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Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: la patria

  1. #1
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    Predefinito la patria

    Io mi sento milanese, quindi insubre, e lombardo. Vorrei che la mia bandiera fosse quella insubre o quella "pan-lombarda" con la croce di San Giorgio, ma solo a patto che lo vogliano anche i fratelli che stanno oltre l'Adda.

    Vorrei che il mio popolo si federasse con altri popoli che ritengo affini a noi, sulla base di contratti politici bi- o multilaterali, consensuali, accettati a larga maggioranza dalle popolazioni interessate, e rescindibili unilateralmente in qualsiasi momento, se uno dei popoli federati decidesse di secedere, o se le ragioni dell'unione venissero meno per una qualunque delle comunità contraenti.

    Vorrei che in base al principio di sussidiarietà, pilastro del federalismo, ogni decisione politica fosse presa quanto più vicino possibile alle comunità che a tale decisione sono interessate, senza alcuna interferenza da parte dello stato Federale, con la sola clausola di salvaguardare i diritti delle minoranze, di qualunque tipo, e i diritti primari dei Cittadini.

    Più di ogni altra cosa, vorrei che la federazione così creata si basasse sulla centralità e sovranità sostanziale dei Cittadini dei territori federati. Su di una delega precisa, limitata e circostanziata data alle classi dirigenti, basata su contratti politici stipulati circa fatti precisi e limitati. Il contrario della delega in bianco che i nostri popoli hanno concesso stupidamente alle proprie classi dirigenti, del ruolo messianico che hanno loro attribuito, con il risultato di selezionare i propri leaders tra i peggiori delinquenti e incapaci presenti sul mercato della politica, consentendo che si formassero caste di intoccabili senza scrupoli e dai poteri sostanzialmente illimitati.

    E vorrei che la sovranità dei Cittadini fosse talmente marcata da permettere loro, tramite un esercizio frequente delle iniziative di partecipazione popolare, di promulgare, emendare e abrogare leggi, eleggere cariche di difesa dei diritti degli individui, e revocare mandati politici. Ogniqualvolta se ne presenti la necessità urgente, in corso d'opera, senza attendere un nuovo turno elettorale, e senza mediazioni da parte della politica.

    Questa è la mia visione di secessionista (dallo schifo italiano) e di federalista integrale. Non sono e non sarò mai disposto a sostenere avanguardie e classi dirigenti in pectore che non riconoscano il semplice fatto che la nostra prossima patria dovrà essere la patria dei Cittadini sovrani, e mai più la patria degli stati sovrani. Una patria in cui i Cittadini siano posti in grado di contratare gli abusi e ridurre ai minimi termini il potere che discende dalla politica.
    Ultima modifica di semipadano; 02-06-10 alle 10:23
    L'occasione fa l'uomo italiano

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  2. #2
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    Predefinito Rif: la patria

    io sposterei i festeggiamenti dal 2 giugno al 2 agosto per la loro patria.
    la mia è molto più piccola : tra Livensa e Tiliment.

  3. #3
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    Predefinito Rif: la patria

    [QUOTE=semipadano;1221667]Io mi sento milanese, quindi insubre, e lombardo. Vorrei che la mia bandiera fosse quella insubre o quella "pan-lombarda" con la croce di San Giorgio, ma solo a patto che lo vogliano anche i fratelli che stanno oltre l'Adda.

    Vorrei che il mio popolo si federasse con altri popoli che ritengo affini a noi, sulla base di contratti politici bi- o multilaterali, consensuali, accettati a larga maggioranza dalle popolazioni interessate, e rescindibili unilateralmente in qualsiasi momento, se uno dei popoli federati decidesse di secedere, o se le ragioni dell'unione venissero meno per una qualunque delle comunità contraenti.

    Vorrei che in base al principio di sussidiarietà, pilastro del federalismo, ogni decisione politica fosse presa quanto più vicino possibile alle comunità che a tale decisione sono interessate, senza alcuna interferenza da parte dello stato Federale, con la sola clausola di salvaguardare i diritti delle minoranze, di qualunque tipo, e i diritti primari dei Cittadini.

    Più di ogni altra cosa, vorrei che la federazione così creata si basasse sulla centralità e sovranità sostanziale dei Cittadini dei territori federati. Su di una delega precisa, limitata e circostanziata data alle classi dirigenti, basata su contratti politici stipulati circa fatti precisi e limitati. Il contrario della delega in bianco che i nostri popoli hanno concesso stupidamente alle proprie classi dirigenti, del ruolo messianico che hanno loro attribuito, con il risultato di selezionare i propri leaders tra i peggiori delinquenti e incapaci presenti sul mercato della politica, consentendo che si formassero caste di intoccabili senza scrupoli e dai poteri sostanzialmente illimitati.

    E vorrei che la sovranità dei Cittadini fosse talmente marcata da permettere loro, tramite un esercizio frequente delle iniziative di partecipazione popolare, di promulgare, emendare e abrogare leggi, eleggere cariche di difesa dei diritti degli individui, e revocare mandati politici. Ogniqualvolta se ne presenti la necessità urgente, in corso d'opera, senza attendere un nuovo turno elettorale, e senza mediazioni da parte della politica.

    Questa è la mia visione di secessionista (dallo schifo italiano) e di federalista integrale. Non sono e non sarò mai disposto a sostenere avanguardie e classi dirigenti in pectore che non riconoscano il semplice fatto che la nostra prossima patria dovrà essere la patria dei Cittadini sovrani, e mai più la patria degli stati sovrani. Una patria in cui i Cittadini siano posti in grado di contratare gli abusi e ridurre ai minimi termini il potere che discende dalla politica.[/QUOTE]

    Compreso lo strapotere dei potenti che si sono triplicati lo stipendio appena eletti sindaci. (indovinello: chi sono???)
    Ultima modifica di Alex Toscano; 03-06-10 alle 07:00

  4. #4
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    Predefinito Rif: la patria

    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    Io mi sento milanese, quindi insubre, e lombardo. Vorrei che la mia bandiera fosse quella insubre o quella "pan-lombarda" con la croce di San Giorgio, ma solo a patto che lo vogliano anche i fratelli che stanno oltre l'Adda.

    Vorrei che il mio popolo si federasse con altri popoli che ritengo affini a noi, sulla base di contratti politici bi- o multilaterali, consensuali, accettati a larga maggioranza dalle popolazioni interessate, e rescindibili unilateralmente in qualsiasi momento, se uno dei popoli federati decidesse di secedere, o se le ragioni dell'unione venissero meno per una qualunque delle comunità contraenti.

    Vorrei che in base al principio di sussidiarietà, pilastro del federalismo, ogni decisione politica fosse presa quanto più vicino possibile alle comunità che a tale decisione sono interessate, senza alcuna interferenza da parte dello stato Federale, con la sola clausola di salvaguardare i diritti delle minoranze, di qualunque tipo, e i diritti primari dei Cittadini.

    Più di ogni altra cosa, vorrei che la federazione così creata si basasse sulla centralità e sovranità sostanziale dei Cittadini dei territori federati. Su di una delega precisa, limitata e circostanziata data alle classi dirigenti, basata su contratti politici stipulati circa fatti precisi e limitati. Il contrario della delega in bianco che i nostri popoli hanno concesso stupidamente alle proprie classi dirigenti, del ruolo messianico che hanno loro attribuito, con il risultato di selezionare i propri leaders tra i peggiori delinquenti e incapaci presenti sul mercato della politica, consentendo che si formassero caste di intoccabili senza scrupoli e dai poteri sostanzialmente illimitati.

    E vorrei che la sovranità dei Cittadini fosse talmente marcata da permettere loro, tramite un esercizio frequente delle iniziative di partecipazione popolare, di promulgare, emendare e abrogare leggi, eleggere cariche di difesa dei diritti degli individui, e revocare mandati politici. Ogniqualvolta se ne presenti la necessità urgente, in corso d'opera, senza attendere un nuovo turno elettorale, e senza mediazioni da parte della politica.

    Questa è la mia visione di secessionista (dallo schifo italiano) e di federalista integrale. Non sono e non sarò mai disposto a sostenere avanguardie e classi dirigenti in pectore che non riconoscano il semplice fatto che la nostra prossima patria dovrà essere la patria dei Cittadini sovrani, e mai più la patria degli stati sovrani. Una patria in cui i Cittadini siano posti in grado di contratare gli abusi e ridurre ai minimi termini il potere che discende dalla politica.

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    Predefinito Rif: la patria

    Citazione Originariamente Scritto da Alex Toscano Visualizza Messaggio
    Compreso lo strapotere dei potenti che si sono triplicati lo stipendio appena eletti sindaci. (indovinello: chi sono???)
    Certo Alex, compresi i traditori in cravatta verde.
    Ultima modifica di semipadano; 03-06-10 alle 20:24
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  6. #6
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    Predefinito Rif: la patria

    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    Io mi sento milanese, quindi insubre, e lombardo. Vorrei che la mia bandiera fosse quella insubre o quella "pan-lombarda" con la croce di San Giorgio, ma solo a patto che lo vogliano anche i fratelli che stanno oltre l'Adda.

    Vorrei che il mio popolo si federasse con altri popoli che ritengo affini a noi, sulla base di contratti politici bi- o multilaterali, consensuali, accettati a larga maggioranza dalle popolazioni interessate, e rescindibili unilateralmente in qualsiasi momento, se uno dei popoli federati decidesse di secedere, o se le ragioni dell'unione venissero meno per una qualunque delle comunità contraenti.

    Vorrei che in base al principio di sussidiarietà, pilastro del federalismo, ogni decisione politica fosse presa quanto più vicino possibile alle comunità che a tale decisione sono interessate, senza alcuna interferenza da parte dello stato Federale, con la sola clausola di salvaguardare i diritti delle minoranze, di qualunque tipo, e i diritti primari dei Cittadini.

    Più di ogni altra cosa, vorrei che la federazione così creata si basasse sulla centralità e sovranità sostanziale dei Cittadini dei territori federati. Su di una delega precisa, limitata e circostanziata data alle classi dirigenti, basata su contratti politici stipulati circa fatti precisi e limitati. Il contrario della delega in bianco che i nostri popoli hanno concesso stupidamente alle proprie classi dirigenti, del ruolo messianico che hanno loro attribuito, con il risultato di selezionare i propri leaders tra i peggiori delinquenti e incapaci presenti sul mercato della politica, consentendo che si formassero caste di intoccabili senza scrupoli e dai poteri sostanzialmente illimitati.

    E vorrei che la sovranità dei Cittadini fosse talmente marcata da permettere loro, tramite un esercizio frequente delle iniziative di partecipazione popolare, di promulgare, emendare e abrogare leggi, eleggere cariche di difesa dei diritti degli individui, e revocare mandati politici. Ogniqualvolta se ne presenti la necessità urgente, in corso d'opera, senza attendere un nuovo turno elettorale, e senza mediazioni da parte della politica.

    Questa è la mia visione di secessionista (dallo schifo italiano) e di federalista integrale. Non sono e non sarò mai disposto a sostenere avanguardie e classi dirigenti in pectore che non riconoscano il semplice fatto che la nostra prossima patria dovrà essere la patria dei Cittadini sovrani, e mai più la patria degli stati sovrani. Una patria in cui i Cittadini siano posti in grado di contratare gli abusi e ridurre ai minimi termini il potere che discende dalla politica.
    Sei troppo intellettuale per noi a parte gli scherzi la maggior parte delle persone questi discorsi non li capisce,a mio modesto avviso per portare più gente alla causa del federalismo devi ogni santo giorno fargli notare quanti soldi lo stato centrale spreca e di come questo sperpero tenga la busta paga del cittadino medio a livelli troppo bassi per il volume di lavoro svolto,è sui soldi che si deve "battere" per smuovere l'operaio (come me)distrutto da una giornata di lavoro.

    Poi se si arriverà veramente al federalismo ci vorranno tecnici illuminati che discutano di questi problemi ma il padano medio lo devi portare al federalismo facendogli notare che ogni mese lo stato italiano gli scippa mezza busta paga.

    Questo a mio modesto avviso.



  7. #7
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    Predefinito Rif: la patria

    Quayag, non fare quello con le scarpe grosse, sei una persona intelligente e capisci esattamente cosa intendo. Anche i legaioli hanno fatto per anni il discorso della gallina dalle uova d'oro per far capire le cose a voi operai cretini (perché questo è ciò che pensano della loro gente) e il risultato è che la gallina hanno finito di spennarla e se la stanno mangiando viva. Invece i legaioli non hanno mai parlato del fatto che lo stato federale è lo stato dei cittadini, uno stato in cui qualunque decisione presa dalla classe dirigente contro l'interesse della maggioranza può essere ribaltata in un istante dal popolo. Esempio di questa cosa arcana e incomprensibile è lo stato con cui confina la Lombardia. 40 chilometri da noi, un esempio di successo senza mezzi termini dello stato federale, e noi non ne sappiamo nulla se non per sciorinare una lunga lista di luoghi comuni triti e ritriti. Basta con sto populismo. Spiegami invece perché i padanisti, che sono persone che hanno studiato, si rifiutano di ragionare in questi termini. La mia risposta è una sola: la matrice del padanismo (non tutto, ma buona parte) non è il pensiero federalista (questo è certo), ma la nostalgia del ventennio quando non del terzo reich.
    Ultima modifica di semipadano; 03-06-10 alle 22:06
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