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  1. #1
    Partito d'Azione
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    Predefinito Renzi, ovvero: la sinistra fa ciò che la destra minaccia

    di Angelo d’Orsi

    “La destra fa ciò che la sinistra promette", recitava negli anni Ottanta una pubblicità; era della serie oggi interrotta di un amaro, che trasformava gente comune in testimonial del prodotto, con delle frasi a effetto. Quella era parsa una simpatica provocazione. Oggi, nell’Era Renzi, possiamo capire quanta verità vi fosse in quello slogan: basta rovesciarlo. "La sinistra fa ciò che la destra minaccia". Il già sindaco fiorentino, poi leader del PD, e subito dopo capo del governo nazionale, continuando a conservare quella poltrona da cui comanda caporalescamente il partito (che peraltro non sembra aver bisogno neppure della ferula del segretario-padrone), sta realizzando il pacchetto delle “riforme” che, come recita un mantra insopportabile, “l’Europa ci chiede”. Sono le stesse che aveva provato a portare avanti l’ex cavalier Berlusconi, incontrando sul suo cammino ben altri ostacoli: non solo il sindacato, a dispetto della corrività di Cisl e soprattutto Uil, ma una larga parte del Partito Democratico. E una vastissima opposizione sociale.

    Ora finalmente giunto al potere, Renzi, forte dell’appoggio dei 4/5 del suo partito, nell’inerzia del quinto restante, che passa dal silenzio al balbettio, procede spedito verso la Terza Repubblica. Lo stile è tutto, e la smart-politics del giovinotto in camicia bianca, che mangia e distribuisce coni-gelato, che si rovescia in testa secchiate d’acqua, i modi da ragazzetto dell’oratorio che vuol fare lo scapigliato, le battute che oscillano dalla noncuranza ostentata a quella della minaccia neppur velata, dicono molto del contenuto della sua politica, tradotta nell’ “agenda”, dei 100 giorni, poi dei 1000. E chissà dell’intero millennio, una volta realizzata la base di questa orrenda “nuova Italia” che costui vorrebbe costruire.

    Una Italia che, stando alle ultimissime dichiarazioni (ma sono di oggi, domani ce ne saranno altre: il nostro ama soprattutto dichiarare, in poche battute, se possibile in 140 caratteri: ecco, un cinguettio, un tweet, precisamente), smetta “la cultura del piagnisteo”. Anche in questo ostentato, reiterato ottimismo di facciata, si rivela berlusconiano. L’insistenza sul “ridurremo le tasse”, mentre la pressione fiscale aumenta, è nel cuore della politica degli annunci, da Silvio a Matteo. Tutti ricorderanno come nei mesi scorsi il Nostro abbia ripetutamente irriso i gufi, coloro che “frenano”, mentre una della sue fedelissime, la più nota delle bionde Renzi-girls, è diventata celebre per la battuta contro i “professoroni”, immancabile segnale di ogni forma di cultura parafascista. Qualsivoglia accenno di dissenso, anche espresso con un aggettivo limitativo, con un avverbio o una preposizione che esprimano un dubbio, viene bollato per tradimento del progetto patriottico: siamo alla campagna contro i “disfattisti” che in seno alla Prima guerra mondiale, ne fu uno dei portati più nefasti. Il fascismo storico fu la più tragica delle sue conseguenze.

    Non usa, tuttavia, soltanto il tasto imperioso, il nuovo astro della politica nazionale, che pretende di sommare la sagacia politica di un Cavour e la temerarietà di un Garibaldi, il decisionismo di Craxi e il battutismo di Berlusconi, per realizzare il suo “sogno” (parola che ricorre spesso nell’eloquio del Capo), che vuole “riportare l'Italia a rifare l'Italia” (?). Lo combina con un beffardo sarcasmo da quattro soldi, che riesca a raggiungere vette inquietanti, da piccolo duce (come lo appellai su MicroMega molti mesi or sono, quando ancora non era arrivato a Palazzo Chigi): siamo passati dal volgare “Fassina… chi?”, rivolto al suo compagno di partito nonché membro di governo, all’ irridente "brrr..., che paura!" in risposta alle riserve espresse dall'Associazione Magistrati sul progetto di “riforma della giustizia” che suona semplicemente mussoliniano. Dietro il simpatico ragazzo tutto pepe, affiora nei momenti cruciali il bulletto di quartiere, con ambizioni smodate, che vuol far intendere che a nessuno sarà permesso di ostacolare la sua irresistibile marcia: quante volte abbiamo sentito ripetere “Il governo va avanti”, “non ci lasciamo intimidire” (rivolto alle proteste degli agenti di polizia!), “non ci fermeranno”…? Nelle orecchie risuona il famigerato “Noi tireremo diritto”.

    In questo stile che rivela la peggiore eredità di Craxi e di Berlusconi fuse insieme, ma immessa nel corpo della forza politica che era stata la principale avversaria dell’uno come dell’altro, ciò a cui stiamo assistendo è un processo di evidenza purtroppo chiarissima: ciò che il barzellettiere di Arcore, con la sua piacioseria grottesca, con le pacche sulle spalle (maschili) e le sui culi (femminili) aveva annunciato, per un ventennio, senza riuscire ad attuarlo in nulla (salvo la “riforma Gelmini”, che infatti ha distrutto il sistema universitario), è finalmente in corso d’opera, grazie al suo avversario politico, che, in effetti, ha con lui concordato ogni punto sostanziale del programma.

    Un programma di devastazione dell'impianto istituzionale della democrazia italiana, e del welfare state, che è poi il cuore della “postdemocrazia”: il punto centrale di ogni disegno di “cambiamento”. Eliminare garanzie, sottrarre diritti, ridurre margini di azione a chi la pensa diversamente, confinare in ghetti le residue opposizioni, e soprattutto, togliere di mezzo quel fastidioso ostacolo che è la Costituzione repubblicana e le leggi che nel corso degli anni hanno tentato di darle sostanza. Lavoro, scuola, giustizia, infrastrutture, difesa, cultura, politica estera...: il programma del Governo Renzi è solo l'aggiornamento e lo sviluppo del programma degli esecutivi precedenti, da Berlusconi ai pallidi Governi Monti-Letta.

    Dal che si ha l'estrema, mesta conferma che il PD oggi è una forza politica organicamente di destra (salvo naturalmente qualche individuo; ancora ve ne sono, benché pochi, di rispettabili anche in quel partito). E che qualsiasi ipotesi di politica alternativa a questo punto non può pensare a un dialogo con questo che fu "il partito di Gramsci, Togliatti, Berlinguer" (affermazione peraltro in parte falsa, perché qui troviamo pure la DC, di cui il chierichetto Matteo è figlio). Occorre pensare subito una alternativa radicale. E costruirla, unitariamente. Ne saremo capaci? La vicenda desolante della "Lista Tsipras", e i suoi altrettanto mesti, anche se perlopiù solo annunciati sviluppi (di nuovo gli annunci, ahinoi!), non sono affatto convincenti. Occorre ripartire da capo, e con altri metodi e altri princìpi. La saggezza consiste non già nel non sbagliare (ha ragione chi ripete: “solo chi non fa, non sbaglia”), ma nel non trarre insegnamenti dagli errori, i nostri e quelli altrui.

    (10 settembre 2014)

    Renzi, ovvero: la sinistra fa ciò che la destra minaccia - micromega-online - micromega

    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  2. #2
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    Predefinito Re: Renzi, ovvero: la sinistra fa ciò che la destra minaccia

    la sinistra fa quel che la destra promette ... e che diventa una minaccia nei deliri del grullame.
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  3. #3
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    Predefinito Re: Renzi, ovvero: la sinistra fa ciò che la destra minaccia

    A me pare che negli ultimi 30 anni destra e sinistra, a parte rubare a mani basse, non hanno fatto assolutamente nulla.

  4. #4
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    Predefinito Re: Renzi, ovvero: la sinistra fa ciò che la destra minaccia

    Le riforme di silvio sono state azzerate dall'esito del referendum del 2006.
    Quindi ci fù sia la voglia di realizzarle sia la determinazione di portare avanti quel discorso. Fu per mano dei sinistri che vinsero, si fa per dire, le elezioni e che fomentarono il popolo verso qauella scelta.

    Ora renzi ha preso il testimone, imposto dall'EU, e si da da fare coll'aiuto "RESPONSABILE" di FI che, invece di dire che fu il PD a b oicottare le sue riforme accetta di collaborare per il bene del paese.

    Renzi però sta tergiversando troppo, però parla tanto.
    L'europa ci sprona, ci dice che siamo in ritardo, che i 100 giorni sono passati
    E renzi se ne prende ancora 900 in più.
    Io credevo in renzi, abbastanza, ora sempre meno.
    Vedremo quello che riuscirà a fare. Fra tre anni si dovrà tornare alle urne e, se fallisse il governo addio al PD.

  5. #5
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    Predefinito Re: Renzi, ovvero: la sinistra fa ciò che la destra minaccia

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Le riforme di silvio sono state azzerate dall'esito del referendum del 2006.
    quindi le uniche cose che ha fatto le fece contro la volontà del Popolo.
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  6. #6
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    Predefinito Re: Renzi, ovvero: la sinistra fa ciò che la destra minaccia

    Citazione Originariamente Scritto da elnick Visualizza Messaggio
    la sinistra fa quel che la destra promette ... e che diventa una minaccia nei deliri del grullame.
    aspetto con ansia la riforma della giustizia per dare un giudizio definitivo.

 

 

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