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  • 1 Post By sideros

Discussione: Parallelamente al presunto rito iniziato nella via Appia

  1. #1
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    Predefinito Parallelamente al presunto rito iniziato nella via Appia






    Nel tentativo di ripristinare un rito pubblico arcaico della religione romana, a favore della vittoria dell'Italia della I° Guerra Mondiale, Giacomo Boni ricostruì nel 1917 un'ara graminea basandosi su un passo di Orazio. Quest'ara particolare fu costruita con sei strati di "mattoni" di terra erbosa e addobbata con quattro festoni di alloro, nastri rossi, corone e sagmine ("fronde sacre") di olivo. Nelle intenzioni di Boni l'ara sarebbe dovuta diventare un altare pubblico sul quale ogni italiano avrebbe dovuto sacrificare quanto di più caro per favorire le sorti dell'Italia in guerra. L'ara però andò distrutta da un forte vento la notte del 23 ottobre 1917, nelle stesse ore in cui l'esercito austro-ungarico sfondava le linee italiane a Caporetto.
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  2. #2
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    Predefinito Re: Parallelamente al presunto rito iniziato nella via Appia

    L'iscrizione nella foto (CIL V, 3221) non c'entra niente con la suddetta storia?
    "Per rendere migliore il mondo - Se agli insoddisfatti, ai malinconici, ai brontoloni si impedisse di riprodursi, già la terra si trasformerebbe come per incanto in un giardino di felicità." [MA, II, I, 278]

  3. #3
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    Predefinito Re: Parallelamente al presunto rito iniziato nella via Appia

    Effettivamente ho preso una stele particolarmente contestata, ma in sostanza non fermarti ad una questione di forma, posta sul possibile sviluppo di un rito che parte da molto lontano e forse ha condizionato la politica italiana e molto altro....Se tu conosci la "vera" ara o il vero altare postalo o descrivilo!

  4. #4
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    Predefinito Re: Parallelamente al presunto rito iniziato nella via Appia

    "Nel 1917, riandando al caespes dell'ode XV del II libro di Orazio, costruì sempre sul Palatino un'ara graminea, allestita con sei strati di zolle erbose, quattro festoni di lauro, le sagmine di olivo e le corone e i nastri rosso sangue di toro."

    ''Esoterismo e fascismo: storia, interpretazioni, documenti'', Gianfranco De Turris (a cura di), Edizioni Mediterranee, 2006, pagg. 187-88.



    Ibidem, pag. 193.
    "Per rendere migliore il mondo - Se agli insoddisfatti, ai malinconici, ai brontoloni si impedisse di riprodursi, già la terra si trasformerebbe come per incanto in un giardino di felicità." [MA, II, I, 278]

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    Predefinito Re: Parallelamente al presunto rito iniziato nella via Appia

    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio


    Nel tentativo di ripristinare un rito pubblico arcaico della religione romana, a favore della vittoria dell'Italia della I° Guerra Mondiale, Giacomo Boni ricostruì nel 1917 un'ara graminea basandosi su un passo di Orazio. Quest'ara particolare fu costruita con sei strati di "mattoni" di terra erbosa e addobbata con quattro festoni di alloro, nastri rossi, corone e sagmine ("fronde sacre") di olivo. Nelle intenzioni di Boni l'ara sarebbe dovuta diventare un altare pubblico sul quale ogni italiano avrebbe dovuto sacrificare quanto di più caro per favorire le sorti dell'Italia in guerra. L'ara però andò distrutta da un forte vento la notte del 23 ottobre 1917, nelle stesse ore in cui l'esercito austro-ungarico sfondava le linee italiane a Caporetto.

    Senza nulla togliere alla buona volontà, ai buoni intenti ed al valore di Boni, io penso che cercare di riattivare pubblicamente una ritualità civica dal sapore pagano romano antico sia stata una scelta generosa ma quanto meno affrettata da parte di Boni e di altri, in quegli anni.
    L’Italia di allora era lontana anni luce da tutto questo; ancor più lo è oggi, ovviamente.
    L’Italia era (ed è) pur sempre uno Stato politicamente giovanissimo , abitata da una popolazione plasmata da 1600 anni di Cristianesimo e, in Roma e nelle sue regioni centrali, plasmata (a mio parere negativamente) da secoli di malgoverno (generalmente) clericale, con uno scarso senso di unità nazionale che era in fieri allora come oggi.
    Quindi a mio parere occorreva evitare del tutto gli accenni a questa sacra dimensione della romanità, che non sarebbero stati capiti ( come infatti è – prevedibilmente- avvenuto) dai più; allora ed ancor più oggi le masse in Italia sono troppo lontane da questi orizzonti: un semplice rito civico di autentico amor patrio non verrebbe voluto, amato e capito dai più perfino senza riferimenti a questa dimensione profonda della romanità pagana antica, figuriamo con riferimenti in questo senso; non sono i tempi, questi, come non lo era il tempo di Boni.
    Ultima modifica di Tular; 01-10-14 alle 22:57

  6. #6
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    Predefinito Re: Parallelamente al presunto rito iniziato nella via Appia

    Citazione Originariamente Scritto da Tular Visualizza Messaggio
    Senza nulla togliere alla buona volontà, ai buoni intenti ed al valore di Boni, io penso che cercare di riattivare pubblicamente una ritualità civica dal sapore pagano romano antico sia stata una scelta generosa ma quanto meno affrettata da parte di Boni e di altri, in quegli anni.
    L’Italia di allora era lontana anni luce da tutto questo; ancor più lo è oggi, ovviamente.
    L’Italia era (ed è) pur sempre uno Stato politicamente giovanissimo , abitata da una popolazione plasmata da 1600 anni di Cristianesimo e, in Roma e nelle sue regioni centrali, plasmata (a mio parere negativamente) da secoli di malgoverno (generalmente) clericale, con uno scarso senso di unità nazionale che era in fieri allora come oggi.
    Quindi a mio parere occorreva evitare del tutto gli accenni a questa sacra dimensione della romanità, che non sarebbero stati capiti ( come infatti è – prevedibilmente- avvenuto) dai più; allora ed ancor più oggi le masse in Italia sono troppo lontane da questi orizzonti: un semplice rito civico di autentico amor patrio non verrebbe voluto, amato e capito dai più perfino senza riferimenti a questa dimensione profonda della romanità pagana antica, figuriamo con riferimenti in questo senso; non sono i tempi, questi, come non lo era il tempo di Boni.
    Credo sia un tentativo di rivitalizzare la tradizione, è personalmente non vedrei questo inopportuno (parlo esclusivamente di Boni). Ritrovare il rito per uscire dal tempo e legarsi con le origini, ovvero in Sacrum Facere per andare al principio......

 

 

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