (Marco Faraci, Il consumismo? È la ricerca della felicità, in “Enclave”, n. 12, giugno 2001, p. 6.)
    Ultima modifica di Florian; 08-08-14 alle 08:05
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  2. #2
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    Predefinito Re: Da Rothbard ai radicali. Miserie del libertarismo

    Da Rothbard all’alternativa radicale. OGM, fisco, uninominale e prossimi appuntamenti

    Annalisa Chirico



    Destra e Sinistra. Qual è il significato di Destra e Sinistra oggi in Italia? Me lo sono chiesta ascoltando Beppe Grillo durante la convention di Woodstock a Cesena. “Non siamo né di destra né di sinistra. Siamo sopra”. Allora – mi sono chiesta – noi radicali siamo di destra o di sinistra? Mi è capitato tra le mani il saggio scritto da un filosofo americano, economista, allievo di von Mises e fondatore dell’anarco capitalismo americano. Murray Rothbard e il suo saggio “Sinistra e Destra: le prospettive della Libertà”.

    Che cosa ci dice in sostanza? Il saggio risale al 1965. Propone una filosofia della storia dalle rivoluzioni liberali del ‘700 fino al trionfo dello statalismo novecentesco e ribalta il paradigma ordinario del dibattito politico. Destra e Sinistra. Secondo Rothbard la vera contrapposizione – siamo negli anni ’60 – non è tra partiti conservatori e socialisti, ma tra le forze del Vecchio Ordine (Old Order) e i Liberali. I primi sono the party of reaction, difensori dei privilegi (delle corporazioni – es. l’attualissima controriforma forense), del fondamentalismo religioso (Il Vaticano, la Roccella, l’Agenda Bioetica del governo), lo statalismo e i monopoli statali (Eni, le Poste…), lo sfruttamento di classe, la schiavitù (la situazione degli immigrati di Rosarno). E poi ci sono i Liberali, il partito della Rivoluzione Industriale, the party of hope, of radicalism, of liberty. E a questo punto Rothbard cita Lord Acton: “Il liberalismo è intrinsecamente rivoluzionario”. Acton e non Trotsky, dice Rothbard, è il primo a parlare di rivoluzione permanente e lo fa non riferendosi al progetto totalitario e totalizzante della MegaMacchina sovietica, ma lo fa a proposito del Liberalismo. In questo quadro la sinistra (i socialisti e i marxisti) ha tradito il progetto di emancipazione dallo stato, dalle corporazioni, dalla religione promesso storicamente dalla Sinistra. Lo tradisce perché si fa affascinare dal mito statalista. Dall’idea che gli ideali di libertà, di emancipazione si possano raggiungere attraverso la coercizione pubblica, attraverso la mano visibile dello stato. I liberali invece capiscono che l’unica via è fare a meno dello stato.

    Passiamo dalla teoria alla realtà politica, attuale. Se io guardo oggi allo spettro politico italiano, devo dire che a parte noi radicali a me sembra che tutto sia Old Order. Vecchio ordine. francamente non capisco quale sia il progetto Liberale, dove sia, chi lo promuova. La parola è molto abusata, più della parola futuro. Se tutti sono liberali, però, liberale non è più nulla. E’ liberale chi difende l’Agenda Bioetica del governo. E’ liberale chi ancora oggi ricorda il “caso Englaro” come un esempio della strenua lotta dello stato in difesa della vita. E’ liberale chi grida “intercettateci tutti”. E’ liberale chi difende la posizione della Lega sulle quote latte. E’ liberale chi pretende il quoziente familiare. Siamo tutti insomma liberali.

    Nella distinzione tra difensori del Vecchio Ordine e Liberali probabilmente io avrei aggiunto solo un altro parametro fondamentale di distinzione: il modo di rapportarsi alla scienza e al progresso tecnologico. I liberali difendono la libertà della ricerca scientifica, l’autonomia dello scienziato dalla politica, il progresso, l’innovazione. Perché gli scienziati non sono pericolosi, che è anche il titolo del libro di Gilberto Corbellini. Perché il metodo scientifico è metodo democratico, insegna la tolleranza, l’accettazione dell’altro diverso da noi.

    Il vecchio ordine invece è quello che fa la scelta più antistorica in Europa proibendo alla ricerca scientifica pubblica la sperimentazione in campo aperto degli OGM. Il vecchio ordine è quello che fa muro contro Giorgio Fidenato (l’agricoltore che ha fatto disobbedienza civile prima sul sostituto d’imposta e poi anche sul divieto di coltivare mais geneticamente modificato); gli agricoltori federati, Futuragra…contro chi legittimamente rivendica la libertà di coltivare sul proprio terreno il mais ogm che in Europa è stato autorizzato, ma che in Italia continua ad essere sabotato dai governi di ogni colore. È il vecchio ordine che con una serie di dilazioni e tatticismi è riuscito a vietare anche in presenza di un diritto comunitario che non consentirebbe di vietare, ma solo di disciplinare. Il prossimo numero dell’Agenda Coscioni sarà monografico proprio su questo. La Conferenza delle regioni ha respinto le linee guida di coesistenza tra colture convenzionali, biologiche e geneticamente modificate. I Piani di coesistenza comunque li richiede l’UE. Per cui noi ora siamo inadempienti. Non possiamo più restare fuori dall’innovazione biotecnologica in campo agroalimentare, mentre 8-10mila aziende agricole chiudono i battenti ogni anno. Per via della superstizione dei decisori pubblici, che nell’illegalità italiana ed europea, con una sentenza del Consiglio di Stato sullo sfondo, continuano a far registrare una situazione di stallo. E intanto, fa sempre bene ricordarlo, oltre il 90% della soia della filiera mangimistica italiana è OGM. E anche le dop più pregiate, San Daniele Grana Padano, la usano nei loro allevamenti. Possiamo importare ma non produrre. È questa l’anomalia, l’ipocrisia italiana.

    Sempre per restare sull’economia, la battaglia contro lo stato predone. Fisco pesante, iniquo, che deprime la crescita, taglia risorse per l’innovazione, i consumi, lo sviluppo. Ieri Michele de Lucia ha citato l’incontro che si è tenuto alla Scuola Coscioni tra Pannella e Bonanni. C’erano anche Massimo Bordin e Adriano Teso. Teso ci ha comunicato i dati della sua impresa. A parità di mansione, stessa job description,
    NETTO COSTO
    Italia 15.485 32.135
    Germania 21.409 33.931

    A parità di costo un dipendente tedesco prende un netto del quasi il 40% in più di uno italiano.
    Sul sistema elettorale. Io ho ascoltato ieri le remore di Giuseppe di Leo per via delle obiezioni mosse da Sartori. E’ vero che i sistemi elettorali non fanno i sistemi politici. Leggi di Duverger sono state falsificate. Nel caso italiano: col Mattarellum i partiti si sono triplicati. Anche la Gran Bretagna non è più bipartitica. Tuttavia è vero che laddove esiste un sistema bipartitico, il maggioritario uninominale tende a preservare quel sistema, ma non esistono automatismi. Secondo punto: è vero che nei sistemi elettorali a turno unico i partitini acquistano un potere di ricatto. Possono decidere di desistere dal presentarsi in dieci collegi per averne uno assicurato, sempre in base ad accordi tra oligarchie di partito. Detto questo, però, io penso che nulla è perfetto e tutto è perfettibile. L’uninominale è un passo in avanti nella giusta direzione ed è il meglio che siamo riusciti a inventarci fino ad oggi. In Italia c’è l’urgenza di riattivare un meccanismo di selezione della classe dirigente basato sul merito e non sulla cooptazione, innanzitutto dentro i partiti. E l’urgenza di ridurre il potere delle oligarchie di partito. Bastano i collegi uninominali? No, ma sono una condizione necessaria. Il vero problema – e io non sono una fan della nostra Carta fondamentale – è l’attuazione dell’art 49 della Carta. Leprimarie di collegio, per esempio, sono uno strumento per far sì che siano i candidati interni dei partiti a scegliersi i loro iscritti.

    Mi avvio alla conclusione ricordando due appuntamenti.

    11 e 12 ottobre. Ci sarà la prima European Liberty Conference organizzata dagli Studenti bocconiani liberali e dagli Italian Students for Individual Liberty. Tra gli ospiti ci saranno Antonio Martino, Francesco Giavazzi, Michele Boldrin, Alberto Mingardi, Carlo Stagnaro, Anthony de Jasay. Su Internet tutte le info. Io avrò una sessione sulla comunicazione politica insieme nientemeno che a Claudio Velardi. Una singolare accoppiata. Vedremo che ne uscirà.

    7 ottobre. Insieme a Della Vedova, Fiamma Nirenstein, Rita Levi Montalcini saremo a Piazza di Pietra. Per la verità, per Israele. Il testo è un testo equilibrato. “L’Onu ha dedicato l’80% delle sue condanne soltanto a Israele, mentre dimentica l’Iran che impicca gli omosessuali e lapida le donne, il Darfur, dove si compie in silenzio una strage, la Cina che giustizia col colpo alla nuca. Difendere il diritto di Israele a esistere è una garanzia per la libertà di tutti noi”. Si chiede un’operazione verità su quella che, con tutte le sue imperfezioni, rimane l’unica democrazia nel Medio Oriente. Io ci andrò e spero di non essere la sola in questa sala.


    Da Rothbard all?alternativa radicale. OGM, fisco, uninominale e prossimi appuntamenti | Annalisa Chirico
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    Predefinito Re: Da Rothbard ai radicali. Miserie del libertarismo

    Dalla Rivoluzione francese al Libertarianism: un saggio, poco citato dai Rothbardiani di destra (sic), che rimette a posto ogni cosa:


    http://www.cattolici-liberali.com/pu...d4_2_polit.pdf
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  4. #4
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    Predefinito Re: Da Rothbard ai radicali. Miserie del libertarismo

    "Il Vecchio Ordine era, ed è ancora, il grande e potente nemico della libertà; ed era particolarmente forte nel passato perché non vi era alcuna certezza circa il suo rovesciamento. Quando noi consideriamo che fondamentalmente il Vecchio Ordine è esistito sin dagli albori della storia, in tutte le civiltà, possiamo apprezzare ancora di più la gloria e la magnificenza del trionfo della rivoluzione liberale del diciottesimo secolo."

    Murray Rothbard
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    Predefinito Re: Da Rothbard ai radicali. Miserie del libertarismo

    "Ben presto nell'Europa Occidentale si svilupparono due grandi ideologie politiche, incentrate su questo nuovo fenomeno rivoluzionario: una fu il liberalismo, il partito della speranza, del radicalismo, della libertà, della rivoluzione industriale, del progresso, dell'umanità; l'altra fu il conservatorismo, il partito della reazione, il partito che desiderava restaurare la gerarchia, lo statalismo, la teocrazia, la schiavitù e lo sfruttamento di classe del Vecchio Ordine. Dal momento che il liberalismo aveva chiaramente la ragione dalla sua, i Conservatori ottenebrarono l'atmosfera ideologica con richiami oscurantisti al romanticismo, alla tradizione, alla teocrazia, all'irrazionalismo. Le ideologie politiche furono polarizzate, con il liberalismo all'estrema "sinistra" e il conservatorismo all'estrema "destra" dello spettro ideologico."


    Murray Rothbard
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  6. #6
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    Predefinito Re: Da Rothbard ai radicali. Miserie del libertarismo

    Agli inizi del diciannovesimo secolo, in Inghilterra, i liberali classici iniziarono il loro spostamento dal radicalismo ad un semi-conservatorismo (...) Perciò, con il liberalismo abbandonato dall'interno, non vi era più un grande partito della speranza nel mondo Occidentale, non più un movimento di "sinistra" a guidare la lotta contro lo Stato e contro i residui del Vecchio Ordine che ancora sopravvivevano. In questo vuoto creato dall'esaurirsi del liberalismo radicale, si inserì un nuovo movimento: il socialismo. I libertari del giorno d'oggi sono abituati a ritenere che il socialismo sia l'esatto opposto del credo libertario. Ma questo è un grave errore, responsabile del profondo disorientamento ideologico dei libertari di oggi. Come abbiamo visto, il conservatorismo era l'esatto opposto della libertà; ed il socialismo, pur collocandosi alla "sinistra" del conservatorismo, era essenzialmente un movimento confuso, a metà strada. Esso era, ed è ancora, a metà strada perché tenta di raggiungere fini liberali utilizzando mezzi conservatori.


    Murray Rothbard




    Dedicato a tutti i liberali del forum. E a Tommaso.
    Ultima modifica di Florian; 08-08-14 alle 08:51
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  7. #7
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    Predefinito Re: Da Rothbard ai radicali. Miserie del libertarismo

    ... vi erano fin dall'inizio due diverse tendenze all'interno del socialismo: una era la corrente autoritaria di destra che da Saint Simon in avanti glorificava lo statalismo, la gerarchia e il collettivismo e che era perciò una proiezione del tentativo del conservatorismo di accettare e dominare la nuova civiltà industriale. L'altra era la tendenza di sinistra, relativamente libertaria, esemplificata in modo diverso da Marx e Bakunin, rivoluzionaria e molto più interessata a raggiungere le finalità libertarie del liberalismo e del socialismo.


    Murray Rothbard
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    Predefinito Re: Da Rothbard ai radicali. Miserie del libertarismo

    Rifiutando la proprietà privata, specialmente del capitale, i socialisti di sinistra si trovarono intrappolati in una cruciale contraddizione interna: se lo Stato deve scomparire dopo la rivoluzione (immediatamente per Bakunin, "svanendo" gradualmente per Marx), allora come farà il "collettivo" ad amministrare la sua proprietà senza divenire esso stesso un enorme Stato di fatto, pur non essendolo nel nome? Questa era una contraddizione che né i marxisti né i Bakunisti riuscirono mai a risolvere.

    (...) Anche il conservatorismo nel tentativo di confrontarsi con un moderno sistema industriale si era riformato e riorganizzato ed era divenuto un mercantilismo rimesso a nuovo, un regime di statalismo, caratterizzato da privilegi monopolistici di Stato, intesi a favorire, in forme dirette e indirette, capitalisti e proprietari terrieri quasi feudali. L'affinità tra socialismo di destra e nuovo conservatorismo divenne molto stretta, con il primo che mirava a politiche simili ma con una venatura di populismo demagogico. (...) Gli storici hanno da tempo riconosciuto l'affinità, e la saldatura, del socialismo di destra con il conservatorismo in Italia e in Germania, dove la fusione fu rappresentata prima dal Bismarckismo e quindi dal fascismo e dal nazionalsocialismo, quest'ultimo inteso a realizzare il programma Conservatore di nazionalismo, imperialismo, teocrazia e un collettivismo di destra che conservava e persino consolidava il dominio delle vecchie classi privilegiate.

    Murray Rothbard
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  9. #9
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    Predefinito Re: Da Rothbard ai radicali. Miserie del libertarismo

    E' diventato normale tra i libertari, così come presso l'Establishment d'Occidente, considerare il fascismo e il comunismo come fondamentalmente identici. Ma mentre i due sistemi erano indubbiamente collettivisti, essi differivano parecchio nel loro contenuto socio economico. Il comunismo era un autentico movimento rivoluzionario che senza remora alcuna disperdeva e distruggeva le vecchie élites di potere, mentre il fascismo, al contrario, rafforzava nel loro potere le vecchie classi dirigenti. Di conseguenza il fascismo era un movimento controrivoluzionario che congelava un complesso di privilegi monopolistici nella società; in breve il fascismo rappresentava l'apoteosi del moderno capitalismo monopolistico di Stato. Da qui derivò il motivo per cui il fascismo apparve, apertamente e senza riserve negli anni '20, e agli inizi degli anni '30, così attraente agli interessi del big business in Occidente (cosa che, naturalmente, non accadde mai al Comunismo).


    Murray Rothbard
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  10. #10
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    Predefinito Re: Da Rothbard ai radicali. Miserie del libertarismo

    Siamo alle prese con gli eccessi del mercato. Compito specifico dello stato in un'economia sociale di mercato è il controllo. Lo stato è il custode dell'ordine


    Angela Merkel, 2008
    Ultima modifica di Florian; 08-08-14 alle 09:43
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