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Re: Intolleranza.
Citazione:
Originariamente Scritto da
fiume sand creek
Ci sono islamici intelligenti e tolleranti ed islamici ottusi e intolleranti, così come ci sono cristiani o induisti intelligenti e tolleranti ed altrettanti ottusi e intolleranti.
Ci sono fascisti e comunisti intelligenti e tolleranti ed allo stesso tempo altri fascisti e comunisti ottusi e intolleranti.
Ci sono francesi, tedeschi o italiani intelligenti e tolleranti e loro connazionali ottusi e intolleranti.
E così via.
L'intolleranza deriva dalla fede religiosa? Da quella politica? Dall'etnia? Dalla cittadinanza? Dalla statura o dalla lunghezza dei baffi o delle ciglia?
O da un "qualcosa" di più personale che rende l'individuo ammirevole o deprecabile secondo i diversi punti di vista?
P.S.: Non sono a conoscenza di qualcosa che l'intolleranza sia riuscita a costruire, ma rabbrividisco pensando a quello che è riuscita a distruggere.
Qualcuno potrebbe dire che l'intolleranza sia insita nella natura umana un po' come guerre e violenza, personalmente penso sia soltanto il modo più semplice per il potere di perpetuare sé stesso, trovare un nemico da dare al popolo è una cosa che hanno storicamente fatto tutti i sistemi, e l'islam essendo un sistema politico al pari di qualsiasi altra religione organizzata non ne è esente; anzi, l'islam e soprattutto l'islam sunnita sono un terreno molto fertile per l'intolleranza, essendo presente perlopiù in paesi poveri, ex colonie, in stati i cui confini sono stati tracciati a tavolino dalle grandi potenze senza preoccuparsi della differenza tra varie etnie o gruppi religiosi, e attualmente senza istituzioni politiche e religiose di prestigio a cui fare riferimento (come invece ce l'hanno gli sciiti nell'Iran khomeinista ad esempio) è lì che si crea un sentimento di diffidenza verso l'esterno e un desiderio di rivalsa che poi qualcuno tenta di cavalcare. ci ha provato al qaeda, ci sta provando l'isis, non con grandissimo successo mi pare.
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Re: Intolleranza.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Lancinaus
l'intolleranza nasce dal parassitismo
speriamo che distrugga anche te, e quelli come te...
ma forse nasce anche nel momento in cui vedi tante ingiustizie e trattamenti diversi difronte ad uguali problemi !
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Re: Intolleranza.
Definire il concetto di intolleranza e tolleranza prima di parlare di esse.
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Re: Intolleranza.
Citazione:
Originariamente Scritto da
fiume sand creek
Considerare gli altrui punti di vista prima di condividerli o contestarli invece di vedere la vita come un conflitto perpetuo con tutto ciò che non coincide con le proprie convinzioni.
P.S.: Queste ultime non dovrebbero nemmeno esistere.
OK, ma non pensi che questo thread dovrebbe stare sotto "filosofia" o "vivere civile" o "fondoscala" ? Non dico mica che sia un thread stupido, eh.
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Re: Intolleranza.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Azael
Perdonami....ma la nostra evoluzione sta nel fatto che invece di tirarci frecce usiamo droni......invece di due rametti.....schiacciamo un pulsante elettrico.
Io sta cazzo di evoluzione....non l'ho ancora capita....visto che ripetiamo costantemente gli stessi errori da milleni.
tirare droni non fa parte della cultura, semmai il contrario...
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Re: Intolleranza.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Second chance
OK, ma non pensi che questo thread dovrebbe stare sotto "filosofia" o "vivere civile" o "fondoscala" ? Non dico mica che sia un thread stupido, eh.
La politica è l'applicazione concreta del pensiero personale o comune.
Essa dovrebbe (non scrivo deve perchè sarebbe una forzatura) provvedere ad adottare soluzioni nei confronti di problemi comuni.
Gli atti da mettere in pratica nascono da accordi, da confronti, da opinioni diverse che possono coincidere o contrastare tra loro.
Ma una opinione diversa dalla mia non vuol dire che sia del tutto sbagliata.
Per molti invece la stessa politica è solo un campo da gioco sul quale confrontarsi con avversari che sono tali solo perchè indossano una divisa con colori diversi.
Questa non è tolleranza o intolleranza ma solo superficialità.
Una buona politica nasce dal confronto leale e costruttivo volto a beneficiare il bene comune condiviso da tutti piuttosto che il bene personale a danno della comunità che lo circonda.
Ora, posso personalmente accettare chi esprime opinioni opposte alle mie? E costui può fare altrettanto?
Ma da cosa nascono le mie opinioni? E da cosa quelle del mio contendente?
Rabbia, frustrazione, arroganza, ignoranza, meschinità, e insieme a loro solidarietà, rispetto, cultura, comprensione e clemenza.
Una buona politica deve considerare i fattori sopra esposti, analizzarne le cause generanti e favorire le une (quelle negative) avversando le altre (quelle negative) o deve semplicemente utilizzarle per mantenere la propria esistenza?
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Re: Intolleranza.
Caro fiume,
sono perfettamente d'accordo con te.
Ma, poco più sopra, hai detto che le convinzioni non dovrebbero esistere.
Questo non lo capisco.
Le convinzioni, che in politica diventano ideologie, sono il punto di partenza necessario per dipanare un discorso.
E' perfettamente normale che vi siano voci dissonanti, voci che non sono accettabili per te. Sarebbe preoccupante se così non fosse.
Da ciò nascono i contrasti, le polemiche, il dibattito. Che non cambia nulla, nella massima parte dei casi; ma che apre uno spiraglio e fa vedere un panorama da un altro punto di vista.
Siamo nella fisiologia della politica.
Ma se si passa all'invettiva, o all'insulto personale, non siamo più nel campo della politica, ma della becera attività di subnormali.
Il discorso mi fa tornar alla domanda iniziale: quale è la causa?
Secondo me, dipende da chi frequenti.
Cioè dai tuoi Genitori, dai tuoi Insegnanti (maestri elementari, soprattutto); dai libri che leggi, dagli amici che frequenti.
Libri e amici li scegli tu, quindi non dire che non c'entri.
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Re: Intolleranza.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Corrado
Caro fiume,
sono perfettamente d'accordo con te.
Ma, poco più sopra, hai detto che le convinzioni non dovrebbero esistere.
Questo non lo capisco.
Le convinzioni, che in politica diventano ideologie, sono il punto di partenza necessario per dipanare un discorso.
E' perfettamente normale che vi siano voci dissonanti, voci che non sono accettabili per te. Sarebbe preoccupante se così non fosse.
Da ciò nascono i contrasti, le polemiche, il dibattito. Che non cambia nulla, nella massima parte dei casi; ma che apre uno spiraglio e fa vedere un panorama da un altro punto di vista.
Siamo nella fisiologia della politica.
Ma se si passa all'invettiva, o all'insulto personale, non siamo più nel campo della politica, ma della becera attività di subnormali.
Il discorso mi fa tornar alla domanda iniziale: quale è la causa?
Secondo me, dipende da chi frequenti.
Cioè dai tuoi Genitori, dai tuoi Insegnanti (maestri elementari, soprattutto); dai libri che leggi, dagli amici che frequenti.
Libri e amici li scegli tu, quindi non dire che non c'entri.
Non credo che opinioni e convinzioni siano sinonimi.
Le prime si basano su presupposti concreti, le seconde solo sui propri punti di vista.
E' il vecchio gioco dell'elefante e dei quattro ciechi.
Il primo tocca la proboscide ed afferma di essere vicino ad un pitone.
Il secondo tocca la coda ed afferma trattarsi di uno spolverino.
Il terzo tocca le zampe, e per lui sono colonne.
Il quarto tocca il dorso e dice di essere vicino ad un grosso pallone.
Tutti e quattro sono in buona fede.
Ognuno ha la sua opinione, basata su dati concreti, anche se incompleti.
Confrontandosi tra loro modificheranno tali opinioni giungendo ad una quinta opinione diversa dalle altre quattro ma condivisibile da tutti.
La convinzione, quella che deploro, si manifesta se uno dei quattro non accetta a priori quanto affermano gli altri tre e rimane pietrificato sulle sue posizioni.
Così potrebbe esserci il cieco che morirà convinto di aver toccato un serpente, quello convinto di aver toccato uno spolverino e così via.
E tutti siamo ciechi nei confronti del mondo, perchè il nostro sguardo non è abbastanza ampio da poterlo abbracciare tutto.
Spero di essere stato abbastanza chiaro.
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Re: Intolleranza.
Ma io non intendevo "convinzioni" come "preconcetti".
Questi danno luogo a chiusure mentali; quelli sono come la cornice di un quadro: delimita e valorizza. Ma se il quadro è una crosta, non può farci niente.
Ma i preconcetti, proprio perchè non abbisognano di spiegazioni, no ammettono deviazioni.
E, poichè sono figli dell'ignoranza, non amano argomentazioni (più o meno accettabili, non fa niente).
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Re: Intolleranza.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Corrado
Ma io non intendevo "convinzioni" come "preconcetti".
Questi danno luogo a chiusure mentali; quelli sono come la cornice di un quadro: delimita e valorizza. Ma se il quadro è una crosta, non può farci niente.
Ma i preconcetti, proprio perchè non abbisognano di spiegazioni, no ammettono deviazioni.
E, poichè sono figli dell'ignoranza, non amano argomentazioni (più o meno accettabili, non fa niente).
Le tue parole confermano che un pensiero fondato su convinzioni, preconcetti o qualsiasi altra forma di chiusura mentale è fondamentalmente nemico del cambiamento.
Ma poichè la vita, in tutte le sue forme e manifestazioni, si basa proprio sul cambiamento ne deriva che costoro sono nemici della vita.
P.S.: Un cimitero è in genere molto più ordinato di un asilo nido, ma personalmente preferisco il secondo al primo.:encouragement: