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    Thumbs up Lo 007 israeliano: dateci l'Isis e lo distruggiamo

    MENO PERICOLOSO DI HAMAS

    Lo 007 israeliano: dateci l'Isis e lo distruggiamo








    Questione di punti di vista. Certo, le immagini dei giornalisti occidentali decapitati dai tagliagole dell'Isis nel deserto al confine tra Siria e Iraq sono terribili per chiunque abbia un minimo di sensibilità e di pietà umana. Ma, in questi giorni di allarme per le minacce del califfato islamico all'Occidente, c'è chi non vede tutto 'sto pericolo e considera i tagliagole di Al Baghdadi alla stregua di altre organizzazioni terroristiche. O addirittura meno. Amos Yadlin, in un editoriale sul quotidiano israeliano "Yedioth Ahronoth" ripreso da "Il Foglio" di Giuliano Ferrara, scrive che gli uomini dell'Isis non sono altro che "qualche migliaio di miliziani a bordo di pick-up, con Kalashnikov e mitragliatrici".
    Per l'ex direttore dell'intelligence militare israeliana, "anche contando le altre milizie che vi si sono aggregate, lo stato islamico può contare su non più di diecimila combattenti, ossia la metà della forza militare di Hamas. E quando si troverà davanti una forza militare moderna e organizzata, il gruppo dovrà smontare dai suoi pick-up e questo ridurrà ulteriormente la sua capacità di muovere". Yadlin spiega che "se lo stato islamico avesse concentrato i suoi sforzi su Israele invece che sull'Iraq, sarebbe diventato una preda facile per l'intelligence israeliana, per l'aviazione e per le armi di precisione a disposizione delle nostre forze di terra". Tra l'altro, il gruppo ha fin qui ottenuto due risultati quantomeno discutibili: "Ha unito contro di sè una coalizione vastissima che va dalla Russia alla Turchia, dall'Iran agli stati del Golfo, dalle potenze europee agli Usa e ha di fatto riportato le forze armate americane sul suolo dell'Iraq durante il mandato dell'amministrazione Obama". Il vero pericolo, conclude il generale, è che l'attenzione del mondo sia deviata da quello che è il vero pericolo non solo per Israele, ma per tutti gli equilibri del Medioriente: "Il programma nucleare iraniano".


    ....


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    Predefinito Re: Lo 007 israeliano: dateci l'Isis e lo distruggiamo

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    MENO PERICOLOSO DI HAMAS

    Lo 007 israeliano: dateci l'Isis e lo distruggiamo








    Questione di punti di vista. Certo, le immagini dei giornalisti occidentali decapitati dai tagliagole dell'Isis nel deserto al confine tra Siria e Iraq sono terribili per chiunque abbia un minimo di sensibilità e di pietà umana. Ma, in questi giorni di allarme per le minacce del califfato islamico all'Occidente, c'è chi non vede tutto 'sto pericolo e considera i tagliagole di Al Baghdadi alla stregua di altre organizzazioni terroristiche. O addirittura meno. Amos Yadlin, in un editoriale sul quotidiano israeliano "Yedioth Ahronoth" ripreso da "Il Foglio" di Giuliano Ferrara, scrive che gli uomini dell'Isis non sono altro che "qualche migliaio di miliziani a bordo di pick-up, con Kalashnikov e mitragliatrici".
    Per l'ex direttore dell'intelligence militare israeliana, "anche contando le altre milizie che vi si sono aggregate, lo stato islamico può contare su non più di diecimila combattenti, ossia la metà della forza militare di Hamas. E quando si troverà davanti una forza militare moderna e organizzata, il gruppo dovrà smontare dai suoi pick-up e questo ridurrà ulteriormente la sua capacità di muovere". Yadlin spiega che "se lo stato islamico avesse concentrato i suoi sforzi su Israele invece che sull'Iraq, sarebbe diventato una preda facile per l'intelligence israeliana, per l'aviazione e per le armi di precisione a disposizione delle nostre forze di terra". Tra l'altro, il gruppo ha fin qui ottenuto due risultati quantomeno discutibili: "Ha unito contro di sè una coalizione vastissima che va dalla Russia alla Turchia, dall'Iran agli stati del Golfo, dalle potenze europee agli Usa e ha di fatto riportato le forze armate americane sul suolo dell'Iraq durante il mandato dell'amministrazione Obama". Il vero pericolo, conclude il generale, è che l'attenzione del mondo sia deviata da quello che è il vero pericolo non solo per Israele, ma per tutti gli equilibri del Medioriente: "Il programma nucleare iraniano".


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    Il vero pericolo, conclude il generale, è che l'attenzione del mondo sia deviata da quello che è il vero pericolo non solo per Israele, ma per tutti gli equilibri del Medioriente: "Il programma nucleare iraniano

    Come cazzata non c'è che dire è davvero ATOMICA.

    "We intend to destroy all dogmatic verbal systems."
    William S. Burroughs

  3. #3
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    Predefinito Re: Lo 007 israeliano: dateci l'Isis e lo distruggiamo

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    Ma quanto possono essere infami i sionisti...

    E certo, come l'abbiamo creato così lo possiamo distruggere...

    E ovviamente non poteva mancare il riferimento al nucleare iraniano...
    Ma quanto sono lerci?



    Ultima modifica di Kavalerists; 06-09-14 alle 20:25
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  4. #4
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    Thumbs up Re: Lo 007 israeliano: dateci l'Isis e lo distruggiamo

    Con l’islam è guerra di religione


    Mentre l’occidente si balocca fra tenerezze, cecità e nevrosi secolari, i seguaci di Maometto praticano l’epica del jihad, zittiscono papi e ci decollano. L’unica risposta è in una violenza incomparabilmente superiore

    di Giuliano Ferrara




    Mentre nella Serenissima si baloccano con il poetico, quanto di meno cinematografico esista al mondo, in medio oriente subiamo lezioni di epica, cioè narrazione e trasfigurazione, fondamento mitico della realtà. Tenerezza e misericordia a occidente, più nevrosi leopardiane e pasoliniane; giustizia e violenza purificatrice a oriente, più sesso, matrimonio, figli e coltelli seghettati: questo è il luogo globale in cui europei e americani vivono senza volerlo sapere, e pattuglie di avanguardia passano nel campo di Agramante dove la Discordia è un modo di fare la guerra, non necessariamente di perderla. Ogni modello di vita (quando non si intenda un lifestyle) è in nome di Dio, lo si riconosca oppure no. Il nostro Dio è incarnato, crocifisso, umile e grande, e noi lo abbiamo per giunta abbandonato per la fitness; ci si oppone un Dio che è profezia, è mistica, è politica, è scisma, il Dio degli infedeli d’antan (non noi ma i Saracini), un Dio che nessuno di loro abbandona, non i cosiddetti moderati, non i sauditi wahabiti, non gli sciiti, non i sunniti califfali, non i “laici” e i Fratelli (si ammazzano per decidere come ammazzarci, al massimo).

    Guerra al terrore o al terrorismo va bene, se è per il marketing politico, ma nella definizione, peraltro respinta dai riluttanti e dagli umanitari in quanto espressione bellicista, sta un equivoco colossale.

    ARTICOLI CORRELATI Come armare i curdi contro Baghdadi senza armare il Pkk E’ guerra di religione, conferma Civiltà Cattolica. Ma poi chiede dialogo Estreme alleanze Il silenzio sugli innocenti. Così Amnesty glissa sui “nazareni” In Israele “questo panico da Stato islamico deve finire” La disfatta di Assad a TabqaNoi l’avevamo sospettato, e lo gridammo come atroce verità quando pubblicammo come un Caravaggio la testa mozzata di Nick Berg o raccontammo la storia di Daniel Pearl, decollati entrambi in nome del Misericordioso, ma è un sospetto scorretto, una verità intollerabile: è questa una guerra di religione, della cui ferocia ultimativa e coesiva, appunto religiosa, solo un fronte è consapevole, il loro. La madre dell’ultimo reporter ucciso in nome della giustizia divina si dice convinta che l’islam è stato tradito quando su ordine di un Califfo uno sgherro occidentale tutto vestito di nero, stufo probabilmente di fare il dj, ha impugnato la lama e ha tolto dal busto il collo di un figliolo d’occidente, e niente è proibito a una madre addolorata e trafitta senza pietà nell’amore che solo è suo. Ma non è così, lo sappiamo. E’ ideologico esorcizzare il rito del nemico, provarsi a diminuirlo, essere ciechi di fronte alla sua caratura feroce di bene in cui si specchia il nostro impietoso male. Bernardo Valli continua a insinuare analiticamente, ché l’analisi minuziosa e imparziale è spesso la maschera del pregiudizio ideologico contemporaneo, che tutto derivi dall’errore di George W. Bush, Cheney e Rumsfeld, che i nostri nemici li abbiamo creati sciaguratamente noi, che il Baath iracheno era laico e ora i suoi generali sconfitti militano con lo stato islamico per nostra responsabilità, che il campo profetico maomettano non è fatto di nemici in nome di Dio ma di una “stragrande maggioranza” di amici nostri che vorrebbero non il Califfo ma un qualche dialogo interreligioso. La buona intenzione c’è tutta, per un commentatore corretto e di sinistra, ma non è così, lo sappiamo.


    Piacerebbe a tutti noi poter pensare che il patibolo nel deserto sia una macabra messinscena, uno spettacolo di violenza demenziale e cieca, invece è una rappresentazione corrusca, che lascia balenare un suo fuoco luminoso e insieme accecante. Con Hollywood e la televisione abbiamo sostituito l’epica con i supereroi, altra faccia dell’inconscio freudiano, ma la tremenda realtà dell’omicidio rituale, della morte inferta in nome di Dio, quando l’uomo si fa agnello e il lupo lo azzanna, quando l’angelo caduto si fa vivo in questo mondo, supera la nostra immaginazione agnostica, il nostro benedetto spessore liberale e commerciale, e taglia tutti i ponti. E’ un crudele gioco di intimidazione in cui la palma della vittoria in battaglia è già conquistata dall’islam, la religione che ha tappato la bocca a un Papa di Roma, che ha reso riluttante e timido un potere imperiale e internazionalista come quello americano. So di dire qualcosa di sconcertante, ma non si risponde a questa altezza di sfida e a questa brutalità santificante con lo stato di diritto, con un’idea di polizia internazionale, con la denuncia della violenza; l’unica risposta è in una violenza incomparabilmente superiore.



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    Predefinito Re: Lo 007 israeliano: dateci l'Isis e lo distruggiamo

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    Ma quanto possono essere infami i sionisti...

    E certo, come l'abbiamo creato così lo possiamo distruggere...

    E ovviamente non poteva mancare il riferimento al nucleare iraniano...
    Ma quanto sono lerci?

    Tanto, una camionata di merda è più pulita.

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    Predefinito Re: Lo 007 israeliano: dateci l'Isis e lo distruggiamo

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    MENO PERICOLOSO DI HAMAS

    Lo 007 israeliano: dateci l'Isis e lo distruggiamo








    Questione di punti di vista. Certo, le immagini dei giornalisti occidentali decapitati dai tagliagole dell'Isis nel deserto al confine tra Siria e Iraq sono terribili per chiunque abbia un minimo di sensibilità e di pietà umana. Ma, in questi giorni di allarme per le minacce del califfato islamico all'Occidente, c'è chi non vede tutto 'sto pericolo e considera i tagliagole di Al Baghdadi alla stregua di altre organizzazioni terroristiche. O addirittura meno. Amos Yadlin, in un editoriale sul quotidiano israeliano "Yedioth Ahronoth" ripreso da "Il Foglio" di Giuliano Ferrara, scrive che gli uomini dell'Isis non sono altro che "qualche migliaio di miliziani a bordo di pick-up, con Kalashnikov e mitragliatrici".
    Per l'ex direttore dell'intelligence militare israeliana, "anche contando le altre milizie che vi si sono aggregate, lo stato islamico può contare su non più di diecimila combattenti, ossia la metà della forza militare di Hamas. E quando si troverà davanti una forza militare moderna e organizzata, il gruppo dovrà smontare dai suoi pick-up e questo ridurrà ulteriormente la sua capacità di muovere". Yadlin spiega che "se lo stato islamico avesse concentrato i suoi sforzi su Israele invece che sull'Iraq, sarebbe diventato una preda facile per l'intelligence israeliana, per l'aviazione e per le armi di precisione a disposizione delle nostre forze di terra". Tra l'altro, il gruppo ha fin qui ottenuto due risultati quantomeno discutibili: "Ha unito contro di sè una coalizione vastissima che va dalla Russia alla Turchia, dall'Iran agli stati del Golfo, dalle potenze europee agli Usa e ha di fatto riportato le forze armate americane sul suolo dell'Iraq durante il mandato dell'amministrazione Obama". Il vero pericolo, conclude il generale, è che l'attenzione del mondo sia deviata da quello che è il vero pericolo non solo per Israele, ma per tutti gli equilibri del Medioriente: "Il programma nucleare iraniano".


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    10000 uomini che con 4 pick up hanno prima messo in difficoltà Hassad tanto che per contenerli ha dovuto usare persino i gas e poi hanno conquistato metà iraq ? mha .. chi era rambo al confronto? ... Forse quelli di Hamas dovrebbero andare a prender lezione da loro

    sulla potenzialità bellica di Israele nulla da eccepire ... ma che in 2 secondi faccian piazza pulita (giusto con 2 droni e 4 bombette) dove i raid americani e le forse speciali americane e inglesi hanno fallito ... ho qualche dubbio
    Ultima modifica di heint; 06-09-14 alle 20:39

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    Con Hollywood e la televisione abbiamo sostituito l’epica con i supereroi, altra faccia dell’inconscio freudiano, ma la tremenda realtà dell’omicidio rituale, della morte inferta in nome di Dio, quando l’uomo si fa agnello e il lupo lo azzanna, quando l’angelo caduto si fa vivo in questo mondo, supera la nostra immaginazione agnostica, il nostro benedetto spessore liberale e commerciale, e taglia tutti i ponti.
    Ferrara, ma non sparare cazzate, l'angelo caduto s'è fatto vivo in questo mondo nel 1948...
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
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    Predefinito Re: Lo 007 israeliano: dateci l'Isis e lo distruggiamo

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    Con l’islam è guerra di religione


    Mentre l’occidente si balocca fra tenerezze, cecità e nevrosi secolari, i seguaci di Maometto praticano l’epica del jihad, zittiscono papi e ci decollano. L’unica risposta è in una violenza incomparabilmente superiore

    di Giuliano Ferrara




    Mentre nella Serenissima si baloccano con il poetico, quanto di meno cinematografico esista al mondo, in medio oriente subiamo lezioni di epica, cioè narrazione e trasfigurazione, fondamento mitico della realtà. Tenerezza e misericordia a occidente, più nevrosi leopardiane e pasoliniane; giustizia e violenza purificatrice a oriente, più sesso, matrimonio, figli e coltelli seghettati: questo è il luogo globale in cui europei e americani vivono senza volerlo sapere, e pattuglie di avanguardia passano nel campo di Agramante dove la Discordia è un modo di fare la guerra, non necessariamente di perderla. Ogni modello di vita (quando non si intenda un lifestyle) è in nome di Dio, lo si riconosca oppure no. Il nostro Dio è incarnato, crocifisso, umile e grande, e noi lo abbiamo per giunta abbandonato per la fitness; ci si oppone un Dio che è profezia, è mistica, è politica, è scisma, il Dio degli infedeli d’antan (non noi ma i Saracini), un Dio che nessuno di loro abbandona, non i cosiddetti moderati, non i sauditi wahabiti, non gli sciiti, non i sunniti califfali, non i “laici” e i Fratelli (si ammazzano per decidere come ammazzarci, al massimo).

    Guerra al terrore o al terrorismo va bene, se è per il marketing politico, ma nella definizione, peraltro respinta dai riluttanti e dagli umanitari in quanto espressione bellicista, sta un equivoco colossale.

    ARTICOLI CORRELATI Come armare i curdi contro Baghdadi senza armare il Pkk E’ guerra di religione, conferma Civiltà Cattolica. Ma poi chiede dialogo Estreme alleanze Il silenzio sugli innocenti. Così Amnesty glissa sui “nazareni” In Israele “questo panico da Stato islamico deve finire” La disfatta di Assad a TabqaNoi l’avevamo sospettato, e lo gridammo come atroce verità quando pubblicammo come un Caravaggio la testa mozzata di Nick Berg o raccontammo la storia di Daniel Pearl, decollati entrambi in nome del Misericordioso, ma è un sospetto scorretto, una verità intollerabile: è questa una guerra di religione, della cui ferocia ultimativa e coesiva, appunto religiosa, solo un fronte è consapevole, il loro. La madre dell’ultimo reporter ucciso in nome della giustizia divina si dice convinta che l’islam è stato tradito quando su ordine di un Califfo uno sgherro occidentale tutto vestito di nero, stufo probabilmente di fare il dj, ha impugnato la lama e ha tolto dal busto il collo di un figliolo d’occidente, e niente è proibito a una madre addolorata e trafitta senza pietà nell’amore che solo è suo. Ma non è così, lo sappiamo. E’ ideologico esorcizzare il rito del nemico, provarsi a diminuirlo, essere ciechi di fronte alla sua caratura feroce di bene in cui si specchia il nostro impietoso male. Bernardo Valli continua a insinuare analiticamente, ché l’analisi minuziosa e imparziale è spesso la maschera del pregiudizio ideologico contemporaneo, che tutto derivi dall’errore di George W. Bush, Cheney e Rumsfeld, che i nostri nemici li abbiamo creati sciaguratamente noi, che il Baath iracheno era laico e ora i suoi generali sconfitti militano con lo stato islamico per nostra responsabilità, che il campo profetico maomettano non è fatto di nemici in nome di Dio ma di una “stragrande maggioranza” di amici nostri che vorrebbero non il Califfo ma un qualche dialogo interreligioso. La buona intenzione c’è tutta, per un commentatore corretto e di sinistra, ma non è così, lo sappiamo.


    Piacerebbe a tutti noi poter pensare che il patibolo nel deserto sia una macabra messinscena, uno spettacolo di violenza demenziale e cieca, invece è una rappresentazione corrusca, che lascia balenare un suo fuoco luminoso e insieme accecante. Con Hollywood e la televisione abbiamo sostituito l’epica con i supereroi, altra faccia dell’inconscio freudiano, ma la tremenda realtà dell’omicidio rituale, della morte inferta in nome di Dio, quando l’uomo si fa agnello e il lupo lo azzanna, quando l’angelo caduto si fa vivo in questo mondo, supera la nostra immaginazione agnostica, il nostro benedetto spessore liberale e commerciale, e taglia tutti i ponti. E’ un crudele gioco di intimidazione in cui la palma della vittoria in battaglia è già conquistata dall’islam, la religione che ha tappato la bocca a un Papa di Roma, che ha reso riluttante e timido un potere imperiale e internazionalista come quello americano. So di dire qualcosa di sconcertante, ma non si risponde a questa altezza di sfida e a questa brutalità santificante con lo stato di diritto, con un’idea di polizia internazionale, con la denuncia della violenza; l’unica risposta è in una violenza incomparabilmente superiore.



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    Ma Giuliano Ferrara ancora parla?
    Non gli sono bastate le colossali cazzate che diceva prima dell'invasione dell'Iraq?
    Certa gente è senza vergogna.


    Giuliano Ferrara ti rocordo che, dando appohggion incondizionato a Bush che ninvadeva l'Iraq, hai favorito la distruzione di uno stato arabo laico (e socialista da non dimenticare) e fortemente tollerante verso le altre religioni, a favore della casa Saud.
    I custodi dei luoghi sacri.
    I Wahabiti.
    Ultra consertavori, fanatici ed intolleranti.

    E ancora ragli.
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    William S. Burroughs

  9. #9
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    Predefinito Re: Lo 007 israeliano: dateci l'Isis e lo distruggiamo

    Come armare i curdi contro Baghdadi senza armare il Pkk

    Non sia mai detto che si armi il PKK.
    "We intend to destroy all dogmatic verbal systems."
    William S. Burroughs

  10. #10
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