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Discussione: Il Corano e la Scienza Moderna

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    Predefinito Il Corano e la Scienza Moderna

    Ho ritrovato una vecchia discussione che ebbi qualche tempo fa con un musulmano che cercava di convincermi del fatto che il Corano sarebbe la parola esatta di Dio attraverso la prova (secondo lui) che questo libro avrebbe anticipato di secoli alcune scoperte scientifiche. Il documento a cui attinse quella persona è evidentemente questo.
    Ho cercato di smontarlo in più punti ma un po' per mancanza di tempo un po' per mancanza di cultura riguardo alcune materie sono qui a chiedere un contributo a quanti abbiano voglia di fornirlo.

    Qui sotto posto le mie repliche. Chiunque può modificare o aggiungere qualcosa ai punti già affrontati o affrontarne altri rimasti in sospeso.

    Chiedo scusa in anticipo per gli eventuali strafalcioni che probabilmente ho scritto qua e là.

    Grazie
    Ultima modifica di Cuordy; 25-09-14 alle 23:16
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    Predefinito Re: Il Corano e la Scienza Moderna

    Egregio dottore, ho letto l’interessante documento e mi permetto di farle notare degli spunti critici, su cui mi rendo disponibile ad un piacevole dibattito. Esporrò gli stessi nel medesimo ordine in cui mi sono stati presentati.
    LA RISPOSTA:

    ASTRONOMIA

    Lei sostiene che il passo citato sarebbe la prova della conoscenza della teoria del Big Bang.
    Orbene, non posso che obiettare. Il passo enuncia, invece, la circostanza che Dio avrebbe creato tutto da un’unica massa compatta.
    Ciò, tra l’altro, segue lo stesso sviluppo che si trova similarmente anche nel libro della Genesi ma, a prescindere da ciò, si denota semplicemente che secondo il Corano Dio avrebbe creato tuttto l’universo a partire da una unica massa (di cui non si chiarisce l’origine, possiamo a questo punto assimilare il concetto all’assioma “All’inizio era il Verbo…” di nota memoria).
    Dio, insomma, ha creato tutto separandolo da un’unica massa. Come lo ha fatto? Se il Corano lo dice Lei non cita il passo, ma se ho ben compreso (mi perdonerà ho usato una traduzione italiana confrontata con una inglese, l’arabo non lo conosco) in 10 si dice che la creazione sarebbe avvenuta in sei giorni.
    Di esplosioni non vi è traccia, ovviamente nulla Le vieta di voler tradurre il passo intendendo che per separare la massa unitaria ci sia stata una esplosione, ma non leggo nel passo citato che Dio avrebbe fatto esplodere la massa, generando un’esplosione potentissima che avrebbe poi originato l’espansione dell’universo (questa è, in termini banali, la teoria del big bang che è ancora una teoria in quanto vi sono dei recenti sviluppi che aprono interessanti ipotesi di studio a riguardo modificandone lievemente il contenuto, ma non è questa, ritengo la sede per approfondire.).
    Proseguo, notando che Lei desume dal passo “poi si rivolse al cielo, che era fumo” che il Corano avrebbe predetto che la materia originatasi dall’esplosione fosse gas. Ciò interpretando il termine arabo “dukhan”.
    Dovendoci esprimere con precisione linguistica e chiarezza concettuale, come Lei insegna, mi trovo costretto a farle notare che Dio avrebbe parlato al “cielo e alla terra”, cioè, il fumo del cielo sarebbe stato coesistente alla terra, il che negherebbe l’assimilazione del concetto al gas originatosi dall’esplosione dal quale sarebbero poi succeduti i fenomeni della creazione dei pianeti e tutto il resto.
    Il passo citato non può in alcun modo far capire che l’Autore del Corano avesse cognizione né del Big Bang, né dei fenomeni successivi, tanto più che la creazione così come indicata in Corano 10 contrasta con quanto postula la teoria predetta.

    FORMA DELLA TERRA

    Mi perdonerà, ma pur comprendendo il Suo vivo sentimento religioso e la Sua evidente passione, trovo l’argomento poco credibile per come è stato impostato.
    Pretendere di assimilare al passo citato la nave di Sir Francis Drake è un’evidente forzatura, in quanto non vi sono riferimenti oggettivi che possano far logicamente credere all’assunto.
    Le domando, poi, come mai il Creatore del Corano, ipotizzato in Dio, avrebbe dovuto scomodare un europeo che avrebbe circumnavigato il globo “dimenticando”, per esempio, che Aristotele, circa nel 300 a.c. (e quindi in epoca antecedente) aveva dimostrato che la terra era sferica osservando la forma dell’ombra che la stessa proiettava sulla luna durante un’ecclissi.
    Ed è pacifico che Aristotele, rectius le sue opere, fossero note anche nel mondo arabo, spero non negherà la circostanza.
    Per quanto attiene l’interpretazione della parola “kawwara”, il termine, che postula l’arrotolamento potrebbe valere anche per un disco piatto, un lungo bastone, ovvero un cilindro, per cui non è certamente conclusivo.

    LUCE LUNARE

    Le conoscenze linguistiche che Lei finemente applica all’arabo coranico sono le medesime che si possono applicare al greco antico, che entrambi abbiamo studiato sicuramente al liceo, ritenendo che Lei abbia sicuramente una cultura umanistica.
    Il greco “selene” (lo scrivo con caratteri latini solo per comodità) ha il medesimo significato utilizzato dagli arabi, per cui a medesimo significato, medesima interpretazione.
    Idem dicasi, se volesse approfondire, per il sanscrito (ciandrà-mas).
    Aggiungo che come Le ho specificato sopra Aristotele aveva osservato le ombre proiettate dalla terra sulla luna e questo postula la conoscenza di una luminosità indotta, e che Pitagora credeva fosse un pianeta (il che non è dissimile dal vero, tenuto conto delle differenze tra pianeti e satelliti).
    Quindi non è solo l’Autore del Corano ad avere maturato una conoscenza sull’origine lunare quale quella ivi esposta, si trattava di un fatto acquisito da lungo tempo.
    Ogni tanto mi sovviene che Lei, nel tentativo di avvalorare la posizione che Le sta a cuore, prenda una posizione europa-centrica, che La porta a dimenticare i notevolissimi progressi scientifici che l’umanità aveva compiuto, al di fuori dell’Europa stessa, ben prima della “creazione” del Corano, trascurando, altresì, i contatti tra le popolazioni e lo scambio di informazioni pacificamente avvenuto.

    ROTAZIONE DEL SOLE

    Mi permetto di tralasciare il riferimento al buon Foscolo, che ha fatto una stupenda opera poetica ma che non era certo teso a fare propaganda scientifica, per cui la definizione del sole immoto ha valore di segno e non di scienza, così come tale dovrebbe essere, a quanto Lei afferma, lo stesso Corano.
    Per quanto attiene al resto, mi permetto di farle presente che già Anassagora postulava che il sole si muovesse, senza dimenticare il concetto del Dio Apollo che spostava il Sole, molto eloquente nel descrivere il concetto che l’Astro si muovesse secondo uno schema e alla sera fosse riportato alla sua “dimora”.
    Lo stesso potremmo ricordare per Aristarco di Samo.
    E se dovessimo parlare di meraviglie scientifiche come non menzionare il fatto che Eusebio di Cesarea ebbe a misurare, millenni fa, la distanza tra il Sole e la Terra con una precisione tale da avere uno scarto di circa l’1% rispetto al dato rilevato dalle moderne apparecchiature?
    L’uomo ha compiuto scoperte meravigliose, se Eusebio ha fatto ciò, non mi vi è da meravigliarsi di molto altro.

    FINE DEL SOLE

    Onestamente non comprendo il contenuto del capitolo, il passo che Lei cita si riferisce ad un movimento, non ad una fine.
    Ma se anche fosse vero (il che per quanto mi rugarda è negato) che il passo riferisse della fine del sole/mondo, non vi sarebbe molto di nuovo. Secondo i Maya il mondo finirà l’anno prossimo, vi sono messaggi di fine del mondo in ogni religione, è solo la data che non è ben identificata o si rivela errata.
    In questo il Corano, o almeno il passo che Lei cita, non fornisce neppure una indicazione, per cui, mi permetta, passo oltre.

    MATERIALE INTERSTELLARE

    Anche in questo caso, ho il dubbio che Lei abbia applicato ad un passo contenuti che non gli appartengono, si parla di ciò che vi è nel frammezzo tra i “cieli” e la terra.
    Potremmo quindi, argomentando in maniera oggettiva, pensare che tra cielo e terra vi sia tutto ciò che popola la terra, credo sarebbe una interpretazione più consona al testo.
    Si parla, poi, di “cieli”, al plurale, locuzione che non si applica certamente allo spazio, tenuto conto che la delimitazione è sempre la “terra”, al singolare.
    Ove si rinvenga un contenuto similare al plasma, una sua enunciazione o chiarimento, non mi è dato vedere.

    ESPANSIONE DELL’UNIVERSO

    Senza entrare nel merito del fatto che al momento l’espansione dell’universo è oggetto di dibattiti, rilevo che il passo che Lei cita non dice, nei fatti, gran che. Si tratta di una affermazione della potenza di Dio (ritengo che il plurale sia usato proprio per questo). Si parla di espansione del cielo ma non è certo comprovato che il cielo sia l’universo, altrimenti cadrebbe la precisione linguistica del Corano, visto che la volta celeste non è il cielo e il concetto non è assimilabile.

    FISICA

    Anche in questo caso, ho le netta sensazione che Lei attribuisca al passo significati che non gli competono.
    Vada per Democrito, citiamo anche, se mi consente Epicuro in materia di studi sull’atomo.
    La questione, a mio avviso, è mal posta: la credenza che vi fosse un elemento oltre il quale fosse impossibile scendere era, ed è, esatta.
    Quell’elemento era stato, erroneamente, identificato in qualcosa chiamato “atomo” il nome questo significa.
    Allorchè la scienza si avvide dell’esistenza di una particella molto piccola, la chiamò atomo in onore di Democrito e si ritenne comprovata la sua intuizione.
    Orbene, oggi si è visto che, nella realtà, le particelle “atomiche” elementari sono protoni, neutroni ed elettroni. Questo fa si che le acute osservazioni di Democrito siano ancora valide in campo prettamente speculativo, in quanto egli aveva ben compreso il concetto che alla base di tutto vi dovesse essere una particella elementare non divisibile ulteriormente. Per non scompaginare quanto oramai acquisito nell’immaginario, si sono definite dette particelle “subatomiche” ma nella realtà esse sono gli “atomi” cui accennava Democrito!
    L’errore fu di ritenere che detta particella fosse unica nel tipo, mentre nella realtà è dimostrato che sono di tre tipi (elettroni, protoni e neutroni) che interagiscono tra loro.
    Cosa dice, quindi, di scientificamente esatto il passo che Lei cita? Nulla.
    Se mi fosse stato detto che Dio ha creato protoni, elettroni e neutroni allora potremmo argomentare su una presa di posizione scientificamente convalidata, ma dire che “non c’è nulla di più grande di un atomo o di più piccolo di un atomo che non sia in un libro chiarissimo” è una locuzione che chiarisce la grandezza di Dio e la Sua onnipotenza, null’altro.
    Non si dice che l’atomo, inteso come quell’elemento base fosse “erratamente” ritenuto la particella più piccola, anzi, a ben vedere, sembra proprio che anche il Corano cada nel medesimo equivoco.

    GEOGRAFIA

    Ci sono dei momenti in cui mi sembra di capire che Lei vorrebbe proporre al lettore una prospettazione in cui il Profeta sarebbe stato poco più che un uomo della preistoria, azzerando millenni di conoscenze acquisite pacificamente per ogni dove.
    Lo zampilio dell’acqua dalle fonti, la pioggia derivata dalle nubi, sono tutti fenomeni conosciuti e ricavabili da una semplice osservazione empirica.
    Il Profeta colloca il Corano nel 600 d.c., epoca in cui la civiltà era in un momento di particolare splendore, non dimentichiamo i due imperi romani di occidente e di oriente e tutto quanto li ha preceduti.
    Tra l’altro i passi che Lei cita non chiariscono il concetto del ciclo dell’acqua, come Lei pretenderebbe di spiegare, ma solo l’origine divina dei fenomeni riscontrati.
    Sul punto sono numerosi gli autori greci che ritenevano che il vapore acqueo fosse portato dal vento nel cielo e causasse la pioggia, per cui, ancora una volta, nihil novi sub sole.

    GEOLOGIA

    Le faccio i miei complimenti per la precisione linguistica con cui ha chiarito i concetti relativi gli aspetti geologici della terra, ma ancora una volta, non posso che dissentire dal Suo punto di vista.
    Anzi, è proprio il Suo approccio, che porta a rinvenire nel Corano concetti espressi con chiarezza concettuale e precisione linguistica a fornirmi lo spunto.
    Posto che le montagne sono il frutto dello scontro di placche tettoniche o di fenomeni vulcanici, dire che esse “servono” per stabilizzare la crosta terrestre e confondere l’effetto con la causa.
    Le stesse, causate dagli scontri, rappresentano l’epilogo dello scontro e scaricando le energie delle faglie e delle placche, stabilizzano i movimenti sismici e tellurici.
    Ma dire che le montagne “servano” a tale scopo è inesatto e se dobbiamo ritenere che il Corano sia preciso, il concetto è errato.
    Ma c’è di più.
    Lei precisa che il termine usato è “pioli”, orbene, il piolo è qualcosa che si posizione sulla terra e si fa penetrare in essa, quindi esso ha una origine dall’alto verso il basso, le montagne sono l’opposto.
    E questo applicando una rigorosa analisi del concetto letterale che Lei mi informa è usato nel Corano.
    Orbene, questo sconfessa il Suo assunto, e conferma, invece, a mio avviso, il fatto che non vi sia una pretesa di verità scientifica alla base del Corano, le locuzioni usate portano ad una valutazione del testo su una base religiosa e di segno, ma non altrove.
    Può andar bene per il credente ritenere che Dio abbia voluto le montagne, ma non vi è altro riferimento scientifico. I fenomeni tellurici erano noti all’uomo dei tempi del Profeta per cui si ha null’altro che l’esplicitazione di un concetto noto.

    OCEANOLOGIA E TENEBRE ABISSALI

    Quanto ho detto sopra vale anche per questo argomento.
    Le foci dei fiumi erano navigate da millenni (Fenici, Greci, Egizi, Babilonesi, Mesopotamici…) ed essi avevano notato il fenomeno dello scontro tra le due correnti di acqua, quella dolce e quella salata, il fenomeno del reflusso, così come avevano ben studiato le maree.
    Lo stesso dicasi per le “tenebre abissali” e le correnti marine, erano fenomeni osservati, cui l’uomo non si sapeva dare una spiegazione ma che esistevano in natura, da qui è facile capire come gli stessi siano stati attribuiti a Dio, in mancanza di spiegazioni scientifiche, ottenute tempo dopo.
    Forse in alcuni momenti Lei confonde la dimostrazione scientifica di fenomeni con la loro constatazione.
    E lo stesso discorso che si può fare per il calamaro gigante.
    L’animale esiste da millenni, allorchè taluni rari esemplari giungevano morti a riva o venivano avvistati, i marinai, atterriti, pensavano a mostri e nascevano leggende.
    Oggi si è dimostrata la loro esistenza e l’animale è stato classificato e studiato.
    Ritenere di origine divina un testo antecedente alla classificazione di detti animali che parla degli stessi sarebbe risibile, ma il discorso vale per molti dei fenomeni che Lei riferisce.

    BIOLOGIA

    Che l’acqua sia fonte di vita l’uomo lo sa da sempre.
    Parliamo di Talete ed Anassimandro, che hanno ritenuto che l’acqua fosse fonte di vita e gli animali e l’uomo “provenissero dell’acqua”.
    Ricordiamo l’origine divina che gli uomini primitivi davano a fiumi, laghi ed al mare.

    BOTANICA

    Prendo atto del passo che Lei cita, ma che la sessualità riguardasse anche le piante è un dato come al solito conosciuto da millenni.
    Che poi ciò si estenda, come Lei dice, fino all’energia elettrica, agli atomi (ma qui Lei accorpa erroneamente i protoni con i neutroni, e quindi il ragionamento fila ancor meno) e addirittura agli extra terrestri… beh, mi viene solo da dire… verba generaliora non sunt appicicatoria.

    ZOOLOGIA

    Confondiamo i concetti: non vorremo negare che vi fosse conoscenza delle specie degli animali e del fatto che gli stessi appartenessero ad un genere!
    La classificazione fu successiva, ma il dato era palese, a meno che non si voglia dire che il Profeta nel 600 d.c. non avesse conoscenze acquisite dall’uomo da millenni.

    VOLO DEGLI UCCELLI E UCCELLI MIGRATORI

    Qui proprio dissento, è risibile la motivazione evoluzionistica, basata su riscontri oggettivi, e invece è credibile che sia Dio a sostenere gli uccelli?
    E’ risibile pensare che gli uccelli abbiano un istinto e delle capacità geneticamente derivate dall’evoluzione mentre è più semplice pensare ad un “programmatore”?
    E allora i dinosauri? E la chiara linea evolutiva che ha portato gli animali ad affinarsi? Tutto questo per Lei non ha senso?
    Ed è più facile pensare che Dio abbia programmato gli uccelli a migrare piuttosto che ritenere che ciò sia l’esito di una necessità di sopravvivenza a cui si sono adeguati?
    Beh, trovo difficile dialogare sul punto, La sua posizione non trae origine che dalla volontà di giungere ad avvalorare una tesi e a nulla più.

    COMPORTAMENTO DELLE API E MIELE

    Tratto insieme gli argomenti.
    La parola miele sembra derivare dall’ittita melit.
    Per millenni ha rappresentato l’unico alimento zuccherino concentrato disponibile. Le prime tracce di arnie costruite dall’uomo risalgono al sesto millennio AC circa.

    Anche nell’antico Egitto il miele era apprezzato, e le prime notizie di apicoltori che si spostavano lungo il Nilo per seguire con le proprie arnie la fioritura delle piante risalgono a 4000 anni fa. Durante gli scavi delle tombe dei faraoni sono stati rinvenuti vasi di miele ermeticamente chiusi il cui contenuto si era perfettamente conservato. Lo usavano anche per curare i disturbi digestivi e per creare unguenti per piaghe e ferite.
    I sumeri lo impiegavano in creme con argilla, acqua e olio di cedro, mentre i babilonesi lo impiegavano per cucinare: erano diffuse infatti le focaccine fatte con farina, sesamo, datteri e miele. Nel Codice di Hammurabi si ritrovano articoli con cui gli apicoltori erano tutelati dal furto di miele dalle arnie.
    La medicina ayurvedica, già tremila anni fa, considerava il miele purificante, afrodisiaco, dissetante, vermifugo, antitossico, regolatore, refrigerante, stomachico e cicatrizzante. Per ogni specifico caso era indicato un differente tipo di miele: di ortaggi, di frutti, di cereali o di fiori.
    I Greci lo consideravano “cibo degli dei”, e dunque rappresentava una componente importantissima nei riti che prevedevano offerte votive. Omero descrive la raccolta del miele selvatico; Pitagora lo raccomandava come alimento per una vita lunga.
    I romani ne importavano grandi quantitativi da Creta, da Cipro, dalla Spagna e da Malta. Quest’ultima pare anche derivarne il nome originale Meilat, appunto terra del miele. Veniva utilizzato come dolcificante, per la produzione di idromele, di birra, come conservante alimentare e per preparare salse agrodolci.
    Citare un passo di Shakespeare, che è pura letteratura, a sostegno di una tesi non è un procedimento che posso approvare. In più Lei incentra la Sua attenzione sempre sull’Europa e dimentica il resto del mondo, forse la Sua visione è più Europa-centrica della mia.
    Note erano le Api, noto il miele, l’apicultura era sviluppata da secoli.

    TELA DEL RAGNO

    Questo è un vero e proprio errore.
    La tela del ragno è un materiale dalle caratteristiche incredibili, dalla resistenza e capacità assolutamente insuperabili.
    Se fosse possibile creare un filo delle dimensioni di qualche mm con lo stesso materiale esso sosterrebbe ponti, essendo ben più resistente del filo di acciaio o del nylon.
    Sono le dimensioni rispetto a noi che lo fanno sembrare fragile, ma così non è.
    Per cui questo è il tipo errore di prospettiva cui poteva incorrere un uomo del 600 d.c., che osservava le cose non da un punto di vista scientifico ma prettamente empirico, senza valutare le cose dal reale punto di vista.
    Il passo disquisisce della debolezza della ragnatela, errando, Lei, poi, lo vuol riferire al fatto che il ragno ha una casa debole perché viene mangiato dalla femmina… non trovo il nesso.

    STILE DI VITA E COMUNICAZIONE DELLE FORMICHE

    Anche qui non rinvengo argomenti scientifici di sorta, è un passo ove si rinviene un animale parlante… come Lei stesso ammette poco dopo la letteratura è piena di esempi del genere.
    Volere a tutti i costi trovare un messaggio di preveggenza divina è una forzatura priva di logica, non si dice nulla di quello che Lei asserisce.

    FISIOLOGIA

    Anche in questo caso trovo che ci sia una forzatura eccessiva, vogliamo negare che la banale osservazione empirica dell’allattamento tra madre e figlio nei mammiferi non fosse avvenuta?

    EMBRIOLOGIA

    Ho fatto delle ricerche sul Dr. Moore e da quel che ho trovato pare che egli non sia un Musulmano, il che mi sembra strano.
    Ancora più strano è che la ricerca a cui Lei (ma non è il solo, questo pare essere un “cavallo da battaglia” molto usato) fa cenno non è stata pubblicata in alcun paper medico, in alcuna rivista, né divulgata in università od altro, credo sia apparsa unicamente in qualche giornale islamico o similia. Non ho neppure trovato un suo libro.
    E’ quindi chiaro che la sua tesi non trova riscontro presso i suoi colleghi ed ancora più chiaro come la tendenza ad usare questo esempio sia finalizzato ad impressionare il lettore inesperto con la citazione di un fantomatico studioso che avvalora la tesi.
    Le ho già contestato che Lei nel corso del Suo libro ha scelto selettivamente le esegesi che specificatamente supportano le sue affermazioni di accuratezza scientifica; questo naturalmente è molto arbitrario, e il motivo è molto semplice: perché Lei parte già dal presupposto che il Corano non possa essere sbagliato. Ma questo è precisamente quello che si vorrebbe dimostrare, quindi la questione di quale esegesi sia corretta rimane aperta.

    Ad esempio, l’autore Arabo Ibn Sina (Avicenna in italiano) ha provato a riconciliare le idee Aristoteliche con il Corano, mentre Bucaille o Moore, tanto per fare due nomi, hanno cercato di riconciliarlo con la scienza moderna. Ibn Sina ha interpretato il Corano come perfettamente in armonia con le ipotesi embriologiche di Galeno, mentre Moore ha interpretato il Corano come perfettamente in armonia con l’embriologia moderna. Perché dunque bisognerebbe accettare la sua interpretazione e non quella di Ibn Sina? Dal momento che questi significati sono scelti per farsi tornare i conti, sulla base di cosa si afferma che le altre interpretazioni sono erronee?
    Da quello che ho appurato, ma forse Lei mi sconfesserà, il Corano non afferma mai che il genitore di sesso femminile contribuisca con del materiale genetico, non vedo riferimenti al gamete femminile si parla di goccia mista o sperma mischiato.
    “Invero creammo l’uomo, per metterlo alla prova, da una goccia di sperma eterogenea e abbiamo fatto sì che sentisse e vedesse” (Piccardo, mi risulta sia abbastanza affidabile)
    Questo termine potrebbe benissimo riferirsi all’unione dello sperma con il sangue mestruale menzionato da Aristotele o dagli antichi embriologi Indiani, o all’ipotesi dei due spermi di Ippocrate e Galeno, o anche dall’osservazione diretta del mischiarsi di seme e fluidi vaginali li che avviene durante un rapporto sessuale. In altre parole il fatto che il Corano non menziona esplicitamente l’ovulo, insieme alla presenza di altre possibili e ben più probabili interpretazioni del testo, non rende logico l’assumere il primo e non i secondi.
    Si potrebbe anche affermare che il Corano non riconosce all’ovulo nessun ruolo, o addirittura ignora la sua esistenza.
    In sintesi, gli stadi del processo embriologico coranico dovrebbero essere questi:
    1. Polvere (secondo alcuni)/terra bagnata (secondo altri)/argilla (secondo lei, poco cambia)
    2. Nutfah (ritenuto essere sperma)
    3. Alaqa (sanguisuga, sangue raggrumato, aderenza)
    4. Mudgha (carne masticata, parzialmente formato e parzialmente non formato)
    5. Izhaam/Aitham (ossa)
    6. Izhaam coperto con Lahm (muscoli e carne)
    7. Un’altra creazione (feto?)
    A cosa corrisponde nella moderna Embriologia il primo stadio?
    Inoltre il verso 40:67 asserisce credo che il nascituro è formato direttamente dopo lo stadio di alaqa e gli altri stati non ci sono… ho l’impressione che l’argomento sia tutt’altro che chiaro.
    In ogni caso:
    1. Il Corano stesso omette di menzionare l’ovulo nella riproduzione umana, con evidenza dottrinale riguardo al fatto che il nascituro è visto essere il risultato dell’unione tra il seme dal genitore maschile e dal genitore femminile come “campo” (2:223). Dal momento che il suolo non fornisce materiale genetico al seme, è abbondantemente chiaro che il Corano considera il nuftah (sperma) come seme diploide.
    2. Il Corano include uno stadio iniziale di polvere/argilla che non può essere riconciliato con l’embriologia moderna.
    3. Gli stadi mancanti del verso 40:67 contraddicono gli altri versi embriologici
    Ma andiamo avanti nella valutazione di ciò che Lei scrive.
    Lei cita Corano XXXII/8, li si dice: “ha tratto la sua discendenza da una goccia insignificante di liquido”… non trovo riferimenti al singolo spermatozoo.
    Ritenere che una delle “tre tenebre” sia il grembo materno è pleonastico.
    Ritenere che le ossa nascano prima della carne è un errore, il feto si sviluppa armonicamente e le ossa non sorgono “prima” della carne.
    Le sottopongo poi una questione di interpretazione di Corano XXIII-78 da Lei citato.
    Il passo dice: “ha creato l’udito, la vista e i cuori”.
    Lei effettua una interessante ricostruzione dei fatti, e giunge a ritenere una prova delle origini divine del Corano il fatto che venga identificato l’udito prima della vista, in quanto recenti studi hanno comprovato che il senso dell’udito si sviluppa nel feto prima della vista.
    Perfetto, prendo per buono l’argomento e le rivolgo la questione in questi termini, dopo l’udito e la vista si sviluppano… i cuori?
    Quindi abbiamo più di un cuore e questi si sviluppano DOPO il senso dell’udito e della vista?
    Si sa che il diavolo sta nei dettagli.. ma se si deve interpretare tutto in una chiave precisa è errato quello che leggo.
    Oppure nella realtà il passo elenca semplicemente dei fattori e, quindi, non vi è alcun riferimento scientifico da riportare, il che mi sembra meglio per tutti.
    Lei poi assume che il Corano avrebbe identificato l’esistenza delle impronte digitali, ma il passo che cita dice altro, ovvero che Dio saprà riordinare i corpi persino dalle falangi e ciò è un chiaro argomento teso a significare la potenza Divina che tutto può a discapito delle difficoltà incredibili, la metafora di un campo pieno di falangi è come dire un ago in un pagliaio.

    CONCLUSIONE

    Ne concludo, che forse io, per Lei, non avrò intelletto, oppure ho una “disfunzione” al “centro di sensibilità religiosa insito nel cervello”… che se fosse comprovato esistere farebbe di Lei uno scopritore di un’area della nostra mente ancora non identificata e catalogata.
    Non so dirle se i contenuti in questione potranno indurre qualcuno a “ritornare all’Islam”, posso dirLe che l’ho letto e nessuno degli argomenti che Lei ha esposto (con sicura competenza linguistica ma sulla cui chiarezza concettuale non posso concordare) è stato in grado di farmi valutare l’origine divina del Corano.
    Sto affrontando al momento questioni relative altre valutazioni numerologiche un poco più complesse, su cui mi intratterrò magari in futuro.
    Ed infine, se dovessi oggi, in base alle mie misere conoscenze valutare il Corano, lo definirei, citando Hegel: “la notte in cui tutte le vacche sono nere”.
    Sperando di averLe chiarito il mio personale punto di vista, rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento potesse esserle utile, lieto del dibattito e dell’occasione di scambio intellettuale.



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  3. #3
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    Predefinito Re: Il Corano e la Scienza Moderna

    L'hai scritto veramente te questo testo? Senza offesa non mi sembra minimamente il tuo stile di scrittura.
    In ogni caso, e mi rivolgo sia a te che all'altra parte, se non sapete di cosa state parlando fate più bella figura a non parlarne.

    Comunque mi limito a ricordare che una teoria scientifica è un modello, solitamente scritto con il linguaggio della matematica, in grado di fare previsioni o di spiegare quello che osserviamo entro un certo errore.
    Dire che "Non sanno dunque i miscredenti che i cieli e la terra formavano una massa compatta? Poi li separammo e traemmo dall’acqua ogni essere vivente. Ancora non credono?" non ha alcun valore di tipo scientifico.
    Io non mi sento italiano,
    ma per fortuna o purtroppo lo sono.

  4. #4
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    Predefinito Re: Il Corano e la Scienza Moderna

    Orbene, oggi si è visto che, nella realtà, le particelle “atomiche” elementari sono protoni, neutroni ed elettroni. Questo fa si che le acute osservazioni di Democrito siano ancora valide in campo prettamente speculativo, in quanto egli aveva ben compreso il concetto che alla base di tutto vi dovesse essere una particella elementare non divisibile ulteriormente. Per non scompaginare quanto oramai acquisito nell’immaginario, si sono definite dette particelle “subatomiche” ma nella realtà esse sono gli “atomi” cui accennava Democrito!
    L’errore fu di ritenere che detta particella fosse unica nel tipo, mentre nella realtà è dimostrato che sono di tre tipi (elettroni, protoni e neutroni) che interagiscono tra loro.
    Cosa dice, quindi, di scientificamente esatto il passo che Lei cita? Nulla.
    A dire il vero protoni e neutroni non sono oggetti elementari, ma composti da gruppi di 3 quark di differenti sapori e colori (il colore come il sapore indica una proprieta quantica, non e' un colore nel senso comune del termine).

    Il resto delle presunte "prove coraniche" della presunta grande saggezza del presunto Allah sono talmente rozze da risultare incommentabili.

  5. #5
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    Predefinito Re: Il Corano e la Scienza Moderna

    A dirla tutta a fianco degli elettroni ci sarebbero anche muoni, taoni (più relative antiparticelle e relativi neutrini) e ovviamente i mitici bosoni.
    Comunque anche se nel corano ci fosse scritto, "Terra e cielo sono fatti di protoni, neutroni, elettroni, ecc.", questa affermazione, se non è corredata di dati sperimentali e di una solida teoria matematica, non ha valore scientifico e non la si potrebbe comunque ritenere fondante la fisica delle particelle.
    Ha lo stesso valore dell'affermazione "la luna è fatta di formaggio".
    Ultima modifica di Venom; 26-09-14 alle 12:30
    pseudovector likes this.
    Io non mi sento italiano,
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  6. #6
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    Predefinito Re: Il Corano e la Scienza Moderna

    Il punto resta uno, ed e' molto semplice: da un Essere onniscente e superintelligente ci si aspetterebbe qualcosa di meglio di 4 baggianate mezzo giuste e mezzo sbagliate diluite in un cumulo di fesserie e ingenuita' che invece si addicono benissimo ad un popolo di contadini e pastori di qualche secolo addietro.

  7. #7
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    Predefinito Re: Il Corano e la Scienza Moderna

    Citazione Originariamente Scritto da pseudovector Visualizza Messaggio
    A dire il vero protoni e neutroni non sono oggetti elementari, ma composti da gruppi di 3 quark di differenti sapori e colori (il colore come il sapore indica una proprieta quantica, non e' un colore nel senso comune del termine).
    Ti spiacerebbe riscrivere in maniera corretta quel mio commento?

    Il resto delle presunte "prove coraniche" della presunta grande saggezza del presunto Allah sono talmente rozze da risultare incommentabili.
    Fai uno sforzo se ti va.
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


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  8. #8
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    Predefinito Re: Il Corano e la Scienza Moderna

    Citazione Originariamente Scritto da Cuordy Visualizza Messaggio
    Ti spiacerebbe riscrivere in maniera corretta quel mio commento?



    Fai uno sforzo se ti va.
    Non e' che sia sbagliato quello che hai scritto, a parte che le particelle elementari sono 3 famiglie di coppie di fermioni (6 quark), 3 famiglie di coppie di leptoni (elettroni, mu, tau e neutrini) e i bosoni (i W uno Z neutro e il fotone, piu l'Higgs e i gluoni)... Gli "atomi" di democrito sono questi.

    I protoni sono agglomerati di tre quark: up-up-down, mentre i neutroni: up-down-down


  9. #9
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    Predefinito Re: Il Corano e la Scienza Moderna

    Comunque un protone (o un neutrone) non può essere scisso in quarks, quindi in questo senso possiamo considerarli indivisibili (atomo).
    Ultima modifica di Venom; 26-09-14 alle 14:22
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  10. #10
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    Predefinito Re: Il Corano e la Scienza Moderna

    OK, l'abbiamo capito che tutto sommato quel punto l'ho affronticchiato bene. Quindi se volete contribuire a modificare altri punti già trattattati o ad affrontarne altri sarebbe più utile. :P
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