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    Predefinito bombardati 13 nuraghi: la Sardegna si riappropri della propria sovranità

    A Capo Teulada bombardati 13 nuraghi
    "L'Isola si riappropri della sua sovranità"


    Distruzione non solo nella base di Capo Frasca. Dentro il poligono di Teulada ci sono tredici nuraghi e necropoli, semidistrutti dalle esercitazioni militari.



    Il Governo ha sempre sostenuto che «sono protetti», ma agli osservatori non è mai stata consentita una verifica. Il deputato di Sel, Michele Piras, chiede al presidente Pigliaru e al Consiglio regionale maggiore determinazione: «Qui non si tratta di chiedere un allungamento del periodo di stop degli addestramenti, ma di tenere un atteggiamento conseguente alle decisioni parlamentari». Ovvero: chiusura immediata dei poligoni di Capo Teulada e Capo Frasca, riconversione di Quirra, riappropriazione della nostra sovranità. Intanto, dopo gli incendi dei giorni scorsi a Capo Frasca e la denuncia del deputato Mauro Pili che ha documentato la presenza di missili sul terreno, l'Aeronautica fa sapere di aver «concluso ieri le operazioni di bonifica, recupero e classificazione degli oggetti rinvenuti, con la collaborazione dei carabinieri».

    Tutti i particolari negli articoli di Enrico Fresu, Cristina Cossu e Santina Ravì sull'Unione Sarda oggi in edicola. Allo scandalo delle servitù militari il quotidiano dedica due pagine e una ricca documentazione fotografica.
    Lunedì 08 settembre 2014 07:08


    fontelink

  2. #2
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    Predefinito Re: bombardati 13 nuraghi: la Sardegna si riappropri della propria sovranità

    Nuraghi bombardati in uno scenario di guerra
    Nuova denuncia di Pili, M5S interroga l'Ue


    Nuova denuncia del deputato di Unidos Mauro Pili, reduce dall'ultimo sopralluogo all'interno del poligono di Teulada. Foto e video esclusivi mostrano le tracce di una situazione che "non pensavo fosse così grave". Nel frattempo il Movimento 5 Stelle ha preparato un'iterrogazione alla Commissione Europea sulla questione dei poligoni.
    Nuraghi utilizzati come postazioni di tiro, villaggi preistorici trasformati in parcheggio e in parte demoliti, bombe inesplose nella zona retrostante a Cala Zafferano, interdetta da decenni agli stessi militari e sulla quale sta operando il reggimento nucleare batteriologico e chimico (Nbc): uno scenario che testimonia una "devastazione ambientale e archeologica che deve essere perseguita come reato penale". E' la nuova denuncia del deputato di Unidos Mauro Pili, reduce dall'ultimo sopralluogo all'interno del poligono di Teulada "dove - sottolinea - le esercitazioni riprenderanno il 21 settembre". Denuncia corredata, anche questa volta, da foto e un video che documenta un missile incastrato tra le pietre della torre del nuraghe Maxinas. "Non pensavo che la situazione a Teulada fosse così grave e diametralmente opposta da come descritta dall'azione di propaganda del ministero della Difesa - spiega Pili ai giornalisti convocati stamattina a Cagliari - La devastazione è arrivata a tal punto che nessuno può accedere in quelle stesse aree dove si è sparato per decenni. In 50 anni non è stato tolto un missile o una bomba e mentre prima si è giocato alla guerra se oggi interviene il gruppo Nbc vuol dire che la zona è ad alto rischio". Secondo Pili, inoltre, è "falso che si stia iniziando la bonifica come sostiene la Difesa. Dal 25 agosto ad oggi - argomenta l'ex governatore della Sardegna - il gruppo Nbc ha aperto solo un corridoio largo un metro e lungo un metro e mezzo per andare a fare prelievi di terreno in quell'area. E il comandante della base ha smentito che quella zona sia sotto sequestro, mentre è vero che sono state sequestrate le armi nelle quali sarebbe stata rilevata la presenza di torio". Altro particolare segnalato dal deputato sardo: "l'Esercito inquina, misura gli effetti e poi fa pure le bonifiche. A questo punto - denuncia - non si capisce chi deve controllare".
    L'INTERROGAZIONE DI M5S - "Se non è questo uno scenario di guerra allora il governo italiano mi spieghi cos'è", così il capo delegazione del Movimento 5 Stelle al parlamento europeo commenta le esercitazioni militari che in Sardegna, nell'area di Teulada, stanno distruggendo tracce di una storia millenaria, mettendo a repentaglio anche la salute dei cittadini. Ignazio Corrao e i colleghi parlamentari Marco Affronte e Marco Valli hanno predisposto una interrogazione alla Commissione Europea. "In Sardegna - hanno sottolineato - nel poligono di Capo Frasca vengono effettuate esercitazioni militari dalle aeronautiche italiane, tedesche, Nato e israeliane. Tale poligono impegna una zona di sicurezza a mare interdetta alla navigazione. Le ricadute sul territorio comprendono il divieto di esercitare la pesca e la presenza di ordigni inesplosi. La scorsa settimana le esercitazioni militari hanno causato un incendio che ha provocato la distruzione di 32 ettari di macchia mediterranea. Capo Frasca è stato oggetto di osservazione e studio sui casi di malattia e morte che hanno colpito il personale impiegato nel poligono di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, in relazione all'esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno. In questo tratto di mare riconosciuto come sito di importanza comunitaria, la Nato e non solo, hanno scaricato ogni tipo di esplosivo. Ad oggi nessuna bonifica è stata effettuata". I tre parlamentari europei si rivolgono quindi alla Commissione chiedendo: "Quali iniziative intende intraprendere per evitare il ripetersi di simili gravi incidenti che mettono a rischio l'incolumità della popolazione e dell'ambiente; se la Commissione non ritenga opportuno che le autorità italiane adottino i provvedimenti necessari, quali la bonifica; se la Commissione non ritenga che sussista la possibilità di una violazione al diritto fondamentale alla salute dei cittadini".
    Mercoledì 10 settembre 2014 13:02

    fontelink

  3. #3
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    Predefinito Re: bombardati 13 nuraghi: la Sardegna si riappropri della propria sovranità

    ne abbiamo i coglioni pieni ...lo stato italiano incassa e noi paghiamo!!!

    Alt ai giochi di guerra, la Regione si schiera contro la Difesa

    Tutti d’accordo in Consiglio dopo le fiamme a Capo Frasca: è mobilitazione. Pigliaru in aula: «La Sardegna paga un prezzo troppo alto rispetto alle altre regioni»

    CAGLIARI. «La Sardegna paga un prezzo troppo alto rispetto alle altre regioni». Con queste parole, il presidente Pigliaru si presenta al Consiglio regionale, riunito in seduta straordinaria per fare il punto sulle servitù militari. La giunta è al completo e il dibattito si incanala in un’unica direzione e cioè la necessità di ridurre il peso delle servitù per arrivare gradualmente alla dismissione totale. Qualche bordata viene solo dall’ex presidente Cappellacci ma sul metodo seguito da Pigliaru perché l’obiettivo è comune. «I tempi sono negoziabili», assicura Pigliaru, «ma entro questa legislatura dobbiamo arrivare alla riduzione delle servitù militari». I fatti. La Regione ha ricostruito nei dettagli quanto è accaduto nei due giorni maledetti, (il 3 e il 4 di questo mese a Capo Frasca).
    Il racconto di Pigliaru in aula rivela nuovi particolari: «Era in corso un’esercitazione per la quale l’aviazione tedesca ha pagato per far sì che i suoi aerei potessero sparare a Capo Frasca», riferisce in aula il governatore. «Lo Stato prende soldi dalle forze armate straniere che sparano sul nostro territorio e la Difesa intasca denaro per attività che impongono un costo salato alla Sardegna».
    Il fuoco. Gli incendi si sono sviluppati in due giorni devastando in totale 33 ettari di terreno, in prevalenza lentischio e palma nana. Il 3 settembre erano le 13.35 quando divampa il primo fuoco e interviene un elicottero dell’Antincendio partito da Fenosu. Ma è il giorno successivo che il fuoco brucia 32 ettari tra le 14,25 e le 18,45: «La richiesta di intervento alla Forestale di Cagliari è arrivata direttamente dalla base di Capo Frasca», dice Pigliaru, «è intervenuta la pattuglia del Corpo sin quando non si sono verificate numerose deflagrazioni a terra, una delle quali a cinquanta metri di distanza dalla stessa pattuglia. A quel punto è stato ordinato al personale di interrompere le operazioni a terra e di riferire dell’accaduto al magistrato». In due giorni l’elicottero ha effettuato 86 lanci. Ora le norme antincendio della Regione saranno estese anche ai militari». Solo a Teulada dal 1998 a oggi sono andati in fumo 440 ettari di bosco e in tutti questi anni molti incendi sono partiti dai diversi poligoni. Fattura. «Il conto delle spese a Capo Frasca supera i ventimila euro: saranno fatturati al ministero della Difesa», dice il presidente della giunta.
    Intanto il ministro Pinotti proprio ieri ha risposto alla Regione comunicando il blocco delle esercitazioni sino al prossimo 15 settembre. Per Pigliaru la risposta «è tempestiva, è forse una timida apertura ma non è soddisfacente».
    Centrodestra. Non la pensa così Cappellacci. «Il decreto sulle esercitazioni è firmato dallo stesso ministro che parla di riduzione delle servitù. Un ministro che è venuto in Sardegna snobbando la Regione e che dovrebbe essere sfiduciato». Per il centrodestra l’episodio dimostra che «la questione sarda, nel rapporto con il governo Renzi, esiste. È una ferita sull’insularità, sull’energia, sulle servitù e sulle risorse, tutto ciò che crea diseguaglianza tra i sardi e gli altri cittadini».
    Manifestazione. Sabato a Capo Frasca ci sarà una manifestazione di protesta e ieri in aula Irs e Pd hanno annunciato che vi prenderanno parte. Gavino Sale ha ribadito che sarà bene organizzare un referendum consultivo per il quale sono sufficienti 20 firme di consiglieri regionali. Dibattito. Angelo Caria (Psd’Az) ha ricordato che queste battaglie si vinceranno solo se ci sarà coesione. Ma se per Daniele Cocco quello della giunta è «un intervento storico per la portata che potrà avere in futuro», per Attilio Dedoni «Pigliaru è un cerchiobottista». Più decisi gli esponenti dei partiti sovranisti, determinati a raccogliere le firme per il referendum consultivo.
    Sindaci. Sulle tribune riservate al pubblico ci sono molti sindaci e il presidente dell’Anci, Pier Sandro Scano. Efisio Arbau si rivolge loro: «I sindaci hanno il polso della situazione e per questo bisogna arrivare a chiedere le dismissioni con proposte concrete per capire quali sono le esigenze dei rispettivi territori». ©RIPRODUZIONE RISERVATA


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    Ultima modifica di Dogma; 10-09-14 alle 15:40

 

 

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