Antonio Cappello, vittima del risorgimento e della patria italiana.

Capitò che – nella totale sfiducia nelle buone ragioni dei siciliani – le autorità sanitarie e militari dell’Ospedale Militare di Palermo infliggessero ad un giovane sordomuto ben “centocinquantaquattro bruciature di ferro rovente” nel tentativo di farne una recluta. La sofisticata terapia tentò di smascherare quello che fu creduto un caso di simulazione; ovviamente quando i perspicaci e tenaci medici del reclutamento si arresero fu troppo tardi: il corpo del coscritto Antonio Cappello si presentava penosamente ricoperto di ustioni. L’enormità dell’atto sembrò agli stessi medici con le stellette difficilmente confessabile e così diagnosticarono delle improbabili revulsive superficiali volanti.