L' INNO DI MAMELI
Gli inni nazionali, come li conosciamo oggi, rappresentanoi la cifra distintiva di ciascun paese, per farne subito riconoscere la nazionalità. Li sentiamo, ìneòòe occasionim ufficiali, per esempio quando ad uno spettacolo intervengono le massime cariche dello stato o in onore di un capo di stato straniero, e poi sono di rigore in alcune manifestazioni sportive come alle olimpiadi in segno omaggio al paese del vincitore di una medaglia d'oro e poi nelle partite di calcio internazionali, prima del fischio di inizio e anche chi non è molto interessato allo sport, vedemto quegli undici ragazzoni (magari neanche troppo intonati) che cantano insieme alla banda, l'Inno di Mameli ci fa un certo effetto, è inutile negarlo. Da alcuni anni, dall'epova del presidente Ciampi si è tornati a valorizzare l'inno nazionale e mentre prima i giocatori ascoltavano in silenzio, furonom invitati sa cantalo, come facevano altre squadre straniere. Gli americani ad esempio sono in questo campo più enotivi di noi e ogni qualò volta in una cdrimonia si suona l'inno americanoi si portano la mano sul cuore, ed è bello pensare che gli americano che hanno tante origini di provenienze diverse, chiamono Smith, Dubois, Schneider o Nannariello, in quel momento si sentano tutti figli della terra americana.
Il nostro inno nazionale, che in realtà avrebbe come titolo “il canto degli Italiani”, ci rimanda al nostro Risorgimento, fu composto dal musicista Michele Novaro nel 1847,mentre i versi sono del poeta patriota Goffredo Mameli, ma divenne inno italiano solo dalla proclamazione della repubblica in poi. Prima di ciò avevamo l'inno reale della casa sabauda che oggettivamente non era un gran che ed era una specie di marcetta, poco coinvolgente e per nulla solenne come un inno dovrebbe essere. Qualche anno fa si sviluppò una polenica conreo l'inno di Mameli, che alcuni giudicavano troppo retorico, e si propose di sostituirlo con il coro “va pensiero” dal Nabucco di Verdi, tuttavia malgrado il valore musicale indubbiamente più consono ad un inno nazionale, il senso delle parole di quel bellissimo coro non ha nulla a che fare con la sroria italiana in quanto sin tratta della preghiera del popolo ebraico schiavo in Babilonia, che se poteva avere un qualche aggancio con lasituazione italiana di sottomissione agli stranieri austriaci del periodo risorgimentale, oggi non ha più ragione di essere. Per questo l'idea di sostituirlo fu dopo poco accantonata.
LA MARSIGLIESE
L'inno nazionale più famoso soprattuto per il suo significato storico è sicuramente quello francese, la Marsigliese composta dal musicista e poeta Joseph Rouget de Lisle nel 1792 in piena Rivoluzione. Ma La marsigliese non fu camposta a Marsiglia, ma a Strasburgo. Il sindaco della città chiese a Rouget de Lisle di scrivere un canto di guerra per incoraggiare le truppe francesi dell'Armata del Reno, che dovevano affrontare gli austriaci. Il musicista coimpose in nuna sola notte testo poetico e musica con il titolo “Chant de guerre pour l'armée du Rhin”. Esso piacque subito molto ai soldati e si diffuse ben presto in altre città, come chiamata alle armi della Rivoluzione francese e prese il noime di inno dei Marsigliesi, cioè delle truppe volontarie provenienti da Marsiglia per diventare popolare come “la Marsigliese”. Infatti, radunatesi a Parigi le truppe dei volontari in parttenza per il fronte, contro la coalizione delle monarchie europee che temevano il diffondersi delle idee giacobine, il canto divenne il grido di guerra per la libertà contro la tirannia monarchica. Il testo poetico era molto forte, e la musica particoilarmente coinvolgente, adatta ad ìessere cantata durante le narce prima di arrivare ai vari fronti. Nel 1795 la Convenzione Nazionale, in occasione del sesto annivewrsario della presa della Batiglia, decideva di adottare la Marsigliese come inno nazionale dei francesi. Ma il bellissimo coro non ebbe vita tranquilla, tutt'altro, subi numerose volta la censura deo varo governi.Napoleone I mise al bando l'inno rivoluzionario che non di adattava più ad una Francia che aveva a capo un imperatore che la sostitui con l'Inno Imperiale e altrettanto fecero Luigi XVIII e Carlo X, restando quindo negletta dal 1807 al 1831. Solo dopo la seconda rivoluzione del 1830 la Mersigliese tornò ad essere inno nazionale. Fra il 1831 al 1852 Hector Berlioz ne elaborò una versione solo orchestrale poiiché il testo veniva giudicato troppo truculento . Anche durante il secondo impero di Napoleone III (figlio del fratello di Napoleone I (dal 1852 al 1870), la Marsigliese fu di nuovo bandita evenne adottato un inno dal titolo “Partant pour la Syrie”, testo scritto da Alexandre de Labord ispirato ad un poema preesistente, su musica di Louis Brouet, du cui però si attribuì la composizione Ortensia de Beauharnais, figlia di Joséphine e figliastra di Napoleone, nonché madre di Napoleone III. L'inno voleva essere un omaggio alla campagna napoleonica d'Egitto, ma narrava, in una sorta di poesia cavalleresca medioevale, la partenza di un cavaliere per la crociata. Caduto il secondi impero napoleonico la situazione non muto subito e bisogna aspettare il 1876 affinché la Marsigliese tormi ad essere definitivamente l'inno nazionale dei francesi.
Sulla paternità musicale della Marsigliese si sviluppo ben presto un'ipotesi di plagio in quanto simile a riconduce la melodia originale all'identico “Tema e variazioni in do maggiore” (1781) di Gian Battista Viotti musicista di corte a Parigi, fuggito dalla Francia per Ri voluzione ai primi del 1792. Ovviamente non era pensabile che i grancesi accettassero che quel coro di battaglia che rappresentava il glorioso momemto della Rivoluzione fosse attribuito ad un italiano e la cosa venne lasciata cadere come non vera. Tuttavia attualmente la critica musicale, dopo attenti studi, attribusce la musica della Marsigliese proprio a Viotti, E' sicuramente notevole anche l'affinità tra il tema principale dell'Inno con il secondo tema del primo movimento del Concerto per pianoforte e orchestra “K. 503 in Do Maggiore” di Wolfgang Amadeus Mozart (del 1787), anche se non è detto che Rouget de Lisle conoscesse il concerto mozartiano, Si sa che le note sono sette e a volte l'ospirazione musicale può appartenere parallelamente più d'un musicista...
La Marsigliese però non è solo l'inno nazionale francese, ma è anche, per i suoi contenuti fortemente libertari e di ribellione alla tirannide è stato cantato in altri paesi in momento particolari nei quali la libertà era stata soppressa o rischiava di esserlo e poi pesinoi tifosi di calcio negli stadi l'hanno spesso adottatacome loro inno. Inoltre alcuni composotri di musica seria l'hanno inclusa nelle loro composizioni come omaggio alla Francia come ad esempio fece Čajkovskij (Ouverture 1812) e in altre diverse composizioni per ben sedici volte, ed è in assoluto l'inno nazionale più citato nella musica classica proprio per il suo significato di inno alla libertà. Anche il nostro Verdi la incluse nel “Inno delle Nazioni”, brano in forma di cantata, su testo di Arrigo Boito, che esalta la fratrellanza fra i popoli, insieme all'inno italiano e inglese, nel 1862 per l'Esposizione Universale di Londra. Persino i Beatles ne includono le prime note nellintroduzione della famosa canzone “all yoiu need is love”.
A questo punto mi sento quasi obbilgata a sottoscrivere i versi, questi sì, sicuramente di Rouget de Lisle, poiché non tutti ne conosciamo tutte le strofe:
Allons enfants de la Patrie Avanti, figli della Patria Le jour de gloire est arrivé! Il giorno della gloria è arrivato! Contre nous de la tyrannie, Contro di noi della tirannia L'étendard sanglant est levé (bis) La bandiera insanguinata è innalzata (bis) Entendez-vous dans les campagnes Sentite nelle campagne Mugir ces féroces soldats? Ruggire questi feroci soldati? Ils viennent jusque dans nos (vos) bras Vengono fin nelle nostre (vostre) braccia Égorger nos (vos) fils, nos (vos) compagnes! A sgozzare i nostri (vostri) figli, le nostre (vostre) compagne! Aux armes, citoyens Alle armi, cittadini Formez vos bataillons, Formate i vostri battaglioni Marchons, marchons! (Marchez, marchez !) Marciamo, marciamo! (Marciate, marciate!) Qu'un sang impur Che un sangue impuro Abreuve nos sillons! Imbeva i nostri solchi! Que veut cette horde d'esclaves, Che vuole quest'orda di schiavi, De traîtres, de rois conjurés? Di traditori, di re congiurati? Pour qui ces ignobles entraves, Per chi questi ignobili ostacoli, Ces fers dès longtemps préparés? (bis) Questi ferri da tanto tempo preparati? (bis) Français, pour nous, ah! Quel outrage Francesi, per noi, ah! Che oltraggio Quels transports il doit exciter! Che fervori deve suscitare! C'est nous qu'on ose méditer È noi che si osa pensare De rendre à l'antique esclavage! Di restituire all'antica schiavitù! Aux armes, citoyens,... Alle armi, cittadini,... Quoi! Des cohortes étrangères Che! Delle coorti straniere Feraient la loi dans nos foyers! Vorrebbero dettar legge nei nostri focolari! Quoi! Ces phalanges mercenaires Che! Queste falangi mercenarie Terrasseraient nos fiers guerriers! (bis) Vorrebbero atterrire i nostri fieri guerrieri! (bis) Grand Dieu! Par des mains enchaînées Gran Dio! Per mani incatenate Nos fronts sous le joug se ploieraient Le nostre fronti sotto il giogo si piegherebbero De vils despotes deviendraient Dei vili despoti diventerebbero Les maîtres de nos destinées! I detentori delle nostre sorti! Aux armes, citoyens... Alle armi, cittadini... Tremblez, tyrans et vous perfides Tremate, tiranni e voi perfidi L'opprobre de tous les partis, L'obbrobrio di tutti i partiti, Tremblez! Vos projets parricides Tremate! I vostri progetti parricidi Vont enfin recevoir leurs prix! (bis) Riceveranno finalmente i loro premi! (bis) Tout est soldat pour vous combattre, Tutto è soldato per combattervi, S'ils tombent, nos jeunes héros, Se cadono, i nostri giovani eroi, La terre en produit de nouveaux, La terra ne produce di nuovi, Contre vous tout prêts à se battre! Contro di voi ben pronti a battersi! Aux armes, citoyens..., Alle armi, cittadini..., Français, en guerriers magnanimes, francesi, da guerrieri magnanimi, Portez ou retenez vos coups! Vibrate o trattenete i vostri colpi! Épargnez ces tristes victimes, Risparmiate quelle tristi vittime, À regret s'armant contre nous. (bis) Che controvoglia si armano contro di noi (bis) Mais ces despotes sanguinaires, Ma quei despoti sanguinari, Mais ces complices de Bouillé, Ma quei complici di Bouillé Tous ces tigres qui, sans pitié, Tutte quelle tigri che, senza pietà, Déchirent le sein de leur mère! Lacerano il seno della loro madre! Aux armes, citoyens,... Alle armi, cittadini,... Amour sacré de la Patrie, Amore sacro della Patria, Conduis, soutiens nos bras vengeurs Conduci, sostieni le nostre braccia vendicatrici Liberté, Liberté chérie, Libertà, amata Libertà, Combats avec tes défenseurs! (bis) Combatti con i tuoi difensori! (bis) Sous nos drapeaux que la victoire Sotto le nostre bandiere che la vittoria Accoure à tes mâles accents, Accorra ai tuoi maschili richiami, Que tes ennemis expirants Che i tuoi nemici spiranti Voient ton triomphe et notre gloire! Vedano il tuo trionfo e la nostra gloria! Aux armes, citoyens,... Alle armi, cittadini,... (Couplet des enfants) (Strofa dei bambini) Nous entrerons dans la carrière Noi entreremo nella carriera[ Quand nos aînés n'y seront plus, Quando i nostri padri non ci saranno più, Nous y trouverons leur poussière Noi ci troveremo le loro ceneri Et la trace de leurs vertus (bis) E il segno delle loro virtù (bis) Bien moins jaloux de leur survivre Molto meno gelosi di loro sopravvivere Que de partager leur cercueil, Che di condividere la loro bara, Nous aurons le sublime orgueil Avremo il sublime orgoglio De les venger ou de les suivre. Di vendicarli o di seguirli. Aux armes, citoyens... Alle armi, cittadini...
Come si vede testo è lunghissimo e molto truculento nei suoi enfattici contenuti e prevederebbe anche un coro di voci bianche per l'ultima strofa. Per evitare lungaggini, e anche per evitare dei versi un po' troppo truculenti per i giorni nostri, solitamente vengono cantate solo la prima strofa e mezzo e la penultima prima dei coro infantile. Oggi non è proponibile un inno di simile violenza, ma occorre riportaesi all'epoca turbolenta in cui la Marsigliese venne scritta...
Certo è, che sentire intonare la Marsigliese è comunque galvanizzante in qualunque contesto essa venga proposta. Personalmente devo dire che quasi sempre questo inno mi procura da la pelle d'oca... Esiste una versione integrale anche su youtube cantata dalla bella e squillante voce di Mireille Mathieu che vale la pena scoltare. Mi torna lla mente un episodio di un bel film edegli anni '50, del regista Sacha Guitry sulla storia del castello di Versailles, quando le donne parigine sfondano a forza i cancelli della reggia cantando la Marsigliese, per poter parlare con la regina e chiedere pane per i figli: un momento molto forte e molto toccante.
L'INNO INGLESE “GOD SAVE THE KING/QUEEN”
“Dio savi il re o la regina” a seconda del caso, è “the English Anthem”, cioè l'inno nazionale del Regno Unito d'Inghilterra e anche di tutti i paesi del Commowealth, cioè di tutte quelle nazionalità che fecero parte, circa fino alla metà del secolo scorso, delle colonie britanniche, Cioè: Canada, Australia e Nuova Zelanda, anche se attualmente viene ormai suonato solo in occvsione delle visite uffuciali delle regina o di membri della famiglia reale, insieme agli inni nazionali di Canada ed Australia. Risuta essere l'inno nazionale più antico del mondo, composto fra il 1736 e il 1740, ma non se ne conoscono gli autori né del testo né della musica. Infatto all'epoca musicisti e poeti di corte ersano considerato semplici “servitori” della corona e per questo i loro nomi non sono stati tramandati. Il suo uso non è sancito da nessuna legge sacritta, ma solo dall'uso consuetidinario. come molte altre disposizioni che hanno conunque valore di leggi. La composizione dell'inno reale venne commissionata da re Giorgio II Hannover che divenne re d'Inghilterra pur essendo di ceppo tedesco e venne adottato anche in Germania dal 1870 al 1918 quando Guglielmo II adottò l'inno col titolo di “Heil dir im Siegerktanz” (Salve a te corona della vittoria). Su chi compose effettivamente l'inno della casa reale britannica si sono fatte diverse ipotesi, ma nessuna che abbia potuto avere conferma ed quindi considerato di autori ignoti. Musicalmente risuta essere la ripetizione di una sola cellula musicale con variazioni solo delle strofe del testo. Fra tatri inni quello inglese è uno dei più solenni.
E' curioso comunque notare che ognuna delle regioni che compongono il Regno Unito di Gran Bretagna, cioè Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, possieda un suo inno speciale che viene eseguioto in occasione di eventi sportivi e cerimonie locali e solo per gli anniversari reali ,di visite uffciali e feste nazionali, viene suonato “God Save the Queen”. Nel territorio inglese propriamente detto invece, l'inno reale viene eseguito nei teatri e nei cinema alla fine dell'ultimo spettacolo, e il pubblico in sala lo ascolta rispettosmente in piedi. Il motovo dell'innom nglese è presente nella sinfonia “la Vittoria di Wellington” di Ludwig van Beethoven e inoltre diverse in composisizioni di autori minori.
An che in quesdto casio il testo:
God Save our gracious Queen!
Long live our noble Queen,
God save the Queen!
Send her victorious, happy and glorious,
long to reign over us,
God save the Queen!
O Lord, our God, arise,
scatter her enemies,
and make them fall.
Confound their politics,
frustrate their knavish tricks,
on thee our hopes we fix,
God save us all.
Thy choicest gifts in store
on her be pleased to pour,
long may she reign!
May she defend our laws,
and ever give us cause
to sing with heart and voice,
God save the Queen!Dio salvi la nostra benevola Regina!
Viva a lungo la nostra nobile Regina,
Dio salvi la Regina!
Mandala vittoriosa, felice e gloriosa
a regnare a lungo su di noi,
Dio salvi la Regina!
O Signore, nostro Dio, rivelati,
disperdi i suoi nemici,
e falli crollare.
Confondi i loro intrighi,
ostacola le loro manovre disoneste,
in te riponiamo le nostre speranze,
Dio salvi tutti noi.
I regali più preziosi che conservi,
sii disposto a riversarli su di lei;
possa regnare a lungo!
Possa difendere le nostre leggi,
e darci sempre l’occasione
di cantare col cuore e con la voce,
Dio salvi la Regina!
In un'altra occasiome conto di occuparmi della storia dell'inno tedesco di quello americano e magari anche di quello spagnolo.




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komunista pps essendo appassionato di rock e metal mi piacerebbe sentirne una cover in versione rock metal propriodi qsti due inni 
