Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 38
  1. #1
    Monarchico da sempre !
    Data Registrazione
    15 Oct 2004
    Località
    Italia
    Messaggi
    10,884
     Likes dati
    6
     Like avuti
    51
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito 10 - 8 settembre 1943 !!!

    Volendo prevenire, le ormai consuete bugie che annualmente vengono "svendute" da destra e da sinistra sui fatti importanti che riguardano questa importante data per la Storia della nostra patria, apro fin da oggi questo 3d, postando di seguito tutto ciò che per me è degno di nota, con mie considerazioni o ri-postando parti di precedenti post miei o di altri amici di Pol.

    Chiedo di aggiungere di seguito ciò che può essere ritenuto interessante e di limitare al massimo polemiche e insulti vari (che saranno cancellati... )

    Grazie

  2. #2
    Monarchico da sempre !
    Data Registrazione
    15 Oct 2004
    Località
    Italia
    Messaggi
    10,884
     Likes dati
    6
     Like avuti
    51
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ordine del Giorno Dino Grandi
    25.07.1943
    " ...pregare la Maestà del Re, verso il quale si rivolge fedele e fiducioso il cuore di tutta la Nazione, affinchè Egli voglia per l’onore e per la salvezza della Patria assumere con l’effettivo comando delle forze armate di terra, di mare e dell’aria secondo l’articolo 5° dello Statuto del Regno, quella suprema iniziativa di decisione che le nostre istituzioni a Lui attribuiscono e che son sempre state in tutta la nostra storia nazionale il retaggio glorioso della nostra Augusta Dinastia di Savoia."

    Firmato:
    Dino Grandi, Giuseppe Bottai, Luigi Federzoni, Galeazzo Ciano, Cesare Maria De Vecchi, Alfredo De Marsico, Giacomo Acerbo, Dino Alfieri, Giovanni Marinelli, Carluccio Pareschi, Emilio De Bono, Edmondo Rossoni, Giuseppe Bastianini, Annio Bignardi, Alberto De Stefani, Luciano Gottardi, Giovanni Balella..

  3. #3
    Monarchico da sempre !
    Data Registrazione
    15 Oct 2004
    Località
    Italia
    Messaggi
    10,884
     Likes dati
    6
     Like avuti
    51
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    03.09.1943 - Armistrizio di CASSIBILE

    IL PRIMO SCHEMA DI RESA CHIAMATO “CORTO ARMISTIZIO” (Dal libro CONTROMEMORIALE)


    Il gen. Castellano, mandato segretamente dal Capo del Governo Badoglio a trattare la capitolazione, portò a Roma il 27 agosto '43 un testo di armistizio steso dagli angloamericani. Fu chiamato “corto armistizio”; cioè uno schema preliminare per la resa dell'Italia. Eccone il testo con la anticipata indicazione della data del 3 settembre, per la firma:


    Lì 3 settembre 1943
    Le seguenti condizioni di armistizio sono presentate dal generale Dwight D. Eisenhower, Generale Comandante delle Forze armate alleate, autorizzato dai Governi degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, e nell'interesse delle Nazioni Unite, e sono accettate dal Maresciallo Badoglio, Capo del Governo italiano.
    1) Immediata cessazione di ogni attività ostile da parte delle Forze Armate Italiane.
    2) L'Italia farà ogni sforzo per sottrarre ai tedeschi tutti i mezzi che potrebbero essere adoperati contro le Nazioni Unite.
    3) Tutti i prigionieri e gli internati delle Nazioni Unite saranno rilasciati immediatamente nelle mani del Comandante in Capo alleato e nessuno di essi dovrà essere trasferito in territorio tedesco.
    4) Trasferimento immediato in quelle località che saranno designate dal Comandante in Capo alleato, della Flotta e dell'Aviazione italiane con i dettagli del disarmo che saranno fissati da lui.
    5) Il Comandante in Capo alleato potrà requisire la marina mercantile italiana e usarla per le necessità del suo programma militare navale.
    6) Resa immediata agli Alleati della Corsica e di tutto il territorio italiano sia delle isole che del Continente per quell'uso come basi di operazioni e per altri scopi che gli Alleati riterranno necessari.
    7) Immediata garanzia del libero uso di tutti i campi di aviazione e dei porti navali in territorio italiano senza tener conto del progresso dell'evacuazione delle forze tedesche dal territorio italiano. Questi porti navali e campi di aviazione dovranno essere protetti dalle forze armate italiane finché questa funzione non sarà assunta dagli Alleati.
    8) Tutte le forze armate italiane saranno richiamate e ritirate su territorio italiano da ogni partecipazione alla guerra da qualsiasi zona in cui siano attualmente impegnate.
    9) Garanzia da parte del Governo italiano che, se necessario, impiegherà le sue forze armate per assicurare con celerità e precisione l'adempimento di tutte le condizioni di questo armistizio.
    10) Il Comandante in Capo delle forze alleate si riserva il diritto di prendere qualsiasi provvedimento che egli riterrà necessario per proteggere gli interessi delle forze alleate per il proseguimento della guerra; e il Governo italiano s'impegna a prendere quelle misure amministrative e di altro carattere che il Comandante in Capo richiederà, e in particolare il Comandante in Capo stabilirà un Governo militare alleato su quelle parti del territorio italiano che egli giudicherà necessario nell'interesse delle Nazioni alleate.
    11) Il Comandante in Capo delle forze armate alleate avrà il pieno diritto d'imporre misure di disarmo, smobilitazione e demilitarizzazione.
    12) Altre condizioni di carattere politico, economico e finanziario a cui l'Italia dovrà conformarsi saranno trasmesse più tardi.

  4. #4
    Monarchico da sempre !
    Data Registrazione
    15 Oct 2004
    Località
    Italia
    Messaggi
    10,884
     Likes dati
    6
     Like avuti
    51
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Maresciallo Badoglio – ore 19.42 dell’8 settembre 1943

    "Il Governo Italiano, riconosciuta l'impossibilità di continuare l'impari lotta, contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al gen. Eisennhower, comandante in capo delle Forze alleate anglo-americane.
    La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse, però reagiranno ad eventuali attacchi di qualsiasi altra provenienza".

  5. #5
    Monarchico da sempre !
    Data Registrazione
    15 Oct 2004
    Località
    Italia
    Messaggi
    10,884
     Likes dati
    6
     Like avuti
    51
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Mia personale OPINIONE...


    8 Settembre 1943 …le bugie dalle gambe corte !

    Non possiamo dimenticarci di ciò che è successo, e per tornare alla falsità ed alle dicerie popolari dell'Esercito in ballia degli eventi, è ora che ognuno si prenda la responsabilità di quanto fatto ...

    Il fonogramma che annunciava l'armistizio, fu trasmesso e ritrasmesso ogni 15 minuti, ed il testo diceva :

    "Il Governo Italiano, riconosciuta l'impossibilità di continuare l'impari lotta, contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al gen. Eisennhower, comandante in capo delle Forze alleate anglo-americane.
    La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse, però reagiranno ad eventuali attacchi di qualsiasi altra provenienza".

    Ora assodato, che nessuna unità di terra, di mare e dell'aria, ha più condotto dopo tale fonogramma alcuna azione contro le forze anglo-americane, dobbiamo provocatoriamente dedurre, che il messaggio era stato da tutti, MOLTO BEN COMPRESO...
    Tanto e vero, che l'intera Regia Marina ed i 2 terzi abbondanti di ciò che restava della Regia Aeronautica, raggiunsero i territori liberi del nostro paese, o si consegnarono agli Alleati.
    Ciò che è successo quindi al regio Esercito (ma non tutto), è una vergognosa responsabilità dei suoi più diretti comandanti sul campo, che oltre a guardarsi bene dal condurre azioni contro gli ex nemici (ammettendo in tal modo che il fonogramma era chiarissimo), vollero ingnorare per comodo e per fellonia (quella si) la seconda parte, che dava al contrario di quanto asserito da Fascisti prima e Comunistoidi dopo, indicazioni PRECISISSIME, circa il comportamento da tenere in caso di aggressione !

    Il Fonogramma non parla di resa o di consegna delle armi all’ex alleato, il Fonogramma non parla di "tutti a casa", il Fonogramma non parla di diserzione !!!

    Comunque gli esempi, di reparti che seguirono puntigliosamente i precisi ordini impartiti furono decine e decine, ed in tutti i luoghi dove ciò avvenne, furono i primi lampi del fuoco della guerra partigiana (quella vera) che poi verrà...

    Stravolgere questi fatti, per interesse di parte, non è solo una vergogna, ma un crimine contro la storia d'Italia, la storia di Casa Savoia, la Storia del nostro Popolo !!!

  6. #6
    Monarchico da sempre !
    Data Registrazione
    15 Oct 2004
    Località
    Italia
    Messaggi
    10,884
     Likes dati
    6
     Like avuti
    51
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    UNA CESURA NELLA STORIA ?


    Nel leggere le valutazioni degli storici più accreditati sugli avvenimenti italiani dal 1919 al 1945 si ha una strana sensazione: che la data dell’8 settembre 1943 segni come una cesura ed un capovolgimento nel metro dei giudizi sui fatti e sulle persone.
    Cercheremo di spiegarci meglio.
    Fino a quel giorno, tutto quello che è avvenuto in Italia viene, sistematicamente, o condannato a priori con parole sprezzanti, o (quando una condanna è oggettivamente impossibile) dimenticato, sfumato, distorto.
    Dall’8 settembre 1943, la tendenza si inverte. Le cose più orribili spariscono, perché si cerca - con qualche eccezione accuratamente scelta - di non parlarne, o di parlarne il meno possibile. Risplendono invece i due “miti” opposti, quello della “Resistenza nata dalle forze popolari”, e quello degli “eroici giovani che andarono a Salò per riscattare l’onore d’Italia verso l’alleato germanico tradito dal Re e dal Governo fuggiaschi”
    Così oggi, a distanza di oltre mezzo secolo, i giovani - che naturalmente non sanno nulla - leggono una Storia che sembra scritta, a due mani, da un militante comunista e da un volontario delle Brigate Nere.
    Noi vorremmo, senza pregiudizi, riscoprire la verità storica, affrontando una serie di questioni che non trovano spazio nei luoghi comuni del dibattito storico-politico.
    Alcuni esempi.
    E’ possibile che, durante la lotta politica del primo dopoguerra, la violenza sia stata solo fascista? Non vi sarà stata una reciprocità di vendette e di stragi?
    Gli storici, e soprattutto i cosiddetti “narratori di storia” (volgarizzatori, spesso giornalisti senza preparazione specifica), sorvolano su di un punto: chi aveva il consenso popolare, i fascisti o gli antifascisti? Se l’avevano i fascisti, come dimostrarono le elezioni, non era legittimo che governassero, e che facessero approvare nuove leggi col voto del Parlamento?
    E’ proprio vero, e credibile, che in venti anni il governo fascista non fece nulla di buono, che tutto, ma proprio tutto, era corrotto e ingiusto, che lo Stato era diretto da persone ridicole o truculente, che insomma si viveva in un inferno dantesco?
    Scoppiata la guerra mondiale, è onesto affermare che le Forze Armate italiane non hanno subito altro che sconfitte vergognose, e che solo gli alleati tedeschi ci hanno tenuto a galla? Non si insulta, in questo modo, la memoria di centinaia di migliaia di Caduti, il sacrificio dei feriti e dei decorati, le sofferenze dei prigionieri, il trauma dei reduci?
    E’ forse legittimo che italiani accusino, quasi con sadismo, la loro stessa Patria di azioni moralmente indegne, come la “pugnalata alla schiena” contro la Francia, il “tradimento” verso la Germania hitleriana, e il tentativo di compiere un “voltafaccia” per diventare, da vinti, vincitori? Chi difende le ragioni, le ottime ragioni, dell’Italia, anche se era l’Italia di Mussolini o di Badoglio? “Right or wrong, it is my country”, dicono gli inglesi
    Ed ecco il rovescio della medaglia.
    I “giovani di Salò” ignoravano che i loro alleati nazisti avevano massacrato diecimila italiani, a Cefalonia, per essere stati fedeli al giuramento monarchico? Probabilmente no, perché i giornali della Repubblica Sociale avevano esultato per l’eccidio. Allora, che voleva dire, per loro, l’onore d’Italia? Scegliere lo straniero, ed un pazzo criminale come Hitler, che era privo del minimo scrupolo morale?
    Chi ha deportato nei campi di sterminio migliaia di ebrei, dopo l’8 settembre? Forse il Re, al quale oggi si contestano con furore le firme sulle leggi del 1938? Mai più, i nazisti avevano già creato la “benemerita” repubblica di Mussolini….ma nessuno contesta nulla a Mussolini per questo fatto.
    Cinque membri del Gran Consiglio fascista, e due ammiragli del settore dell’Egeo sono stati condannati a morte e fucilati dalla suddetta benemerita repubblica, sempre dopo l’8 settembre, per avere fatto il loro dovere secondo le leggi vigenti. Nessuno scandalo, nessuno ne parla. Non sono state sentenze inique, che hanno calpestato i sacri principi del diritto?
    E del resto, la stessa Repubblica Sociale, sollevando in piena guerra, in un momento in cui si imponeva la più assoluta unità nazionale, una questione di istituzioni fondamentali dello Stato, non ha forse aperto una grave frattura nel Paese, dando prova di irresponsabilità?
    Passando dal lato opposto, potevano i comunisti, sotto l’apparenza della collaborazione col Governo legittimo, trasformare la Resistenza, nella parte da loro controllata, in una sistematica azione di terrorismo, senza preoccuparsi delle conseguenze per le popolazioni civili? E, sempre i comunisti, avevano forse il diritto di prepararsi alla conquista violenta dello Stato non appena la guerra fosse finita, e di eliminare, in vista di ciò, tutte le componenti della Resistenza che si ispiravano alla Monarchia?
    Nè sembra giusto risparmiare gli anglo-americani.
    Perché non mantennero l’impegno, assunto nell’ambito delle condizioni di armistizio, di trasportare in Italia le truppe italiane nei Balcani? Perché non sbarcarono nei Balcani, come previsto da tutti fino all’agosto 1943? Perché sbarcarono in Italia con forze tanto scarse che per poco non furono rigettate in mare? Perché, invece, martellarono l’Italia con ferocissimi bombardamenti, provocando stragi immani e perfettamente inutili? E perché su queste stragi aeree - in Italia, ma non solo in Italia - è calato il silenzio e l’oblio? Perché si accanirono a silurare ed affondare navi che trasportavano, dall’Egeo e dalla Grecia, prigionieri italiani? Perché non si dice che questi affondamenti causarono almeno ventimila morti? E, infine, perché, avendo essi ingannato l’Italia durante le trattative di armistizio (“a gigantic bluff”), hanno osato accusare l’Italia di “avere tradito scioccamente”, inventando l’oltraggioso verbo “to badogliate” simboleggiante Badoglio, cioè il Capo del Governo italiano ingannato da loro?
    Ci sembra che il materiale sia già abbondante. E ve ne sarebbe dell’altro. Dialoghiamo?

    FRANCO MALNATI

  7. #7
    Monarchico da sempre !
    Data Registrazione
    15 Oct 2004
    Località
    Italia
    Messaggi
    10,884
     Likes dati
    6
     Like avuti
    51
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Lettera pubblicata da l'Eco di Bergamo
    8 settembre 2005

    Egregio Direttore,
    La data dell'8 settembre 1943 è senza dubbio una delle più significative della storia italiana recente. In merito alla partenza del Re da Roma, ai fini di una corretta informazione storica, ritengo interessante proporre alcuni pareri, espressi da personalità di rilievo certamente non sospettabili di simpatie monarchiche.
    Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della Repubblica Italiana:
    "il Re ha salvato la continuità dello stato".
    Dello stesso parere anche il marxista prof. Ernesto Ragionieri (cfr. la sua "Storia d'Italia", edita da Einaudi).
    Lucio Villari, storico di sinistra:
    "Sono, in proposito, assolutamente convinto che fu la salvezza dell'Italia che il Re, il governo e parte dello stato maggiore abbiano evitato di essere "afferrati" dalla gendarmeria tedesca e che il trasferimento (il termine "fuga" è, com'è noto, di matrice fascista e riscosse e riscuote però grande successo a sinistra) a Brindisi gettò, con il Regno del Sud, il primo seme dello stato democratico e antifascista ed evitò la terra bruciata prevista, come avverrà in Germania, dagli alleati". (Corriere della Sera del 9 Settembre 2001)
    Secondo il Maresciallo Albert Kesserling, comandante in capo delle forze armate tedesche in Italia in quel periodo, la Monarchia aveva salvato l'unità d'Italia partendo da Roma e aveva preservato Roma dal saccheggio lasciandovi un membro di Casa Savoia, il Conte Calvi di Bergolo ("Roma nazista - 1937 / 1943", di Eugen Dollmann).
    Ricordo anche che i servizi segreti americani confermarono il piano di cattura nazista della Famiglia Reale in data 4 Settembre 1943. Ne parla anche un nemico di Casa Savoia, il nazista Eugen Dollmann, nel libro citato, affermando che Hitler ordinò "l'arresto dell'intera famiglia reale, di quanti Savoia si fossero potuti rintracciare e di tutto il personale di corte ".
    Sempre secondo Dollmann, "La fine della principessa Mafalda è l'indizio più chiaro e più eloquente delle intenzioni tedesche nei riguardi della famiglia reale italiana." La Principessa morì nel campo di concentramento nazista di Buchenwald.
    Rimanendo a Roma, il Re avrebbe dunque solo favorito gli interessi di una certa parte politica e di alcune potenze straniere. Ma Vittorio Emanuele III si preoccupò solo del bene dell'Italia, non tenendo in alcun conto la propria immagine.

    PregandoLa di pubblicare questa mia, La saluto con la massima cordialità.

    dr. Alberto Casirati
    Presidente - Tricolore, associazione culturale

  8. #8
    Monarchico da sempre !
    Data Registrazione
    15 Oct 2004
    Località
    Italia
    Messaggi
    10,884
     Likes dati
    6
     Like avuti
    51
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il Tradimento (Quello vero...) degli "amici" Americani

    IL “LUNGO ARMISTIZIO”, PROTOCOLLO DEL REGIME DI OCCUPAZIONE, E PREMESSA DEL “DIKTAT” (Dal libro CONTROMEMORIALE)

    Queste condizioni armistiziali avranno vigore fino alla firma del trattato di pace (10-2-1947), atto di natura unilaterale imposto all'Italia (“diktat”), e accettato dal suo governo postbellico. In esso l'Italia sarà costretta a riconoscere il principio di aver “intrapreso una guerra di aggressione” (premessa, cpv. 2°): e pertanto le sue clausole avranno carattere punitivo. Mutilazioni dei territorio nazionale, rinunzia alle colonie, riparazioni, limitazioni della sovranità dello Stato, divieti per gli armamenti anche solo difensivi, restrizioni di ogni genere: queste condizioni - tutte gravissime - discendono, direttamente, dai criteri che avevano ispirato l'armistizio nel protocollo definitivo, per la cui firma s'era scelto il quadrato di una nave inglese e l'ancoraggio di Malta.


    LA FIRMA

    Il 29 settembre 1943 nelle acque di Malta, sul quadrato della nave britannica “ Nelson ”, si riunirono:
    per gli “alleati”, il gen. Eisenhower, l'ammiraglio Cunningham, il gen. MacFarlane, il gen. Gorth, coi loro ufficiali;
    per l'Italia; il Maresciallo Badoglio, il gen. Ambrosio, il gen. Roatta, il gen. Sandalli, l'ammiraglio De Courten, coi loro ufficiali.
    Nella riunione fu discussa la dichiarazione di guerra del R. Governo italiano alla Germania, richiesta dagli anglo-americani attraverso il gen. Eisenhower. Il Capo del R. Governo italiano Badoglio concordò circa l'opportunità della dichiarazione di guerra al Reich, solo riservando al Sovrano la definitiva decisione.
    In quella stessa riunione fu firmato l'atto definitivo dell'armistizio italiano. L'atto era intitolato “ Condizioni aggiuntive di armistizio con l'Italia ”, e integrava il primo schema di armistizio, o “ corto armistizio ”., firmato il 3 settembre '43.
    Si riproduce qui il testo integrale del nuovo protocollo, noto col nome di “lungo armistizio”, o “ resa incondizionata dell'Italia ”.


    IL TESTO

    “Poiché in seguito ad un armistizio in data 3 settembre 1943, fra i Governi degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, agenti nell'interesse di tutte le Nazioni Unite, da una parte, e il Governo italiano dall'altra, le ostilità sono state sospese fra l'Italia e le Nazioni Unite in base ad alcune condizioni di carattere militare;
    e poiché, oltre queste condizioni, era stabilito in detto armistizio che il Governo italiano si impegnava ad eseguire altre condizioni di carattere politico, economico e finanziario da trasmettere in seguito;
    e poiché è opportuno che le condizioni di carattere militare e le suddette condizioni di carattere politico, economico e finanziario siano, senza menomare la validità delle condizioni del suddetto armistizio dei 3 settembre 1943, comprese in un atto successivo;
    le seguenti, insieme con le condizioni dell'armistizio del 3 settembre 1943, sono le condizioni in base a cui i Governi degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e dell'Unione Sovietica, agendo per conto delle Nazioni Unite, sono disposti a sospendere le ostilità contro L'Italia sempre che le loro operazioni militari contro la Germania ed i suoi alleati non siano ostacolate e che l'Italia non aiuti queste Potenze in qualsiasi modo e non esaudisca le richieste di questi Governi.
    Queste condizioni sono state presentate dal generale Dwight D. Eisenhower, Comandante Supremo delle Forze Alleate, debitamente autorizzato a tale effetto;
    E sono state accettate senza condizioni dal Maresciallo Pietro Badoglio, Capo del Governo italiano, rappresentante il Comando Supremo delle Forze italiane di terra, mare ed aria, e debitamente autorizzato a tale effetto dal Governo italiano.
    1.(A) Le Forze italiane di terra, mare, aria, ovunque si trovino, a questo scopo si arrendono.
    (B) La partecipazione dell'Italia alla guerra in qualsiasi zona deve cessare immediatamente. Non vi sarà opposizione agli sbarchi, movimenti ed altre operazioni delle Forze di terra, mare e aria delle Nazioni Unite. In conformità il Comando Supremo italiano ordinerà la cessazione immediata delle ostilità di qualunque genere contro le Forze delle Nazioni Unite ed impartirà ordini alle autorità navali, militari e aeronautiche italiane in tutte le zone di guerra di emanare immediatamente le istruzioni opportune ai loro comandi subordinati.
    (C) Inoltre il Comando Sapremo italiano impartirà alle Forze navali, militari ed aeronautiche, nonché alle autorità ed ai funzionari, ordini di desistere immediatamente dalla distruzione e dal danneggiamento di qualsiasi proprietà immobiliare o mobiliare, sia pubblica che privata.
    2. Il Comando Supremo italiano fornirà tutte le informazioni relative alla dislocazione ed alla situazione di tutte le Forze Armate italiane di terra, di mare ed aria, ovunque si trovino, e di tutte le Forze degli alleati dell'Italia che si trovano in Italia od in territori occupati dall'Italia.
    3. Il Comando Supremo italiano prenderà tutte le precauzioni necessarie per salvaguardare gli aerodromi, le installazioni portuali e qualsiasi altro impianto contro cattura od attacco da parte di qualsiasi alleato dell'Italia. Il Comando Supremo italiano prenderà tutte le disposizioni necessarie per salvaguardare l'ordine pubblico e per usare le Forze Armate disponibili per assicurare la pronta e precisa esecuzione del presente atto e di tutti i suoi provvedimenti. Fatta eccezione per quell'impiego di truppe italiane agli scopi suddetti che potrà essere sanzionato dal Comandante Supremo delle Forze Alleate, tutte le altre Forze italiane di terra, mare e aria rientreranno e rimarranno in caserma, negli accampamenti o sulle navi in attesa di istruzioni dalle Nazioni Unite per quanto riguarda il loro futuro stato e definitiva destinazione. In via eccezionale, il personale navale si trasferirà in quelle caserme navali che le Nazioni Unite indicheranno.
    4. Le Forze italiane di terra mare ed aria, entro il termine che verrà stabilito dalle Nazioni Unite, si ritireranno da tutti i territori fuori dell'Italia che saranno notificati al Governo italiano dalle Nazioni Unite e si trasferiranno in quelle zone che verranno indicate dalle Nazioni Unite. Questi movimenti delle Forze di terra, mare e aria verranno eseguiti secondo le istruzioni che verranno impartite dalle Nazioni Unite e in conformità degli ordini che verranno da esse emanati. Nello stesso modo, tutti i funzionari italiani lasceranno le zone notificate, eccetto coloro ai quali verrà dato il permesso di rimanere da parte delle Nazioni Unite. Coloro ai quali verrà concesso il permesso di rimanere si conformeranno alle istruzioni del Comandante Supremo delle Forze Alleate.
    5. Nessuna requisizione, appropriazione, od altre misure coercitive potranno essere effettuate dalle Forze di terra, mare ed aria e da funzionari italiani nei confronti di persone o proprietà nelle zone specificate nel capoverso n. 4.
    6. La smobilitazione delle Forze italiane di terra, mare ed aria in eccesso del numero che verrà notificato, dovrà seguire le norme stabilite dal Comandante Supremo delle Forze Alleate.
    7. Le navi da guerra italiane di tutte le categorie, ausiliarie e da trasporto saranno riunite, secondo gli ordini, nei porti che verranno indicati dal Comandante Supremo delle Forze Alleate, ed ogni decisione in merito a dette navi verrà presa dal Comandante Supremo delle Forze Alleate.
    ANNOTAZIONE.- Se alla data dell'armistizio, l'intera flotta da guerra italiana sarà stata riunita nei porti alleati, questo articolo avrà il seguente tenore: “ le navi da guerra italiane di tutte le categorie, ausiliarie e da trasporto rimarranno fino a ulteriori ordini nei porti dove sono attualmente radunate ed ogni decisione in merito ad esse verrà presa dal Comandante Supremo delle Forze Alleate ”.
    8. Gli aeroplani italiani di qualsiasi genere non decolleranno dalla terra dall'acqua o dalle navi senza previ ordini del Comandante Supremo delle Forze Alleate.
    9. Senza pregiudizio a quanto disposto dagli articoli 14, 15 e 28 (A) e (D) che seguono, a tutte le navi Mercantili, da pesca ed altre navi battenti qualsiasi bandiera, a tutti gli aeroplani e ai mezzi di trasporto interno di qualunque nazionalità in territorio italiano o in territorio occupato dall'Italia od in acque italiane dovrà, in attesa di verifica della loro identità o posizione, essere impedito di partire.
    10. Il Comando Supremo italiano fornirà tutte le informazioni relative al mezzi navali, militari ed aerei, ad impianti e difese, ai trasporti e mezzi di comunicazione costruiti dall'Italia o dai suoi alleati nel territorio italiano o nelle vicinanze di esso, ai campi di mine od altre ostruzioni ai movimenti per via di terra, mare ed aria, e qualsiasi altra informazione che le Nazioni Unite potranno richiedere in relazione all'uso delle basi italiane o alle operazioni, alla sicurezza o al benessere delle Forze di terra, mare ed aria delle Nazioni Unite. Le Forze e il materiale italiano verranno messi a disposizione delle Nazioni Unite, quando richiesto, per togliere le summenzionate ostruzioni.
    11. Il Governo italiano fornirà subito gli elenchi indicanti i quantitativi di tutto il materiale da guerra con l’indicazione della località ove esso si trova. A meno che il Comandante Superiore delle Forze Alleate non decida di farne uso, il materiale da guerra verrà posto in magazzino sotto il controllo che egli potrà stabilire. La destinazione definitiva del materiale da guerra verrà decisa dalle Nazioni Unite.
    12. Non dovrà aver luogo alcuna distruzione né danneggiamento, né, fatta eccezione per quanto verrà autorizzato e disposto dalle Nazioni Unite, alcuno spostamento di materiale da guerra, radio, radiolocalizzazione, o stazione meteorologica, impianti ferroviari, stradali e portuali od altre installazioni, od in via generale di servizi pubblici e privati e di proprietà di qualsiasi sorta ovunque si trovino, e la manutenzione necessaria e le riparazioni saranno a carico delle autorità italiane ("will be the responsability of the italian authorities").
    13. La fabbricazione, produzione e costruzione del materiale da guerra, la sua importazione, esportazione e transito, è proibita, fatta eccezione a quanto verrà disposto dalle Nazioni Unite. Il Governo italiano si conformerà a quelle istruzioni che verranno impartite dalle Nazioni Unite per la fabbricazione, produzione e costruzione, e l'importazione, esportazione e transito di materiale da guerra.
    14. (A) Tutte le navi italiane mercantili, da pesca ed altre imbarcazioni, ovunque si trovino, nonché quelle costruite o completate durante il periodo di validità del presente atto, saranno dalle competenti autorità italiane messe a disposizione, in buono stato di riparazione e di navigazione, in quei luoghi e per quegli scopi e periodi di tempo che le Nazioni Unite potranno prescrivere. Il trasferimento alla bandiera nemica o neutrale è proibito. Gli equipaggi rimarranno a bordo in attesa di ulteriori istruzioni riguardo al loro ulteriore impiego o licenziamento. Qualunque opzione esistente per il riacquisto o la restituzione o la ripresa in possesso di navi italiane o precedentemente italiane, che erano state vendute od in altro modo trasferite o noleggiate durante la guerra, verrà immediatamente esercitata e le condizioni sopra indicate verranno applicate a tutte le suddette navi e ai loro equipaggi.
    (B) Tutti i trasporti interni italiani e tutti gli impianti portuali saranno tenuti a disposizione delle Nazioni Unite per gli usi che esse stabiliranno.
    15. Le navi mercantili, da pesca ed altre imbarcazioni delle Nazioni Unite, ovunque esse si trovino, in mano degli italiani (incluse, a tale scopo, quelle di qualsiasi paese che abbia rotto relazioni diplomatiche con l'Italia) a prescindere dal fatto se il titolo di proprietà sia già stato trasferito o meno in seguito a procedura del Tribunale delle prede, verranno consegnate alle Nazioni Unite e verranno radunate nei porti che saranno indicati dalle Nazioni Unite le quali disporranno di esse come crederanno opportuno. Il Governo italiano prenderà le disposizioni necessarie per il trasferimento del titolo di proprietà. Tutte le navi mercantili, da pesca od altre imbarcazioni neutrali gestite o controllate dagli italiani saranno radunate in modo simile in attesa di accordi (arrangements) per la loro sorte definitiva. Qualunque necessaria riparazione alle sopraindicate navi se richiesta sarà eseguita dal Governo italiano a proprie spese. Il Governo italiano prenderà tutte le misure necessarie per assicurarsi che le navi ed i loro carichi non saranno danneggiati.
    16. Nessun impianto di radio o di comunicazione a lunga distanza od altri mezzi di intercomunicazione a terra o galleggianti, sotto controllo italiano, sia che appartenga all'Italia od altra Nazione non facente parte delle Nazioni Unite, potrà trasmettere finché disposizioni per il controllo di questi impianti non saranno state impartite dal Comandante Supremo delle Forze Alleate. Le autorità italiane si conformeranno alle disposizioni per il controllo e la censura della stampa e delle altre pubblicazioni, delle rappresentazioni teatrali e cinematografiche, della radiodiffusione e di qualsiasi altro mezzo di intercomunicazione che potrà prescrivere il Comandante Supremo delle Forze Alleate. Il Comandante Supremo delle Forze Alleate potrà a sua discrezione rilevare stazioni radio, cavi od altri mezzi di comunicazione.
    17. Le navi da guerra, ausiliarie, di trasporto e mercantili e altre navi ed aeroplani al servizio delle Nazioni Unite avranno il diritto di usare liberamente le acque territoriali italiane e di sorvolare il territorio italiano.
    18. Le Forze delle Nazioni Unite dovranno occupare certe zone del territorio italiano. I territori o le zone in questione verranno notificati di volta in volta dalle Nazioni Unite, e tutte le Forze italiane di terra, mare ed aria, si ritireranno da questi territori o zone in conformità agli ordini emessi dal Comandante Supremo delle Forze Alleate. Le disposizioni di questo articolo non pregiudicano quelle dell'art. 4 sopraddetto. Il Comando Supremo italiano garantirà agli Alleati l'uso e l'accesso immediato agli aerodromi e ai porti navali in Italia sotto il suo controllo.
    19. Nei territori o zone cui si riferisce l'art. 18, tutte le installazioni navali, militari ed aeree, tutte le centrali elettriche, le raffinerie, i servizi pubblici, i porti, le installazioni per i trasporti e le comunicazioni, i mezzi ed il materiale e quegli impianti e mezzi e altri depositi che potranno essere richiesti dalle Nazioni Unite saranno messi a disposizione in buone condizioni dalle competenti autorità italiane con il personale necessario per il loro funzionamento. Il Governo italiano metterà a disposizione quelle altre risorse o servizi locali che le Nazioni Unite riterranno richiedere.
    20. Senza pregiudizio alle disposizioni del presente atto, le Nazioni Unite eserciteranno tutti i diritti di una Potenza occupante nei territori e nelle zone di cui all'art. 18, per la cui amministrazione verrà provveduto mediante la pubblicazione di proclami, ordini e regolamenti. Il personale dei servizi amministrativi, giudiziari e pubblici italiani eseguirà le proprie funzioni sotto il controllo del Comandante in capo alleato a meno che non venga stabilito altrimenti.
    21. In aggiunta ai diritti relativi ai territori italiani occupati descritti negli articoli dal numero 18 al 20:
    (A) i componenti delle Forze terrestri, navali ed aeree ed i funzionari delle Nazioni Unite avranno il diritto di passaggio nel territorio italiano non occupato o al di sopra di esso e verrà loro fornita ogni facilitazione e assistenza necessaria per eseguire le loro funzioni.
    (B) le autorità italiane metteranno a disposizione, nel territorio italiano non occupato, tutte le facilitazioni per i trasporti (transport facilities) richieste dalle Nazioni Unite compreso il libero transito per il loro materiale ed i loro rifornimenti di guerra, ed eseguiranno le istruzioni emanate dal Comandante in capo alleato relative all'uso ed al controllo degli aeroporti, porti, navigazione, sistemi e mezzi di trasporto terrestre, sistemi di comunicazione, centrali elettriche e servizi pubblici, raffinerie, materiali ed altri rifornimenti di carburante e di elettricità ed i mezzi per produrli, secondo quanto le Nazioni Unite potranno specificare, insieme alle relative facilitazioni per le riparazioni e costruzioni.
    22. Il Governo e il popolo italiano si asterranno da ogni azione a danno degli interessi delle Nazioni Unite ed eseguiranno prontamente ed efficacemente tutti gli ordini delle Nazioni Unite.
    23. Il Governo italiano metterà a disposizione la valuta italiana che le Nazioni Unite domanderanno. Il Governo italiano ritirerà e riscatterà in valuta italiana entro i periodi di tempo e alle condizioni che le Nazioni Unite potranno indicare tutte le disponibilità in territorio italiano delle valute emesse dalle Nazioni Unite durante le operazioni militari o l'occupazione e consegnerà alle Nazioni Unite senza alcuna spesa la valuta ritirata. Il Governo italiano prenderà quelle misure che potranno essere richieste dalle Nazioni Unite per il controllo delle banche e degli affari in territorio italiano, per il controllo dei cambi coll'estero, delle relazioni commerciali e finanziarie coll'estero e per il regolamento del commercio e della produzione ed eseguirà qualsiasi istruzione emessa dalle Nazioni Unite relativa a dette o a simili materie.
    24. Non vi dovranno essere relazioni finanziarie, commerciali e di altro carattere o trattative con o a favore di paesi in guerra con una delle Nazioni Unite o coi territori occupati da detti paesi o da qualsiasi altro paese straniero, salvo con autorizzazione del Comandante in capo alleato o di funzionari designati.
    25. (A) Le relazioni con i paesi in guerra con una qualsiasi delle Nazioni Unite, od occupati da uno di detti paesi, saranno interrotte. I funzionari diplomatici, consolari ed altri funzionari italiani e i componenti delle Forze terrestri, navali ed aeree italiane accreditati in missione presso qualsiasi di detti paesi o in qualsiasi altro territorio specificato dalle Nazioni Unite saranno richiamati. I funzionari diplomatici, consolari di detti paesi saranno trattati secondo quanto potrà essere disposto dalle Nazioni Unite.
    (B) Le Nazioni Unite si riservano il diritto di richiedere il ritiro dei funzionari diplomatici e consolari neutrali dal territorio italiano occupato ed a prescrivere ed a stabilire i regolamenti relativi alla procedura circa i metodi di comunicazione fra il Governo italiano e suoi rappresentanti nei paesi neutrali e riguardo alle comunicazioni inviate da o destinate ai rappresentanti dei paesi neutrali in territorio italiano.
    26. In attesa di ulteriori ordini ai sudditi italiani sarà impedito di lasciare il territorio italiano eccetto con l'autorizzazione del Comandante Supremo delle Forze Alleate e in nessun caso essi presteranno servizio per conto di qualsiasi paese od in qualsiasi dei territori cui si riferisce l'art. 25 (A), né si recheranno in qualsiasi lungo con l'intenzione di intraprendere lavori per qualsiasi di tali paesi. Coloro che attualmente servono o lavorano in tal modo saranno richiamati secondo le disposizioni del Comando Supremo delle Forze Alleate.
    27. Il personale e il materiale delle Forze militari, navali ed aeree e la marina mercantile, le navi da pesca ed altre imbarcazioni, i velivoli, i veicoli, ed altri mezzi di trasporto di qualsiasi paese contro il quale una delle Nazioni Unite conduca le ostilità oppure sia occupato da tale paese, saranno passibili di attacco o cattura dovunque essi si trovino entro o sopra il territorio o le acque italiane.
    28. (A) Alle navi da guerra, ausiliarie e da trasporto di qualsiasi tale paese o territorio occupato cui si riferisce l'art. 27, che si trovino nei porti o nelle acque italiane od occupate dagli italiani, ed ai velivoli, ai veicoli ed ai mezzi di trasporto di tali paesi entro o sopra il territorio italiano od occupato dagli italiani sarà, nell'attesa di ulteriori istruzioni, impedito di partire.
    (B) Al personale militare, navale ed aeronautico e alla popolazione civile di qualsiasi di tali paesi o territorio occupato che si trovi in territorio italiano od occupato dagli italiani sarà impedito di partire, ed essi saranno internati in attesa di ulteriori istruzioni.
    (C) Qualsiasi proprietà in territorio italiano appartenente a qualsiasi paese o territorio occupato o ai suoi nazionali, sarà sequestrata e tenuta in custodia in attesa di ulteriori istruzioni.
    (D) Il Governo italiano si conformerà a qualsiasi istruzione data dal Comandante Supremo delle Forze Alleate concernente l'internamento, custodia o susseguente disposizione, utilizzazione od impiego di qualsiasi delle sopraddette persone, imbarcazioni, veicoli, materiale o proprietà.
    29. Benito Mussolini, i suoi principali associati fascisti e tutte le persone sospette di aver commesso delitti di guerra o reati analoghi, i cui nomi si trovino sugli elenchi che verranno comunicati dalle Nazioni Unite e che ora o in avvenire si trovino in territorio controllato dal Comando militare alleato o dal Governo italiano, saranno immediatamente arrestati e consegnati alle Forze delle Nazioni Unite. Tutti gli ordini impartiti dalle Nazioni Unite a questo riguardo verranno osservati.
    30. Tutte le organizzazioni fasciste, compresi tutti i rami della milizia fascista (MVSN), la polizia segreta (OVRA) e le organizzazioni della Gioventù Fascista saranno, se questo non sia già stato fatto, sciolte in conformità alle dispozioni del Comandante Supremo delle Forze Alleate. Il Governo italiano si conformerà a tutte le ulteriori direttive che le Nazioni Unite potranno dare per l'abolizione delle istituzioni fasciste, il licenziamento ed internamento del personale fascista, il controllo dei fondi fascisti, la soppressione della ideologia e dell'insegnamento fascista.
    31. Tutte le leggi italiane che implicano discriminazioni di razza, colore, fede od opinione politica saranno, se questo non sia già stato fatto, abrogate, e le persone detenute per tali ragioni saranno, secondo gli ordini delle Nazioni Unite, liberate e sciolte da qualsiasi impedimento legale a cui siano state sottomesse. Il Governo italiano adempirà a tutte le ulteriori direttive che il Comandante Supremo delle Forze Alleate potrà dare per l'abrogazione della legislazione fascista e l’eliminazione di qualsiasi impedimento o proibizione risultante da essa.
    32. (A) I prigionieri di guerra appartenenti alle Forze delle Nazioni Unite, o designati da questi e qualsiasi suddito delle Nazioni unite, compresi i sudditi abissini, confinati, internati, o in qualsiasi altro modo detenuti in territorio italiano od occupato dagli italiani, non saranno trasferiti e saranno immediatamente consegnati ai rappresentanti delle Nazioni Unite o altrimenti trattati come sarà disposto dalle Nazioni Unite. Qualunque trasferimento durante il periodo tra la presentazione e la firma del presente atto sarà considerato come una violazione delle sue condizioni.
    (B) Le persone di qualsiasi nazionalità che sono state poste sotto sorveglianza, detenute o condannate (incluse le condanne in contumacia) in conseguenza delle loro relazioni o simpatie colle Nazioni Unite, saranno rilasciate in conformità agli ordini delle Nazioni Unite e saranno sciolte da tutti gli impedimenti legali ai quali esse sono state sottomesse.
    (C) Il Governo italiano prenderà le misure che potranno essere prescritte dalle Nazioni Unite per proteggere le persone e le proprietà dei cittadini stranieri e le proprietà degli Stati e dei cittadini stranieri.
    33. (A) Il Governo italiano adempirà le istruzioni che le Nazioni Unite potranno impartire riguardo alla restituzione, consegna, servizi o pagamenti quale indennizzo ("payments by reparation of war ") e pagamento delle spese di occupazione.
    (B) Il Governo italiano consegnerà al Comandante Supremo delle Forze Alleate qualsiasi informazione che possa essere prescritta riguardo alle attività ("assets") sia in territorio italiano sia fuori di esso, appartenenti allo Stato italiano alla banca d'Italia a qualsiasi istituto statale o parastatale italiano od organizzazioni fasciste o persone domiciliate ("residents") in territorio italiano e non disporrà né permetterà di disporre di qualsiasi tale attività fuori del territorio italiano salvo col permesso delle Nazioni Unite.
    34. Il Governo italiano eseguirà durante il periodo (di validità) del presente atto quelle misure di disarmamento, smobilitazione e smilitarizzazione che potranno essere prescritte dal Comandante supremo delle Forze alleate.
    35. Il Governo italiano fornirà tutte le informazioni e provvederà tutti i documenti occorrenti alle Nazioni Unite. Sarà proibito distruggere o nascondere archivi, verbali, progetti o qualsiasi altro documento o informazione.
    36. Il Governo italiano prenderà ed applicherà qualsiasi misura legislativa o di altro genere, che possa essere necessaria per l'esecuzione del presente atto. Le autorità militari e civili italiane si conformeranno a qualsiasi istruzione emanata dal comandante supremo delle forze alleate.
    37. Verrà nominata una Commissione di controllo che rappresenterà le Nazioni Unite, incaricata di regolare ed eseguire il presente atto in base agli ordini e alle direttive generali del comandante supremo delle forze alleate.
    38.(A) Il termine "Nazioni Unite nel presente atto comprende il comandante supremo delle forze alleate, la commissione di controllo, e qualsiasi altra autorità che le nazioni unite possano nominare.
    (B) Il termine “Comandante Supremo" delle forze alleate nel presente atto comprende la commissione di controllo e quegli altri ufficiali e rappresentanti che il comandante supremo delle forze alleate potrà nominare.
    39. Ogni riferimento alle Forze terresti, navali ed aeree italiane nel presente atto s'intende includere la Milizia fascista e qualsiasi unità militare o paramilitare, formazioni e corpi che potranno essere prescritti dal Comandante Supremo delle Forze Alleate.
    40. Il termine "materiali di guerra” nel presente atto indica tutto il materiale specificato in quegli elenchi o definizioni che potranno di tanto in tanto essere pubblicati dalla Commissione di controllo.
    41. Il termine "territorio italiano” comprende tutte le colonie e possedimenti italiani e ai fini del presente atto (ma senza pregiudizio alla questione della sovranità) sarà considerata inclusa l'Albania. Resta tuttavia stabilito che, eccetto nei casi e nella misura prescritta dalle Nazioni Unite, i provvedimenti del presente atto non saranno applicabili né riguarderanno l'amministrazione di qualsiasi colonia o possedimento italiano già occupato dalle Nazioni Unite, o i diritti o poteri colà posseduti o esercitati da esse.
    42. Il Governo italiano invierà una delegazione al Quartier Generale della Commissione di controllo per rappresentare gli interessi italiani e per trasmettere alle competenti autorità italiane gli ordini della commissione di controllo.
    43. Il presente atto entrerà in vigore immediatamente. Rimarrà in forza fino a che sarà sostituito da qualsiasi altro accordo o fino a che non entrerà in vigore il trattato di pace con l'Italia.
    44. Il presente atto può essere denunciato dalle Nazioni Unite, con effetto immediato, se gli obblighi italiani di cui al presente atto non saranno adempiuti o, altrimenti, le le Nazioni Unite possono punire contravvenzioni dell'atto stesso con misure adatte alle circostanze, quali ad esempio l'estensione delle zone di occupazione militare, od azioni aeree, oppure altra azione punitiva.

    Il presente atto è redatto in inglese ed italiano, il testo inglese essendo quello autentico, ed in caso di qualsiasi disputa riguardante la sua interpretazione, la decisione della Commissione di controllo prevarrà”.
    Firmato a Malta il giorno 29 settembre 1943:
    M.llo PIETRO BADOGLIO, Capo del Governo italiano
    DWIGHT D. EISENHOWER, Generale dell'Esercito degli Stati Uniti, Comandante in capo alleato

  9. #9
    Monarchico da sempre !
    Data Registrazione
    15 Oct 2004
    Località
    Italia
    Messaggi
    10,884
     Likes dati
    6
     Like avuti
    51
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Post di Fante d'Italia in risposta ad un Forumista di Pol

    "Ciao Mitteleuropeo, benvenuto qui.

    C'è molto da dire sul perchè sono monarchico nonostante a casa mia, all'infuori di mio nonno e del mio padrino, si parli della questione solo negli ultimi anni. Già da prima comunque del rientro del Principe. Molto da dire nel senso della descrizione dell'analisi del funzionamento delle due istituzioni: quella monarchica e quella repubblicana.¨

    Il nostro, se vorrai, sarà un lungo colloquio.
    Per il momento ti dico che il primo input a pormi il problema della scelta istituzionale è stato, non tanto la corruzione della repubblica, quanto invece mi sbalordì la malafede e la demagogia impiegate in sommo grado nella denigrazione della Real Casa e della sua opera.
    Tanto impegno fu per me la prova che la "cosa" alla quale si riservava tanto protervo impegno doveva avere almeno pari valore, cioè un grande valore.

    Da qui mi son messo a studiare.

    Il mio primo libro letto sull'argomento è stato l'opera di un giornalista della "Berner Zeitung": Rudolf Theodor Weiss, che pubblicò "VITTORIO EMANUELE III. Italien zwischen Demokratie und Fascismus" Ediz. Verlag Verbandsdruckerei-Betadruck AG, Bern, 1983.
    Un amante della Storia italiana che non si può certo accusare di partigianeria e che esprime, sul nostro Re, giudizi che distano anni luce dalle "condanne nostrane".

    Adesso mi fermo, altrimenti rischio di cadere nella tentazione di riferirti come uno svizzero vede il Re nostro ed il suo lavoro durante il fascismo ed i suoi meriti nella rimozione del fascismo, nonchè l'insostituibile lavoro svolto proprio dopo l'8 settembre. Lavoro col quale egli riuscì politicamente a "auf die Beine stellen" ([ri]mettere sulle proprie gambe) l'Italia.

    Mi fermo e continueremo se vuoi."


    Mia risposta di allora ...

    "Ritengo che quanto da Fante d'Italia dichiarato in questo Post, che quoto, come nei precedenti, sia l'inesorabile triste realtà.

    Quando una Tv, un giornale, una radio, avrà la capacità di imporre democraticamente trasmissioni ed articoli "lavati" della demagogia partigiana (di partito) e repubblicana (post 1946), solo allora, e dopo alcuni anni, le possibilità di dialogo, torneranno ad essere pari, e si potrà obiettivamente discutere di ciò che è bene e di ciò che è male, non solo della storia, ma anche delle possibilità offerte per il progresso ed il benessere della società, dalle Istituzioni Monarchiche o repubblicane.

    Oggi, anche una persona non interessata, colta, studiosa, obiettiva dei fatti ecc., è costretto in una discussione su questi argomenti a chinare la testa o ad evitare uno sputo in faccia, da qualsiasi ragazzetto che con la solita frasetta fatta, raccoglie le Ole di stormi interi di oche "guidate""

  10. #10
    Monarchico da sempre !
    Data Registrazione
    15 Oct 2004
    Località
    Italia
    Messaggi
    10,884
     Likes dati
    6
     Like avuti
    51
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Le conseguenze sulla Famiglia Reale ...

    Quelle che i detrattori di casa Savoia non citano mai ...perchè altrimenti caderebbe di colpo l'invezione della "fuga per salvarsi il ..."


    IL LAGER DI MAFALDA

    Tragedia di una principessa: da Roma a Buchenwald
    Mafalda di Savoia è la secondogenita di Elena e Vittorio Emanuele. Caratterialmente è la più allegra tra i fratelli, tanto che la regina è solita dire che Mafalda è l'unica che riesca a far ridere il re.

    Il 23 settembre del 1925 Mafalda sposa il principe tedesco Filippo d'Assia, al quale darà quattro figli. Mafalda ha uno spirito sensibile e nutre un affetto grandissimo nei confronti dei fratelli. Infatti sul finire dell'agosto del 1943 parte per Sofia desiderando di assistere la sorella Giovanna il cui marito, re Boris di Bulgaria, è gravemente malato.
    Ancora in viaggio Mafalda viene informata della morte del cognato: ragione di più per raggiungere la sorella e sostenerla. Mafalda, quindi, si trova in Bulgaria quando apprende la notizia della firma dell'armistizio.
    Nei fatti, al momento della sua partenza da Roma, la situazione politica e militare italiana è delicata, ma nessuno della famiglia l'ha messa al corrente e avvisata degli effettivi pericoli; il re non le ha parlato delle trattative in corso per l'armistizio, forse per il timore che Mafalda possa informarne il marito, Filippo, il quale è agli ordini del Führer nel suo quartier generale. Subito dopo i funerali, Mafalda decide di lasciare Sofia e rientrare a Roma; a Pescara viene a sapere che i genitori e il fratello Umberto sono salpati da Ortona, senza informarla. Mafalda prosegue il viaggio verso Roma, ormai occupata dai tedeschi; i suoi figli sono nella capitale e Mafalda non può abbandonarli (in realtà per disposizione della regina Elena, tre dei suoi quattro figli sono stati condotti in Vaticano).

    Una volta a Roma, la principessa incontra i figli e dà notizia del suo arrivo all'ambasciata tedesca. Mafalda è sicura di poter contare sull'assistenza dell' ambasciata perché è cittadina tedesca: infatti per aver sposato Filippo lei è langravia d'Assia. Questa circostanza, invece, volge a suo sfavore. Il colonnello Kappler attira Mafalda, il 22 settembre, in ambasciata con la scusa di una telefonata del marito Filippo. Una volta giunta, Kappler la fa arrestare. L'arresto di Mafalda è un gesto di ritorsione da parte di Hitler: il führer è stato tradito dai reali che hanno firmato l'armistizio e sono fuggiti al sud (solo qualche giorno prima della firma, Vittorio Emanuele assicurava la sua determinazione a mantenere unito l'asse Roma-Berlino).

    Mafalda viene prima portata a Monaco, poi a Berlino e, infine, deportata nel lager di Buchenwald. Anche il marito, Filippo, viene arrestato.
    In realtà Filippo già da tempo è ostaggio del comando che ha sede nel bunker di Rastenburg: viene prima deportato nel lager di Flossenborg, poi in quello di Dachau.

    Nel campo di concentramento le viene riconosciuto un particolare riguardo: Mafalda occupa, insieme ad un ex-ministro socialdemocratico, una baracca ai margini del campo; il vitto è lo stesso rancio delle SS, più abbondante e di migliore qualità rispetto a quello degli internati. Non può però mantenere il suo nome, gliene viene imposto uno falso: Frau von Weber.

    Il campo di Buchenwald subisce un solo bombardamento: il 24 agosto 1944. La baracca occupata dalla principessa viene colpita, trasformandosi in un braciere. I soccorsi non sono solleciti; quando la principessa viene estratta dalle macerie ha una scottatura sulla guancia e sul braccio sinistro, che è completamente paralizzato da una ischemia. La prima medicazione è una semplice fasciatura. Dopo quattro giorni Mafalda è grave e i medici delle SS decidono di operarla: il chirurgo esegue una minuziosa operazione avvalendosi di una anestesia generale. Mafalda è troppo debole per sostenere un tale tipo di anestesia e una perdita di sangue così forte.

    L'opinione del dottor Fausto Pecorari, radiologo internato a Buchenwald, è che Mafalda sia stata intenzionalmente operata in ritardo e con procedura, in sé impeccabile, ma assolutamente ingiustificabile, per provocarne la morte. Il metodo delle operazioni esageratamente lunghe era già stato applicato a Buchenwald, ed eseguito sempre dalle SS su altre personalità di cui si desiderava sbarazzarsi.

    Nel post-operatorio le cure e il controllo sono quasi nulli; Mafalda muore dopo poche ore dall'intervento. Per intercessione di Padre Tyl, viene seppellita a Weimar, nel reparto d'onore riservato ai morti per cause di guerra. Nel registro, Mafalda, viene annotata come "donna sconosciuta".

    http://www.grandinotizie.it/dossier/...perche/018.htm



    Quell'incontro con Mafalda
    E' morto Colone, l'ultimo a vedere viva la principessa


    Roccavivi (L'Aquila).

    "Aveva indosso una vestaglia bianca allacciata alla vita con una cintura, dove era appeso un barattolo per il cibo. Sulla fronte aveva una fascia bianca.
    Era alta circa un metro e sessanta.
    Aveva le scarpe molto rovinate".
    E' questa l'immagine della principessa Mafalda di Savoia che è rimasta stampata nella mente di Giovanni Colone, l'agricoltore morto martedì a Roccavivi, suo paese natale, all'età di 95 anni.
    Giovanni incontrò la principessa il 28 aprile 1944, alle 9 del mattino, nel campo di concentramento di Buchenwald (Weimer), dove la donna era stata deportata. Fu probabilmente l'ultimo italiano a vederla viva.

    - Quella domenica mattina - racconta Giovanni al nipote Severino Colone, al quale l'anziano agricoltore ha consegnato l'emozionante racconto - ci mandarono a prendere della legna per fare alcuni lavori. Eravamo tre, tutti italiani. Ad un certo punto arrivarono migliaia di prigionieri (circa 40 mila) quasi tutti ebrei. Questi provenivano da Budapest ed erano diretti ad un altro campo di concentramento. Erano disposti su più file e i tedeschi li circondavano con i mitra spianati. Intorno alla terza fila notai una ragazza che mi guardava attentamente, probabilmente perchè, come tutti gli italiani, avevo una grossa "I" sulla gamba.
    - Sei italiano, tu? - mi chiese.
    - Sì, lo sono - risposi io, e lei mi disse:
    - Io sono Mafalda di Savoia. - Poi non poté più continuare, perchè i tedeschi la minacciarono. - Quello che mi rimase più impresso è che mi chiese erba da mangiare, portandosi la mano alla bocca. -

    Mafalda di Savoia era la secondogenita di Vittorio Emanuele III. Nel 1925 sposò il principe tedesco Filippo d'Assia. Nel 1943, dopo la firma dell'armistizio, i tedeschi organizzarono l'arresto di tutti i Savoia. Mentre il Re riuscì a spostarsi a Brindisi, altri componenti della dinastia, fra cui Mafalda, non riuscirono a salvarsi. Anche il marito della principessa fu catturato. I loro figli, invece, rimasero nascosti in Vaticano.
    Mafalda venne trasferita prima a Monaco, poi a Berlino e infine nel lager di Buchenwald , dove morì 42 enne, nell'agosto del 1944.
    E' qui che Giovanni Colone la incontrò.
    Giovanni visse l'esperienza dei campi di concentramento per quattro anni. Alla fine della guerra tornò alla sua attività di agricoltore, e nel suo gregge ebbe sempre una pecorella di nome Mafalda, in ricordo della principessa.

 

 
Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. 23 Settembre 1943 --- 23 Settembre 1985
    Di Napoli Capitale nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 24-09-10, 07:54
  2. 23 Settembre 1943 --- 23 Settembre 1985
    Di Napoli Capitale nel forum Storia
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 22-09-10, 08:52
  3. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 04-02-07, 16:01
  4. 25 luglio 1943 - 8 settembre 1943;1 febbraio 2007 - ………?…………..
    Di Veneto Governo nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 02-02-07, 23:27
  5. 8 Settembre 1943 8 Settembre 2003
    Di Ambrogio nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 07-09-03, 11:22

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito