‘Why Not’ dopo la condanna si complica la situazione del sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Il primo cittadino dovrebbe, sulla base degli effetti della Legge Severino, rassegnare le proprie dimissioni. Ma il diretto interessato non ci sta e passa al contrattacco.
DE MAGISTRIS, C’È UNO STATO PROFONDAMENTE CORROTTO - “Siamo di fronte a uno Stato profondamente corrotto”, dice in Consiglio comunale il sindaco Luigi De Magistris, ribadendo di essere “uomo delle istituzioni” e di non volersi “far trascinare” a perdere tale fiducia. “Le istituzioni sapranno riparare a queste violazioni di legge”, ripete riferendosi alla sua condanna nel processo Why Not.
DE MAGISTRIS “LEGGE SEVERINO? LEI DIFENSORE CONTROPARTE” – “Vorrebbero applicare per me la sospensione breve, in base alla legge Severino, un ex ministro della Giustizia che guarda caso è difensore della mia controparte nel processo a Roma. E la norma è stata approvata mentre il processo era in corso”. Così il sindaco Luigi De Magistris parlando in Consiglio comunale.
DE MAGISTRIS “VADO AVANTI,SI DIMETTANO GIUDICI WHY NOT” – “Mi chiedono di dimettermi per questa condanna, ma guardandosi allo specchio e provando vergogna devono dimettersi quei giudici (della sentenza ndr)”. Così in consiglio comunale il sindaco Luigi De Magistris. “Sono fiducioso che questa esperienza di governo possa andare avanti fino al 2016″.
GRASSO “PER DE MAGISTRIS CI SARÀ COMUNQUE PROVVEDIMENTO” - “Dimissioni del sindaco de Magistris? Non ho un’opinione in proposito, certamente valuterà al meglio la situazione”. Così a Napoli il presidente del Senato, Pietro Grasso. “Sa benissimo che se non lo dovesse fare ci sarebbe comunque un provvedimento da parte del prefetto non appena si renderà esecutiva oppure si depositerà la motivazioni”, ha aggiunto.
GRASSO “DE MAGISTRIS? LEGGE SEVERINO VA APPLICATA”*- “La legge Severino è una legge che va applicata, è stata già applicata anche ad altri sindaci. Penso sia inevitabile che sia applicata”. Così il presidente del Senato, Pietro Grasso sul caso De Magistris. “Poi naturalmente ci sarà il seguito dell’appello, dell’impugnazione che potrà eventualmente dare un contorno definitivo alla vicenda”.
PARISI “DE MAGISTRIS IN CERCA DI VISIBILITA” -*“Abbiamo sempre pensato che si trattasse di un’inchiesta infondata e priva di giustificazione. Credo che la molla primaria sia stato il desiderio di visibilità di De Magistris“. Lo afferma Arturo Parisi in un’intervista al Corriere della Sera chiarendo però che, se “di sicuro ‘Why Not’, per il momento in cui emerse e per le modalità con le quali venne condotta, contribuì a rendere ancora più elettrica l’atmosfera, amplificando tensioni esistenti, non fu la causa principale della fine dell’esecutivo”.*“Chiunque agisce sulla scena pubblica deve essere preparato a rispondere alle domande dei cittadini e di chi le pone nel loro interesse, e mi riferisco alla magistratura così come ai mass media” osserva Parisi. “Deve essere però anche chiaro che chi pone le domande deve essere a sua volta preparato a dar conto del perché e del come ricerca le risposte. Non è ammissibile che la sola domanda sia indizio di colpevolezza. Meno che mai è ammissibile che chi indaga agisca per fini e con mezzi contrari alla legge e all’interesse pubblico”.
*
WHY NOT: MASTELLA “NON PROVO ALCUNA SODDISFAZIONE”*- “Io sono stato umiliato e devastato da quella inchiesta e dalle campagne di stampa. Non provo alcuna soddisfazione. Spero soltanto che la mia vicenda dimostri che questo modo di fare è disastroso. Ci sono state due conclusioni: la mia fine di condannato in piazza e la fine di De Magistris condannato in tribunale. Ora a me che viene in tasca? Dopo di che, certo, se me lo avessero detto allora che le cose sarebbero andate così… Adesso ricevo telefonate che mi fanno piacere, soprattutto da sinistra”. A dirlo è Clemente Mastella in un’intervista alla Stampa. Sulla riforma della giustizia, “la politica è tuttora troppo debole, ma vorrei dire a Renzi di trarre profitto dal momento: ora anche i giudici non godono più del consenso di una volta: si siedano, ragionino su che fare”, afferma Mastella. “Sia messo in chiaro che nessuno vuole ridimensionare la magistratura, ma le si deve chiedere di agire con logica mitezza. Ancora oggi si spinge al di là di qualsiasi limite, ed esercita un potere per il quale non risponde a niente e a nessuno. Io sono morto politicamente non per un’indagine, ma per un clima”.

Giuseppe Spadaro

Scritto da: Redazione
----------------------------------------------------------------
|Clicca qui per leggere l'articolo|
----------------------------------------------------------------
|Clicca qui per leggere gli articoli in Primo piano|